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Write about: Guerra Ucraina Russia, le ultime news di oggi 24 febbraio. DIRETTA
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“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
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“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
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A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
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Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.n “Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).n Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.n La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
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A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
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Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
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“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
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Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
“,”postId”:”6eb62d5d-78ed-4822-a77c-12ab1e09f72b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:27:07.312Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:27:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide””,”content”:”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
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Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.
nn”,”postId”:”9c3f187b-b44c-4b7e-bd25-ee5051be58b8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:15:48.838Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:15:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione””,”content”:”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
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“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
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“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
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“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
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“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
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L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
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Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
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“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
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“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
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Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
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“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
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La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
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Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
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“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
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Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
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“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
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“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
n”,”postId”:”28df9712-9543-475d-957e-d84a7055e946″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:24:00.086Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:24:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino”,”content”:”
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
“,”postId”:”052b6a35-4946-4fa9-b520-a9c1c5fc3b7f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:20:00.327Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:20:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zakharova: “Prima di un eventuale accordo affrontare la questione dell’espansione Nato””,”content”:”
Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
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“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
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L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
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La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
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Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
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Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
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La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
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“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
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Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
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Gli anniversari servono a fare bilanci, ma anche a tracciare prospettive, e se per l’Ucraina il bilancio è pesante, il futuro è più incerto che mai.
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“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.
“,”postId”:”5b847d39-a639-4781-a9d8-af6b5bf31cdf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:26:00.965Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:26:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace””,”content”:”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
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Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
“,”postId”:”33f9c036-2878-400d-b0b9-6697e4504604″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:21:00.120Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:21:00+0100″,”video”:{“videoId”:”1076948″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/ucraina-oggi-quarto-anniversario-dallinizio-del-conflitto-1076948″},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO”,”postId”:”b18cd3d1-bb58-4ad8-ba90-0d749b214202″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:16:43.702Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:16:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta”,”content”:”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
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“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
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La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
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Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
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Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
“,”postId”:”70ba2d45-d32a-4509-b36f-ae3fc0b45bc1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:08:16.809Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:08:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua””,”content”:”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
“,”postId”:”a4ff7b73-fe81-4d6b-8d42-b6e37c7ee019″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:06:00.851Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:06:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Unità Ue-Usa non facile, grazie a chi la preserva””,”content”:”
“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
“,”postId”:”b62e32c6-b703-4bf3-9f56-a7fcf6bb8acb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:05:39.353Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:05:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Vietare l’ingresso in Ue a chi ha sostenuto l’invasione””,”content”:”
“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
“,”postId”:”908a312b-38a4-445b-b56e-3003736232a6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:00:46.749Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:00:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cremlino: “Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev””,”content”:”
Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
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Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
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“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
“,”postId”:”227d6f4d-8a61-4314-bcb4-aa203240b1c1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:54:04.505Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:54:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Ban da Europa a partecipanti invasione russa””,”content”:”
“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
“,”postId”:”57ae2f2e-6d2e-4862-9f65-4fb486451bbd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:53:33.024Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:53:33+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca: “Gran Bretagna e Francia vogliono fornirle armi nucleari””,”content”:”
Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
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“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
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La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
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“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
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“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
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Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
“,”postId”:”97481758-cf40-4e3f-924d-61ef756e50c8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:44:24.831Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:44:24+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra””,”content”:”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
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Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
“,”postId”:”0dbf99e7-b750-45b8-82d5-8c8e8572c198″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:41:42.986Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:41:42+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino””,”content”:”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
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“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
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“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
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“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
“,”postId”:”6593f0b2-5d9c-4522-8d16-efd8a07973f9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:27:00.798Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:27:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno””,”content”:”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
“,”postId”:”b0d00dbc-d261-4301-9e83-ceefbadd1463″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:23:21.471Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:23:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban” (2)”,”content”:”
La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
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L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
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“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
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Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
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Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
“,”postId”:”d3583fe5-9b26-4b9c-b0f4-185f902e8145″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:03:57.962Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:03:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato””,”content”:”
Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
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”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
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”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
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Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
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Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
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“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
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”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
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“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
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Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
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“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
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“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
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Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
“,”postId”:”320de8bb-7160-4d23-a2fb-f37cb6b347a9″,”postLink”:{“title”:”Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra'”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-zelensky-putin-intervista.htm”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0606e9ce7eebe33c4f2e95659e0490fa13501b6b/skytg24/it/mondo/2025/06/03/ucraina-russia-guerra-trattative-pace-tregua-prigionieri/putin_zelensky_ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:36:43.753Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:36:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile””,”content”:”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
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”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
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In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
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“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
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La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
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“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
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“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
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Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
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Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
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Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
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“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
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I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
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Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
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“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
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Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
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“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
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“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
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Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
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Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
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“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
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“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
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Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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A quattro anni dall’inizio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono a Kiev per ribadire la vicinanza al popolo ucraino, ma pesa lo scontro totale in atto con il presidente ungherese Viktor Orban. In una doppia mossa l’Ungheria ha bloccato il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e posto il veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Per approfondire:
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Zelensky: “L’oleodotto Druzhba distrutto più volte da Mosca”
“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
Von der Leyen: “Adesione Kiev possibile; data dipende da merito”
La presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina di
entrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kiev
verso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membro
dell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato sui
meriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipende
dal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme al
presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,
Volodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’
con cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,
non facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e a
modernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionante
vedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stia
combattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von der
Leyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quanti
progressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una data
chiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto di
riferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,
predire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’
assolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostro
obiettivo”, ha concluso von der Leyen.
Ucraina: a Torino Mole Antonelliana si illumina di blu e giallo
Nel quarto anniversario dell’invasione
dell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.
Questa sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, con
i colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega il
Comune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro anni
di morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di un
Paese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindaco
di Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume un
significato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucraina
(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccio
cromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popolo
colpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
Fazzolari: “Vannacci? In coalizione chi condivide il programma, anche su Kiev”
“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
Von der Leyen: “Accelerare sulla riparazione dell’oleodotto Drubzha”
“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
Londra nega i piani per dotare Kiev di armi nucleari: “Mosca mente”
Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Socialisti Ue: “Se Orban non rimuove i veti usare asset russi congelati”
“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.
“Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
Fazzolari: “In 2026 proseguono aiuti. Anche militari”
“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero anno
continueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.
Quindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.
Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4
anni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e il
risorgimento Ucraino’.
Fazzolari: “Oggi pace è anche interesse Russia”
“L’Italia, insieme ai suoi partner europei e
atlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazione
ucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a una
trattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente oggi
le condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto il
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,
rispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegno
organizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lotta
per la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento
Ucraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione di
pochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un fronte
sostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovare
un accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anche
grazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, ha
aggiunto.
Zelensky: “Spero adesione Ue 2027 fattibile; no blocco decenni”
“E’ fondamentale che abbiamo iniziato a
lavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica per
l’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesione
dell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sia
realizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,
in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio
Costa. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesione
per decenni”, ha aggiunto.
Zelensky: “Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni”
“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20
sanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.
Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenza
stampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
“Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questa
e’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti i
leader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tutta
l’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quelli
che nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutano
l’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
Ue: “Su nuovi passi sull’art. 7 contro Budapest decidono i Paesi”
“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.
La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
Costa: “Continueremo a sostenere processo adesione Ue”
“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressi
nelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processo
di adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazione
che porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire i
vostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenere
l’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente del
Consiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kiev
dove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,
Ursula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasione
russa.
Von der Leyen: “Prestito Kiev ci sarà, abbiamo diverse opzioni”
“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Il
prestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nel
Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’
essere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.
Voglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lo
ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, Volodymyr
Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Fazzolari: “Ciò che è sensato per i russi non sarebbe utile per Putin”
“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
“La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
Zelensky: “Grazie all’Europa, l’Ucraina non è sola”
“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possono
avvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nelle
acque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.
Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero
possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che
trasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino
Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90
miliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’
rapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoi
attacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostra
popolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegno
energetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per la
disponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategia
energetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una delle
decisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.
“Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.
Deve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa
Nel quarto anniversario della nuova invasione
russa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegno
all’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare un
processo di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portare
le parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7
sottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,
possono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guida
dell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore il
sostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,
inclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.
“Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo di
euro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquisto
di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.
Un sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista del
prossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegno
anche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per la
riabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno dei
bambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro e
incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano i
leader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiuti
umanitari alla popolazione ucraina.
Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia”
“A quattro anni dall’inizio della guerra in
Ucraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,
l’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno della
Coalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido per
porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e
intensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Alto
rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas al
termine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petroliere
ombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anche
capovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dalla
pressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pace
duratura in Europa” ha concluso.
Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.
“L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo”
“In occasione del quarto anniversario
dell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio e
coerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Il
nostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastro
strategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radici
democratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungo
periodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento del
disegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,
ma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostra
visione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigente
dell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:
proteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostra
liberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia ha
scelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missione
come priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senato
– riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli
d’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programma
Giovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti di
altre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviati
che sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questo
indirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,
dalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superando
le ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesi
comune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’
prescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie di
sicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto e
confermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dalla
parte della civilta’ occidentale”.
Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
Scalfarotto: “Calenda strumentalizza dolore della guerra”
“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.
“Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.
Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online”
Il presidente russo Vladimir Putin ha
dichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che ha
ucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutato
online. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamento
online comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivo
e poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiarato
il capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin ha
aggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapeva
nulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’
limitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusate
di fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari e
terroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sono
rimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazione
ferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo ha
aperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze o
ordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.
Il ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’
avvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso un
ordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,
secondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russo
di 22 anni.
Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato
La commissione Esteri e Difesa del Senato ha
votato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire in
Aula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hanno
partecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hanno
tutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dalla
Camera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questo
pomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbe
arrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senato
la questione di fiducia.
Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi”
“Dire che siamo delusi dalla congiuntura
attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa
giornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta
scala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per la
Democrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa al
termine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sul
veto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sulla
possibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.
“Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino gli
impegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglio
europeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina con
l’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamente
al programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.
Crediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamente
a una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.
“L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.
Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da parte
del Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.
Tuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concludere
sull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti in
Consiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuato
McGrath.
Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov”
La Russia ha avviato un’indagine penale nei
confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di
“favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente il
braccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzata
in Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficiale
Rossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sulla
base di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”
(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligence
occidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato il
rallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definito
molteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzare
decine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallo
Stato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino per
costruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamente
controllato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine su
Durov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, Dmitri
Peskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ di
materiale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare una
minaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e la
riluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermato
Peskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure che
ritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazeta
ha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presunti
complotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decine
di migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio della
guerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare del
tutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari e
del suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
Ucraina, Calenda: “Io a Kiev ma governo e leader opposizione?”
“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,
Schlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E non
capisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rotta
molto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Aria
che Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversario
della guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Non
so cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avuto
incontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidan
dove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessun
rappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Non
c’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venuti
qua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.
Mi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non si
viene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.
Io penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – ha
rimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ agli
ucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
Ucraina, Braga: “Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali”
“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
Senato: i colori dell’Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama
Il Senato della Repubblica ricorda il quarto
anniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di Palazzo
Madama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori della
bandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’
25 febbraio.
Mosca: “Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari”
I piani di Francia e Regno Unito di
fornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrle
influenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca ne
informera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo
Yuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, ha
dichiarato parlando alla tv russa.
Putin: “L’esplosione della scorsa notte comandata a distanza”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.
“Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).
Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.
La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.
©Ansa
Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
Palazzo Chigi: “Dall’Italia costante e convinto sostegno all’Ucraina”
“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
Tusk: “La coalizione dei Volenterosi parla a una sola voce”
“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
Medvedev: “Lecito attacco nucleare contro Paesi che danno armi atomiche a Kiev”
L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
Metsola: “Firmato prestito 90mld per conto Pe”
“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
Kiev: “Drone truppe russe su azienda municipale di Kherson, ucciso un uomo”
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
Al Pe solo M5s e Vannacci contrari al testo pro-Kiev. Lega e Avs astenuti
Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
Kiev: “Grazie all’Italia per il costante sostegno, lavoriamo ad una pace giusta”
“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
Medvedev: “Se armi atomiche a Kiev potremo attaccare Gb e Francia”
La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
Russia, un morto per l’attacco di un drone ucraino nella regione di Belgorod
Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
Ucraina, Zuppi: “L’Europa lavori sempre di più per il dialogo”. VIDEO
Zelensky: “Serve la pace ma dobbiamo prepararci ad altri scenari”
“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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Vannacci: “La Russia sta vincendo”
La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
Zakharova: “Prima di un eventuale accordo affrontare la questione dell’espansione Nato”
Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
Ucraina, Zuppi: “Vaticano continui con la missione umanitaria”. VIDEO
Analisi Afp: “L’avanzata russa dell’ultimo anno supera i 24 mesi precedenti”
L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono dotare Kiev di armi nucleari”
La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
Soldati russi alla Bbc: “Comandanti torturano e uccidono chi non vuole combattere”
Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
Ucraina, la premier: “Quattro anni di coraggio e resilienza, grazie a chi difende il Paese”
La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.

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Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO
Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
Armi nucleari a Kiev, Cremlino: “Ne terremo conto nei negoziati”
Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
Mosca: “Conquistato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione ucraina di Zaporizhzhia”
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
Zelensky: “Unità Ue-Usa non facile, grazie a chi la preserva”
“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Vietare l’ingresso in Ue a chi ha sostenuto l’invasione”
“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
Cremlino: “Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev”
Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
Sa’ar: “Israele dona 117 generatori mobili all’Ucraina”
Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
Zelensky: “Prestito Ue decisione importante, va attuata”
“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Ban da Europa a partecipanti invasione russa”
“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
Mosca: “Gran Bretagna e Francia vogliono fornirle armi nucleari”
Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
Zelensky: “Senza chiara data adesione Ue Putin ci dividerà”
“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
Metsola: “Popolo resiste con fermezza a difficoltà quasi inimmaginabili”
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
Zelensky: “Non è la prima volta che Mosca cerca di far crollare l’Ue”
“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Rutte: “Imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti”
“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
Ucraina, Cipro: “Essergli a fianco è dovere come europei”
“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
Albares a Kiev per mostrare il sostegno della Spagna all’Ucraina
Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Sybiha ringrazia l’Italia: “Lavoriamo insieme alla pace”
Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
Zelensky: “Putin non accetta vite diverse, in guerra continua”
“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
Zelensky: “Russia dittatura mentalmente instabile; antieuropea”
“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban” (2)
La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
Ue: “Accelerare sull’istituzione del tribunale speciale per l’Ucraina”
L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban”
“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono fornire armi nucleari a Kiev”
Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
Zelensky mostra in video per la prima volta il bunker sotto i suoi uffici
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato” (2)
Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato”
Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
Starmer: “La Russia non vincerà questa guerra”
”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
Londra aggiunge 297 nomi nella lista delle sanzioni
Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
Nuove sanzioni Gb a Mosca nel 4° anniversario di guerra, petrolio nel mirino
Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
Fontana: “Mettere fine all’inutile strage”
“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
Kallas: “Il futuro di Kiev è nell’Ue, sia l’ultimo anniversario di guerra”
”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
Zelensky: “Trump non cada nel gioco di Putin, resti al nostro fianco”
“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
Starmer promette nuovi aiuti all’Ucraina: “La Russia non vincerà”
Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
Rutte: “Quattro anni di coraggio; saremo con voi”
“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
Guerra Ucraina, Zelensky: “Putin ha fallito gli obiettivi, Trump resti dalla nostra parte”
Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra’
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Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
Metsola: “A fianco di Kiev per pace giusta e duratura”
”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Vertici Ue: “Lavoriamo con Kiev a nuovo piano per l’energia”
“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
Fondatore Telegram Durov indagato per favoreggiamento terrorismo
In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
Vertici Ue: “Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione”
“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
Ucraina, oggi quarto anniversario dall’inizio del conflitto
Macron: “La guerra triplo fallimento per Mosca, sbaglia chi conta su nostra stanchezza”
La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
Macron: “Avanti con la Coalizione dei volenterosi”
“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
Merz: “Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”
“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
Zelensky a Trump: “Resti dalla nostra parte”
Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev
Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
Tajani: “Pace giusta e duratura unica scelta, noi sempre con il popolo”
“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
Leader Paesi nordici e Baltici a Kiev per anniversario della guerra
I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
La Russa: “Resistenza Kiev miracolo, sconfitta Russia, non vanificarla, pace sia giusta”
Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
Ucraina, abbattuti 111 droni russi nella notte; 5 morti in raid
Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
Merz: “Solo con forza comune porremo fine alla guerra”
“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Berlino, Parigi e Varsavia: “Serve una pace giusta per Kiev”
Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
Zelensky: “Putin non ha vinto, faremo di tutto per pace giusta”
“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Zelensky: “Putin doveva prendere Kiev in 3 giorni; oggi 4 anni”
“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
Guerra in Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
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Costa: “Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà”
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
Von der Leyen a Kiev: “Pace alle condizioni dell’Ucraina”
“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
Costa: “Garantire una pace giusta e duratura”
“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
Esplosione davanti a una stazione di Mosca, morto un agente
Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
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“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
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A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
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Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
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“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
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La presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina dinentrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kievnverso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membrondell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato suinmeriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipendendal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme alnpresidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,nVolodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’ncon cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,nnon facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e anmodernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionantenvedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stiancombattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von dernLeyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quantinprogressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una datanchiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto dinriferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,npredire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’nassolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostronobiettivo”, ha concluso von der Leyen.
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Nel quarto anniversario dell’invasionendell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.nQuesta sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, conni colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega ilnComune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro annindi morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di unnPaese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindacondi Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume unnsignificato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucrainan(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccioncromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popoloncolpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
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“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
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“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
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Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
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“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
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“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.n “Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
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“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero annoncontinueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.nQuindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.nLo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del ConsiglionGiovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4nanni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e ilnrisorgimento Ucraino’.
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“L’Italia, insieme ai suoi partner europei enatlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazionenucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a unantrattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente ogginle condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto ilnSottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,nrispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegnonorganizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lottanper la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimentonUcraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione dinpochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un frontensostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovarenun accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anchengrazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, hanaggiunto.
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“E’ fondamentale che abbiamo iniziato anlavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica pernl’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesionendell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sianrealizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,nin conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, AntonionCosta. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesionenper decenni”, ha aggiunto.
“,”postId”:”fb8bac5d-8c21-4918-bc9a-b4ee8632b617″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:37:51.360Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:37:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni””,”content”:”
“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20nsanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.nLo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenzanstampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.n”Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questane’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti inleader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tuttanl’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quellinche nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutanonl’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
“,”postId”:”24250743-4082-46d5-a833-7552522bdc86″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:37:12.977Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:37:12+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ue: “Su nuovi passi sull’art. 7 contro Budapest decidono i Paesi””,”content”:”
“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.n La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
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“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressinnelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processondi adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazionenche porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire invostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenerenl’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente delnConsiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kievndove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,nUrsula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasionenrussa.
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“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Ilnprestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nelnConsiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’nessere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.nVoglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lonha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, VolodymyrnZelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
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“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.n “La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
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“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
“,”postId”:”aae5d26a-e7fd-42cc-a69a-b3697be8a704″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:28:49.840Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:28:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe””,”content”:”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possononavvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nellenacque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.nAbbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebberonpossibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio chentrasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucrainonVolodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente dellanCommissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90nmiliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’nrapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoinattacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostranpopolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegnonenergetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per landisponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategianenergetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una dellendecisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.n”Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.nDeve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
“,”postId”:”7816424e-3662-4cfb-bcfa-24f03aaebbf6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:27:54.341Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:27:54+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori””,”content”:”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
“,”postId”:”6c4a9679-335f-4db3-a55a-23f374fa7e95″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:26:08.629Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:26:08+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra””,”content”:”
“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
“,”postId”:”bec095a6-54a9-4b8e-90de-9f75b6d99dfa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:18:52.669Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:18:52+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa”,”content”:”
Nel quarto anniversario della nuova invasionenrussa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegnonall’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare unnprocesso di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portarenle parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7nsottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,npossono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guidandell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore ilnsostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,ninclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.n”Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo dineuro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquistondi attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.nUn sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista delnprossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegnonanche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per lanriabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno deinbambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro enincondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano inleader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiutinumanitari alla popolazione ucraina.
“,”postId”:”76e1f62f-2125-4c33-92c5-598a9614b46d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:12:26.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:12:26+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia””,”content”:”
“A quattro anni dall’inizio della guerra innUcraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,nl’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno dellanCoalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido pernporre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina enintensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Altonrappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas alntermine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petrolierenombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anchencapovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dallanpressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pacenduratura in Europa” ha concluso.
“,”postId”:”b7ccfc5d-d381-4c6a-be58-1b43d5ee14ba”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:11:57.519Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:11:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca”,”content”:”
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.n “L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
“,”postId”:”6c958e07-fd39-4f53-8e59-5ae8551a0029″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:11:30.956Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:11:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo””,”content”:”
“In occasione del quarto anniversariondell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio encoerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Ilnnostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastronstrategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radicindemocratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungonperiodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento delndisegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,nma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostranvisione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigentendell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:nproteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostranliberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia hanscelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missionencome priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senaton- riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratellind’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programmanGiovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti dinaltre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviatinche sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questonindirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,ndalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superandonle ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesincomune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’nprescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie dinsicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto enconfermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dallanparte della civilta’ occidentale”.
“,”postId”:”fe0ab1f9-73fb-4cb3-9a71-dde8027b669e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:08:25.282Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:08:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev”,”content”:”
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
“,”postId”:”fd10c010-b321-4e1d-a46c-99d9045e6aa2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:59:04.111Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:59:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore”,”content”:”
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.n Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
“,”postId”:”991a6f27-40fe-426d-abde-58e6446d7aaa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:48:00.994Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:48:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina””,”content”:”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
“,”postId”:”b5e7ff23-638d-464f-ac06-ee5135df6194″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:44:13.903Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:44:13+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi””,”content”:”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
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“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
“,”postId”:”7e4c0ae4-7046-4be7-9c5d-e6c3e5dfaa22″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:42:57.300Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:42:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali””,”content”:”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.n “Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.n Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
“,”postId”:”546bdceb-e3fc-4f01-a7fb-73c9b5779569″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:41:49.908Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:41:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online””,”content”:”
Il presidente russo Vladimir Putin handichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che hanucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutatononline. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamentononline comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivone poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiaratonil capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin hanaggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapevannulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’nlimitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusatendi fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari enterroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sononrimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazionenferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo hanaperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze onordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.nIl ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’navvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso unnordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,nsecondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russondi 22 anni.
“,”postId”:”5a108076-bb04-4a13-8ade-43d11c7ec2d6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:41:22.992Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:41:22+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato”,”content”:”
La commissione Esteri e Difesa del Senato hanvotato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire innAula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hannonpartecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hannontutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dallanCamera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questonpomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbenarrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senatonla questione di fiducia.
“,”postId”:”5f123e24-a150-4d81-8928-21956cfef5e9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:33:23.309Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:33:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi””,”content”:”
“Dire che siamo delusi dalla congiunturanattuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questangiornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vastanscala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per lanDemocrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa alntermine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sulnveto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sullanpossibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.n”Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino glinimpegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglioneuropeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina connl’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamentenal programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.nCrediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamentena una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.n”L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.nRiteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da partendel Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.nTuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concluderensull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti innConsiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuatonMcGrath.
“,”postId”:”2083595c-6c9b-4970-8110-7c1ce3bbfe98″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:28:29.262Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:28:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov””,”content”:”
La Russia ha avviato un’indagine penale neinconfronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa din”favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente ilnbraccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzatanin Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficialenRossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sullanbase di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”n(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligencenoccidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato ilnrallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definitonmolteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzarendecine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallonStato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino perncostruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamentencontrollato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine sunDurov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, DmitrinPeskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ dinmateriale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare unanminaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e lanriluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermatonPeskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure chenritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazetanha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presuntincomplotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decinendi migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio dellanguerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare delntutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari endel suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
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“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,nSchlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E nonncapisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rottanmolto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Arianche Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversariondella guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Nonnso cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avutonincontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidanndove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessunnrappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Nonnc’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venutinqua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.nMi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non sinviene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.nIo penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – hanrimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ aglinucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
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“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
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“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
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Il Senato della Repubblica ricorda il quartonanniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di PalazzonMadama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori dellanbandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’n25 febbraio.
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I piani di Francia e Regno Unito dinfornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrleninfluenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca neninformera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russonYuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, handichiarato parlando alla tv russa.
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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.n “Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).n Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.n La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
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A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
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Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
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“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
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Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
“,”postId”:”6eb62d5d-78ed-4822-a77c-12ab1e09f72b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:27:07.312Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:27:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide””,”content”:”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
“,”postId”:”5c5e5c2a-39a5-4625-8f5e-f85243473758″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:22:00.638Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:22:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/faf68f8fc0bb609318c4ffd91b0ef801ff071857/skytg24/it/mondo/2023/12/22/trump-michigan-2020/trump.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio””,”content”:”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.
nn”,”postId”:”9c3f187b-b44c-4b7e-bd25-ee5051be58b8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:15:48.838Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:15:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione””,”content”:”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
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“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
“,”postId”:”775066b6-35fa-41bd-8796-3102ae2f0b70″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T12:58:40.006Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T13:58:40+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più””,”content”:”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
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“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
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“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
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L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
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Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
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“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
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“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
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Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
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“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
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La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
“,”postId”:”f08a9532-04f6-4090-a1a0-5b967ea14772″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:46:00.510Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:46:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Russia, un morto per l’attacco di un drone ucraino nella regione di Belgorod”,”content”:”
Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
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“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
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Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
“,”postId”:”8888b754-5d89-464c-8f42-5d43e257eb63″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:31:05.039Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:31:05+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Vannacci: “La Russia sta vincendo””,”content”:”
La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
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“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
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“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
n”,”postId”:”28df9712-9543-475d-957e-d84a7055e946″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:24:00.086Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:24:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino”,”content”:”
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
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Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
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“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
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L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
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La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
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Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
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Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
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La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
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“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
n”,”postId”:”2786b74c-0e71-4f8b-951c-2e3dfea183a1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:41:00.556Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:41:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni””,”content”:”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
“,”postId”:”5a542e23-3a44-4fae-a71f-060d4552441e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:36:00.818Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:36:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”content”:”
Gli anniversari servono a fare bilanci, ma anche a tracciare prospettive, e se per l’Ucraina il bilancio è pesante, il futuro è più incerto che mai.
“,”postId”:”e583ceb4-ea2b-4460-a8db-a40a3f5636be”,”postLink”:{“title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/c1778e29f81af26656351d78b75f8aff8adcec7c/skytg24/it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni/GettyImages-2262463459.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:31:00.216Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:31:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0124346252669503952910717705209979591264/external-upload/liveblog-manager/tg24/2026/02/24/ucra_getty.jpg”,”imgAlt”:”Zelensky a Kiev”,”imgCredits”:”©Getty”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra””,”content”:”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.
“,”postId”:”5b847d39-a639-4781-a9d8-af6b5bf31cdf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:26:00.965Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:26:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace””,”content”:”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
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Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
“,”postId”:”33f9c036-2878-400d-b0b9-6697e4504604″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:21:00.120Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:21:00+0100″,”video”:{“videoId”:”1076948″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/ucraina-oggi-quarto-anniversario-dallinizio-del-conflitto-1076948″},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO”,”postId”:”b18cd3d1-bb58-4ad8-ba90-0d749b214202″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:16:43.702Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:16:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta”,”content”:”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
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“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
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La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
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Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
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Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
“,”postId”:”70ba2d45-d32a-4509-b36f-ae3fc0b45bc1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:08:16.809Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:08:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua””,”content”:”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
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“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
“,”postId”:”908a312b-38a4-445b-b56e-3003736232a6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:00:46.749Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:00:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cremlino: “Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev””,”content”:”
Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
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Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
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“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
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Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
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“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
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La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
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“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
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“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
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Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
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“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
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Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
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“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
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“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
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“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
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“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
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Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
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La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
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L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
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“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
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Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
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Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
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Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
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”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
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”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
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Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
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Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
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“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
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”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
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“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
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Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
“,”postId”:”162e9219-a5aa-47b7-81a5-2b77bebc2f12″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:45:46.152Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:45:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza””,”content”:”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
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“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
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Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
“,”postId”:”320de8bb-7160-4d23-a2fb-f37cb6b347a9″,”postLink”:{“title”:”Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra'”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-zelensky-putin-intervista.htm”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0606e9ce7eebe33c4f2e95659e0490fa13501b6b/skytg24/it/mondo/2025/06/03/ucraina-russia-guerra-trattative-pace-tregua-prigionieri/putin_zelensky_ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:36:43.753Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:36:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile””,”content”:”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
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”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
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In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
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“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
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La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
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“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
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“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
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Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
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Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
n”,”postId”:”f1bf8dd9-6ed8-438a-9bd5-f5a5cde8c61d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T07:25:10.592Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T08:25:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev”,”content”:”
Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
“,”postId”:”be703a27-ca4b-44d4-9083-16548dd648a9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T07:24:55.998Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T08:24:55+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Tajani: “Pace giusta e duratura unica scelta, noi sempre con il popolo””,”content”:”
“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
“,”postId”:”3a854d92-0f4c-4e1b-8b23-2c1b20dfc6ab”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T07:23:51.952Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T08:23:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader Paesi nordici e Baltici a Kiev per anniversario della guerra”,”content”:”
I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
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Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
n
“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
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Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
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“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
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“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
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Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
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Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
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“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
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“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
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Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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A quattro anni dall’inizio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono a Kiev per ribadire la vicinanza al popolo ucraino, ma pesa lo scontro totale in atto con il presidente ungherese Viktor Orban. In una doppia mossa l’Ungheria ha bloccato il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e posto il veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Per approfondire:
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Zelensky: “L’oleodotto Druzhba distrutto più volte da Mosca”
“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
Von der Leyen: “Adesione Kiev possibile; data dipende da merito”
La presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina di
entrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kiev
verso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membro
dell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato sui
meriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipende
dal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme al
presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,
Volodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’
con cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,
non facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e a
modernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionante
vedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stia
combattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von der
Leyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quanti
progressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una data
chiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto di
riferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,
predire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’
assolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostro
obiettivo”, ha concluso von der Leyen.
Ucraina: a Torino Mole Antonelliana si illumina di blu e giallo
Nel quarto anniversario dell’invasione
dell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.
Questa sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, con
i colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega il
Comune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro anni
di morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di un
Paese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindaco
di Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume un
significato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucraina
(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccio
cromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popolo
colpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
Fazzolari: “Vannacci? In coalizione chi condivide il programma, anche su Kiev”
“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
Von der Leyen: “Accelerare sulla riparazione dell’oleodotto Drubzha”
“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
Londra nega i piani per dotare Kiev di armi nucleari: “Mosca mente”
Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Socialisti Ue: “Se Orban non rimuove i veti usare asset russi congelati”
“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.
“Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
Fazzolari: “In 2026 proseguono aiuti. Anche militari”
“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero anno
continueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.
Quindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.
Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4
anni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e il
risorgimento Ucraino’.
Fazzolari: “Oggi pace è anche interesse Russia”
“L’Italia, insieme ai suoi partner europei e
atlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazione
ucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a una
trattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente oggi
le condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto il
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,
rispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegno
organizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lotta
per la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento
Ucraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione di
pochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un fronte
sostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovare
un accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anche
grazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, ha
aggiunto.
Zelensky: “Spero adesione Ue 2027 fattibile; no blocco decenni”
“E’ fondamentale che abbiamo iniziato a
lavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica per
l’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesione
dell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sia
realizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,
in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio
Costa. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesione
per decenni”, ha aggiunto.
Zelensky: “Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni”
“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20
sanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.
Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenza
stampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
“Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questa
e’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti i
leader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tutta
l’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quelli
che nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutano
l’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
Ue: “Su nuovi passi sull’art. 7 contro Budapest decidono i Paesi”
“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.
La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
Costa: “Continueremo a sostenere processo adesione Ue”
“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressi
nelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processo
di adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazione
che porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire i
vostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenere
l’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente del
Consiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kiev
dove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,
Ursula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasione
russa.
Von der Leyen: “Prestito Kiev ci sarà, abbiamo diverse opzioni”
“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Il
prestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nel
Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’
essere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.
Voglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lo
ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, Volodymyr
Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Fazzolari: “Ciò che è sensato per i russi non sarebbe utile per Putin”
“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
“La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
Zelensky: “Grazie all’Europa, l’Ucraina non è sola”
“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possono
avvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nelle
acque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.
Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero
possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che
trasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino
Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90
miliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’
rapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoi
attacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostra
popolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegno
energetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per la
disponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategia
energetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una delle
decisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.
“Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.
Deve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa
Nel quarto anniversario della nuova invasione
russa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegno
all’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare un
processo di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portare
le parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7
sottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,
possono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guida
dell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore il
sostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,
inclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.
“Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo di
euro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquisto
di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.
Un sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista del
prossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegno
anche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per la
riabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno dei
bambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro e
incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano i
leader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiuti
umanitari alla popolazione ucraina.
Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia”
“A quattro anni dall’inizio della guerra in
Ucraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,
l’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno della
Coalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido per
porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e
intensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Alto
rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas al
termine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petroliere
ombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anche
capovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dalla
pressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pace
duratura in Europa” ha concluso.
Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.
“L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo”
“In occasione del quarto anniversario
dell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio e
coerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Il
nostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastro
strategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radici
democratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungo
periodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento del
disegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,
ma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostra
visione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigente
dell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:
proteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostra
liberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia ha
scelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missione
come priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senato
– riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli
d’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programma
Giovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti di
altre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviati
che sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questo
indirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,
dalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superando
le ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesi
comune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’
prescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie di
sicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto e
confermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dalla
parte della civilta’ occidentale”.
Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
Scalfarotto: “Calenda strumentalizza dolore della guerra”
“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.
“Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.
Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online”
Il presidente russo Vladimir Putin ha
dichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che ha
ucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutato
online. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamento
online comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivo
e poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiarato
il capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin ha
aggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapeva
nulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’
limitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusate
di fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari e
terroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sono
rimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazione
ferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo ha
aperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze o
ordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.
Il ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’
avvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso un
ordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,
secondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russo
di 22 anni.
Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato
La commissione Esteri e Difesa del Senato ha
votato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire in
Aula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hanno
partecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hanno
tutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dalla
Camera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questo
pomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbe
arrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senato
la questione di fiducia.
Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi”
“Dire che siamo delusi dalla congiuntura
attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa
giornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta
scala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per la
Democrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa al
termine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sul
veto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sulla
possibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.
“Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino gli
impegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglio
europeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina con
l’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamente
al programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.
Crediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamente
a una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.
“L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.
Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da parte
del Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.
Tuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concludere
sull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti in
Consiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuato
McGrath.
Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov”
La Russia ha avviato un’indagine penale nei
confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di
“favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente il
braccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzata
in Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficiale
Rossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sulla
base di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”
(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligence
occidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato il
rallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definito
molteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzare
decine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallo
Stato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino per
costruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamente
controllato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine su
Durov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, Dmitri
Peskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ di
materiale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare una
minaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e la
riluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermato
Peskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure che
ritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazeta
ha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presunti
complotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decine
di migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio della
guerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare del
tutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari e
del suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
Ucraina, Calenda: “Io a Kiev ma governo e leader opposizione?”
“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,
Schlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E non
capisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rotta
molto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Aria
che Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversario
della guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Non
so cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avuto
incontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidan
dove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessun
rappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Non
c’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venuti
qua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.
Mi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non si
viene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.
Io penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – ha
rimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ agli
ucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
Ucraina, Braga: “Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali”
“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
Senato: i colori dell’Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama
Il Senato della Repubblica ricorda il quarto
anniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di Palazzo
Madama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori della
bandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’
25 febbraio.
Mosca: “Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari”
I piani di Francia e Regno Unito di
fornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrle
influenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca ne
informera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo
Yuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, ha
dichiarato parlando alla tv russa.
Putin: “L’esplosione della scorsa notte comandata a distanza”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.
“Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).
Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.
La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.

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Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
Palazzo Chigi: “Dall’Italia costante e convinto sostegno all’Ucraina”
“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
Tusk: “La coalizione dei Volenterosi parla a una sola voce”
“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
Medvedev: “Lecito attacco nucleare contro Paesi che danno armi atomiche a Kiev”
L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
Metsola: “Firmato prestito 90mld per conto Pe”
“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
Kiev: “Drone truppe russe su azienda municipale di Kherson, ucciso un uomo”
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
Al Pe solo M5s e Vannacci contrari al testo pro-Kiev. Lega e Avs astenuti
Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
Kiev: “Grazie all’Italia per il costante sostegno, lavoriamo ad una pace giusta”
“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
Medvedev: “Se armi atomiche a Kiev potremo attaccare Gb e Francia”
La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
Russia, un morto per l’attacco di un drone ucraino nella regione di Belgorod
Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
Ucraina, Zuppi: “L’Europa lavori sempre di più per il dialogo”. VIDEO
Zelensky: “Serve la pace ma dobbiamo prepararci ad altri scenari”
“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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Vannacci: “La Russia sta vincendo”
La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
Zakharova: “Prima di un eventuale accordo affrontare la questione dell’espansione Nato”
Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
Ucraina, Zuppi: “Vaticano continui con la missione umanitaria”. VIDEO
Analisi Afp: “L’avanzata russa dell’ultimo anno supera i 24 mesi precedenti”
L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono dotare Kiev di armi nucleari”
La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
Soldati russi alla Bbc: “Comandanti torturano e uccidono chi non vuole combattere”
Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
Ucraina, la premier: “Quattro anni di coraggio e resilienza, grazie a chi difende il Paese”
La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.

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Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO
Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
Armi nucleari a Kiev, Cremlino: “Ne terremo conto nei negoziati”
Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
Mosca: “Conquistato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione ucraina di Zaporizhzhia”
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
Zelensky: “Unità Ue-Usa non facile, grazie a chi la preserva”
“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Vietare l’ingresso in Ue a chi ha sostenuto l’invasione”
“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
Cremlino: “Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev”
Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
Sa’ar: “Israele dona 117 generatori mobili all’Ucraina”
Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
Zelensky: “Prestito Ue decisione importante, va attuata”
“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Ban da Europa a partecipanti invasione russa”
“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
Mosca: “Gran Bretagna e Francia vogliono fornirle armi nucleari”
Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
Zelensky: “Senza chiara data adesione Ue Putin ci dividerà”
“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
Metsola: “Popolo resiste con fermezza a difficoltà quasi inimmaginabili”
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
Zelensky: “Non è la prima volta che Mosca cerca di far crollare l’Ue”
“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Rutte: “Imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti”
“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
Ucraina, Cipro: “Essergli a fianco è dovere come europei”
“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
Albares a Kiev per mostrare il sostegno della Spagna all’Ucraina
Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Sybiha ringrazia l’Italia: “Lavoriamo insieme alla pace”
Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
Zelensky: “Putin non accetta vite diverse, in guerra continua”
“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
Zelensky: “Russia dittatura mentalmente instabile; antieuropea”
“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban” (2)
La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
Ue: “Accelerare sull’istituzione del tribunale speciale per l’Ucraina”
L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban”
“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono fornire armi nucleari a Kiev”
Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
Zelensky mostra in video per la prima volta il bunker sotto i suoi uffici
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato” (2)
Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato”
Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
Starmer: “La Russia non vincerà questa guerra”
”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
Londra aggiunge 297 nomi nella lista delle sanzioni
Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
Nuove sanzioni Gb a Mosca nel 4° anniversario di guerra, petrolio nel mirino
Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
Fontana: “Mettere fine all’inutile strage”
“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
Kallas: “Il futuro di Kiev è nell’Ue, sia l’ultimo anniversario di guerra”
”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
Zelensky: “Trump non cada nel gioco di Putin, resti al nostro fianco”
“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
Starmer promette nuovi aiuti all’Ucraina: “La Russia non vincerà”
Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
Rutte: “Quattro anni di coraggio; saremo con voi”
“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
Guerra Ucraina, Zelensky: “Putin ha fallito gli obiettivi, Trump resti dalla nostra parte”
Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra’
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Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
Metsola: “A fianco di Kiev per pace giusta e duratura”
”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Vertici Ue: “Lavoriamo con Kiev a nuovo piano per l’energia”
“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
Fondatore Telegram Durov indagato per favoreggiamento terrorismo
In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
Vertici Ue: “Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione”
“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
Ucraina, oggi quarto anniversario dall’inizio del conflitto
Macron: “La guerra triplo fallimento per Mosca, sbaglia chi conta su nostra stanchezza”
La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
Macron: “Avanti con la Coalizione dei volenterosi”
“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
Merz: “Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”
“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
Zelensky a Trump: “Resti dalla nostra parte”
Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev
Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
Tajani: “Pace giusta e duratura unica scelta, noi sempre con il popolo”
“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
Leader Paesi nordici e Baltici a Kiev per anniversario della guerra
I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
La Russa: “Resistenza Kiev miracolo, sconfitta Russia, non vanificarla, pace sia giusta”
Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
Ucraina, abbattuti 111 droni russi nella notte; 5 morti in raid
Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
Merz: “Solo con forza comune porremo fine alla guerra”
“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Berlino, Parigi e Varsavia: “Serve una pace giusta per Kiev”
Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
Zelensky: “Putin non ha vinto, faremo di tutto per pace giusta”
“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Zelensky: “Putin doveva prendere Kiev in 3 giorni; oggi 4 anni”
“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
Guerra in Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
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Costa: “Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà”
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
Von der Leyen a Kiev: “Pace alle condizioni dell’Ucraina”
“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
Costa: “Garantire una pace giusta e duratura”
“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
Esplosione davanti a una stazione di Mosca, morto un agente
Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
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“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
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A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
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Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
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“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
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La presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina dinentrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kievnverso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membrondell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato suinmeriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipendendal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme alnpresidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,nVolodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’ncon cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,nnon facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e anmodernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionantenvedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stiancombattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von dernLeyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quantinprogressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una datanchiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto dinriferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,npredire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’nassolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostronobiettivo”, ha concluso von der Leyen.
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Nel quarto anniversario dell’invasionendell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.nQuesta sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, conni colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega ilnComune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro annindi morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di unnPaese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindacondi Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume unnsignificato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucrainan(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccioncromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popoloncolpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
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“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
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“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
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Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
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“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
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“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.n “Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
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“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero annoncontinueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.nQuindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.nLo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del ConsiglionGiovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4nanni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e ilnrisorgimento Ucraino’.
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“L’Italia, insieme ai suoi partner europei enatlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazionenucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a unantrattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente ogginle condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto ilnSottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,nrispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegnonorganizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lottanper la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimentonUcraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione dinpochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un frontensostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovarenun accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anchengrazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, hanaggiunto.
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“E’ fondamentale che abbiamo iniziato anlavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica pernl’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesionendell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sianrealizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,nin conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, AntonionCosta. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesionenper decenni”, ha aggiunto.
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“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20nsanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.nLo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenzanstampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.n”Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questane’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti inleader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tuttanl’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quellinche nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutanonl’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
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“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.n La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
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“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressinnelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processondi adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazionenche porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire invostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenerenl’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente delnConsiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kievndove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,nUrsula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasionenrussa.
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“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Ilnprestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nelnConsiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’nessere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.nVoglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lonha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, VolodymyrnZelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
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“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.n “La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
“,”postId”:”36325179-f216-4f72-8a99-a267d1c3dbef”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:30:28.379Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:30:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Grazie all’Europa, l’Ucraina non è sola””,”content”:”
“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
“,”postId”:”aae5d26a-e7fd-42cc-a69a-b3697be8a704″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:28:49.840Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:28:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe””,”content”:”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possononavvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nellenacque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.nAbbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebberonpossibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio chentrasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucrainonVolodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente dellanCommissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90nmiliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’nrapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoinattacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostranpopolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegnonenergetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per landisponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategianenergetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una dellendecisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.n”Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.nDeve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
“,”postId”:”7816424e-3662-4cfb-bcfa-24f03aaebbf6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:27:54.341Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:27:54+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori””,”content”:”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
“,”postId”:”6c4a9679-335f-4db3-a55a-23f374fa7e95″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:26:08.629Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:26:08+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra””,”content”:”
“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
“,”postId”:”bec095a6-54a9-4b8e-90de-9f75b6d99dfa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:18:52.669Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:18:52+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa”,”content”:”
Nel quarto anniversario della nuova invasionenrussa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegnonall’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare unnprocesso di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portarenle parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7nsottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,npossono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guidandell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore ilnsostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,ninclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.n”Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo dineuro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquistondi attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.nUn sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista delnprossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegnonanche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per lanriabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno deinbambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro enincondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano inleader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiutinumanitari alla popolazione ucraina.
“,”postId”:”76e1f62f-2125-4c33-92c5-598a9614b46d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:12:26.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:12:26+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia””,”content”:”
“A quattro anni dall’inizio della guerra innUcraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,nl’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno dellanCoalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido pernporre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina enintensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Altonrappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas alntermine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petrolierenombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anchencapovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dallanpressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pacenduratura in Europa” ha concluso.
“,”postId”:”b7ccfc5d-d381-4c6a-be58-1b43d5ee14ba”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:11:57.519Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:11:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca”,”content”:”
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.n “L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
“,”postId”:”6c958e07-fd39-4f53-8e59-5ae8551a0029″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:11:30.956Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:11:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo””,”content”:”
“In occasione del quarto anniversariondell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio encoerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Ilnnostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastronstrategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radicindemocratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungonperiodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento delndisegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,nma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostranvisione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigentendell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:nproteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostranliberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia hanscelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missionencome priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senaton- riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratellind’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programmanGiovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti dinaltre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviatinche sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questonindirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,ndalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superandonle ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesincomune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’nprescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie dinsicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto enconfermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dallanparte della civilta’ occidentale”.
“,”postId”:”fe0ab1f9-73fb-4cb3-9a71-dde8027b669e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:08:25.282Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:08:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev”,”content”:”
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
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Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.n Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
“,”postId”:”991a6f27-40fe-426d-abde-58e6446d7aaa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:48:00.994Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:48:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina””,”content”:”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
“,”postId”:”b5e7ff23-638d-464f-ac06-ee5135df6194″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:44:13.903Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:44:13+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi””,”content”:”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
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“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
“,”postId”:”7e4c0ae4-7046-4be7-9c5d-e6c3e5dfaa22″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:42:57.300Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:42:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali””,”content”:”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.n “Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.n Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
“,”postId”:”546bdceb-e3fc-4f01-a7fb-73c9b5779569″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:41:49.908Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:41:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online””,”content”:”
Il presidente russo Vladimir Putin handichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che hanucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutatononline. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamentononline comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivone poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiaratonil capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin hanaggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapevannulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’nlimitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusatendi fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari enterroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sononrimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazionenferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo hanaperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze onordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.nIl ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’navvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso unnordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,nsecondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russondi 22 anni.
“,”postId”:”5a108076-bb04-4a13-8ade-43d11c7ec2d6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:41:22.992Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:41:22+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato”,”content”:”
La commissione Esteri e Difesa del Senato hanvotato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire innAula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hannonpartecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hannontutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dallanCamera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questonpomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbenarrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senatonla questione di fiducia.
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“Dire che siamo delusi dalla congiunturanattuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questangiornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vastanscala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per lanDemocrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa alntermine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sulnveto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sullanpossibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.n”Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino glinimpegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglioneuropeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina connl’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamentenal programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.nCrediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamentena una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.n”L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.nRiteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da partendel Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.nTuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concluderensull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti innConsiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuatonMcGrath.
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La Russia ha avviato un’indagine penale neinconfronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa din”favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente ilnbraccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzatanin Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficialenRossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sullanbase di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”n(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligencenoccidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato ilnrallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definitonmolteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzarendecine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallonStato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino perncostruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamentencontrollato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine sunDurov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, DmitrinPeskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ dinmateriale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare unanminaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e lanriluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermatonPeskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure chenritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazetanha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presuntincomplotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decinendi migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio dellanguerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare delntutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari endel suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
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“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,nSchlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E nonncapisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rottanmolto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Arianche Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversariondella guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Nonnso cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avutonincontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidanndove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessunnrappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Nonnc’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venutinqua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.nMi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non sinviene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.nIo penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – hanrimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ aglinucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
“,”postId”:”fa739342-f51a-4b48-8b24-2f2212a5905d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:18:16.022Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:18:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina”,”content”:”
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
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“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
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Il Senato della Repubblica ricorda il quartonanniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di PalazzonMadama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori dellanbandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’n25 febbraio.
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I piani di Francia e Regno Unito dinfornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrleninfluenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca neninformera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russonYuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, handichiarato parlando alla tv russa.
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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.n “Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).n Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.n La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
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A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
n
Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
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“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
“,”postId”:”d27a528d-de5b-4d23-8a1f-ee3ec9dde004″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:41:39.330Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:41:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia”,”content”:”
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
n”,”postId”:”37ea8158-2f53-4ba7-b238-a7c875b09ae7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:32:22.975Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:32:22+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati””,”content”:”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
“,”postId”:”6eb62d5d-78ed-4822-a77c-12ab1e09f72b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:27:07.312Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:27:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide””,”content”:”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
“,”postId”:”5c5e5c2a-39a5-4625-8f5e-f85243473758″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:22:00.638Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:22:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/faf68f8fc0bb609318c4ffd91b0ef801ff071857/skytg24/it/mondo/2023/12/22/trump-michigan-2020/trump.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio””,”content”:”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.
nn”,”postId”:”9c3f187b-b44c-4b7e-bd25-ee5051be58b8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:15:48.838Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:15:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione””,”content”:”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
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“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
“,”postId”:”775066b6-35fa-41bd-8796-3102ae2f0b70″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T12:58:40.006Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T13:58:40+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più””,”content”:”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
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“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
“,”postId”:”a325fd51-7ee9-4790-a9dc-c90039d14030″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T12:49:38.112Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T13:49:38+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Tusk: “La coalizione dei Volenterosi parla a una sola voce””,”content”:”
“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
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L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
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Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
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“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
“,”social”:{“socialType”:”twitter”,”src”:”https://twitter.com/EP_President/status/2026268932529692939?s=20″,”cookieAllowed”:true},”postId”:”fba0df97-e7d4-4817-a4dc-16aa70f01af8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T12:28:43.994Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T13:28:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Kiev: “Drone truppe russe su azienda municipale di Kherson, ucciso un uomo””,”content”:”
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
“,”postId”:”381a5c98-c769-4002-b7fc-34ad2e754a5c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T12:16:43.488Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T13:16:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina””,”content”:”
“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
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Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
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“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
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La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
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Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
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“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
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Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
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“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
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“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
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La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
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Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
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“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
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L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
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La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
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Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
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Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
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La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
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“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
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Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
“,”postId”:”5a542e23-3a44-4fae-a71f-060d4552441e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:36:00.818Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:36:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”content”:”
Gli anniversari servono a fare bilanci, ma anche a tracciare prospettive, e se per l’Ucraina il bilancio è pesante, il futuro è più incerto che mai.
“,”postId”:”e583ceb4-ea2b-4460-a8db-a40a3f5636be”,”postLink”:{“title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/c1778e29f81af26656351d78b75f8aff8adcec7c/skytg24/it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni/GettyImages-2262463459.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:31:00.216Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:31:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0124346252669503952910717705209979591264/external-upload/liveblog-manager/tg24/2026/02/24/ucra_getty.jpg”,”imgAlt”:”Zelensky a Kiev”,”imgCredits”:”©Getty”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra””,”content”:”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.
“,”postId”:”5b847d39-a639-4781-a9d8-af6b5bf31cdf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:26:00.965Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:26:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace””,”content”:”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
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Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
“,”postId”:”33f9c036-2878-400d-b0b9-6697e4504604″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:21:00.120Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:21:00+0100″,”video”:{“videoId”:”1076948″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/ucraina-oggi-quarto-anniversario-dallinizio-del-conflitto-1076948″},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO”,”postId”:”b18cd3d1-bb58-4ad8-ba90-0d749b214202″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:16:43.702Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:16:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta”,”content”:”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
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“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
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La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
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Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
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Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
“,”postId”:”70ba2d45-d32a-4509-b36f-ae3fc0b45bc1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:08:16.809Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:08:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua””,”content”:”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
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“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
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Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
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Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
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“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
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Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
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“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
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La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
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“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
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“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
“,”postId”:”b49b8017-c259-419d-aa74-f444b8ee0dc5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:44:37.108Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:44:37+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Albares a Kiev per mostrare il sostegno della Spagna all’Ucraina”,”content”:”
Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
“,”postId”:”97481758-cf40-4e3f-924d-61ef756e50c8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:44:24.831Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:44:24+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra””,”content”:”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
“,”postId”:”7fc5d668-c581-499b-898e-69eae798ffe8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:42:17.875Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:42:17+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram”,”content”:”
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
“,”postId”:”0dbf99e7-b750-45b8-82d5-8c8e8572c198″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:41:42.986Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:41:42+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino””,”content”:”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
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“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
“,”postId”:”aaaf919c-7a49-4a9b-adf7-3054aa72b830″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:37:04.467Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:37:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Russia dittatura mentalmente instabile; antieuropea””,”content”:”
“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
“,”postId”:”4619f017-2e14-4a17-a6bc-503045d12374″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:36:19.663Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:36:19+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava””,”content”:”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
“,”postId”:”6593f0b2-5d9c-4522-8d16-efd8a07973f9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:27:00.798Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:27:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno””,”content”:”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
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La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
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L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
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“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
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Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
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Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
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Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
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”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
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”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
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Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
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Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
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“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
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”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
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“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
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Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
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“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
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“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
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Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
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Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
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”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
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In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
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“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
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La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
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“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
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“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
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Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
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Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
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Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
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“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
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I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
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Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
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“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
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Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
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“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
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“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
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Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
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Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
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“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
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“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
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Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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A quattro anni dall’inizio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono a Kiev per ribadire la vicinanza al popolo ucraino, ma pesa lo scontro totale in atto con il presidente ungherese Viktor Orban. In una doppia mossa l’Ungheria ha bloccato il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e posto il veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Per approfondire:
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
Zelensky: “L’oleodotto Druzhba distrutto più volte da Mosca”
“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
Von der Leyen: “Adesione Kiev possibile; data dipende da merito”
La presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina di
entrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kiev
verso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membro
dell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato sui
meriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipende
dal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme al
presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,
Volodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’
con cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,
non facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e a
modernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionante
vedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stia
combattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von der
Leyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quanti
progressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una data
chiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto di
riferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,
predire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’
assolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostro
obiettivo”, ha concluso von der Leyen.
Ucraina: a Torino Mole Antonelliana si illumina di blu e giallo
Nel quarto anniversario dell’invasione
dell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.
Questa sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, con
i colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega il
Comune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro anni
di morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di un
Paese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindaco
di Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume un
significato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucraina
(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccio
cromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popolo
colpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
Fazzolari: “Vannacci? In coalizione chi condivide il programma, anche su Kiev”
“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
Von der Leyen: “Accelerare sulla riparazione dell’oleodotto Drubzha”
“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
Londra nega i piani per dotare Kiev di armi nucleari: “Mosca mente”
Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Socialisti Ue: “Se Orban non rimuove i veti usare asset russi congelati”
“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.
“Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
Fazzolari: “In 2026 proseguono aiuti. Anche militari”
“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero anno
continueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.
Quindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.
Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4
anni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e il
risorgimento Ucraino’.
Fazzolari: “Oggi pace è anche interesse Russia”
“L’Italia, insieme ai suoi partner europei e
atlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazione
ucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a una
trattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente oggi
le condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto il
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,
rispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegno
organizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lotta
per la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento
Ucraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione di
pochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un fronte
sostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovare
un accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anche
grazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, ha
aggiunto.
Zelensky: “Spero adesione Ue 2027 fattibile; no blocco decenni”
“E’ fondamentale che abbiamo iniziato a
lavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica per
l’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesione
dell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sia
realizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,
in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio
Costa. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesione
per decenni”, ha aggiunto.
Zelensky: “Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni”
“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20
sanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.
Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenza
stampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
“Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questa
e’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti i
leader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tutta
l’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quelli
che nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutano
l’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
Ue: “Su nuovi passi sull’art. 7 contro Budapest decidono i Paesi”
“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.
La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
Costa: “Continueremo a sostenere processo adesione Ue”
“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressi
nelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processo
di adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazione
che porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire i
vostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenere
l’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente del
Consiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kiev
dove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,
Ursula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasione
russa.
Von der Leyen: “Prestito Kiev ci sarà, abbiamo diverse opzioni”
“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Il
prestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nel
Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’
essere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.
Voglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lo
ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, Volodymyr
Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Fazzolari: “Ciò che è sensato per i russi non sarebbe utile per Putin”
“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
“La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
Zelensky: “Grazie all’Europa, l’Ucraina non è sola”
“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possono
avvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nelle
acque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.
Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero
possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che
trasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino
Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90
miliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’
rapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoi
attacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostra
popolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegno
energetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per la
disponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategia
energetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una delle
decisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.
“Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.
Deve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa
Nel quarto anniversario della nuova invasione
russa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegno
all’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare un
processo di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portare
le parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7
sottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,
possono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guida
dell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore il
sostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,
inclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.
“Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo di
euro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquisto
di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.
Un sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista del
prossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegno
anche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per la
riabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno dei
bambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro e
incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano i
leader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiuti
umanitari alla popolazione ucraina.
Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia”
“A quattro anni dall’inizio della guerra in
Ucraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,
l’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno della
Coalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido per
porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e
intensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Alto
rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas al
termine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petroliere
ombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anche
capovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dalla
pressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pace
duratura in Europa” ha concluso.
Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.
“L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo”
“In occasione del quarto anniversario
dell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio e
coerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Il
nostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastro
strategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radici
democratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungo
periodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento del
disegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,
ma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostra
visione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigente
dell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:
proteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostra
liberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia ha
scelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missione
come priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senato
– riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli
d’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programma
Giovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti di
altre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviati
che sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questo
indirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,
dalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superando
le ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesi
comune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’
prescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie di
sicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto e
confermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dalla
parte della civilta’ occidentale”.
Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
Scalfarotto: “Calenda strumentalizza dolore della guerra”
“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.
“Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.
Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online”
Il presidente russo Vladimir Putin ha
dichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che ha
ucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutato
online. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamento
online comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivo
e poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiarato
il capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin ha
aggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapeva
nulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’
limitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusate
di fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari e
terroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sono
rimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazione
ferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo ha
aperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze o
ordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.
Il ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’
avvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso un
ordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,
secondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russo
di 22 anni.
Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato
La commissione Esteri e Difesa del Senato ha
votato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire in
Aula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hanno
partecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hanno
tutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dalla
Camera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questo
pomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbe
arrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senato
la questione di fiducia.
Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi”
“Dire che siamo delusi dalla congiuntura
attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa
giornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta
scala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per la
Democrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa al
termine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sul
veto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sulla
possibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.
“Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino gli
impegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglio
europeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina con
l’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamente
al programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.
Crediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamente
a una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.
“L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.
Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da parte
del Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.
Tuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concludere
sull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti in
Consiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuato
McGrath.
Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov”
La Russia ha avviato un’indagine penale nei
confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di
“favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente il
braccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzata
in Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficiale
Rossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sulla
base di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”
(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligence
occidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato il
rallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definito
molteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzare
decine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallo
Stato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino per
costruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamente
controllato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine su
Durov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, Dmitri
Peskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ di
materiale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare una
minaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e la
riluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermato
Peskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure che
ritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazeta
ha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presunti
complotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decine
di migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio della
guerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare del
tutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari e
del suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
Ucraina, Calenda: “Io a Kiev ma governo e leader opposizione?”
“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,
Schlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E non
capisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rotta
molto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Aria
che Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversario
della guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Non
so cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avuto
incontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidan
dove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessun
rappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Non
c’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venuti
qua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.
Mi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non si
viene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.
Io penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – ha
rimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ agli
ucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
Ucraina, Braga: “Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali”
“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
Senato: i colori dell’Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama
Il Senato della Repubblica ricorda il quarto
anniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di Palazzo
Madama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori della
bandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’
25 febbraio.
Mosca: “Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari”
I piani di Francia e Regno Unito di
fornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrle
influenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca ne
informera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo
Yuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, ha
dichiarato parlando alla tv russa.
Putin: “L’esplosione della scorsa notte comandata a distanza”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.
“Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).
Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.
La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.

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Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
Palazzo Chigi: “Dall’Italia costante e convinto sostegno all’Ucraina”
“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
Tusk: “La coalizione dei Volenterosi parla a una sola voce”
“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
Medvedev: “Lecito attacco nucleare contro Paesi che danno armi atomiche a Kiev”
L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
Metsola: “Firmato prestito 90mld per conto Pe”
“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
Kiev: “Drone truppe russe su azienda municipale di Kherson, ucciso un uomo”
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
Al Pe solo M5s e Vannacci contrari al testo pro-Kiev. Lega e Avs astenuti
Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
Kiev: “Grazie all’Italia per il costante sostegno, lavoriamo ad una pace giusta”
“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
Medvedev: “Se armi atomiche a Kiev potremo attaccare Gb e Francia”
La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
Russia, un morto per l’attacco di un drone ucraino nella regione di Belgorod
Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
Ucraina, Zuppi: “L’Europa lavori sempre di più per il dialogo”. VIDEO
Zelensky: “Serve la pace ma dobbiamo prepararci ad altri scenari”
“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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Vannacci: “La Russia sta vincendo”
La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
Zakharova: “Prima di un eventuale accordo affrontare la questione dell’espansione Nato”
Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
Ucraina, Zuppi: “Vaticano continui con la missione umanitaria”. VIDEO
Analisi Afp: “L’avanzata russa dell’ultimo anno supera i 24 mesi precedenti”
L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono dotare Kiev di armi nucleari”
La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
Soldati russi alla Bbc: “Comandanti torturano e uccidono chi non vuole combattere”
Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
Ucraina, la premier: “Quattro anni di coraggio e resilienza, grazie a chi difende il Paese”
La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.

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Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO
Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
Armi nucleari a Kiev, Cremlino: “Ne terremo conto nei negoziati”
Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
Mosca: “Conquistato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione ucraina di Zaporizhzhia”
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
Zelensky: “Unità Ue-Usa non facile, grazie a chi la preserva”
“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Vietare l’ingresso in Ue a chi ha sostenuto l’invasione”
“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
Cremlino: “Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev”
Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
Sa’ar: “Israele dona 117 generatori mobili all’Ucraina”
Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
Zelensky: “Prestito Ue decisione importante, va attuata”
“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Ban da Europa a partecipanti invasione russa”
“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
Mosca: “Gran Bretagna e Francia vogliono fornirle armi nucleari”
Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
Zelensky: “Senza chiara data adesione Ue Putin ci dividerà”
“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
Metsola: “Popolo resiste con fermezza a difficoltà quasi inimmaginabili”
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
Zelensky: “Non è la prima volta che Mosca cerca di far crollare l’Ue”
“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Rutte: “Imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti”
“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
Ucraina, Cipro: “Essergli a fianco è dovere come europei”
“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
Albares a Kiev per mostrare il sostegno della Spagna all’Ucraina
Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Sybiha ringrazia l’Italia: “Lavoriamo insieme alla pace”
Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
Zelensky: “Putin non accetta vite diverse, in guerra continua”
“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
Zelensky: “Russia dittatura mentalmente instabile; antieuropea”
“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban” (2)
La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
Ue: “Accelerare sull’istituzione del tribunale speciale per l’Ucraina”
L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban”
“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono fornire armi nucleari a Kiev”
Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
Zelensky mostra in video per la prima volta il bunker sotto i suoi uffici
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato” (2)
Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato”
Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
Starmer: “La Russia non vincerà questa guerra”
”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
Londra aggiunge 297 nomi nella lista delle sanzioni
Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
Nuove sanzioni Gb a Mosca nel 4° anniversario di guerra, petrolio nel mirino
Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
Fontana: “Mettere fine all’inutile strage”
“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
Kallas: “Il futuro di Kiev è nell’Ue, sia l’ultimo anniversario di guerra”
”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
Zelensky: “Trump non cada nel gioco di Putin, resti al nostro fianco”
“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
Starmer promette nuovi aiuti all’Ucraina: “La Russia non vincerà”
Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
Rutte: “Quattro anni di coraggio; saremo con voi”
“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
Guerra Ucraina, Zelensky: “Putin ha fallito gli obiettivi, Trump resti dalla nostra parte”
Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra’
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Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
Metsola: “A fianco di Kiev per pace giusta e duratura”
”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Vertici Ue: “Lavoriamo con Kiev a nuovo piano per l’energia”
“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
Fondatore Telegram Durov indagato per favoreggiamento terrorismo
In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
Vertici Ue: “Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione”
“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
Ucraina, oggi quarto anniversario dall’inizio del conflitto
Macron: “La guerra triplo fallimento per Mosca, sbaglia chi conta su nostra stanchezza”
La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
Macron: “Avanti con la Coalizione dei volenterosi”
“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
Merz: “Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”
“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
Zelensky a Trump: “Resti dalla nostra parte”
Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev
Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
Tajani: “Pace giusta e duratura unica scelta, noi sempre con il popolo”
“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
Leader Paesi nordici e Baltici a Kiev per anniversario della guerra
I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
La Russa: “Resistenza Kiev miracolo, sconfitta Russia, non vanificarla, pace sia giusta”
Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
Ucraina, abbattuti 111 droni russi nella notte; 5 morti in raid
Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
Merz: “Solo con forza comune porremo fine alla guerra”
“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Berlino, Parigi e Varsavia: “Serve una pace giusta per Kiev”
Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
Zelensky: “Putin non ha vinto, faremo di tutto per pace giusta”
“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Zelensky: “Putin doveva prendere Kiev in 3 giorni; oggi 4 anni”
“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
Guerra in Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
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Costa: “Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà”
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
Von der Leyen a Kiev: “Pace alle condizioni dell’Ucraina”
“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
Costa: “Garantire una pace giusta e duratura”
“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
Esplosione davanti a una stazione di Mosca, morto un agente
Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
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“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
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A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
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Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
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“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
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La presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina dinentrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kievnverso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membrondell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato suinmeriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipendendal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme alnpresidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,nVolodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’ncon cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,nnon facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e anmodernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionantenvedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stiancombattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von dernLeyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quantinprogressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una datanchiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto dinriferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,npredire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’nassolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostronobiettivo”, ha concluso von der Leyen.
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Nel quarto anniversario dell’invasionendell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.nQuesta sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, conni colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega ilnComune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro annindi morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di unnPaese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindacondi Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume unnsignificato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucrainan(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccioncromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popoloncolpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
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“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
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“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
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Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
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“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
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“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.n “Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
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“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero annoncontinueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.nQuindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.nLo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del ConsiglionGiovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4nanni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e ilnrisorgimento Ucraino’.
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“L’Italia, insieme ai suoi partner europei enatlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazionenucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a unantrattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente ogginle condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto ilnSottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,nrispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegnonorganizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lottanper la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimentonUcraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione dinpochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un frontensostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovarenun accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anchengrazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, hanaggiunto.
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“E’ fondamentale che abbiamo iniziato anlavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica pernl’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesionendell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sianrealizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,nin conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, AntonionCosta. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesionenper decenni”, ha aggiunto.
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“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20nsanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.nLo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenzanstampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.n”Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questane’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti inleader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tuttanl’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quellinche nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutanonl’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
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“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.n La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
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“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressinnelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processondi adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazionenche porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire invostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenerenl’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente delnConsiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kievndove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,nUrsula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasionenrussa.
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“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Ilnprestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nelnConsiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’nessere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.nVoglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lonha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, VolodymyrnZelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
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“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.n “La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
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“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
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“Oggi abbiamo discusso tre passi che possononavvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nellenacque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.nAbbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebberonpossibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio chentrasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucrainonVolodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente dellanCommissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90nmiliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’nrapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoinattacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostranpopolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegnonenergetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per landisponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategianenergetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una dellendecisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.n”Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.nDeve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
“,”postId”:”7816424e-3662-4cfb-bcfa-24f03aaebbf6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:27:54.341Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:27:54+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori””,”content”:”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
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“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
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Nel quarto anniversario della nuova invasionenrussa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegnonall’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare unnprocesso di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portarenle parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7nsottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,npossono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guidandell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore ilnsostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,ninclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.n”Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo dineuro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquistondi attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.nUn sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista delnprossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegnonanche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per lanriabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno deinbambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro enincondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano inleader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiutinumanitari alla popolazione ucraina.
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“A quattro anni dall’inizio della guerra innUcraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,nl’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno dellanCoalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido pernporre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina enintensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Altonrappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas alntermine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petrolierenombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anchencapovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dallanpressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pacenduratura in Europa” ha concluso.
“,”postId”:”b7ccfc5d-d381-4c6a-be58-1b43d5ee14ba”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:11:57.519Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:11:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca”,”content”:”
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.n “L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
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“In occasione del quarto anniversariondell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio encoerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Ilnnostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastronstrategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radicindemocratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungonperiodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento delndisegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,nma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostranvisione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigentendell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:nproteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostranliberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia hanscelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missionencome priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senaton- riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratellind’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programmanGiovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti dinaltre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviatinche sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questonindirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,ndalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superandonle ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesincomune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’nprescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie dinsicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto enconfermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dallanparte della civilta’ occidentale”.
“,”postId”:”fe0ab1f9-73fb-4cb3-9a71-dde8027b669e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:08:25.282Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:08:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev”,”content”:”
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
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Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.n Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
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”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
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In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
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“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
“,”postId”:”7e4c0ae4-7046-4be7-9c5d-e6c3e5dfaa22″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:42:57.300Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:42:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali””,”content”:”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.n “Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.n Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
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Il presidente russo Vladimir Putin handichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che hanucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutatononline. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamentononline comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivone poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiaratonil capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin hanaggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapevannulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’nlimitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusatendi fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari enterroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sononrimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazionenferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo hanaperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze onordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.nIl ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’navvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso unnordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,nsecondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russondi 22 anni.
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La commissione Esteri e Difesa del Senato hanvotato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire innAula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hannonpartecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hannontutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dallanCamera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questonpomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbenarrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senatonla questione di fiducia.
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“Dire che siamo delusi dalla congiunturanattuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questangiornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vastanscala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per lanDemocrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa alntermine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sulnveto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sullanpossibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.n”Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino glinimpegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglioneuropeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina connl’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamentenal programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.nCrediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamentena una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.n”L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.nRiteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da partendel Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.nTuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concluderensull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti innConsiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuatonMcGrath.
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La Russia ha avviato un’indagine penale neinconfronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa din”favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente ilnbraccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzatanin Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficialenRossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sullanbase di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”n(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligencenoccidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato ilnrallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definitonmolteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzarendecine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallonStato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino perncostruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamentencontrollato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine sunDurov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, DmitrinPeskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ dinmateriale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare unanminaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e lanriluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermatonPeskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure chenritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazetanha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presuntincomplotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decinendi migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio dellanguerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare delntutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari endel suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
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“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,nSchlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E nonncapisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rottanmolto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Arianche Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversariondella guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Nonnso cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avutonincontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidanndove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessunnrappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Nonnc’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venutinqua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.nMi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non sinviene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.nIo penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – hanrimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ aglinucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
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“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
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“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
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Il Senato della Repubblica ricorda il quartonanniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di PalazzonMadama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori dellanbandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’n25 febbraio.
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I piani di Francia e Regno Unito dinfornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrleninfluenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca neninformera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russonYuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, handichiarato parlando alla tv russa.
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Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.n “Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).n Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.n La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
“,”postId”:”190d07d9-0056-4c33-afb9-9639ec487ea2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:52:07.306Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:52:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina”,”content”:”
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
n
Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
“,”postId”:”0e6cf61c-2452-4490-8c7e-9c3eac50c08a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:46:31.471Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:46:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio””,”content”:”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
“,”postId”:”d27a528d-de5b-4d23-8a1f-ee3ec9dde004″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:41:39.330Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:41:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia”,”content”:”
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
n”,”postId”:”37ea8158-2f53-4ba7-b238-a7c875b09ae7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:32:22.975Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:32:22+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati””,”content”:”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
“,”postId”:”6eb62d5d-78ed-4822-a77c-12ab1e09f72b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:27:07.312Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:27:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide””,”content”:”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
“,”postId”:”5c5e5c2a-39a5-4625-8f5e-f85243473758″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:22:00.638Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:22:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/faf68f8fc0bb609318c4ffd91b0ef801ff071857/skytg24/it/mondo/2023/12/22/trump-michigan-2020/trump.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio””,”content”:”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.
nn”,”postId”:”9c3f187b-b44c-4b7e-bd25-ee5051be58b8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:15:48.838Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:15:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione””,”content”:”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
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“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
“,”postId”:”775066b6-35fa-41bd-8796-3102ae2f0b70″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T12:58:40.006Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T13:58:40+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più””,”content”:”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
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“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
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“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
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L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
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Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
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“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
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“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
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Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
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“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
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La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
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Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
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“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
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Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
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“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
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“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
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La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
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Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
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“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
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L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
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La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
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Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
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Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
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La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
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“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
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Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
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Gli anniversari servono a fare bilanci, ma anche a tracciare prospettive, e se per l’Ucraina il bilancio è pesante, il futuro è più incerto che mai.
“,”postId”:”e583ceb4-ea2b-4460-a8db-a40a3f5636be”,”postLink”:{“title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/c1778e29f81af26656351d78b75f8aff8adcec7c/skytg24/it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni/GettyImages-2262463459.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:31:00.216Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:31:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0124346252669503952910717705209979591264/external-upload/liveblog-manager/tg24/2026/02/24/ucra_getty.jpg”,”imgAlt”:”Zelensky a Kiev”,”imgCredits”:”©Getty”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra””,”content”:”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.
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”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
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Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
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“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
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La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
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Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
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Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
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La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
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“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
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Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
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Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
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“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
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Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
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“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
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La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
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“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
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“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
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Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
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“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
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Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
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“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
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“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
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“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
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“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
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Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
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La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
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L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
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“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
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Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
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Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
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Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
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”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
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”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
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Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
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Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
“,”postId”:”22512d78-666e-4d7e-8979-842a020fde72″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:58:55.135Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:58:55+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fontana: “Mettere fine all’inutile strage” “,”content”:”
“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
“,”postId”:”260c1bbb-b4cb-4f9e-b73b-9a47b531c3e4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:57:54.517Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:57:54+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Kallas: “Il futuro di Kiev è nell’Ue, sia l’ultimo anniversario di guerra””,”content”:”
”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
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“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
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Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
“,”postId”:”162e9219-a5aa-47b7-81a5-2b77bebc2f12″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:45:46.152Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:45:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza””,”content”:”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
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“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
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Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
“,”postId”:”320de8bb-7160-4d23-a2fb-f37cb6b347a9″,”postLink”:{“title”:”Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra'”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-zelensky-putin-intervista.htm”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0606e9ce7eebe33c4f2e95659e0490fa13501b6b/skytg24/it/mondo/2025/06/03/ucraina-russia-guerra-trattative-pace-tregua-prigionieri/putin_zelensky_ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:36:43.753Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:36:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile””,”content”:”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
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”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
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In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
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“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
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La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
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“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
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“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
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Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
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Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
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Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
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“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
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I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
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Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
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“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
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Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
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“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
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“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
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Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
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Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
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“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
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“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
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Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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A quattro anni dall’inizio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono a Kiev per ribadire la vicinanza al popolo ucraino, ma pesa lo scontro totale in atto con il presidente ungherese Viktor Orban. In una doppia mossa l’Ungheria ha bloccato il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e posto il veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Per approfondire:
Per ricevere le notizie di Sky TG24:
Zelensky: “L’oleodotto Druzhba distrutto più volte da Mosca”
“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
Von der Leyen: “Adesione Kiev possibile; data dipende da merito”
La presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina di
entrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kiev
verso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membro
dell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato sui
meriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipende
dal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme al
presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,
Volodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’
con cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,
non facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e a
modernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionante
vedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stia
combattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von der
Leyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quanti
progressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una data
chiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto di
riferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,
predire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’
assolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostro
obiettivo”, ha concluso von der Leyen.
Ucraina: a Torino Mole Antonelliana si illumina di blu e giallo
Nel quarto anniversario dell’invasione
dell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.
Questa sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, con
i colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega il
Comune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro anni
di morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di un
Paese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindaco
di Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume un
significato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucraina
(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccio
cromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popolo
colpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
Fazzolari: “Vannacci? In coalizione chi condivide il programma, anche su Kiev”
“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
Von der Leyen: “Accelerare sulla riparazione dell’oleodotto Drubzha”
“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
Londra nega i piani per dotare Kiev di armi nucleari: “Mosca mente”
Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Socialisti Ue: “Se Orban non rimuove i veti usare asset russi congelati”
“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.
“Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
Fazzolari: “In 2026 proseguono aiuti. Anche militari”
“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero anno
continueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.
Quindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.
Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4
anni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e il
risorgimento Ucraino’.
Fazzolari: “Oggi pace è anche interesse Russia”
“L’Italia, insieme ai suoi partner europei e
atlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazione
ucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a una
trattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente oggi
le condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto il
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,
rispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegno
organizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lotta
per la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento
Ucraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione di
pochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un fronte
sostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovare
un accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anche
grazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, ha
aggiunto.
Zelensky: “Spero adesione Ue 2027 fattibile; no blocco decenni”
“E’ fondamentale che abbiamo iniziato a
lavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica per
l’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesione
dell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sia
realizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,
in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio
Costa. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesione
per decenni”, ha aggiunto.
Zelensky: “Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni”
“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20
sanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.
Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenza
stampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
“Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questa
e’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti i
leader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tutta
l’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quelli
che nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutano
l’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
Ue: “Su nuovi passi sull’art. 7 contro Budapest decidono i Paesi”
“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.
La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
Costa: “Continueremo a sostenere processo adesione Ue”
“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressi
nelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processo
di adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazione
che porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire i
vostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenere
l’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente del
Consiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kiev
dove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,
Ursula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasione
russa.
Von der Leyen: “Prestito Kiev ci sarà, abbiamo diverse opzioni”
“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Il
prestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nel
Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’
essere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.
Voglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lo
ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, Volodymyr
Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Fazzolari: “Ciò che è sensato per i russi non sarebbe utile per Putin”
“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
“La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
Zelensky: “Grazie all’Europa, l’Ucraina non è sola”
“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possono
avvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nelle
acque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.
Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero
possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che
trasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino
Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90
miliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’
rapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoi
attacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostra
popolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegno
energetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per la
disponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategia
energetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una delle
decisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.
“Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.
Deve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa
Nel quarto anniversario della nuova invasione
russa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegno
all’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare un
processo di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portare
le parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7
sottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,
possono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guida
dell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore il
sostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,
inclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.
“Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo di
euro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquisto
di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.
Un sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista del
prossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegno
anche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per la
riabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno dei
bambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro e
incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano i
leader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiuti
umanitari alla popolazione ucraina.
Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia”
“A quattro anni dall’inizio della guerra in
Ucraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,
l’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno della
Coalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido per
porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e
intensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Alto
rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas al
termine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petroliere
ombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anche
capovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dalla
pressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pace
duratura in Europa” ha concluso.
Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.
“L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo”
“In occasione del quarto anniversario
dell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio e
coerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Il
nostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastro
strategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radici
democratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungo
periodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento del
disegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,
ma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostra
visione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigente
dell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:
proteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostra
liberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia ha
scelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missione
come priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senato
– riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli
d’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programma
Giovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti di
altre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviati
che sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questo
indirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,
dalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superando
le ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesi
comune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’
prescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie di
sicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto e
confermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dalla
parte della civilta’ occidentale”.
Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
Scalfarotto: “Calenda strumentalizza dolore della guerra”
“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.
“Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.
Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online”
Il presidente russo Vladimir Putin ha
dichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che ha
ucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutato
online. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamento
online comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivo
e poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiarato
il capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin ha
aggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapeva
nulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’
limitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusate
di fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari e
terroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sono
rimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazione
ferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo ha
aperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze o
ordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.
Il ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’
avvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso un
ordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,
secondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russo
di 22 anni.
Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato
La commissione Esteri e Difesa del Senato ha
votato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire in
Aula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hanno
partecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hanno
tutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dalla
Camera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questo
pomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbe
arrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senato
la questione di fiducia.
Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi”
“Dire che siamo delusi dalla congiuntura
attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa
giornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta
scala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per la
Democrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa al
termine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sul
veto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sulla
possibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.
“Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino gli
impegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglio
europeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina con
l’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamente
al programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.
Crediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamente
a una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.
“L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.
Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da parte
del Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.
Tuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concludere
sull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti in
Consiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuato
McGrath.
Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov”
La Russia ha avviato un’indagine penale nei
confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di
“favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente il
braccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzata
in Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficiale
Rossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sulla
base di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”
(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligence
occidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato il
rallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definito
molteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzare
decine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallo
Stato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino per
costruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamente
controllato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine su
Durov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, Dmitri
Peskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ di
materiale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare una
minaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e la
riluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermato
Peskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure che
ritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazeta
ha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presunti
complotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decine
di migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio della
guerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare del
tutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari e
del suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
Ucraina, Calenda: “Io a Kiev ma governo e leader opposizione?”
“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,
Schlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E non
capisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rotta
molto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Aria
che Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversario
della guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Non
so cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avuto
incontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidan
dove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessun
rappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Non
c’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venuti
qua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.
Mi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non si
viene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.
Io penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – ha
rimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ agli
ucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
Ucraina, Braga: “Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali”
“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
Senato: i colori dell’Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama
Il Senato della Repubblica ricorda il quarto
anniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di Palazzo
Madama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori della
bandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’
25 febbraio.
Mosca: “Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari”
I piani di Francia e Regno Unito di
fornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrle
influenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca ne
informera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo
Yuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, ha
dichiarato parlando alla tv russa.
Putin: “L’esplosione della scorsa notte comandata a distanza”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.
“Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).
Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.
La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.

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Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
Palazzo Chigi: “Dall’Italia costante e convinto sostegno all’Ucraina”
“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
Tusk: “La coalizione dei Volenterosi parla a una sola voce”
“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
Medvedev: “Lecito attacco nucleare contro Paesi che danno armi atomiche a Kiev”
L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
Metsola: “Firmato prestito 90mld per conto Pe”
“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
Kiev: “Drone truppe russe su azienda municipale di Kherson, ucciso un uomo”
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
Al Pe solo M5s e Vannacci contrari al testo pro-Kiev. Lega e Avs astenuti
Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
Kiev: “Grazie all’Italia per il costante sostegno, lavoriamo ad una pace giusta”
“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
Medvedev: “Se armi atomiche a Kiev potremo attaccare Gb e Francia”
La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
Russia, un morto per l’attacco di un drone ucraino nella regione di Belgorod
Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
Ucraina, Zuppi: “L’Europa lavori sempre di più per il dialogo”. VIDEO
Zelensky: “Serve la pace ma dobbiamo prepararci ad altri scenari”
“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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Vannacci: “La Russia sta vincendo”
La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
Zakharova: “Prima di un eventuale accordo affrontare la questione dell’espansione Nato”
Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
Ucraina, Zuppi: “Vaticano continui con la missione umanitaria”. VIDEO
Analisi Afp: “L’avanzata russa dell’ultimo anno supera i 24 mesi precedenti”
L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono dotare Kiev di armi nucleari”
La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
Soldati russi alla Bbc: “Comandanti torturano e uccidono chi non vuole combattere”
Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
Ucraina, la premier: “Quattro anni di coraggio e resilienza, grazie a chi difende il Paese”
La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.

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Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO
Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
Armi nucleari a Kiev, Cremlino: “Ne terremo conto nei negoziati”
Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
Mosca: “Conquistato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione ucraina di Zaporizhzhia”
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
Zelensky: “Unità Ue-Usa non facile, grazie a chi la preserva”
“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Vietare l’ingresso in Ue a chi ha sostenuto l’invasione”
“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
Cremlino: “Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev”
Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
Sa’ar: “Israele dona 117 generatori mobili all’Ucraina”
Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
Zelensky: “Prestito Ue decisione importante, va attuata”
“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Ban da Europa a partecipanti invasione russa”
“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
Mosca: “Gran Bretagna e Francia vogliono fornirle armi nucleari”
Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
Zelensky: “Senza chiara data adesione Ue Putin ci dividerà”
“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
Metsola: “Popolo resiste con fermezza a difficoltà quasi inimmaginabili”
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
Zelensky: “Non è la prima volta che Mosca cerca di far crollare l’Ue”
“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Rutte: “Imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti”
“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
Ucraina, Cipro: “Essergli a fianco è dovere come europei”
“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
Albares a Kiev per mostrare il sostegno della Spagna all’Ucraina
Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Sybiha ringrazia l’Italia: “Lavoriamo insieme alla pace”
Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
Zelensky: “Putin non accetta vite diverse, in guerra continua”
“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
Zelensky: “Russia dittatura mentalmente instabile; antieuropea”
“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban” (2)
La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
Ue: “Accelerare sull’istituzione del tribunale speciale per l’Ucraina”
L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban”
“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono fornire armi nucleari a Kiev”
Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
Zelensky mostra in video per la prima volta il bunker sotto i suoi uffici
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato” (2)
Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato”
Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
Starmer: “La Russia non vincerà questa guerra”
”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
Londra aggiunge 297 nomi nella lista delle sanzioni
Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
Nuove sanzioni Gb a Mosca nel 4° anniversario di guerra, petrolio nel mirino
Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
Fontana: “Mettere fine all’inutile strage”
“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
Kallas: “Il futuro di Kiev è nell’Ue, sia l’ultimo anniversario di guerra”
”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
Zelensky: “Trump non cada nel gioco di Putin, resti al nostro fianco”
“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
Starmer promette nuovi aiuti all’Ucraina: “La Russia non vincerà”
Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
Rutte: “Quattro anni di coraggio; saremo con voi”
“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
Guerra Ucraina, Zelensky: “Putin ha fallito gli obiettivi, Trump resti dalla nostra parte”
Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra’
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Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
Metsola: “A fianco di Kiev per pace giusta e duratura”
”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Vertici Ue: “Lavoriamo con Kiev a nuovo piano per l’energia”
“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
Fondatore Telegram Durov indagato per favoreggiamento terrorismo
In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
Vertici Ue: “Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione”
“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
Ucraina, oggi quarto anniversario dall’inizio del conflitto
Macron: “La guerra triplo fallimento per Mosca, sbaglia chi conta su nostra stanchezza”
La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
Macron: “Avanti con la Coalizione dei volenterosi”
“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
Merz: “Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”
“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
Zelensky a Trump: “Resti dalla nostra parte”
Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev
Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
Tajani: “Pace giusta e duratura unica scelta, noi sempre con il popolo”
“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
Leader Paesi nordici e Baltici a Kiev per anniversario della guerra
I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
La Russa: “Resistenza Kiev miracolo, sconfitta Russia, non vanificarla, pace sia giusta”
Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
Ucraina, abbattuti 111 droni russi nella notte; 5 morti in raid
Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
Merz: “Solo con forza comune porremo fine alla guerra”
“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Berlino, Parigi e Varsavia: “Serve una pace giusta per Kiev”
Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
Zelensky: “Putin non ha vinto, faremo di tutto per pace giusta”
“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Zelensky: “Putin doveva prendere Kiev in 3 giorni; oggi 4 anni”
“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
Guerra in Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
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Costa: “Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà”
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
Von der Leyen a Kiev: “Pace alle condizioni dell’Ucraina”
“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
Costa: “Garantire una pace giusta e duratura”
“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
Esplosione davanti a una stazione di Mosca, morto un agente
Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
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“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
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A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
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Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
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“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
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La presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina dinentrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kievnverso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membrondell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato suinmeriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipendendal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme alnpresidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,nVolodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’ncon cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,nnon facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e anmodernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionantenvedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stiancombattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von dernLeyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quantinprogressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una datanchiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto dinriferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,npredire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’nassolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostronobiettivo”, ha concluso von der Leyen.
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Nel quarto anniversario dell’invasionendell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.nQuesta sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, conni colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega ilnComune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro annindi morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di unnPaese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindacondi Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume unnsignificato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucrainan(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccioncromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popoloncolpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
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“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
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“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
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Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
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“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
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“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.n “Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
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“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero annoncontinueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.nQuindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.nLo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del ConsiglionGiovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4nanni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e ilnrisorgimento Ucraino’.
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“L’Italia, insieme ai suoi partner europei enatlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazionenucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a unantrattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente ogginle condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto ilnSottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,nrispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegnonorganizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lottanper la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimentonUcraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione dinpochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un frontensostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovarenun accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anchengrazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, hanaggiunto.
“,”postId”:”42159e04-8186-4857-aaa0-07a4ff2a72d3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:38:14.567Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:38:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Spero adesione Ue 2027 fattibile; no blocco decenni””,”content”:”
“E’ fondamentale che abbiamo iniziato anlavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica pernl’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesionendell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sianrealizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,nin conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, AntonionCosta. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesionenper decenni”, ha aggiunto.
“,”postId”:”fb8bac5d-8c21-4918-bc9a-b4ee8632b617″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:37:51.360Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:37:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni””,”content”:”
“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20nsanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.nLo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenzanstampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.n”Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questane’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti inleader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tuttanl’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quellinche nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutanonl’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
“,”postId”:”24250743-4082-46d5-a833-7552522bdc86″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:37:12.977Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:37:12+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ue: “Su nuovi passi sull’art. 7 contro Budapest decidono i Paesi””,”content”:”
“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.n La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
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“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressinnelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processondi adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazionenche porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire invostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenerenl’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente delnConsiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kievndove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,nUrsula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasionenrussa.
“,”postId”:”0443ba85-0001-462b-aa25-47cad9ea7c80″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:34:25.034Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:34:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Von der Leyen: “Prestito Kiev ci sarà, abbiamo diverse opzioni””,”content”:”
“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Ilnprestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nelnConsiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’nessere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.nVoglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lonha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, VolodymyrnZelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
“,”postId”:”d49f040c-e6c1-4947-b5ac-fd9e9ddf3e0c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:33:46.170Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:33:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fazzolari: “Ciò che è sensato per i russi non sarebbe utile per Putin””,”content”:”
“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.n “La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
“,”postId”:”36325179-f216-4f72-8a99-a267d1c3dbef”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:30:28.379Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:30:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Grazie all’Europa, l’Ucraina non è sola””,”content”:”
“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
“,”postId”:”aae5d26a-e7fd-42cc-a69a-b3697be8a704″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:28:49.840Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:28:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe””,”content”:”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possononavvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nellenacque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.nAbbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebberonpossibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio chentrasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucrainonVolodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente dellanCommissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90nmiliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’nrapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoinattacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostranpopolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegnonenergetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per landisponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategianenergetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una dellendecisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.n”Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.nDeve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
“,”postId”:”7816424e-3662-4cfb-bcfa-24f03aaebbf6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:27:54.341Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:27:54+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori””,”content”:”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
“,”postId”:”6c4a9679-335f-4db3-a55a-23f374fa7e95″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:26:08.629Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:26:08+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra””,”content”:”
“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
“,”postId”:”bec095a6-54a9-4b8e-90de-9f75b6d99dfa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:18:52.669Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:18:52+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa”,”content”:”
Nel quarto anniversario della nuova invasionenrussa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegnonall’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare unnprocesso di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portarenle parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7nsottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,npossono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guidandell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore ilnsostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,ninclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.n”Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo dineuro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquistondi attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.nUn sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista delnprossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegnonanche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per lanriabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno deinbambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro enincondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano inleader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiutinumanitari alla popolazione ucraina.
“,”postId”:”76e1f62f-2125-4c33-92c5-598a9614b46d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:12:26.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:12:26+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia””,”content”:”
“A quattro anni dall’inizio della guerra innUcraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,nl’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno dellanCoalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido pernporre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina enintensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Altonrappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas alntermine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petrolierenombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anchencapovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dallanpressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pacenduratura in Europa” ha concluso.
“,”postId”:”b7ccfc5d-d381-4c6a-be58-1b43d5ee14ba”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:11:57.519Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:11:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca”,”content”:”
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.n “L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
“,”postId”:”6c958e07-fd39-4f53-8e59-5ae8551a0029″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:11:30.956Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:11:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo””,”content”:”
“In occasione del quarto anniversariondell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio encoerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Ilnnostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastronstrategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radicindemocratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungonperiodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento delndisegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,nma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostranvisione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigentendell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:nproteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostranliberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia hanscelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missionencome priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senaton- riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratellind’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programmanGiovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti dinaltre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviatinche sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questonindirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,ndalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superandonle ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesincomune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’nprescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie dinsicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto enconfermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dallanparte della civilta’ occidentale”.
“,”postId”:”fe0ab1f9-73fb-4cb3-9a71-dde8027b669e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:08:25.282Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:08:25+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev”,”content”:”
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
“,”postId”:”fd10c010-b321-4e1d-a46c-99d9045e6aa2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:59:04.111Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:59:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore”,”content”:”
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.n Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
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”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
“,”postId”:”b5e7ff23-638d-464f-ac06-ee5135df6194″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:44:13.903Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:44:13+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi””,”content”:”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
“,”postId”:”c0fba9fb-2d86-41d7-b935-38d5704595fe”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:43:35.832Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:43:35+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Scalfarotto: “Calenda strumentalizza dolore della guerra””,”content”:”
“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
“,”postId”:”7e4c0ae4-7046-4be7-9c5d-e6c3e5dfaa22″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:42:57.300Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:42:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali””,”content”:”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.n “Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.n Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
“,”postId”:”546bdceb-e3fc-4f01-a7fb-73c9b5779569″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:41:49.908Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:41:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online””,”content”:”
Il presidente russo Vladimir Putin handichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che hanucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutatononline. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamentononline comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivone poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiaratonil capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin hanaggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapevannulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’nlimitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusatendi fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari enterroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sononrimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazionenferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo hanaperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze onordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.nIl ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’navvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso unnordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,nsecondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russondi 22 anni.
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La commissione Esteri e Difesa del Senato hanvotato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire innAula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hannonpartecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hannontutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dallanCamera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questonpomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbenarrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senatonla questione di fiducia.
“,”postId”:”5f123e24-a150-4d81-8928-21956cfef5e9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:33:23.309Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:33:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi””,”content”:”
“Dire che siamo delusi dalla congiunturanattuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questangiornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vastanscala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per lanDemocrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa alntermine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sulnveto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sullanpossibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.n”Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino glinimpegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglioneuropeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina connl’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamentenal programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.nCrediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamentena una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.n”L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.nRiteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da partendel Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.nTuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concluderensull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti innConsiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuatonMcGrath.
“,”postId”:”2083595c-6c9b-4970-8110-7c1ce3bbfe98″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:28:29.262Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:28:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov””,”content”:”
La Russia ha avviato un’indagine penale neinconfronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa din”favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente ilnbraccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzatanin Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficialenRossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sullanbase di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”n(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligencenoccidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato ilnrallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definitonmolteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzarendecine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallonStato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino perncostruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamentencontrollato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine sunDurov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, DmitrinPeskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ dinmateriale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare unanminaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e lanriluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermatonPeskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure chenritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazetanha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presuntincomplotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decinendi migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio dellanguerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare delntutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari endel suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
“,”postId”:”a6b600a5-9e99-4202-b617-9a79b8185255″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:23:34.986Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:23:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Calenda: “Io a Kiev ma governo e leader opposizione?””,”content”:”
“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,nSchlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E nonncapisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rottanmolto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Arianche Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversariondella guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Nonnso cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avutonincontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidanndove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessunnrappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Nonnc’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venutinqua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.nMi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non sinviene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.nIo penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – hanrimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ aglinucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
“,”postId”:”fa739342-f51a-4b48-8b24-2f2212a5905d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:18:16.022Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:18:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina”,”content”:”
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
“,”postId”:”dcd34a41-d3c1-458c-ad5d-626b435808b7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:16:05.855Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:16:05+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Braga: “Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali””,”content”:”
“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
“,”postId”:”3a1cce6f-c1e4-44af-a01a-8d61ad11fcdc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:12:06.621Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:12:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Senato: i colori dell’Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama”,”content”:”
Il Senato della Repubblica ricorda il quartonanniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di PalazzonMadama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori dellanbandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’n25 febbraio.
“,”postId”:”c974167a-4f92-40d8-a8a0-692697dadadb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:10:20.787Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:10:20+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca: “Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari””,”content”:”
I piani di Francia e Regno Unito dinfornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrleninfluenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca neninformera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russonYuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, handichiarato parlando alla tv russa.
“,”postId”:”42f78a05-5c24-4189-9df2-79fe9650faab”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:08:47.348Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:08:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “L’esplosione della scorsa notte comandata a distanza””,”content”:”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.n “Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).n Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.n La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
“,”postId”:”190d07d9-0056-4c33-afb9-9639ec487ea2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:52:07.306Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:52:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina”,”content”:”
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
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Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
“,”postId”:”0e6cf61c-2452-4490-8c7e-9c3eac50c08a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:46:31.471Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:46:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio””,”content”:”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
“,”postId”:”d27a528d-de5b-4d23-8a1f-ee3ec9dde004″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:41:39.330Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:41:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia”,”content”:”
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
n”,”postId”:”37ea8158-2f53-4ba7-b238-a7c875b09ae7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:32:22.975Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:32:22+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati””,”content”:”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
“,”postId”:”6eb62d5d-78ed-4822-a77c-12ab1e09f72b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:27:07.312Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:27:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide””,”content”:”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
“,”postId”:”5c5e5c2a-39a5-4625-8f5e-f85243473758″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:22:00.638Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:22:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/faf68f8fc0bb609318c4ffd91b0ef801ff071857/skytg24/it/mondo/2023/12/22/trump-michigan-2020/trump.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio””,”content”:”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.
nn”,”postId”:”9c3f187b-b44c-4b7e-bd25-ee5051be58b8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:15:48.838Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:15:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione””,”content”:”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
“,”postId”:”bd06c837-7241-42c2-a6a4-933fb406b39f”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:03:02.573Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:03:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Palazzo Chigi: “Dall’Italia costante e convinto sostegno all’Ucraina””,”content”:”
“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
“,”postId”:”775066b6-35fa-41bd-8796-3102ae2f0b70″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T12:58:40.006Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T13:58:40+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più””,”content”:”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
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“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
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“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
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L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
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Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
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“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
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“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
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Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
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“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
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La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
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Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
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“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
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Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
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“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
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“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
n”,”postId”:”28df9712-9543-475d-957e-d84a7055e946″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:24:00.086Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:24:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino”,”content”:”
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
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Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
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“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
“,”postId”:”5049cba7-2ba5-45d4-842b-32581f84cfc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:14:18.251Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:14:18+0100″,”video”:{“videoId”:”1076976″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/ucraina-zuppi-vaticano-continui-con-missione-umanitaria-1076976″},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, Zuppi: “Vaticano continui con la missione umanitaria”. VIDEO”,”postId”:”9db782bc-5756-4a58-9405-3bc4f1f1038d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:00:46.120Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:00:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:” Analisi Afp: “L’avanzata russa dell’ultimo anno supera i 24 mesi precedenti””,”content”:”
L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
“,”postId”:”5177e00f-0adc-4822-8b09-35ba3cc3b961″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:53:00.368Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:53:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca: “Londra e Parigi vogliono dotare Kiev di armi nucleari””,”content”:”
La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
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Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
“,”postId”:”236c4be4-a1f4-4dc0-94de-9cf0f05bb2bb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:49:00.275Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:49:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Soldati russi alla Bbc: “Comandanti torturano e uccidono chi non vuole combattere””,”content”:”
Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
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La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
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“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
n”,”postId”:”2786b74c-0e71-4f8b-951c-2e3dfea183a1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:41:00.556Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:41:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni””,”content”:”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
“,”postId”:”5a542e23-3a44-4fae-a71f-060d4552441e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:36:00.818Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:36:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”content”:”
Gli anniversari servono a fare bilanci, ma anche a tracciare prospettive, e se per l’Ucraina il bilancio è pesante, il futuro è più incerto che mai.
“,”postId”:”e583ceb4-ea2b-4460-a8db-a40a3f5636be”,”postLink”:{“title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/c1778e29f81af26656351d78b75f8aff8adcec7c/skytg24/it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni/GettyImages-2262463459.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:31:00.216Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:31:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0124346252669503952910717705209979591264/external-upload/liveblog-manager/tg24/2026/02/24/ucra_getty.jpg”,”imgAlt”:”Zelensky a Kiev”,”imgCredits”:”©Getty”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra””,”content”:”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.
“,”postId”:”5b847d39-a639-4781-a9d8-af6b5bf31cdf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:26:00.965Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:26:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace””,”content”:”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
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Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
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“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
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La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
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Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
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Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
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La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
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“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
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Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
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Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
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“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
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Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
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“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
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La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
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“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
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“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
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Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
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“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
“,”postId”:”7fc5d668-c581-499b-898e-69eae798ffe8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:42:17.875Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:42:17+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram”,”content”:”
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
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“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
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“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
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“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
“,”postId”:”4619f017-2e14-4a17-a6bc-503045d12374″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:36:19.663Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:36:19+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava””,”content”:”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
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Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
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La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
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L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
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“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
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Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
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Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
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Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
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”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
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”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
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Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
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Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
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“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
“,”postId”:”260c1bbb-b4cb-4f9e-b73b-9a47b531c3e4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:57:54.517Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:57:54+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Kallas: “Il futuro di Kiev è nell’Ue, sia l’ultimo anniversario di guerra””,”content”:”
”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
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“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
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Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
“,”postId”:”162e9219-a5aa-47b7-81a5-2b77bebc2f12″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:45:46.152Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:45:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza””,”content”:”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
“,”postId”:”4d9b80a5-b0c2-4dc0-b40c-3f732a479b9e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:45:00.591Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:45:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Rutte: “Quattro anni di coraggio; saremo con voi””,”content”:”
“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
“,”postId”:”85fb273e-7f8d-4c17-8c8c-9c63360b9ef4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:41:47.431Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:41:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Guerra Ucraina, Zelensky: “Putin ha fallito gli obiettivi, Trump resti dalla nostra parte””,”content”:”
Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
“,”postId”:”320de8bb-7160-4d23-a2fb-f37cb6b347a9″,”postLink”:{“title”:”Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra'”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-zelensky-putin-intervista.htm”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0606e9ce7eebe33c4f2e95659e0490fa13501b6b/skytg24/it/mondo/2025/06/03/ucraina-russia-guerra-trattative-pace-tregua-prigionieri/putin_zelensky_ansa.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:36:43.753Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:36:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile””,”content”:”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
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”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
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In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
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“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
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La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
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“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
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“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
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Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
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Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
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Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
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“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
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I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
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Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
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“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
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Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
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“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
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“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
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Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
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Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
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“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
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“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
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Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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A quattro anni dall’inizio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono a Kiev per ribadire la vicinanza al popolo ucraino, ma pesa lo scontro totale in atto con il presidente ungherese Viktor Orban. In una doppia mossa l’Ungheria ha bloccato il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e posto il veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Per approfondire:
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Zelensky: “L’oleodotto Druzhba distrutto più volte da Mosca”
“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
Von der Leyen: “Adesione Kiev possibile; data dipende da merito”
La presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina di
entrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kiev
verso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membro
dell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato sui
meriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipende
dal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme al
presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,
Volodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’
con cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,
non facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e a
modernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionante
vedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stia
combattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von der
Leyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quanti
progressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una data
chiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto di
riferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,
predire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’
assolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostro
obiettivo”, ha concluso von der Leyen.
Ucraina: a Torino Mole Antonelliana si illumina di blu e giallo
Nel quarto anniversario dell’invasione
dell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.
Questa sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, con
i colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega il
Comune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro anni
di morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di un
Paese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindaco
di Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume un
significato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucraina
(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccio
cromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popolo
colpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
Fazzolari: “Vannacci? In coalizione chi condivide il programma, anche su Kiev”
“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
Von der Leyen: “Accelerare sulla riparazione dell’oleodotto Drubzha”
“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
Londra nega i piani per dotare Kiev di armi nucleari: “Mosca mente”
Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Socialisti Ue: “Se Orban non rimuove i veti usare asset russi congelati”
“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.
“Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
Fazzolari: “In 2026 proseguono aiuti. Anche militari”
“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero anno
continueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.
Quindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.
Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4
anni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e il
risorgimento Ucraino’.
Fazzolari: “Oggi pace è anche interesse Russia”
“L’Italia, insieme ai suoi partner europei e
atlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazione
ucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a una
trattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente oggi
le condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto il
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,
rispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegno
organizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lotta
per la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento
Ucraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione di
pochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un fronte
sostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovare
un accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anche
grazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, ha
aggiunto.
Zelensky: “Spero adesione Ue 2027 fattibile; no blocco decenni”
“E’ fondamentale che abbiamo iniziato a
lavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica per
l’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesione
dell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sia
realizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,
in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio
Costa. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesione
per decenni”, ha aggiunto.
Zelensky: “Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni”
“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20
sanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.
Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenza
stampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
“Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questa
e’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti i
leader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tutta
l’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quelli
che nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutano
l’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
Ue: “Su nuovi passi sull’art. 7 contro Budapest decidono i Paesi”
“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.
La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
Costa: “Continueremo a sostenere processo adesione Ue”
“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressi
nelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processo
di adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazione
che porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire i
vostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenere
l’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente del
Consiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kiev
dove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,
Ursula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasione
russa.
Von der Leyen: “Prestito Kiev ci sarà, abbiamo diverse opzioni”
“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Il
prestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nel
Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’
essere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.
Voglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lo
ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, Volodymyr
Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Fazzolari: “Ciò che è sensato per i russi non sarebbe utile per Putin”
“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
“La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
Zelensky: “Grazie all’Europa, l’Ucraina non è sola”
“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possono
avvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nelle
acque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.
Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero
possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che
trasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino
Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90
miliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’
rapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoi
attacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostra
popolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegno
energetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per la
disponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategia
energetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una delle
decisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.
“Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.
Deve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa
Nel quarto anniversario della nuova invasione
russa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegno
all’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare un
processo di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portare
le parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7
sottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,
possono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guida
dell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore il
sostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,
inclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.
“Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo di
euro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquisto
di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.
Un sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista del
prossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegno
anche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per la
riabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno dei
bambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro e
incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano i
leader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiuti
umanitari alla popolazione ucraina.
Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia”
“A quattro anni dall’inizio della guerra in
Ucraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,
l’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno della
Coalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido per
porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e
intensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Alto
rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas al
termine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petroliere
ombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anche
capovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dalla
pressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pace
duratura in Europa” ha concluso.
Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.
“L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo”
“In occasione del quarto anniversario
dell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio e
coerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Il
nostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastro
strategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radici
democratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungo
periodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento del
disegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,
ma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostra
visione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigente
dell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:
proteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostra
liberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia ha
scelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missione
come priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senato
– riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli
d’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programma
Giovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti di
altre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviati
che sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questo
indirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,
dalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superando
le ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesi
comune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’
prescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie di
sicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto e
confermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dalla
parte della civilta’ occidentale”.
Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
Scalfarotto: “Calenda strumentalizza dolore della guerra”
“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.
“Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.
Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online”
Il presidente russo Vladimir Putin ha
dichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che ha
ucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutato
online. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamento
online comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivo
e poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiarato
il capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin ha
aggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapeva
nulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’
limitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusate
di fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari e
terroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sono
rimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazione
ferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo ha
aperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze o
ordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.
Il ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’
avvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso un
ordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,
secondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russo
di 22 anni.
Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato
La commissione Esteri e Difesa del Senato ha
votato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire in
Aula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hanno
partecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hanno
tutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dalla
Camera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questo
pomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbe
arrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senato
la questione di fiducia.
Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi”
“Dire che siamo delusi dalla congiuntura
attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa
giornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta
scala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per la
Democrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa al
termine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sul
veto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sulla
possibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.
“Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino gli
impegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglio
europeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina con
l’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamente
al programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.
Crediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamente
a una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.
“L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.
Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da parte
del Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.
Tuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concludere
sull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti in
Consiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuato
McGrath.
Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov”
La Russia ha avviato un’indagine penale nei
confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di
“favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente il
braccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzata
in Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficiale
Rossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sulla
base di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”
(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligence
occidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato il
rallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definito
molteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzare
decine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallo
Stato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino per
costruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamente
controllato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine su
Durov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, Dmitri
Peskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ di
materiale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare una
minaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e la
riluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermato
Peskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure che
ritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazeta
ha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presunti
complotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decine
di migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio della
guerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare del
tutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari e
del suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
Ucraina, Calenda: “Io a Kiev ma governo e leader opposizione?”
“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,
Schlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E non
capisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rotta
molto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Aria
che Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversario
della guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Non
so cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avuto
incontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidan
dove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessun
rappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Non
c’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venuti
qua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.
Mi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non si
viene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.
Io penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – ha
rimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ agli
ucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
Ucraina, Braga: “Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali”
“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
Senato: i colori dell’Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama
Il Senato della Repubblica ricorda il quarto
anniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di Palazzo
Madama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori della
bandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’
25 febbraio.
Mosca: “Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari”
I piani di Francia e Regno Unito di
fornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrle
influenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca ne
informera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo
Yuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, ha
dichiarato parlando alla tv russa.
Putin: “L’esplosione della scorsa notte comandata a distanza”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.
“Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).
Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.
La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.

©Ansa
Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
Palazzo Chigi: “Dall’Italia costante e convinto sostegno all’Ucraina”
“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
Tusk: “La coalizione dei Volenterosi parla a una sola voce”
“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
Medvedev: “Lecito attacco nucleare contro Paesi che danno armi atomiche a Kiev”
L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
Metsola: “Firmato prestito 90mld per conto Pe”
“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
Kiev: “Drone truppe russe su azienda municipale di Kherson, ucciso un uomo”
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
Al Pe solo M5s e Vannacci contrari al testo pro-Kiev. Lega e Avs astenuti
Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
Kiev: “Grazie all’Italia per il costante sostegno, lavoriamo ad una pace giusta”
“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
Medvedev: “Se armi atomiche a Kiev potremo attaccare Gb e Francia”
La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
Russia, un morto per l’attacco di un drone ucraino nella regione di Belgorod
Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
Ucraina, Zuppi: “L’Europa lavori sempre di più per il dialogo”. VIDEO
Zelensky: “Serve la pace ma dobbiamo prepararci ad altri scenari”
“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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Vannacci: “La Russia sta vincendo”
La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
Zakharova: “Prima di un eventuale accordo affrontare la questione dell’espansione Nato”
Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
Ucraina, Zuppi: “Vaticano continui con la missione umanitaria”. VIDEO
Analisi Afp: “L’avanzata russa dell’ultimo anno supera i 24 mesi precedenti”
L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono dotare Kiev di armi nucleari”
La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
Soldati russi alla Bbc: “Comandanti torturano e uccidono chi non vuole combattere”
Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
Ucraina, la premier: “Quattro anni di coraggio e resilienza, grazie a chi difende il Paese”
La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.

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Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO
Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
Armi nucleari a Kiev, Cremlino: “Ne terremo conto nei negoziati”
Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
Mosca: “Conquistato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione ucraina di Zaporizhzhia”
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
Zelensky: “Unità Ue-Usa non facile, grazie a chi la preserva”
“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Vietare l’ingresso in Ue a chi ha sostenuto l’invasione”
“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
Cremlino: “Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev”
Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
Sa’ar: “Israele dona 117 generatori mobili all’Ucraina”
Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
Zelensky: “Prestito Ue decisione importante, va attuata”
“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Ban da Europa a partecipanti invasione russa”
“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
Mosca: “Gran Bretagna e Francia vogliono fornirle armi nucleari”
Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
Zelensky: “Senza chiara data adesione Ue Putin ci dividerà”
“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
Metsola: “Popolo resiste con fermezza a difficoltà quasi inimmaginabili”
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
Zelensky: “Non è la prima volta che Mosca cerca di far crollare l’Ue”
“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Rutte: “Imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti”
“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
Ucraina, Cipro: “Essergli a fianco è dovere come europei”
“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
Albares a Kiev per mostrare il sostegno della Spagna all’Ucraina
Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Sybiha ringrazia l’Italia: “Lavoriamo insieme alla pace”
Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
Zelensky: “Putin non accetta vite diverse, in guerra continua”
“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
Zelensky: “Russia dittatura mentalmente instabile; antieuropea”
“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban” (2)
La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
Ue: “Accelerare sull’istituzione del tribunale speciale per l’Ucraina”
L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban”
“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono fornire armi nucleari a Kiev”
Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
Zelensky mostra in video per la prima volta il bunker sotto i suoi uffici
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato” (2)
Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato”
Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
Starmer: “La Russia non vincerà questa guerra”
”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
Londra aggiunge 297 nomi nella lista delle sanzioni
Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
Nuove sanzioni Gb a Mosca nel 4° anniversario di guerra, petrolio nel mirino
Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
Fontana: “Mettere fine all’inutile strage”
“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
Kallas: “Il futuro di Kiev è nell’Ue, sia l’ultimo anniversario di guerra”
”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
Zelensky: “Trump non cada nel gioco di Putin, resti al nostro fianco”
“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
Starmer promette nuovi aiuti all’Ucraina: “La Russia non vincerà”
Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
Rutte: “Quattro anni di coraggio; saremo con voi”
“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
Guerra Ucraina, Zelensky: “Putin ha fallito gli obiettivi, Trump resti dalla nostra parte”
Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra’
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Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
Metsola: “A fianco di Kiev per pace giusta e duratura”
”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Vertici Ue: “Lavoriamo con Kiev a nuovo piano per l’energia”
“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
Fondatore Telegram Durov indagato per favoreggiamento terrorismo
In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
Vertici Ue: “Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione”
“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
Ucraina, oggi quarto anniversario dall’inizio del conflitto
Macron: “La guerra triplo fallimento per Mosca, sbaglia chi conta su nostra stanchezza”
La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
Macron: “Avanti con la Coalizione dei volenterosi”
“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
Merz: “Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”
“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
Zelensky a Trump: “Resti dalla nostra parte”
Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev
Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
Tajani: “Pace giusta e duratura unica scelta, noi sempre con il popolo”
“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
Leader Paesi nordici e Baltici a Kiev per anniversario della guerra
I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
La Russa: “Resistenza Kiev miracolo, sconfitta Russia, non vanificarla, pace sia giusta”
Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
Ucraina, abbattuti 111 droni russi nella notte; 5 morti in raid
Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
Merz: “Solo con forza comune porremo fine alla guerra”
“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Berlino, Parigi e Varsavia: “Serve una pace giusta per Kiev”
Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
Zelensky: “Putin non ha vinto, faremo di tutto per pace giusta”
“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Zelensky: “Putin doveva prendere Kiev in 3 giorni; oggi 4 anni”
“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
Guerra in Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
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Costa: “Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà”
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
Von der Leyen a Kiev: “Pace alle condizioni dell’Ucraina”
“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
Costa: “Garantire una pace giusta e duratura”
“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
Esplosione davanti a una stazione di Mosca, morto un agente
Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
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“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
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A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
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Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
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“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
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La presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina dinentrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kievnverso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membrondell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato suinmeriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipendendal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme alnpresidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,nVolodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’ncon cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,nnon facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e anmodernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionantenvedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stiancombattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von dernLeyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quantinprogressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una datanchiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto dinriferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,npredire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’nassolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostronobiettivo”, ha concluso von der Leyen.
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Nel quarto anniversario dell’invasionendell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.nQuesta sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, conni colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega ilnComune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro annindi morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di unnPaese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindacondi Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume unnsignificato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucrainan(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccioncromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popoloncolpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
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“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
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“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
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Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
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“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
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“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.n “Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
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“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero annoncontinueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.nQuindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.nLo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del ConsiglionGiovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4nanni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e ilnrisorgimento Ucraino’.
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“L’Italia, insieme ai suoi partner europei enatlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazionenucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a unantrattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente ogginle condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto ilnSottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,nrispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegnonorganizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lottanper la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimentonUcraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione dinpochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un frontensostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovarenun accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anchengrazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, hanaggiunto.
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“E’ fondamentale che abbiamo iniziato anlavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica pernl’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesionendell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sianrealizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,nin conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,nUrsula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, AntonionCosta. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesionenper decenni”, ha aggiunto.
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“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20nsanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.nLo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenzanstampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.n”Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questane’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti inleader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tuttanl’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quellinche nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutanonl’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
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“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.n La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
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“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressinnelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processondi adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazionenche porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire invostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenerenl’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente delnConsiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kievndove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,nUrsula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasionenrussa.
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“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Ilnprestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nelnConsiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’nessere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.nVoglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lonha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von dernLeyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, VolodymyrnZelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
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“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.n “La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
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“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
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“Oggi abbiamo discusso tre passi che possononavvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nellenacque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.nAbbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebberonpossibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio chentrasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucrainonVolodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente dellanCommissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90nmiliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’nrapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoinattacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostranpopolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegnonenergetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per landisponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategianenergetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una dellendecisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.n”Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.nDeve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
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“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
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“Questo anniversario non serve solo anricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro sinscrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglioneuropeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visitanKiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.n”L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, unanpace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,ndell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle NazioninUnite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenerenal tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo dinbattaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli deinnostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. LanRussia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare chennon vincera’ questa guerra”.
“,”postId”:”bec095a6-54a9-4b8e-90de-9f75b6d99dfa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:18:52.669Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:18:52+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa”,”content”:”
Nel quarto anniversario della nuova invasionenrussa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegnonall’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare unnprocesso di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portarenle parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7nsottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,npossono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guidandell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore ilnsostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,ninclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.n”Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo dineuro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquistondi attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.nUn sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista delnprossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegnonanche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per lanriabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno deinbambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro enincondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano inleader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiutinumanitari alla popolazione ucraina.
“,”postId”:”76e1f62f-2125-4c33-92c5-598a9614b46d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:12:26.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:12:26+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia””,”content”:”
“A quattro anni dall’inizio della guerra innUcraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,nl’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno dellanCoalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido pernporre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina enintensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Altonrappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas alntermine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petrolierenombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anchencapovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dallanpressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pacenduratura in Europa” ha concluso.
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“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.n “L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
“,”postId”:”6c958e07-fd39-4f53-8e59-5ae8551a0029″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T15:11:30.956Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T16:11:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo””,”content”:”
“In occasione del quarto anniversariondell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio encoerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Ilnnostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastronstrategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radicindemocratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungonperiodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento delndisegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,nma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostranvisione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigentendell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:nproteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostranliberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia hanscelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missionencome priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senaton- riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratellind’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programmanGiovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti dinaltre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviatinche sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questonindirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,ndalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superandonle ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesincomune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’nprescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie dinsicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto enconfermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dallanparte della civilta’ occidentale”.
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Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
“,”postId”:”fd10c010-b321-4e1d-a46c-99d9045e6aa2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:59:04.111Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:59:04+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore”,”content”:”
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.n Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
“,”postId”:”991a6f27-40fe-426d-abde-58e6446d7aaa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:48:00.994Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:48:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina””,”content”:”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
“,”postId”:”b5e7ff23-638d-464f-ac06-ee5135df6194″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:44:13.903Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:44:13+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi””,”content”:”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
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“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
“,”postId”:”7e4c0ae4-7046-4be7-9c5d-e6c3e5dfaa22″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:42:57.300Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:42:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali””,”content”:”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.n “Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.n Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
“,”postId”:”546bdceb-e3fc-4f01-a7fb-73c9b5779569″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:41:49.908Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:41:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online””,”content”:”
Il presidente russo Vladimir Putin handichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che hanucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutatononline. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamentononline comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivone poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiaratonil capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin hanaggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapevannulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’nlimitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusatendi fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari enterroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sononrimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazionenferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo hanaperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze onordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.nIl ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’navvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso unnordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,nsecondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russondi 22 anni.
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La commissione Esteri e Difesa del Senato hanvotato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire innAula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hannonpartecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hannontutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dallanCamera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questonpomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbenarrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senatonla questione di fiducia.
“,”postId”:”5f123e24-a150-4d81-8928-21956cfef5e9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:33:23.309Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:33:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi””,”content”:”
“Dire che siamo delusi dalla congiunturanattuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questangiornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vastanscala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per lanDemocrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa alntermine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sulnveto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sullanpossibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.n”Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino glinimpegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglioneuropeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina connl’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamentenal programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.nCrediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamentena una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.n”L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.nRiteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da partendel Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.nTuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concluderensull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti innConsiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuatonMcGrath.
“,”postId”:”2083595c-6c9b-4970-8110-7c1ce3bbfe98″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:28:29.262Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:28:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov””,”content”:”
La Russia ha avviato un’indagine penale neinconfronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa din”favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente ilnbraccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzatanin Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficialenRossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sullanbase di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”n(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligencenoccidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato ilnrallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definitonmolteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzarendecine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallonStato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino perncostruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamentencontrollato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine sunDurov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, DmitrinPeskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ dinmateriale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare unanminaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e lanriluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermatonPeskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure chenritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazetanha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presuntincomplotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decinendi migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio dellanguerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare delntutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari endel suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
“,”postId”:”a6b600a5-9e99-4202-b617-9a79b8185255″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:23:34.986Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:23:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Calenda: “Io a Kiev ma governo e leader opposizione?””,”content”:”
“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,nSchlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E nonncapisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rottanmolto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Arianche Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversariondella guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Nonnso cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avutonincontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidanndove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessunnrappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Nonnc’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venutinqua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.nMi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non sinviene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.nIo penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – hanrimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ aglinucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
“,”postId”:”fa739342-f51a-4b48-8b24-2f2212a5905d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:18:16.022Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:18:16+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina”,”content”:”
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
“,”postId”:”dcd34a41-d3c1-458c-ad5d-626b435808b7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:16:05.855Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:16:05+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Braga: “Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali””,”content”:”
“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
“,”postId”:”3a1cce6f-c1e4-44af-a01a-8d61ad11fcdc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:12:06.621Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:12:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Senato: i colori dell’Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama”,”content”:”
Il Senato della Repubblica ricorda il quartonanniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di PalazzonMadama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori dellanbandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’n25 febbraio.
“,”postId”:”c974167a-4f92-40d8-a8a0-692697dadadb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:10:20.787Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:10:20+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca: “Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari””,”content”:”
I piani di Francia e Regno Unito dinfornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrleninfluenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca neninformera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russonYuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, handichiarato parlando alla tv russa.
“,”postId”:”42f78a05-5c24-4189-9df2-79fe9650faab”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T14:08:47.348Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T15:08:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “L’esplosione della scorsa notte comandata a distanza””,”content”:”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.n “Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).n Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.n La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
“,”postId”:”190d07d9-0056-4c33-afb9-9639ec487ea2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:52:07.306Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:52:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina”,”content”:”
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
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Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
“,”postId”:”0e6cf61c-2452-4490-8c7e-9c3eac50c08a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:46:31.471Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:46:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio””,”content”:”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
“,”postId”:”d27a528d-de5b-4d23-8a1f-ee3ec9dde004″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:41:39.330Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:41:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia”,”content”:”
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
n”,”postId”:”37ea8158-2f53-4ba7-b238-a7c875b09ae7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:32:22.975Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:32:22+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati””,”content”:”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
“,”postId”:”6eb62d5d-78ed-4822-a77c-12ab1e09f72b”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:27:07.312Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:27:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide””,”content”:”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
“,”postId”:”5c5e5c2a-39a5-4625-8f5e-f85243473758″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:22:00.638Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:22:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/faf68f8fc0bb609318c4ffd91b0ef801ff071857/skytg24/it/mondo/2023/12/22/trump-michigan-2020/trump.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio””,”content”:”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.
nn”,”postId”:”9c3f187b-b44c-4b7e-bd25-ee5051be58b8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T13:15:48.838Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T14:15:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione””,”content”:”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
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“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
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“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
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“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
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“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
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L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
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Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
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“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
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Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
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“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
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Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
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“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
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La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
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Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
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“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
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Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
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“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
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“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
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La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
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Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
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“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
“,”postId”:”5049cba7-2ba5-45d4-842b-32581f84cfc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:14:18.251Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:14:18+0100″,”video”:{“videoId”:”1076976″,”videoPageUrl”:”https://video.sky.it/news/mondo/video/ucraina-zuppi-vaticano-continui-con-missione-umanitaria-1076976″},”altBackground”:true,”title”:”Ucraina, Zuppi: “Vaticano continui con la missione umanitaria”. VIDEO”,”postId”:”9db782bc-5756-4a58-9405-3bc4f1f1038d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T11:00:46.120Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T12:00:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:” Analisi Afp: “L’avanzata russa dell’ultimo anno supera i 24 mesi precedenti””,”content”:”
L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
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La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
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Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
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Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
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La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
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“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
n”,”postId”:”2786b74c-0e71-4f8b-951c-2e3dfea183a1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:41:00.556Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:41:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni””,”content”:”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
“,”postId”:”5a542e23-3a44-4fae-a71f-060d4552441e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:36:00.818Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:36:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”content”:”
Gli anniversari servono a fare bilanci, ma anche a tracciare prospettive, e se per l’Ucraina il bilancio è pesante, il futuro è più incerto che mai.
“,”postId”:”e583ceb4-ea2b-4460-a8db-a40a3f5636be”,”postLink”:{“title”:”Guerra di resistenza, guerra di assedio: 4 anni sul fronte ucraino”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/c1778e29f81af26656351d78b75f8aff8adcec7c/skytg24/it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-4-anni/GettyImages-2262463459.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T10:31:00.216Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T11:31:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/0124346252669503952910717705209979591264/external-upload/liveblog-manager/tg24/2026/02/24/ucra_getty.jpg”,”imgAlt”:”Zelensky a Kiev”,”imgCredits”:”©Getty”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra””,”content”:”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.
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”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
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Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
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“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
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La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
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Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
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Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
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La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
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“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
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Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
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Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
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“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
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“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
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Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
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“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
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La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
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“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
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“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
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“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
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Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
“,”postId”:”97481758-cf40-4e3f-924d-61ef756e50c8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:44:24.831Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:44:24+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra””,”content”:”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
“,”postId”:”e62b8dfc-e597-46a0-b180-ce175084add6″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:44:02.060Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:44:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Sybiha ringrazia l’Italia: “Lavoriamo insieme alla pace””,”content”:”
Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
“,”postId”:”7fc5d668-c581-499b-898e-69eae798ffe8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:42:17.875Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:42:17+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram”,”content”:”
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
“,”postId”:”0dbf99e7-b750-45b8-82d5-8c8e8572c198″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:41:42.986Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:41:42+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino””,”content”:”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
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“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
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“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
“,”postId”:”4619f017-2e14-4a17-a6bc-503045d12374″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:36:19.663Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:36:19+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava””,”content”:”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
“,”postId”:”6593f0b2-5d9c-4522-8d16-efd8a07973f9″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:27:00.798Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:27:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno””,”content”:”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
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La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
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L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
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“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
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Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
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Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
“,”postId”:”d3583fe5-9b26-4b9c-b0f4-185f902e8145″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T09:03:57.962Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T10:03:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato””,”content”:”
Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
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”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
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”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
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Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
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Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
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“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
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”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
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“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
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Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
“,”postId”:”162e9219-a5aa-47b7-81a5-2b77bebc2f12″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T08:45:46.152Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T09:45:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza””,”content”:”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
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“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
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Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
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Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
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”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
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In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
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“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
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La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
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“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
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“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
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Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
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Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
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Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
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“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
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I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
“,”postId”:”5c689c71-221c-4bfa-81de-ffedf488dd65″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T07:02:18.827Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T08:02:18+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Russa: “Resistenza Kiev miracolo, sconfitta Russia, non vanificarla, pace sia giusta””,”content”:”
Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
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“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
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Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
“,”postId”:”67a91643-fe75-43fb-a9d4-f3fefdc5003e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T06:47:59.250Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T07:47:59+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Merz: “Solo con forza comune porremo fine alla guerra””,”content”:”
“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
“,”postId”:”ee7f559a-a351-4cc2-98d0-2a12b23018d1″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-02-24T06:28:34.890Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T07:28:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Berlino, Parigi e Varsavia: “Serve una pace giusta per Kiev””,”content”:”
Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
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“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
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“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
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Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
“,”postId”:”d98002d6-b312-4a8a-96e7-093d3c7be187″,”postLink”:{“title”:”Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto”,”url”:”https://tg24.sky.it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-russia-4-anni”,”imageSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/20e6a7df4cbd382cea8cca31209106f48533e98d/skytg24/it/mondo/2026/02/24/guerra-ucraina-russia-4-anni/GettyImages-2216924725.jpg?im=Resize,width=1218″}},{“timestamp”:”2026-02-24T05:46:31.674Z”,”timestampUtcIt”:”2026-02-24T06:46:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Costa: “Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà””,”content”:”
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
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“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
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“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
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Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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A quattro anni dall’inizio della guerra, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa sono a Kiev per ribadire la vicinanza al popolo ucraino, ma pesa lo scontro totale in atto con il presidente ungherese Viktor Orban. In una doppia mossa l’Ungheria ha bloccato il prestito da 90 miliardi per l’Ucraina e posto il veto sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca.
“Lasciatemelo dire con chiarezza cristallina. Il prestito da 90 miliardi è stato concordato dai 27 nel Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non può essere violata. Erogheremo il prestito in un modo o nell’altro. Abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in conferenza stampa a Kiev. “Oggi abbiamo discusso tre passi che possono avvicinarci alla pace. Non c’è posto per la flotta ombra russa nelle acque europee, nè per il petrolio e il gas russi nei mercati europei. Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che trasportano, ed è fattibile”, ha dichiarato Zelensky,
“Siamo convinti che il modo più rapido per porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e intensificare la pressione sulla Russia”, ha scritto su X Kallas al termine della riunione dei Volenterosi.
A quattro anni “dall’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina”, il governo italiano, in una nota diffusa da Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Meloni alla call dei Volenterosi, “rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle istituzioni e alla popolazione ucraina”.
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale. Nella notte un’esplosione davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca ha causato la morte di un agente di polizia e il ferimento di altri due colleghi. Il ministero della Difesa annuncia di aver abbattuto nella notte 79 droni ucraini.
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Per approfondire:
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Zelensky: “L’oleodotto Druzhba distrutto più volte da Mosca”
“Orban parli con la Russia. L’oleodotto Druzbha è stato distrutto dalla Russia, e lo ha fatto molte volte. Quando noi operiamo con delle riparazioni la Russia attacca di nuovo”. Lo ha precisato Volodymyr Zelensky in conferenza stampa. “Valuteremo nei prossimi giorni i temi della riparazione. E nel frattempo ci sono delle alternative” per fornire petrolio a Ungheria e Slovacchia, sia “attraverso l’Adriatico sia sempre attraverso l’Ucraina”, ha spiegato il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa insistendo sul fatto che Budapest sta violando il principio della leale cooperazione. “Solo il Consiglio europeo può cambiare una decisione del Consiglio europeo”, ha aggiunto.
Von der Leyen: “Adesione Kiev possibile; data dipende da merito”
La presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, ha confermato le possibilita’ dell’Ucraina di
entrare in Unione europea dicendosi fiduciosa per il percorso di Kiev
verso l’Unione. “L’Ucraina e’ sulla buona strada per diventare membro
dell’Unione europea. Sapete tutti che questo e’ un processo basato sui
meriti, e deve esserlo. Ma questo significa anche che la velocita’ dipende
dal Paese candidato”, ha dichiarato in conferenza stampa a Kiev assieme al
presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e al presidente ucraino,
Volodymyr Zelensky. “Devo dire che l’Ucraina si distingue per la rapidita’
con cui realizza le riforme necessarie. Si tratta di riforme difficili,
non facili, e bisogna convincere molte persone a impegnarsi e a
modernizzare il Paese per il suo bene. Ed e’ profondamente impressionante
vedere gli enormi progressi che l’Ucraina sta facendo, nonostante stia
combattendo una guerra per la propria sopravvivenza”, ha aggiunto von der
Leyen. “Sono fiduciosa in questo processo, perche’ abbiamo visto quanti
progressi ha fatto l’Ucraina. Capisco benissimo che per voi una data
chiara sia importante. La data che avete fissato e’ il punto di
riferimento che volete raggiungere, ma sapete che, da parte nostra,
predire una data non e’ possibile. Ma ovviamente, da parte nostra, e’
assolutamente chiaro il supporto che vi permette di raggiungere il vostro
obiettivo”, ha concluso von der Leyen.
Ucraina: a Torino Mole Antonelliana si illumina di blu e giallo
Nel quarto anniversario dell’invasione
dell’Ucraina, Torino rinnova la propria vicinanza al popolo ucraino.
Questa sera accendera’ il simbolo della citta’, la Mole Antonelliana, con
i colori blu e giallo. Un gesto dal forte valore simbolico, spiega il
Comune, che unisce memoria, solidarieta’ e impegno civile. “Quattro anni
di morte, di distruzione, di un’aggressione ingiustificata da parte di un
Paese contro un altro Paese che appartiene all’Europa” afferma il sindaco
di Torino Stefano Lo Russo. L’illuminazione della Mole assume un
significato ancora piu’ profondo, poiche’ i colori della bandiera ucraina
(blu e giallo) sono gli stessi colori della citta’ di Torino. Un intreccio
cromatico che diventa messaggio politico e umano: vicinanza a un popolo
colpito dalla guerra e difesa dei valori di liberta’ e autodeterminazione.
Fazzolari: “Vannacci? In coalizione chi condivide il programma, anche su Kiev”
“Il centrodestra si è presentato con programma unico” in cui “ha indicato il sostegno all’Ucraina”, chi vuole stare nella coalizione “come su qualunque altro tema deve condividere il programma di centrodestra”. Così il sottosegretario alla presidenza Giovanbattista Fazzolari a chi gli chiedeva se la formazione di Roberto Vannacci possa entrare nella coalizione, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
Von der Leyen: “Accelerare sulla riparazione dell’oleodotto Drubzha”
“Condanniamo gli attacchi russi all’oleodotto Drubzha, che danneggiano la sicurezza energetica europea. Ringrazio la Croazia per compensare i rifornimenti di petrolio a Ungheria, Slovacchia e Serbia e chiedo di accelerare la riparazione dell’oleodotto”. Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa.
Londra nega i piani per dotare Kiev di armi nucleari: “Mosca mente”
Il governo britannico di Keir Starmer nega categoricamente le accuse dell’intelligence di Mosca secondo cui il Regno Unito e la Francia starebbero pianificando di dotare Kiev di un’arma nucleare o in alternativa di una cosiddetta bomba atomica sporca. Accuse bollate come “menzogne” da un portavoce di Downing Street che aggiunge: “Si tratta solo di un plateale tentativo di Vladimir Putin di distrarre l’opinione pubblica internazionale dalle sue azioni efferate in Ucraina. Non c’è un briciolo di verità in queste affermazioni”. Il portavoce ha invece sottolineato le parole odierne del primo ministro Starmer che, nel quarto anniversario della guerra, “ha reso omaggio all’incredibile resistenza del popolo ucraino” assicurando che il Regno continuerà a sostenere “gli sforzi per una pace giusta e duratura”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Socialisti Ue: “Se Orban non rimuove i veti usare asset russi congelati”
“Se Orbán continua a bloccare le sanzioni e il prestito di 90 miliardi di euro, l’Ue deve utilizzare i beni russi congelati. Se l’Ucraina resiste, lo fa anche l’Europa”. Lo scrive su X la presidente del gruppo dei Socialisti Ue, Iratxe García Pérez, a margine della risoluzione votata in plenaria in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia ai danni dell’Ucraina.
“Una maggiore pressione significa costringere Putin a negoziare una pace giusta. A quattro anni dall’inizio della guerra su vasta scala della Russia, ho ribadito” al presidente Zelensky “il nostro pieno sostegno”, aggiunge la leader dei Socialisti.
Fazzolari: “In 2026 proseguono aiuti. Anche militari”
“Noi abbiamo gia’ stabilito che per l’intero anno
continueranno gli aiuti in tutti i sensi, anche militari, all’Ucraina.
Quindi ovviamente nell’arco del 2026 ci saranno altri pacchetti di aiuto”.
Lo ha detto il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio
Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno di Fratelli d’Italia ‘4
anni di lotta per la liberta’: il fallimento strategico della Russia e il
risorgimento Ucraino’.
Fazzolari: “Oggi pace è anche interesse Russia”
“L’Italia, insieme ai suoi partner europei e
atlantici, fin dal primo momento sta dando sostegno alla popolazione
ucraina per creare un equilibrio sul campo che consenta di arrivare a una
trattativa di pace sensata. Dopo quattro anni ci sono oggettivamente oggi
le condizioni per parlare seriamente di pace”. Lo ha detto il
Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovabattista Fazzolari,
rispondendo ai giornalisti a Palazzo Giustiniani a margine del convegno
organizzato dall’Ufficio Studi di Fratelli d’Italia ‘Quattro anni di lotta
per la liberta’. Il fallimento strategico della Russia e il risorgimento
Ucraino’. “Quella che doveva essere, secondo la Russia, un’invasione di
pochi giorni e’ diventata una guerra di quattro anni, con un fronte
sostanzialmente fermo. Oggi anche la Russia ha tutto l’interesse a trovare
un accordo di pace e questo grazie all’eroica resistenza ucraina, ma anche
grazie al sostegno che e’ arrivato dagli alleati occidentali”, ha
aggiunto.
Zelensky: “Spero adesione Ue 2027 fattibile; no blocco decenni”
“E’ fondamentale che abbiamo iniziato a
lavorare sui dettagli di una garanzia chiave di sicurezza geopolitica per
l’Ucraina e per tutta l’Europa, e una data chiara per l’adesione
dell’Ucraina all’Ue, il 2027, e’ molto importante per noi, e spero sia
realizzabile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky,
in conferenza stampa insieme alla presidente della Commissione europea,
Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio
Costa. “Lo spero, affinche’ Putin non possa bloccare la nostra adesione
per decenni”, ha aggiunto.
Zelensky: “Contiamo su 20esimo pacchetto sanzioni”
“Contiamo sul fatto che il pacchetto di 20
sanzioni sia forte ed efficace. Deve essere adottato il prima possibile”.
Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in conferenza
stampa assieme alla presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
“Naturalmente, ci sono molte sfide diverse, ma contiamo su di esso. Questa
e’ la forma di diplomazia che la Russia comprende. Ringrazio tutti i
leader che lo sostengono, deve essere fatto nell’interesse di tutta
l’Europa. Ringrazio tutti i nostri amici e i nostri partner, tutti quelli
che nell’Unione europea stanno dalla parte giusta della storia e aiutano
l’Ucraina e gli ucraini”, ha concluso.
Ue: “Su nuovi passi sull’art. 7 contro Budapest decidono i Paesi”
“Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7” nei confronti dell’Ungheria “rimanga valida”, ma “la questione se compiere o meno un passo avanti” nella procedura “è a discrezione degli Stati membri”. Lo ha detto il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, in conferenza stampa al termine del Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles.
La procedura di cui all’articolo 7 dei Trattati europei, prevista in caso di violazioni gravi e ripetute dello Stato di diritto, è stata attivata nei confronti dell’Ungheria nel 2018 e da allora non è mai avanzata al Consiglio Ue. Dopo il veto di Budapest al prestito da 90 miliardi di euro, concordato al vertice europeo di dicembre scorso, si è tornato a discutere dell’articolo 7 perché si contesta al governo di Viktor Orban la violazione del principio di leale collaborazione. “Crediamo che non onorare gli impegni equivalga effettivamente a una violazione della cooperazione – ha sottolineato McGrath -. Dire che siamo delusi dalla congiuntura attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa giornata che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina”.
Costa: “Continueremo a sostenere processo adesione Ue”
“L’Ucraina ha gia’ compiuto notevoli progressi
nelle riforme europee, anche nelle condizioni piu’ difficili. Il processo
di adesione non e’ solo un esercizio democratico, ma una trasformazione
che porta benefici reali al popolo ucraino. Vi incoraggio a proseguire i
vostri sforzi per attuare le riforme necessarie. Continueremo a sostenere
l’Ucraina nel suo processo di adesione”. Lo ha detto il presidente del
Consiglio europeo, Antonio Costa, nel corso della conferenza stampa a Kiev
dove si e’ recato in visita insieme alla presidente della Commissione Ue,
Ursula von der Leyen in occasione del quarto anniversario dell’invasione
russa.
Von der Leyen: “Prestito Kiev ci sarà, abbiamo diverse opzioni”
“Lasciatemelo dire con assoluta chiarezza. Il
prestito e’ stato concordato dai 27 capi di Stato e di governo nel
Consiglio europeo, hanno dato la loro parola. Questa parola non puo’
essere infranta. Pertanto, erogheremo il prestito in un modo o nell’altro.
Voglio essere molto chiara: abbiamo diverse opzioni e le utilizzeremo”. Lo
ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der
Leyen, in conferenza stampa insieme al presidente ucraino, Volodymyr
Zelensky, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.
Fazzolari: “Ciò che è sensato per i russi non sarebbe utile per Putin”
“L’Italia ha lavorato all’ipotesi di pace fin dal primo giorno di guerra. È chiaro che finché l’ipotesi di pace sul campo è solamente un’Ucraina che deve piegarsi alle richieste russe ed arrendersi, è qualcosa che non è percorribile. Adesso, a quattro anni di distanza, con una situazione sul fronte che è sostanzialmente ferma, con la Russia che ha fallito ogni prospettiva che si era data in questi quattro anni, si è creato un equilibrio di forze sul campo che finalmente ha aperto a uno spiraglio di pace”. Lo ha detto il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, a margine del convegno organizzato in Senato dai gruppi parlamentari di FdI, dal titolo “4 anni di lotta per la libertà: il fallimento strategico della Russia e il risorgimento ucraino”.
“La soluzione non è semplicissima, per un semplice motivo: quello che sarebbe la cosa più sensata per la Federazione Russa e il popolo russo non è ciò che sarebbe utile per Putin e la cerchia di oligarchi che lo sostengono – ha aggiunto Fazzolari -. Oggi per Putin sarebbe particolarmente complicato ammettere in sostanza una sconfitta sul campo e pertanto la Russia deve riuscire a trovare una qualunque forma di narrazione che possa giustificare una guerra durata quattro anni, che è costata alla Russia più di 1.200.000 soldati caduti”.
Zelensky: “Grazie all’Europa, l’Ucraina non è sola”
“Sappiamo che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amicizia. Molto deve essere fatto e oggi abbiamo discusso dei passi da fare. In Europa non c’è posto per la flotta ombra russa e per il petrolio e il gas russi”. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in conferenza stampa a Kiev con Antonio Costa e Ursula von der Leyen. “Ringrazio tutti quelli che, in Europa, sono dalla parte giusta della storia”, ha spiegato Zelensky.
Zelensky: “Discusse misure per stop Ue a petroliere russe”
“Oggi abbiamo discusso tre passi che possono
avvicinarci alla pace. Non c’e’ posto per la flotta ombra russa nelle
acque europee, ne’ per il petrolio e il gas russi nei mercati europei.
Abbiamo discusso modifiche alla legislazione dell’Ue che renderebbero
possibile fermare le petroliere russe e sequestrare il petrolio che
trasportano, ed e’ fattibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino
Volodymyr Zelensky, in conferenza stampa insieme alla presidente della
Commissione europea, Ursula von der Leyen, e al presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa. “Abbiamo anche parlato di garantire che i 90
miliardi di sostegno a lungo termine per gli ucraini arrivino il piu’
rapidamente ed efficacemente possibile, perche’ la Russia continua i suoi
attacchi contro le nostre infrastrutture energetiche e contro la nostra
popolazione”, ha aggiunto Zelensky. “Abbiamo discusso di sostegno
energetico – ha proseguito – grazie alla Commissione europea per la
disponibilita’ a partecipare all’attuazione della nostra strategia
energetica aggiornata. Ne abbiamo parlato oggi e la considero una delle
decisioni piu’ importanti per noi in questa giornata di incontri”.
“Contiamo che il ventesimo pacchetto di sanzioni sia forte ed efficace.
Deve essere adottato il prima possibile”, ha concluso.
Il Papa: “Tra conflitti e nazionalismi, la pace è sconfitta nei cuori”
“Viviamo in un mondo ferito da troppi conflitti e colpito da ostilità cruente. Un nazionalismo estremo calpesta i diritti dei più deboli. Ancor prima di essere frantumata sul campo di battaglia, la pace viene sconfitta nel cuore umano quando cediamo all’egoismo e all’avidità e quando permettiamo agli interessi di parte di prevalere invece di guardare al bene comune”. Lo scrive Papa Leone XIV nella prefazione inedita, rilanciata dai media vaticani, al libro “Peace Be with You!” edito da Harper Collins e da oggi nelle librerie degli Stati Uniti e dei Paesi anglofoni. Si tratta della versione inglese del volume “E pace sia!” pubblicato nell’agosto 2025 dalla Libreria Editrice Vaticana. “Molti autori hanno detto che è quando ci rifiutiamo di ascoltare le storie delle altre persone che iniziamo a privarle della loro dignità. Depersonalizzare gli altri è il primo passo verso ogni guerra. Conoscere gli altri, invece, è un pregustare la pace”, sottolinea il Pontefice. “La pace è anche un impegno e una responsabilità per ognuno di noi. Pace significa insegnare ai bambini a rispettare gli altri e a non bullizzare gli altri quando giocano. Pace significa – scrive ancora Papa Leone XIV nel testo pubblicato da Vatican News – vincere il nostro orgoglio personale e lasciare spazio all’altro, nella nostra famiglia, sul lavoro, nello sport. Pace è quando il nostro cuore e la nostra vita sono abitati dal silenzio, dalla meditazione e dall’ascolto di Dio; perché Dio non benedice mai la violenza, non approva mai l’approfittarsi degli altri o il frenetico abuso dell’unica Terra che sta sfigurando il Creato, una carezza del Creatore”. La prima via per raggiungere la pace è dunque la preghiera perché “pregando, disarmiamo il nostro ego e diventiamo capaci di gratuità e sincerità”. “Oltretutto, il nostro cuore è il campo di battaglia più importante. È lì che dobbiamo imparare la vittoria incruenta ma necessaria sugli impulsi di morte e le tendenze alla dominazione: solo cuori pacifici possono costruire un mondo di pace. Dobbiamo praticare una cultura di riconciliazione, creando laboratori nonviolenti, luoghi in cui la diffidenza verso gli altri possa diventare un’occasione d’incontro. Il cuore è la fonte della pace; qui dobbiamo imparare a incontrarci invece di scontrarci, a fidarci invece di diffidare, ad ascoltare e a comprendere invece di chiuderci agli altri”, scrive ancora il Papa concludendo che “la politica e la comunità internazionale hanno la responsabilità di agevolare la mediazione nei conflitti, utilizzando l’arte del dialogo e della diplomazia”.
Costa: “Russia deve accettare che non vincerà guerra”
“Questo anniversario non serve solo a
ricordare il passato, ma anche a plasmare il futuro, e quel futuro si
scrive a Kiev, non a Mosca”. Lo ha detto il presidente del Consiglio
europeo, Antonio Costa, nella conferenza stampa a margine della visita
Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina.
“L’unica strada da seguire e’ quella di una pace giusta e definitiva, una
pace radicata nel diritto internazionale, nel rispetto della sovranita’,
dell’integrita’ territoriale e dei principi della Carta delle Nazioni
Unite. – continua Costa – Non si puo’ permettere alla Russia di ottenere
al tavolo dei negoziati cio’ che non e’ riuscita a ottenere sul campo di
battaglia. Accogliamo con favore tutti gli sforzi, compresi quelli dei
nostri partner statunitensi, volti a raggiungere una pace sostenibile. La
Russia deve sedersi al tavolo dei negoziati con serieta’ e accettare che
non vincera’ questa guerra”.
Ucraina: G7 ribadisce sostegno e appoggia iniziativa pace Usa
Nel quarto anniversario della nuova invasione
russa del 2022, i leader del G7 riaffermano il loro “incrollabile sostegno
all’Ucraina” e appoggiano gli sforzi del presidente Trump per avviare un
processo di pace. “Sosteniamo le iniziative del presidente Usa per portare
le parti a un confronto diretto”, si legge nella dichiarazione. Il G7
sottolinea che “solo Ucraina e Russia, attraverso negoziati in buona fede,
possono raggiungere un accordo di pace”, riconoscendo il ruolo guida
dell’Europa e dei partner internazionali. I leader accolgono con favore il
sostegno finanziario e materiale fornito a Kiev per superare l’inverno,
inclusa la consegna di oltre 2.500 generatori e attrezzature critiche.
“Inoltre, sono stati annunciati nuovi impegni per oltre mezzo miliardo di
euro al Fondo di sostegno energetico per l’Ucraina, destinati all’acquisto
di attrezzature per riparare e proteggere il sistema energetico ucraino.
Un sistema energetico resiliente e robusto sara’ necessario in vista del
prossimo inverno e per la ricostruzione del Paese” affermano. Impegno
anche sulla sicurezza nucleare, con il sostegno alla raccolta fondi per la
riabilitazione dell’arco di contenimento di Chornobyl, e sul ritorno dei
bambini e minori rapiti. “Sosteniamo il ritorno immediato, sicuro e
incondizionato dei bambini ucraini alle loro famiglie”, dichiarano i
leader. Il G7 conferma infine la volonta’ di continuare a fornire aiuti
umanitari alla popolazione ucraina.
Kallas: “Intensificare pressione sulla Russia”
“A quattro anni dall’inizio della guerra in
Ucraina, la Russia non sta vincendo. Sotto ogni punto di vista,
l’invasione di Mosca e’ un fallimento strategico totale. All’interno della
Coalizione dei Volenterosi, siamo convinti che il modo piu’ rapido per
porre fine alla guerra sia aumentare il sostegno all’Ucraina e
intensificare la pressione sulla Russia”. Lo ha scritto su X, l’Alto
rappresentante per la Politica estera e la Sicurezza, Kaja Kallas al
termine della riunione dei Volenterosi. “Inseguire la flotta di petroliere
ombra russa decima il tesoro di guerra di Mosca. Dobbiamo anche
capovolgere la sceneggiatura dei colloqui di pace, passando dalla
pressione sull’Ucraina a cio’ che la Russia deve fare per una pace
duratura in Europa” ha concluso.
Costa e von der Leyen a una delle centrali a Kiev bombardate da Mosca
“In una delle centrali termiche e elettriche del centro di Kiev ho visto oggi con i miei occhi l’impatto dei missili russi sulle infrastrutture energetiche della città. La Russia sta conducendo una guerra di terrore contro la popolazione civile ucraina. Prende di mira persone innocenti e le lascia senza elettricità a temperature gelide.” Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa che, assieme a Ursula von der Leyen, ha visitato una delle infrastrutture bombardate da Mosca.
“L’Ue sta fornendo all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, sostenendo la riparazione della rete elettrica, il riavvio delle centrali elettriche e investendo nelle energie rinnovabili decentralizzate”, aggiunge.
Mollicone (FdI): “Fallito espansionismo militare russo”
“In occasione del quarto anniversario
dell’aggressione russa contro Kiev, l’Italia rinnova con orgoglio e
coerenza la propria posizione al fianco della popolazione aggredita. Il
nostro impegno non e’ solo un atto di solidarieta’, ma un pilastro
strategico per la tenuta dell’intero Occidente e delle sue radici
democratiche”, afferma il deputato FdI Federico Mollicone. “Questo lungo
periodo di resistenza eroica – riprende – ha dimostrato il fallimento del
disegno imperialista del Cremlino: Mosca non solo non ha diviso l’Europa,
ma ha cementato una coesione continentale senza precedenti. La nostra
visione riformista-conservatrice ci impone la difesa intransigente
dell’autodeterminazione delle nazioni e del diritto internazionale:
proteggere Kiev oggi significa garantire la sicurezza della nostra
liberta’ domani. Fin dai banchi dell’opposizione, Fratelli d’Italia ha
scelto la lealta’ transatlantica e la chiarezza, inserendo tale missione
come priorita’ assoluta del mandato elettorale”. “Si terra’ oggi al Senato
– riprende – un convegno organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli
d’Italia con il sottosegretario all’Attuazione del programma
Giovanbattista Fazzolari, il collega Francesco Filini, rappresentanti di
altre formazioni politiche, giornalisti esperti di geopolitica e inviati
che sono stati sul fronte russo-ucraino, proprio per ribadire questo
indirizzo. L’Esecutivo Meloni sta agendo con pragmatismo e concretezza,
dalle forniture energetiche e industriali ai supporti militari, superando
le ambiguita’ di chi, a sinistra, ancora fatica a trovare una sintesi
comune. Il nostro obiettivo resta una pace giusta, che non puo’
prescindere dal ripristino della legalita’ violata e da garanzie di
sicurezza blindate. Onoriamo oggi le vittime di questo conflitto e
confermiamo che l’Italia non fara’ passi indietro: siamo e resteremo dalla
parte della civilta’ occidentale”.
Via libera dei Paesi Ue a due atti legislativi sul prestito per Kiev
Il Consiglio Ue ha approvato due dei tre atti legislativi che compongono il pacchetto sul prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. In particolare, i ministri responsabili per gli Affari europei hanno dato il via libera al regolamento che consentirà la cooperazione rafforzata per partecipare al prestito all’Ucraina per il 2026 e il 2027, senza il sostegno di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Approvato invece all’unanimità il regolamento che modifica lo Strumento per l’Ucraina, per adattare il programma Ue da 50 miliardi al nuovo prestito. Del pacchetto fa poi parte la proposta di modifica del bilancio a lungo termine dell’Ue 2021-2027 che richiede l’unanimità e su cui l’Ungheria ha minacciato il veto. Quest’ultimo testo non figura tra gli atti messi alle votazioni. I due atti legislativi approvati dal Consiglio verranno firmati oggi al Parlamento europeo. “Sebbene ci sia ovviamente frustrazione, è importante notare che si tratta di passi significativi che ci avvicinano all’obiettivo di erogare le prime tranche di sostegno all’Ucraina entro aprile”, ha dichiarato a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue la vice ministra cipriota Marilena Raouna in conferenza stampa. “Continuiamo a lavorare sul terzo elemento che consentirebbe al finanziamento di procedere in linea con questa tempistica”, ha aggiunto, ribadendo l’impegno della presidenza “con le istituzioni, con tutti gli Stati membri” ad “adottare tutti e tre i regolamenti in tempo per l’erogazione all’Ucraina”. Il prestito, ha sottolineato, “conferirà all’Ucraina la potenza di fuoco finanziaria necessaria per continuare la sua coraggiosa resistenza in una guerra provocata dalla Russia. L’Ucraina ha bisogno della certezza che questo prestito le porterà a essere nella migliore posizione possibile per difendere la propria sovranità e raggiungere una pace giusta e duratura, in linea con la Carta delle Nazioni Unite e il diritto internazionale”.
Dl Ucraina, ok commissione Senato: 5S assenti, votano tutti a favore
Via libera della commissione Esteri e Difesa del Senato al decreto Ucraina. Secondo quanto si apprende, hanno votato tutti a favore, anche perché gli esponenti del M5s erano assenti e nella commissione non ci sono rappresentanti di Avs. Il provvedimento proroga l’autorizzazione a cedere mezzi militari a Kiev e nel pomeriggio dovrebbe passare in Aula per l’avvio della discussione. Molto probabilmente il governo porrà la questione di fiducia che comunque potrebbe essere votata domani.
Anche a Montecitorio il decreto è passato con la fiducia. Scelta in quel caso legata alla presenza dei tre deputati dell’area vannacciana che alla fine hanno votato ‘sì’ alla fiducia e ‘no’ al provvedimento.
Francia: “Dai Volenterosi sostegno incrollabile all’Ucraina”
”A quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, i leader della Coalizione dei Volenterosi si sono incontrati per esprimere la loro solidarietà al Presidente Zelensky e al popolo ucraino. Hanno offerto il loro pieno e incrollabile sostegno all’Ucraina nella sua lotta per la sovranità e l’integrità territoriale e nella sua difesa della libertà dell’Europa”: è quanto si legge in una nota diffusa dall’Eliseo. Su invito del premier britannico Keir Starmer, del presidente francese Emmanuel Macron e del cancelliere tedesco Friedrich Merz, si prosegue nel comunicato, “oltre 30 leader hanno partecipato all’incontro virtuale. Il presidente Volodymyr Zelensky è stato raggiunto di persona a Kiev dai leader dei Paesi nordici e baltici, dell’UEe e della Croazia. I leader hanno ribadito il loro incrollabile impegno a lavorare insieme per raggiungere una pace giusta e duratura, in conformità con i principi della Carta delle Nazioni Unite”.
Fonseca attacca Trump e Infantino sull’Ucraina: “Pensano solo ai soldi”
In un’intervista a l’Equipe concessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’allenatore del Lione, Paulo Fonseca, la cui moglie è originaria di Donetsk, ha parlato del conflitto, attaccando il presidente della Fifa, Gianni Infantino, e il presidente Usa, Donald Trump. “Ho la speranza che le cose cambino – ha detto il tecnico lusitano -. Ma dopo che Trump è tornato al potere e che ha promesso una pace rapida, la situazione è nettamente peggiorata. Tutti i giorni cadono centinaia di droni e decine di missili. Gli Stati Uniti hanno reso più fragile la posizione dell’Ucraina e dell’Unione Europea, e questo ha complicato ulteriormente la vita degli ucraini. Io mi sento sempre più indignato”. “La verità è che noi che amiamo il calcio vorremmo che il Mondiale si giocasse altrove – ha proseguito Fonseca -, e non negli Stati Uniti. La posizione del presidente Usa è stata di dimenticare, di ignorare i più svantaggiati e i più fragili e di stare a fianco ai suoi interessi economici. Non ha pensato alle persone, ma ai soldi. Io non so se il calcio è il miglior modo di protestare contro questo, ma ci sono delle cose che sono inaccettabili per me”. Poi, l’attacco anche a Infantino, il quale, afferma, “pensa che la Russia debba tornare nelle competizioni europee. Noi andiamo a giocare contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul loro territorio? Il Paese che è invaso non può disputare le gare a casa sua e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi ma può aiutare a portare più giustizia nel mondo. Ora Infantino fa la stessa cosa di Trump: guarda gli interessi economici e scorda la gente”. “Sapete cosa ho provato – ha concluso Fonseca – quando ha dato il premio per la pace al presidente Usa? Vergogna. È così triste, il calcio non se lo merita”.
Scalfarotto: “Calenda strumentalizza dolore della guerra”
“Carlo Calenda va a Kyiv. E pretende di dare giudizi morali, prima ancora che politici, su chi non è a Kyiv. Per lui andare nei luoghi della guerra non è l’occasione per parlare di Ucraina ma è solo un modo per avere visibilità mentre attacca il centrosinistra. È la strumentalizzazione del dolore della guerra solo a fini elettorali. E lo dico io che sono a Odessa a occuparmi di Ucraina e non di campo largo”. Lo dice il senatore di Italia viva, Ivan Scalfarotto, responsabile esteri del partito, in missione a Odessa in occasione dei quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina.
Starace: “Quattro anni fa a Mosca il lavoro era tenere aperti i canali”
“A Mosca, prima e dopo l’invasione, il lavoro è stato quello di tenere aperti canali, proteggere le persone, leggere i segnali e capire quando le finestre si stavano chiudendo”. Così l’ambasciatore Giorgio Starace, ex rappresentante dell’Italia in Russia, ospitato al podcast di Luca Zaia, “Il Fienile”, nel giorno del quarto anniversario dall’inizio della guerra in Ucraina.
“Raccontarlo oggi, in questa data – ha aggiunto -, è un modo per spiegare quanto la pace sia fragile e gli eventi possano accadere molto velocemente”. Starace ripercorre nella puntata il clima alla vigilia del 24 febbraio 2022, i segnali di irrigidimento progressivo, la riduzione degli spazi negoziali e il lavoro della diplomazia in condizioni sempre più restrittive. Un racconto che intreccia esperienza diretta, analisi geopolitica e riflessione sul ruolo dell’Europa, delle sanzioni, dell’energia e delle percezioni reciproche tra Russia e Occidente.
Il presidente del Consiglio veneto sottolinea che “in una giornata come questa, ricordare non basta: bisogna capire. Per questo abbiamo voluto una puntata speciale del Fienile. Giorgio Starace è una delle persone che meglio conoscono questa guerra – spiega – perché l’ha vissuta dal cuore di uno dei luoghi più difficili, Mosca, nei mesi che hanno preceduto e seguito l’invasione. Il Fienile nasce anche per questo: creare uno spazio dove fermarsi, ascoltare e provare a leggere la complessità degli accadimenti che riguardano tutti noi”.
Putin: “Attentatore stazione Mosca reclutato online”
Il presidente russo Vladimir Putin ha
dichiarato martedi’ che l’autore dell’esplosione di una bomba che ha
ucciso un agente di polizia a Mosca e’ stato “probabilmente” reclutato
online. “Molto probabilmente, si trattava di una strategia di reclutamento
online comune al giorno d’oggi. Forniscono a qualcuno un ordigno esplosivo
e poi lo fanno detonare a distanza, insieme all’obiettivo”, ha dichiarato
il capo del Cremlino durante un incontro con i vertici dell’Fsb. Putin ha
aggiunto che l’autore del crimine “molto probabilmente non ne sapeva
nulla”. Le dichiarazioni del leader russo giungono mentre le autorita’
limitano il funzionamento delle app di messaggistica straniere, accusate
di fungere da piattaforme per commettere crimini finanziari e
terroristici. Un agente di polizia e’ stato ucciso e altri due sono
rimasti feriti oggi dopo che un ordigno e’ esploso alla stazione
ferroviaria Saviolovsky di Mosca. Il Comitato investigativo russo ha
aperto un procedimento penale per possesso e traffico di sostanze o
ordigni esplosivi e per aggressione a un agente delle forze dell’ordine.
Il ministero dell’Interno ha riferito che “un individuo sconosciuto si e’
avvicinato all’auto della polizia stradale, dopodiche’ e’ esploso un
ordigno esplosivo”. Anche l’autore dell’attacco e’ morto sul posto,
secondo gli inquirenti, che stima che l’attentatore suicida fosse un russo
di 22 anni.
Dl Ucraina: ok da Commissione, oggi in Aula Senato
La commissione Esteri e Difesa del Senato ha
votato il mandato al relatore – Michele Barcaiuolo (FdI) – a riferire in
Aula sul decreto Ucraina. Alla seduta, viene riferito, non hanno
partecipato i rappresentanti del Movimento 5 Stelle. I presenti hanno
tutti votato a favore. Il testo, gia’ approvato con la fiducia dalla
Camera nei giorni scorsi, approdera’ nell’Aula di Palazzo Madama questo
pomeriggio per la discussione generale. Il voto definitivo dovrebbe
arrivare domani. Non e’ ancora chiaro se il governo porra’ anche al Senato
la questione di fiducia.
Ucraina, McGrath: “Blocco aiuti? Eufemismo dire che siamo delusi”
“Dire che siamo delusi dalla congiuntura
attuale sarebbe un eufemismo, soprattutto data la delicatezza di questa
giornata, che segna il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta
scala dell’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo per la
Democrazia, la Giustizia e lo Stato di diritto, nella conferenza stampa al
termine del Consiglio Affari generali Ue, rispondendo a una domanda sul
veto di Ungheria e Slovacchia al prestito di 90 miliardi a Kiev e sulla
possibilita’ di rilanciare la procedura per l’articolo 7 contro Budapest.
“Ci aspettiamo che tutti i leader dell’Unione europea rispettino gli
impegni assunti. La posizione in questo caso e’ chiara. Il Consiglio
europeo ha concordato un pacchetto di prestiti a sostegno dell’Ucraina con
l’unica condizione che tre Stati membri non partecipino finanziariamente
al programma. Come tutti sanno, questa condizione e’ stata soddisfatta.
Crediamo che non rispettare e onorare gli impegni equivalga effettivamente
a una violazione della leale cooperazione”, ha specificato McGrath.
“L’articolo 7 e’ un processo in corso ed e’ di competenza del Consiglio.
Riteniamo che la base originaria dell’attivazione dell’articolo 7 da parte
del Parlamento nel 2018 rimanga valida e che il processo debba proseguire.
Tuttavia, la questione se compiere o meno un passo avanti e concludere
sull’articolo 7, che richiede una maggioranza dei quattro quinti in
Consiglio, e’ a discrezione degli Stati membri”, ha continuato
McGrath.
Russia, media: “Aperta indagine contro fondatore Telegram Durov”
La Russia ha avviato un’indagine penale nei
confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov, con l’accusa di
“favoreggiamento di attivita’ terroristiche”, aggravando ulteriormente il
braccio di ferro tra il Cremlino e l’app di messaggistica piu’ utilizzata
in Russia. A riferire dell’indagine e’ stato il quotidiano ufficiale
Rossiyskaya Gazeta secondo il quale l’inchiesta e’ stata aperta “sulla
base di materiali provenienti dal Servizio di sicurezza federale russo”
(Fsb), che accusa l’app di essere stata compromessa dall’intelligence
occidentale e ucraina. All’inizio di febbraio, Mosca ha annunciato il
rallentamento del traffico di Telegram a causa di quelle che ha definito
molteplici violazioni della legge, mentre il Cremlino tenta di indirizzare
decine di milioni di utenti russi verso un’alternativa controllata dallo
Stato, nota come Max. La strategia rientra nell’impegno del Cremlino per
costruire una “internet sovrano”, uno spazio online strettamente
controllato dallo Stato. Invitato a commentare la notizia dell’indagine su
Durov, da anni trasferitosi all’estero, il portavoce del Cremlino, Dmitri
Peskov, ha affermato che le autorita’ hanno individuato quantita’ di
materiale su Telegram che potrebbero “potenzialmente rappresentare una
minaccia” per la Russia. “Sono state registrate numerose violazioni e la
riluttanza dell’amministrazione di Telegram a collaborare”, ha affermato
Peskov, “le nostre autorita’ competenti stanno adottando le misure che
ritengono appropriate”. Citando alcuni funzionari, la Rossiyskaya Gazeta
ha affermato che Telegram sarebbe stato utilizzato in 13 presunti
complotti ucraini contro alti ufficiali militari russi, nonche’ in decine
di migliaia di attentati, incendi dolosi e omicidi dall’inizio della
guerra. Nonostante le pressioni, Mosca non e’ arrivata a bloccare del
tutto Telegram a causa del suo diffuso utilizzo tra civili e funzionari e
del suo ruolo di strumento di comunicazione fondamentale in prima linea.
Ucraina, Calenda: “Io a Kiev ma governo e leader opposizione?”
“Perche’ in quattro anni nessuno tra Renzi,
Schlein, Bonelli ha potuto dedicare una giornata a venire qui? E non
capisco neanche il governo, vuole dire che c’e’ un cambiamento di rotta
molto profondo”. Carlo Calenda, nel suo collegamento con La7 per L’Aria
che Tira, ricostruisce la sua giornata a Kiev, nel quarto anniversario
della guerra scatenata da Russia, e incalza governo e centrosinistra: “Non
so cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno”. “Io ho avuto
incontri ovviamente di governo. Sono andato alla cerimonia a Piazza Maidan
dove mi spiace dire – rincara – che il nostro Paese non ha mandato nessun
rappresentante di governo, neanche un sottosegretario agli Esteri”. “Non
c’erano i segretari dei partiti di opposizione che non sono mai mai venuti
qua”, ribadisce per poi osservare: “Ho sentito quello che ha detto Conte.
Mi sembra una cosa un po’ da ‘azzeccagarbugli’ spiegare che no, non si
viene a Kiev perche’ loro non vogliono essere partigiani tra Kiev e Gaza.
Io penso che quello che e’ successo a Gaza e’ immondo ma sono a Kiev – ha
rimarcato il leader di Azione – per dimostrare la solidarieta’ agli
ucraini. Che c’entra, che senso ha?”.
Anniversario della guerra, Palazzo Chigi illuminato con i colori dell’Ucraina
“In occasione del 4° anniversario dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Presidenza del Consiglio dei Ministri illuminerà la facciata principale di Palazzo Chigi con i colori nazionali dell’Ucraina fino alle 23.59 di oggi, con interruzione nelle ore diurne”. Lo riferisce una nota.
Ucraina, Braga: “Ci sono differenze nel nostro campo ma non abissali”
“Nel nostro campo sul tema dell’Ucraina le differenze ci sono.Lo sforzo del Pd è lavorare a un avanzamento e alla definizione di una posizione più chiara”. Lo ha detto la capogruppo Pd Chiara Braga, ospite a Start su Sky TG24.”Questo è un punto su cui le opposizioni ancora non hanno trovato una linea condivisa ma dire che ci sono differenze abissali non corrisponde alla verità. La scorsa settimana tutte le opposizioni insieme hanno votato rispetto alla decisione del Board of peace impegnando il governo a non compiacere a un club privato di Trump e tutte le opposizioni lo hanno fatto insieme così come sul Medio Oriente e su altre questioni”, ha proseguito.”I dati dimostrano che le questioni su cui il centrosinistra è unito sono tantissime e convincono anche della possibilità di un’alternativa reale”, ha concluso.
Senato: i colori dell’Ucraina sulla facciata di Palazzo Madama
Il Senato della Repubblica ricorda il quarto
anniversario dell’invasione russa in Ucraina. La facciata di Palazzo
Madama – informa sempre una nota – sara’ illuminata con i colori della
bandiera ucraina dal tramonto di oggi fino all’alba di domani, mercoledi’
25 febbraio.
Mosca: “Informeremo Usa tentativi Kiev di avere armi nucleari”
I piani di Francia e Regno Unito di
fornire all’Ucraina armi nucleari o la tecnologia per produrle
influenzeranno la posizione della Russia nei negoziati e Mosca ne
informera’ Washington. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo
Yuri Ushakov. “Certo, ne discuteremo specificamente con gli americani”, ha
dichiarato parlando alla tv russa.
Putin: “L’esplosione della scorsa notte comandata a distanza”
Il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che l’attentato della scorsa notte alla stazione Savyolovsky di Mosca è stata il risultato di un’operazione di reclutamento online e che l’ordigno è stato fatto esplodere a distanza.
“Si è trattato molto probabilmente di un reclutamento online, comune oggigiorno. Hanno passato a una persona un ordigno e poi hanno fatto esplodere a distanza sia lui che il bersaglio designato, in questo caso dipendenti del ministero dell’Interno”, ha dichiarato Putin durante una riunione del Consiglio del Servizio di sicurezza (Fsb).
Il presidente russo ha aggiunto che lo scorso anno il numero di reati di natura terroristica in Russia è aumentato. “E la maggior parte di essi, come negli ultimi anni, è senza dubbio opera dei servizi segreti ucraini e di agenti stranieri”, ha affermato il capo dello Stato, citato dalle agenzie russe.
La scorsa notte davanti alla stazione ferroviaria Savyolovsky di Mosca un individuo si è avvicinato a un veicolo della polizia stradale con a bordo agenti delle forze dell’ordine. In quel momento l’ordigno che il sospettato trasprtava è esploso, uccidendo un poliziotto e il presunto attentatore e ferendo altri due agenti.
In 4 anni oltre 60 combattenti brasiliani morti o dispersi nella guerra in Ucraina
A quattro anni dall’inizio della guerra tra Russia e Ucraina, oltre 60 combattenti brasiliani risultano morti o dispersi nel conflitto. Il ministero degli Esteri di Brasilia ha riferito al portale Poder360 di aver ricevuto notifica ufficiale di 23 morti e 44 “dispersi in combattimento”, sulla base delle comunicazioni formali delle autorità ucraine o russe. Un numero preciso di mercenari arrivati nel Paese e uccisi durante le ostilità resta però difficile da determinare. I dati del governo riguardano solo i casi segnalati ufficialmente ai canali diplomatici brasiliani. La conferma dei decessi incontra diversi ostacoli: il contatto con le famiglie non è sempre immediato e dipende dalle informazioni fornite dalle autorità locali o dalle unità in cui i brasiliani erano inseriti. Anche il rilascio di documenti, come i certificati di morte, può richiedere settimane o mesi. Le operazioni militari, soprattutto durante l’inverno, complicano ulteriormente le procedure. Le basse temperature e i danni alle infrastrutture rallentano il recupero dei corpi, le autopsie e le comunicazioni ufficiali.
Parte dei brasiliani è arrivata in Ucraina dopo contatti sui social, dove sarebbero stati reclutati con la prospettiva di compensi elevati o sulla base di forti motivazioni politiche. Oltre a ex militari e operatori della sicurezza, figurano volontari senza esperienza di combattimento. In diversi casi, le condizioni sul campo si sono rivelate molto più difficile pericolose rispetto a quanto prospettato online.
Leader delle Regioni Ue: “Dai territori forte sostegno a Kiev sin dall’inizio”
“Quattro anni fa, la Russia ha lanciato la sua invasione militare su larga scala dell’Ucraina. Fin dal primo giorno, i leader locali e regionali europei hanno fornito il loro sostegno, per tessere il tessuto europeo anche al di fuori dei confini europei”. Lo scrive su X la presidente del Comitato europeo delle Regioni, Kata Tutto, in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
La Russia rivendica il controllo di un’altra località a Zaporizhzhia
La Russia rivendica ancora un’avanzata nella regione ucraina di Zaporizhzhia, passati quattro anni dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, è in mano alle forze russe la località di Rizdvianka. Lo riportano i media russi.
Putin: “I nostri nemici impegnati a minare i negoziati”
Gli oppositori della Russia stanno facendo tutto il possibile per minare i progressi compiuti nei negoziati sull’Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione su vasta scala dell’Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.
Von der Leyen: “Dai Volenterosi sostegno e garanzie di sicurezza solide”
“In questo triste anniversario, la Coalizione dei Volenterosi è al fianco dell’Ucraina. Intensificheremo il sostegno militare e le forniture, concentrandoci sui sistemi di difesa aerea, sui droni e sulle munizioni a lungo raggio. Stiamo lavorando a solide garanzie di sicurezza e prosperità, insieme ai nostri partner statunitensi, saldamente ancorate al percorso dell’Ucraina verso l’adesione all’Ue”. Lo scrive su X Ursula von der Leyen.
Ucraina, media: “Trump vuole la pace entro il 4 luglio”
Donald Trump vuole un accordo di pace per l’Ucraina entro il prossimo 4 luglio, giorno in cui celebrerà il 250mo anniversario dell’approvazione della Dichiarazione di Indipendenza del 1776. Lo rivela Bloomberg, secondo quanto riferisce SkyNews.

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Ucraina, Palazzo Chigi: “Italia ruolo di primo piano nella ricostruzione”
L’impegno umanitario dell’Italia a sostegno dell’Ucraina “costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025”. Così una nota di Palazzo Chigi nel giorno del quarto anniversario dell’aggressione russa all’Ucraina.
Palazzo Chigi: “Dall’Italia costante e convinto sostegno all’Ucraina”
“Nel quarto anniversario dell’ingiustificata e brutale aggressione russa all’Ucraina, il Governo italiano rinnova la propria solidarietà e vicinanza alle Istituzioni e alla popolazione ucraina. In questi quattro anni di lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali”. Lo afferma una nota di Palazzo Chigi sulla partecipazione della premier Giorgia Meloni in videocollegamento alla riunione dei leader della coalizione dei volenterosi. “L’Italia – prosegue il comunicato – concorre con determinazione agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. In questa prospettiva, il Governo sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti e partecipa alle attività della Coalizione dei volenterosi per la definizione di solide garanzie di sicurezza per l’Ucraina”.
Cavo Dragone: “La Nato a fianco di Kiev ma si deve fare di più”
“La Nato è al vostro fianco, oggi e negli anni a venire” ma “si può e si deve fare di più”. Così il presidente del Comitato militare della Nato, Giuseppe Cavo Dragone, nel quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina. “La vostra lotta è la lotta dell’Ucraina, ma è anche una lotta per la sicurezza e il futuro di tutti noi” scrive l’ammiraglio sul suo profilo X.
“Gli alleati della Nato continuano a fornire assistenza reale e capacità concrete affinché possiate difendere il vostro Paese e proteggere il vostro popolo. Il nostro sostegno integra, ma non sostituisce, il vostro coraggio e la vostra volontà di combattere. E mentre forniamo sostegno, si può fare di più…Si può – e si deve – fare di più”.
Tusk: “La coalizione dei Volenterosi parla a una sola voce”
“Sono trascorsi quattro anni dall’aggressione su vasta scala della Russia contro l’Ucraina. La coalizione dei Volenterosi parla con una sola voce: il sostegno all’Ucraina continuerà finché sarà necessario. Il male non può prevalere”. Lo scrive in un tweet il primo ministro polacco Donald Tusk, in occasione della videochiamata della coalizione dei Volenterosi.
Medvedev: “Lecito attacco nucleare contro Paesi che danno armi atomiche a Kiev”
L’uso di armi nucleari contro obiettivi in Ucraina, così come un attacco nucleare contro Regno Unito e Francia, sarebbero legali e giustificati se Londra e Parigi trasferissero la tecnologia nucleare a Kiev. Lo ha sottolineato Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo, sul suo canale Max , commentando le informazioni provenienti dal Servizio di Intelligence Estero russo su presunti piani franco-britannici di dotare l’Ucraina di componenti e tecnologie nucleari.
Medvedev ha valutato queste informazioni come “un cambiamento radicale della situazione”: “Si tratta di un trasferimento diretto di armi nucleari a un paese in guerra. Non c’è dubbio che, dato un simile sviluppo, la Russia sarà costretta a usare qualsiasi arma nucleare, comprese quelle non strategiche, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro paese”, ha sottolineato. “E, se necessario, anche contro i Paesi fornitori che diventano complici di un conflitto nucleare con la Russia. Questa è la risposta simmetrica a cui la Federazione Russa ha diritto”.
Metsola: “Firmato prestito 90mld per conto Pe”
“Ho appena firmato il prestito di sostegno all’Ucraina da 90 miliardi per conto del Parlamento europeo”. Lo scrive su X, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. “Per sostenere il funzionamento dei servizi pubblici essenziali, per mantenere forte la difesa dell’Ucraina, per salvaguardare la nostra sicurezza e libertà condivise, per raggiungere una pace reale e duratura, per ancorare il futuro dell’Ucraina all’Europa” ha spiegato la presidente del Pe.
Kiev: “Drone truppe russe su azienda municipale di Kherson, ucciso un uomo”
Le autorità ucraine accusano le truppe russe di aver colpito con un drone la sede di un’azienda municipale a Kherson uccidendo un uomo che lavorava per il Comune della città dell’Ucraina sud-orientale: lo scrive l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform citando il capo dell’amministrazione militare della città, Yaroslav Shanko.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
“Sono molto scettico, per usare un eufemismo, sulla possibilità di raggiungere la pace a breve termine”, ha dichiarato Macron in apertura della riunione della Coalizione dei Volenterosi, ritenendo tuttavia ”positivo” proseguire ”con queste iniziative” volte ai colloqui di pace per l’Ucraina. Ma “non c’è alcuna volontà da parte russa di raggiungere la pace”, ha deplorato Macron, nel quarto anniversario dall’invasione russa in Ucraina.
Al Pe solo M5s e Vannacci contrari al testo pro-Kiev. Lega e Avs astenuti
Gli eurodeputati del Movimento 5 Stelle e Roberto Vannacci sono stato gli unici italiani a votare contro la risoluzione dell’Eurocamera in sostegno all’Ucraina, votata in Aula dopo il discorso in videocollegamento da Kiev del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Risultano invece astenuti gli eurodeputati della Lega, di Avs e Marco Tarquinio del Pd. A favore infine le delegazioni di FdI, FI e Pd e Elisabetta Gualmini da poco passata ad Azione.
Kiev: “Grazie all’Italia per il costante sostegno, lavoriamo ad una pace giusta”
“Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”. Lo scrive su X il ministro degli Esteri Andrii Sybiha in risposta al post sui social di Antonio Tajani a sostegno di Kiev in occasione dei quattro anni dall’inizio dell’invasione russa.
Medvedev: “Se armi atomiche a Kiev potremo attaccare Gb e Francia”
La Russia si riserva il diritto di una “risposta simmetrica”, con attacchi anche nucleari contro l’Ucraina, la Gran Bretagna e la Francia, se questi due ultimi Paesi dovessero fornire armi atomiche a Kiev, secondo un piano denunciato oggi dall’intelligence russa per l’estero (Svr). Lo ha affermato l’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza nazionale, Dmitry Medvedev. Sul suo canale Telegram, Medvedev posta una risposta in un’intervista alla televisione RT su quale sarebbe la risposta di Mosca: “Le informazioni dell’Svr sull’intenzione di Francia e Gran Bretagna di trasferire tecnologie nucleari al regime nazista di Kiev – afferma l’ex presidente – cambiano radicalmente la situazione. E non si tratta di violare il Trattato di non proliferazione nucleare o qualcos’altro nel diritto internazionale. Questo è un trasferimento diretto di armi nucleari a un Paese in guerra”. In tal caso, aggiunge Medvedev, “la Russia dovrà usare qualsiasi arma nucleare, anche non strategica, contro obiettivi in Ucraina che rappresentano una minaccia per il nostro Paese, e, se necessario, anche contro i Paesi fornitori, che diventeranno complici di un conflitto nucleare con la Russia”.
Macron: “Molto scettico su una pace a breve termine in Ucraina”
Il presidente francese, Emmanuel Macron, si è detto “molto scettico” sulla possibilità di una “pace a breve termine” in Ucraina. Macron si è espresso a quattro anni esatti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Vladmir Putin, il 24 febbraio 2022.
Russia, un morto per l’attacco di un drone ucraino nella regione di Belgorod
Il quartier generale operativo locale ha riferito che un drone delle forze armate ucraine ha colpito un camion nella regione russa di Belgorod, uccidendo il conducente. “Un civile è stato ucciso a seguito di un attacco con drone da parte delle forze armate ucraine vicino al villaggio di Chaiki, nel distretto di Belgorod”, si legge in un comunicato citato dall’agenzia Tass. “L’autista è morto sul colpo per le ferite riportate”, ha precisato il quartier generale regionale.
Ucraina, Zuppi: “L’Europa lavori sempre di più per il dialogo”. VIDEO
Zelensky: “Serve la pace ma dobbiamo prepararci ad altri scenari”
“Abbiamo bisogno della pace, ma dobbiamo prepararci ad altri scenari e a qualsiasi altra sfida russa”. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aprendo in collegamento video da Kiev la riunione della coalizione dei volenterosi con il premier britannico Keir Starmer e il presidente francese Emmanuel Macron. Dicendosi ”grato” per il supporto ricevuto, Zelensky ha sottolineato che ”abbiamo bisogno che l’Europa partecipi ai negoziati”.
Zelensky ha quindi riferito che ci saranno ulteriori colloqui nel formato trilaterale con gli Stati Uniti e la Russia “durante questa settimana o nei prossimi 10 giorni”.
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Vannacci: “La Russia sta vincendo”
La Russia “sta vincendo” la guerra in Ucraina, quindi gli europei, sapendo di non volere “morire” per Kiev, devono negoziare “un accordo di pace oggi”. Lo sostiene l’eurodeputato Roberto Vannacci, già vicesegretario della Lega che, dopo un breve soggiorno nei Non Iscritti, è passato al gruppo Esn, fondato dall’AfD.
“L’Ue – dice a Bruxelles, a margine della conferenza stampa in cui ha annunciato la propria adesione all’Esn – ha un grande difetto: ha lasciato una parte dell’Ue ad una potenza straniera. Questa parte si chiama Cipro, che è occupata per quasi il 50% da una potenza straniera, i turchi”.
“Eppure – continua – non ho visto chiamare un Rearm Europe da parte di Ursula von der Leyen per rimandare i turchi a casa. Quindi, mentre Cipro, che fa parte dell’Ue, è lasciata a se stessa, l’Ucraina, che non fa parte dell’Ue, sembra invece essere il baluardo” d’Europa.
Bomba nucleare all’Ucraina? Parigi ironizza sulle dichiarazioni del Cremlino
La Francia smonta le dichiarazioni de portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, che ha accusato Parigi e Londra di una “palese violazione del diritto internazionale” per la loro presunta “intenzione di trasferire una bomba nucleare a Kiev, sottolineando come “queste informazioni saranno prese in considerazione dalla Russia durante i negoziati sull’Ucraina”. Peskov, citato dalle agenzie russe, si riferiva a dichiarazioni del servizio di intelligence per l’estero (Svr), secondo le quali Francia e Gran Bretagna sarebbero intenzionate a fornire ordigni nucleari a Kiev per rafforzarne la posizione nei negoziati. In una serie di tweet su French response, il profilo X creato dalla diplomazia d’Oltralpe per smontare in chiave ironica le false informazioni fatte circolare sulla rete, viene invece evidenziato il paradosso di un Paese, la Russia, che ”nel quinto anno della sua supposta guerra ‘di ‘tre giorni’, avverte che le testate francesi e britanniche sarebbero il pericolo”.
Zakharova: “Prima di un eventuale accordo affrontare la questione dell’espansione Nato”
Affrontare la questione dell’espansione della Nato militarmente o politicamente è essenziale. Senza una tale risoluzione, non sarà possibile raggiungere un accordo sulla questione ucraina. Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in risposta alle accuse del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che accusa la Russia di violare il Memorandum di Budapest.
“La rinuncia ufficiale dell’Ucraina, negli anni ’90, al suo status di neutralità costituisce una violazione del Memorandum di Budapest del 1994”, ha affermato la Zakharova. “L’espansione incontrollata della Nato fino ai nostri confini, Ucraina compresa, è diventata una delle cause fondamentali dell’attuale conflitto. Finché questa questione non sarà affrontata, una soluzione è impossibile. La Russia perseguirà i suoi obiettivi sia per vie militari che politiche. Abbiamo già proposto diverse opzioni”.
Ucraina, Zuppi: “Vaticano continui con la missione umanitaria”. VIDEO
Analisi Afp: “L’avanzata russa dell’ultimo anno supera i 24 mesi precedenti”
L’esercito russo ha conquistato più territorio in Ucraina durante il quarto anno di conflitto rispetto ai 24 mesi precedenti, secondo un’analisi Afp dei dati dell’Institute for the Study of War (Isw). Dal terzo anniversario dell’inizio dell’offensiva russa, il 24 febbraio 2025, i soldati russi sono avanzati di 4.524 chilometri quadrati, più che nel secondo e terzo anno di guerra messi insieme. Ulteriori 731 chilometri quadrati di rivendicazioni russe non sono stati né confermati né smentiti dall’Isw, che collabora con il Critical Threats Project, altro think tank americano specializzato nello studio dei conflitti.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono dotare Kiev di armi nucleari”
La Francia e la Gran Bretagna stanno valutando i modi per fornire all’Ucraina armi nucleari o almeno la cosiddetta ”bomba sporca”. Lo sostiene l’ufficio stampa del Servizio di Intelligence estera della Federazione russa (Svr). ”Le élite britanniche e francesi non sono pronte ad accettare la sconfitta” nella guerra con la Russia ed è per questo che hanno valutato che ”Kiev potrebbe aspirare a una posizione più vantaggiosa nella fine delle ostilità se fosse in possesso di una bomba nucleare o almeno della cosiddetta bomba ‘sporca”’, afferma l’intelligence russa.
Nella nota rilanciata sull’account di Telegram del ministero degli Esteri russo si legge che Londra e Parigi, secondo l’Svr, starebbero lavorando al trasferimento segreto di componenti, attrezzature e tecnologie di fabbricazione europea all’Ucraina per dotarla di armi nucleari. L’intelligence russa sostiene che ”si sta prendendo in considerazione la testata nucleare francese di piccole dimensioni TN-75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”.
Soldati russi alla Bbc: “Comandanti torturano e uccidono chi non vuole combattere”
Quattro soldati russi hanno denunciato l’orrore e la brutalità delle condizioni di vita dalla loro parte del fronte in Ucraina nel documentario della Bbc “The Zero Line: Inside Russia’s War”. I 4 raccontano in dettaglio come sono stati torturati per essersi rifiutati di partecipare ad attacchi, descritti come “al limite delle missioni suicide”. Le truppe russe chiamano questi attacchi “tempeste di carne”, in cui ondate di uomini vengono inviate senza sosta attraverso la linea del fronte nel tentativo di indebolire le forze ucraine. Per la prima volta, continua la Bbc, i soldati russi in prima linea raccontano pubblicamente di aver visto i comandanti ordinare l’esecuzione dei propri uomini. In una delle testimonianze, un militare afferma di aver visto 20 corpi di commilitoni giacere in una fossa dopo essere stati “azzerati”, il termine “azzerare” è un termine gergale militare russo che significa giustiziare i propri commilitoni.
Ucraina, la premier: “Quattro anni di coraggio e resilienza, grazie a chi difende il Paese”
La premier ucraina Yulia Svyrydenko ringrazia le forze di Kiev a quattro anni dall’inizio dell’invasione russa. “Quattro anni di invasione su vasta scala. Quattro anni di coraggio. Quattro anni di resilienza da parte nostra, forgiata da dodici anni di lotta contro il nemico”, è il contenuto di un messaggio diffuso sui social e sul sito del governo di Kiev.
“La Russia è uno Stato terrorista che uccide, rapisce e tortura la nostra gente nel tentativo di distruggerci, colpisce ospedali, asili e scuole con missili per metterti paura, distrugge le nostre infrastrutture energetiche per portarci al congelamento e spezzarci – prosegue il messaggio – Ma non ci riescono e saranno inesorabilmente sconfitti”. Il messaggio si conclude con un ringraziamento “alle Forze di Difesa” e a “ogni persona che difende, aiuta, sostiene, ricostruisce”.
La Svezia contro Orban: “Sconsiderato usare Kiev come bersaglio nelle elezioni”
Il veto di Budapest sul pacchetto di sanzioni contro Mosca e sul prestito da 90 miliardi all’Ucraina “mi delude davvero. È sconsiderato da parte ungherese usare l’Ucraina come un bersaglio politico nelle proprie elezioni nazionali. È anche inaccettabile che l’Ungheria ora blocchi una decisione su cui in realtà aveva precedentemente concordato. E fare tutto questo nel giorno in cui ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala mi fa stare male francamente”. Lo ha dichiarato la ministra per gli Affari europei della Svezia Jessica Rosencrantz al suo arrivo al Consiglio affari generali. “Questo – ha aggiunto – è il giorno in cui dovremmo davvero fare un passo avanti collettivamente, esercitare maggiore pressione sulla Russia, aumentare il sostegno all’Ucraina. Ed è qualcosa per cui la Svezia continuerà a lavorare”.
Zelensky ribadisce: “Trump venga a Kiev, solo così può capire la guerra”
“Vorrei davvero venire qui con il presidente degli Stati Uniti un giorno. Lo so per certo: solo venendo in Ucraina e vedendo con i propri occhi la nostra vita e la nostra lotta, toccando con mano il nostro popolo e l’enormità di questo dolore, solo allora si potrà capire di cosa tratta veramente questa guerra”. Lo ha dichiarato Volodymyr Zelensky in un passaggio del discorso video pubblicato per i quattro anni dell’invasione russa in cui il presidente ucraino cammina di fronte al memoriale per i militari ucraini caduti in guerra a Piazza Maidan, a Kiev. Un viaggio in Ucraina potrebbe chiarire a Trump “chi è l’aggressore qui e chi deve essere messo sotto pressione”, ha suggerito Zelensky in un passaggio del discorso rilanciato dal Guardian. “Questa non è una rissa di strada, è un attacco di uno Stato malato a uno Stato sovrano” e Putin “è la causa del suo inizio e l’ostacolo alla sua fine. Ed è la Russia che deve essere rimessa al suo posto. Affinché ci possa essere una vera pace”.

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Starmer: “Kiev in prima linea per la nostra libertà, Putin ostacolo alla pace”
”L’Ucraina è in prima linea per la nostra libertà e dobbiamo tenerlo a mente mentre celebriamo il quarto anniversario dello scoppio di questa crisi”. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer intervenendo durante una riunione di gabinetto in occasione del quarto anniversario della guerra in Ucraina. “Tutti noi vogliamo una pace giusta e duratura” in Ucraina, ma “è Putin a ostacolare il raggiungimento di questa pace giusta e duratura”, ha aggiunto Starmer sottolineando la necessità di ”raddoppiare il nostro sostegno all’Ucraina”.
Starmer ha poi affermato che ”non si tratta di un conflitto remoto e lontano dal Regno Unito”, ma di una guerra che ”riguarda noi a molti livelli. Riguarda i nostri valori di libertà, democrazia e il diritto di un Paese a decidere per sé stesso”. Inoltre, ha aggiunto il premier britannico, ”come e quando finirà questo conflitto avrà ripercussioni su tutti nel Regno Unito per molto tempo, ed è per questo che è così importante garantire che si tratti di una pace giusta e duratura”.
Ucraina, 4 anni dall’inizio dell’invasione russa: il racconto dell’inviato di Sky TG24. VIDEO
Zelensky mostra bunker sotterraneo per la prima volta
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha reso pubblico, per la prima volta in un video, il bunker top secret dove si era rifugiato allo scoppio della guerra lanciata dalla Russia quattro anni fa. All’inizio del discorso che Zelensky ha tenuto alla nazione, il video mostra un lungo corridoio senza finestre con un cartello che recita “Ufficio del Presidente ucraino”. Su un muro appare poi un’icona ortodossa con sotto la raffigurazione del simbolo nazionale ucraino, il Tryzub.
“E’ in questo ufficio, in questa piccola stanza nel bunker di via Bankova, che ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito dirmi: Volodymyr, c’è una minaccia. Devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti. E qui ho risposto che ho bisogno di munizioni, non di un passaggio” per uscire dal Paese, ha detto Zelensky.
La via Bankova si trova nel cuore del quartiere governativo di Kiev ed è dove hanno sede gli uffici presidenziali fin dall’indipendenza dell’Ucraina, nel 1991.
Armi nucleari a Kiev, Cremlino: “Ne terremo conto nei negoziati”
Le informazioni provenienti dal Servizio di intelligence estero (Svr) riguardanti i piani di Londra e Parigi di trasferire armi nucleari a Kiev sono estremamente pericolose e saranno prese in considerazione durante i negoziati sull’Ucraina. Si tratta di una flagrante violazione del diritto internazionale, che minaccia il regime di non proliferazione, ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitri Peskov. “Si tratta di una flagrante violazione di tutte le norme e i principi del diritto internazionale pertinente. Terremo certamente conto di queste informazioni e le considereremo nei negoziati in corso, perché si tratta di informazioni potenzialmente estremamente pericolose”, ha dichiarato Peskov ai giornalisti commentando il rapporto dell’Svr diffuso questa mattina. “Queste informazioni sono certamente estremamente importanti in termini di minaccia che rappresentano per l’intero regime di non proliferazione, anche nel contesto del conflitto in corso nel continente europeo”, ha aggiunto Peskov.
Mosca: “Conquistato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione ucraina di Zaporizhzhia”
Il ministero della Difesa russo ha annunciato la conquista di un centro abitato nella regione ucraina di Zaporizhzhia. “A seguito di operazioni offensive, le unità del gruppo militare Est hanno liberato il villaggio di Rizdvyanka, nella regione di Zaporizhzhia”, ha dichiarato il ministero, citato dall’agenzia Ria Novosti.
Cremlino: “Obiettivi non del tutto raggiunti, l’operazione continua”
La Russia non ha ancora raggiunto tutti i suoi obiettivi bellici in Ucraina e continuerà a combattere fino a quando questo avverrà. Ad annunciarlo è stato il Cremlino, nel quarto anniversario dell’inizio della sua offensiva in Ucraina. “Gli obiettivi non sono ancora stati completamente conseguiti, motivo per cui l’operazione militare continua”, ha dichiarato il portavoce Dmitry Peskov.
Zelensky: “Unità Ue-Usa non facile, grazie a chi la preserva”
“Naturalmente tutti comprendiamo che non è un compito facile mantenere l’unita’ e la cooperazione transatlantica nelle condizioni attuali. Ma sono grato a tutti coloro che, nonostante tutte le sfide, continuano a preservare questo legame di importanza globale tra l’Europa e l’America e tra tutte le democrazie del mondo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Vietare l’ingresso in Ue a chi ha sostenuto l’invasione”
“Dobbiamo vietare l’ingresso in Unione europea a tutti gli attori che hanno sostenuto l’invasione russa. Mosca deve capire che l’Unione europea non è solo un continente per la villeggiatura o un museo di belle arti, e nemmeno un posto dove i suoi oligarchi possono farla franca aggirando le sanzioni”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, intervenendo alla sessione plenaria straordinaria del Parlamento europeo in occasione dei 4 anni dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina. “Adesso è sul tavolo un prestito da 90 miliardi per l’Ucraina, e per noi è una forte garanzia di sicurezza; allo stesso modo sarà importante avere una chiara prospettiva per la nostra adesione all’Unione europea. Senza di essa Putin cercherà sia di bloccare Kiev che di dividere l’Europa e i suoi cittadini”, ha aggiunto il presidente ucraino.
Cremlino: “Lavoriamo alla pace ma ora dipende da Kiev”
Mosca spera ancora in una risoluzione pacifica del conflitto ucraino, ma molto dipende dalla posizione di Kiev, ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov. “Continuiamo a lavorare per la pace, la nostra posizione è chiara e coerente. Ora tutto dipende dalle azioni del regime di Kiev”, ha detto Peskov, commentando il quarto anniversario dell’inizio dell’operazione militare speciale su richiesta dei giornalisti.
Sa’ar: “Israele dona 117 generatori mobili all’Ucraina”
Israele donerà 117 generatori mobili all’Ucraina, che saranno trasferiti nella regione di Kiev. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar nel corso di una conversazione con il presidente della Federazione delle comunità ebraiche in Ucraina, il rabbino Meir Stambler, in occasione del quarto anniversario dall’inizio della guerra. I generatori sono destinati alla regione di Kiev per sostenere le infrastrutture civili nel contesto del conflitto in corso.
Zelensky: “Prestito Ue decisione importante, va attuata”
“In questo momento c’è una decisione importante sul tavolo: 90 miliardi di euro di sostegno all’Ucraina in due anni. Questa è una vera garanzia finanziaria della nostra sicurezza e della nostra resilienza, e deve essere attuata. Ringrazio tutti coloro che stanno lavorando per renderla possibile”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina.
Zelensky: “Ban da Europa a partecipanti invasione russa”
“E’ giunto il momento di vietare completamente a tutti i partecipanti all’aggressione russa l’accesso a tutta l’Europa”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Dobbiamo continuare ad applicare formalmente l’intera gamma di misure di protezione contro la Russia, dalle sanzioni severe al sostegno reale alla vita dopo gli attacchi russi. – ha spiegato – Ognuno di voi comprende cosa riempie il portafoglio di Putin e gli permette di prolungare queste guerre. Non deve quindi esserci posto nel mondo libero per il petrolio russo, per le petroliere russe, per le banche russe, per l’elusione delle sanzioni russe, per l’invasione, per i sotterfugi o per qualsiasi criminale di guerra russo”.
Mosca: “Gran Bretagna e Francia vogliono fornirle armi nucleari”
Il Regno Unito e la Francia stanno lavorando alla fornitura di un’arma nucleare e dei mezzi per la sua consegna a Kiev, ha denunciato il Servizio di Intelligence estero russo (Svr) nel quarto anniversario dell’invasione russa su vasta scala. “Secondo le informazioni a disposizione dell’Svr, Londra e Parigi stanno lavorando attivamente alla fornitura di tale arma e dei mezzi per la sua consegna a Kiev. Si tratta di un trasferimento clandestino di componenti, attrezzature e tecnologie europee all’Ucraina”, si legge nel comunicato. “Presumibilmente l’Ucraina dovrà essere dotata di una wunderwaffe (arma miracolosa)”, di modo che “sia in grado di presentare offerte per condizioni più favorevoli per la fine delle ostilità”, sostiene l’Svr. Nel frattempo, “Berlino ha prudentemente rifiutato di partecipare a questa scommessa avventata”, afferma l’intelligence estera di Mosca. Londra e Parigi “stanno considerando la testata nucleare francese TN75 di piccole dimensioni per il missile balistico lanciato da sottomarino M51.1 come un’opzione” per Kiev, prosegue la nota. Gli sforzi degli alleati “sono concentrati nel far apparire l’acquisizione di armi nucleari da parte di Kiev come il risultato di un progetto di sviluppo ucraino”, perché “britannici e francesi si rendono conto che le loro intenzioni violano palesemente il diritto internazionale, soprattutto il Trattato di non proliferazione nucleare, e corrono il rischio di distruggere il sistema globale di non proliferazione”, sottolinea l’Svr.
Zelensky: “Senza chiara data adesione Ue Putin ci dividerà”
“E’ importante per noi ricevere una data chiara per l’adesione all’Ue, molto importante come parte del processo diplomatico in corso, nell’ambito di tutta la diplomazia volta a porre fine alla guerra”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Non si tratta solo di un desiderio, ma di una chiara comprensione di come agirà Putin: se non ci sarà una data, se non ci sarà una tale garanzia, troverà un modo per bloccare l’Ucraina per decenni dividendo voi, dividendo l’Europa. Dobbiamo proteggerci da questo”, ha aggiunto.
Metsola: “Popolo resiste con fermezza a difficoltà quasi inimmaginabili”
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola ha reso omaggio a Bruxelles al popolo ucraino, sottolineando che “resiste con fermezza di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, nel cuore di inverni estenuanti, mentre i droni cadono indiscriminatamente e i missili russi prendono di mira donne e bambini”.
Zelensky: “Non è la prima volta che Mosca cerca di far crollare l’Ue”
“Noi ucraini non abbiamo mai scelto questa guerra e non l’abbiamo nemmeno provocata, ma non è la prima volta che Mosca si riversa in Europa per far crollare il progetto europeo. Ci sono molte dittature nel mondo: alcune si limitano alle loro frontiere, altre neanche rispettano i confini e vogliono distruggere libertà dei loro vicini. Grazie per le parole espresse nei confronti dell’Ucraina e per il sostegno costante. Sono molti i cittadini che hanno a cuore il destino del nostro Paese, oggi dobbiamo essere determinarti e forti tanto quando il giorno in cui è iniziata la minaccia dell’invasione”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Rutte: “Imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti”
“È imperativo che l’Ucraina continui a ricevere gli aiuti militari, finanziari e umanitari di cui ha bisogno per difendersi dal terrore russo dai cieli e mantenere la linea del fronte. Questo supporto è essenziale. L’Ucraina ha bisogno di più, perché una promessa di aiuto non pone fine a una guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno finché non cesserà lo spargimento di sangue”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato Mark Rutte in occasione del quarto anniversario della guerra di aggressione russa in Ucraina. “Nonostante le posizioni di Putin – ha aggiunto – la Russia non è riuscita a soddisfare le proprie ambizioni sul campo di battaglia. Putin deve dimostrare se fa sul serio con la pace. Il presidente Trump è stato chiaro fin dall’inizio di voler porre fine alla guerra ora. Il popolo ucraino merita una pace giusta e duratura. La sua sicurezza è la nostra sicurezza. Non può esserci vera pace in Europa senza una vera pace in Ucraina”. “Quando i combattimenti finalmente cesseranno – ha concluso – la pace dovrà reggere su forti truppe ucraine” e “con efficaci garanzie di sicurezza da parte dei partner dell’Ucraina, Europa, Canada e Stati Uniti. Ciò garantirà stabilità all’Ucraina per la ricostruzione e sarà il fondamento della sua prosperità”.
Ucraina, Cipro: “Essergli a fianco è dovere come europei”
“Il nostro messaggio all’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino, coraggioso e resiliente, che combatte per la propria sovranità, integrità territoriale e indipendenza, è chiaro e inequivocabile: siamo al fianco dell’Ucraina e del popolo ucraino, oggi e ogni giorno, come facciamo dal primo giorno”. Lo ha detto la viceministra per gli Affari Europei di Cipro, Marilena Raouna, prima del Consiglio Affari Generali di oggi. “Questo è il nostro dovere come europei e come ciprioti: come Stato membro che vive e comprende in prima persona cosa significhino un’invasione e un’occupazione in corso, cosa significhino lo sfollamento e le persone scomparse, non sorprende che questa sia una priorità assoluta della Presidenza cipriota. – ha proseguito – In questo senso, abbiamo lavorato sin dal primo giorno per ottenere risultati concreti riguardo al sostegno continuo e incrollabile all’Ucraina. Abbiamo portato avanti un lavoro importante sul 20 pacchetto di sanzioni in una finestra temporale molto ristretta. Si tratta di un pacchetto di sanzioni di ampia portata e, sotto molti aspetti, anche innovativo.Abbiamo inoltre avanzato i lavori sulla decisione relativa al pacchetto finanziario da 90 miliardi per l’Ucraina per il periodo 2026-2027. Il lavoro su entrambi questi dossier prosegue. Sì, ci sono sfide, non è una novità. Continueremo, come Presidenza, a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri e con la Commissione per far avanzare questi dossier”.
Albares a Kiev per mostrare il sostegno della Spagna all’Ucraina
Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, sarà oggi a Kiev, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa in Ucraina, per evidenziare il sostegno della Spagna al Paese assieme con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Lo segnalano fonti ufficiali. E’ il quarto viaggio di Albares in Ucraina dall’inizio del conflitto, dopo l’ultima visita a Leopolis nel gennaio 2025, in cui ha annunciato un pacchetto di aiuti umanitari di 10 milioni di euro, che ha portato a oltra 100 milioni di euro l’assistenza di Madrid a Kiev. “Spagna continuerà accanto al popolo di Ucraina e al presidente Zelensky per tutto il tempo necessario”, ha sottolineato il capo della diplomazia spagnola ieri da Bruxelles, dove ha partecipato al Consiglio dei ministri degli Affari esteri dell’Ue. Secondo Albares, “non c’è alcuna volontà da parte della Russia, non già di raggiungere una pace, ma un mero cessate il fuoco”, come dimostrano i bombardamenti quotidiani. “Vedo molto chiaramente che ciò Vladimir Putin non perdona all’Ucraina è che voglia essere uno di noi” ed entrare a far parte della Ue, ha evidenziato Albares. citato dai media iberici. “Questo in realtà è ciò che teme, la democrazia, il pluralismo”, ha aggiunto.
Zelensky all’Eurocamera: “Putin è l’impersonificazione della guerra”
“Putin non accetta che in altri posti del mondo la gente viva in modo diverso e apprezzi il valore della vita, a differenza sua: ecco perché ha sistematicamente cercato di imporre il suo modello. Putin è l’impersonificazione della guerra e chi lo sostiene sostiene la guerra. Putin neanche finge di essere diverso: la Russia di Putin ha iniziato in Cecenia, poi in Georgia, e calpesta i suoi vicini; in Siria e nei Paesi africani. Non possiamo chiudere gli occhi davanti a tutto questo”. Lo ha detto il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, parlando in videocollegamento alla plenaria dell’Eurocamera a Bruxelles.
Sybiha ringrazia l’Italia: “Lavoriamo insieme alla pace”
Il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiha, ringrazia l’Italia per il costante sostegno al suo Paese. Lo fa in risposta a un post su X del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Grazie all’Italia per il suo costante sostegno all’Ucraina e per la sua posizione chiara contro l’aggressione russa. Apprezziamo molto la solidarietà e l’assistenza del governo e del popolo italiano. Insieme lavoriamo per una pace giusta e duratura per l’Ucraina e per tutta l’Europa”, scrive il capo della diplomazia di Kiev.
Russia, attivista in arresto per aver esposto il logo di Instagram
Un tribunale di Mosca ha condannato l’attivista per i diritti umani Denis Soldatov, gestore del sito web Gulag-Info, a 15 giorni di arresto amministrativo per aver esposto pubblicamente il simbolo di Instagram. La piattaforma del gruppo Meta dal 2022 è vietata in in Russia, perché considerata “organizzazione estremista”, così come Facebook. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Tass, il processo è stato avviato su richiesta degli agenti del Centro per la lotta all’estremismo del ministero degli Interni, i quali hanno riscontrato la presenza di link e logo del social media vietato in un articolo pubblicato nel dicembre 2025 sul sito Gulag-Info. In tribunale Soldatov ha confermato le circostanze del caso e ha dichiarato che il logo era stato rimosso e il sito web chiuso, ma il il tribunale ha ritenuto che la successiva rimozione non escludesse il reato.
Metsola: “Oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino”
“Ecco perché oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura. Oggi siamo nuovamente raggiunti a distanza dal Presidente Zelensky in quest’Aula. Quando ho incontrato il Presidente a Kiev, appena un mese dopo l’invasione, gli ho promesso che questo Parlamento avrebbe sostenuto l’Ucraina. E quattro anni dopo, grazie al vostro impegno, cari colleghi, non abbiamo deluso l’Ucraina. Perché sappiamo che quando restiamo uniti, l’Ucraina e l’Europa restano forti”. Lo ha detto la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola, parlando all’apertura della plenaria straordinaria dell’Eurocamera, per il quarto anniversario dell’invasione russa. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo fatto insieme. Che si tratti di sostenere la società ucraina erogando 200 miliardi di euro di aiuti per contribuire a rendere possibile la vita quotidiana di milioni di persone. Più tardi oggi firmeremo un prestito di 90 miliardi di euro per rafforzare i servizi pubblici essenziali e mantenere forti le difese dell’Ucraina. Inviando un messaggio chiaro a ogni ucraino: la vostra sicurezza è la sicurezza dell’Europa. La vostra libertà è la libertà dell’Europa. E il vostro futuro è in Europa. E continueremo a lavorare per realizzarlo”, ha spiegato Metsola.
Zelensky: “Putin non accetta vite diverse, in guerra continua”
“Vladimir Putin non può accettare una cosa semplice: che da qualche parte le persone possano vivere in modo diverso e godersi una vita che non è quella che lui preferisce”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Per questo ha costantemente cercato di spezzare qualcuno, non solo ora, non solo negli ultimi quattro anni, ma durante tutto il suo tempo al potere: la sua è una guerra continua, e chiunque sostenga Putin non può non capire che sta scegliendo la guerra”, ha aggiunto.
Zelensky: “Russia dittatura mentalmente instabile; antieuropea”
“Non e’ la prima volta nella nostra storia che Mosca arriva in Europa con un progetto molto crudele e spietato, anti-europeo”. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento da remoto per la plenaria speciale del Parlamento europeo in occasione dell’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Ci sono molte dittature nel mondo. Alcune si rinchiudono entro i propri confini, cercando di bloccare qualsiasi influenza esterna di libertà, e altre invece non riconoscono affatto i confini e cercano attivamente di distruggere la libertà dei loro vicini, di intere regioni e talvolta persino del mondo intero. – spiega Zelensky – Quando abbiamo a che fare con la Russia, ci troviamo di fronte al secondo tipo di minaccia”. “E’ una dittatura mentalmente instabile che non può accettare che in Europa ogni vita conti, che i diritti umani siano importanti e che le nazioni possano essere protette, siano esse grandi o piccole” conclude.
Metsola: “Mosca voleva prendere Ucraina in giorni, si sbagliava”
“Oggi ci riuniamo per commemorare quattro anni dall’invasione brutale dell’Ucraina da parte della Russia. Il 24 febbraio 2022, mentre i carri armati attraversavano i confini europei e la guerra calava sul nostro continente, la Russia pensava di poter conquistare l’Ucraina in pochi giorni – gli ucraini hanno dimostrato che si sbagliavano”. Lo ha dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, nell’apertura della sessione plenaria speciale per l’anniversario dello scoppio del conflitto in Ucraina. “Continuano ad andare avanti. Rifiutando di cedere. Restando fieri di fronte a difficoltà quotidiane quasi inimmaginabili, attraverso gli inverni più duri, anche mentre droni e missili colpiscono indiscriminatamente. Per questo oggi onoriamo il coraggio del popolo ucraino. Riaffermiamo il nostro sostegno concreto. E rinnoviamo il nostro impegno per una pace reale e duratura”, ha aggiunto.
Rutte: “Alleati devono fornire supporto ogni giorno”
Gli alleati di Kiev devono fornire supporto militare all’Ucraina “ogni giorno” fino alla fine della guerra contro la Russia, ha dichiaratoil Segretario Generale della NATO Mark Rutte in una cerimonia a Bruxelles per l’anniversario della guerra. “L’Ucraina ha bisogno di più aiuti, perché una promessa di aiuti non pone fine alla guerra. L’Ucraina ha bisogno di munizioni oggi e ogni giorno fino alla fine dei massacri”, ha affermato.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban” (2)
La Commissione europea ha chiarito che “non eserciterà alcuna pressione sull’Ucraina affinché riprenda il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba. Al contrario, continua a fare pressioni sull’Ungheria” affinché “l’Ucraina possa ricevere sostegno: ritengo che questa sia la più grave violazione del principio di leale cooperazione”, ha sottolineato Boka al suo arrivo al Consiglio affari generali a Bruxelles. “Nessuna istituzione europea o Stato membro dell’Ue può aspettarsi che agiamo come se nulla fosse accaduto. Si tratta di sviluppi molto gravi a cui è necessario rispondere in qualche modo”, ha rimarcato.
Ue: “Accelerare sull’istituzione del tribunale speciale per l’Ucraina”
L’Unione europea continua “a stare al fianco del popolo ucraino e a sostenerlo in ogni modo possibile. La cosa più importante è che lo spargimento di sangue finisca, che l’aggressione russa in Ucraina finisca, ma per avere una pace giusta e duratura, deve esserci giustizia. Ed è per questo che la comunità internazionale deve procedere ora con rapidità, con l’istituzione formale del tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina”. Lo ha dichiarato il commissario europeo alla Giustizia, Michael McGrath, arrivando al Consiglio Affari generali in corso a Bruxelles. Il commissario ha quindi ribadito l’impegno dell’Ue a licenziare “il ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca” e ad attuare “quanto concordato dagli Stati membri dell’Ue in relazione al prestito da 90 miliardi di euro”.
Budapest: “Kiev fomenta il caos per rovesciare Orban”
“Da quando è stata presa la decisione” sul prestito a Kiev, “l’Ucraina ha usato l’energia come arma per ragioni politiche, interferendo nella campagna elettorale ungherese in corso al fine di fomentare incertezza e caos e quindi favorire l’ascesa al potere del partito Tisza” a scapito del premier Viktor Orban. Lo ha detto il ministro degli Affari europei ungherese, Janos Boka, a Bruxelles, respingendo le accuse sull’opposizione di Budapest al via libera al prestito da 90 miliardi per l’Ucraina. “La posizione ungherese rimane invariata – ha evidenziato -. Non cederemo alle pressioni, né da parte dell’Ucraina né da parte delle istituzioni Ue, e finché il trasporto attraverso l’oleodotto Druzhba non verrà avviato, non si potrà parlare di un nostro contributo a decisioni favorevoli all’Ucraina”.
Mosca: “Londra e Parigi vogliono fornire armi nucleari a Kiev”
Il Servizio di Intelligence esterna della Federazione Russa (Svr) ritiene che, in violazione del Trattato di non proliferazione nucleare, “Gran Bretagna e Francia vogliano fornire armi nucleari all’Ucraina”. E’ quanto contenuto in una nota pubblicata oggi dall’ufficio stampa dello stesso Svr. “Le élite britanniche e francesi non sono disposte ad accettare la sconfitta”, si legge nel comunicato. “Si ritiene che l’Ucraina debba essere dotata di ‘wunderwaffe'”, prosegue l’Svr, con un chiaro riferimento alle “armi miracolose” millantate dai nazisti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale. Secondo l’Svr il possesso di una bomba nucleare, o di una cosiddetta ‘bomba sporca’, darebbe a Kiev una posizione più solida nei negoziati per la fine del conflitto con Mosca. “E’ stata presa in considerazione come opzione la testata francese di piccole dimensioni TN75 del missile balistico lanciato da sottomarino M51.1”, precisa l’intelligence russa. Tuttavia, scrive l’Svr, Londra e Parigi non riusciranno a “sottrarsi alle proprie responsabilità”. “Ci sono molte persone sensate negli ambienti militari, politici e diplomatici di Gran Bretagna e Francia che comprendono il pericolo di azioni sconsiderate dei loro leader per il mondo intero”, si legge nella nota dell’Intelligence di Mosca. Mentre la Germania, si aggiunge, “ha saggiamente rifiutato di partecipare a questa pericolosa avventura”.
Zelensky mostra in video per la prima volta il bunker sotto i suoi uffici
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha mostrato per la prima volta il bunker sotto l’edificio degli uffici presidenziali, in via Bankova a Kiev, e il suo ufficio di lavoro nel filmanto del suo discorso in occasione del quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina Zelensky ha spiegato che si tratta del bunker dove ha trascorso i primi mesi della guerra: “Questo ufficio, questa piccola stanza nel bunker in via Bankova, è dove ho avuto le mie prime conversazioni con i leader mondiali all’inizio della guerra. Qui ho parlato con il presidente Biden, ed è stato proprio qui che ho sentito: ‘Volodymyr, c’è una minaccia, devi lasciare l’Ucraina urgentemente. Siamo pronti ad aiutarti’. E qui ho risposto che avevo bisogno di munizioni, non di un passaggio per uscire”, ha detto Zelensky. Nel filmato, il presidente cammina nei corridoi sotterranei decorati con poster patriottici.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato” (2)
Tra i principali ostacoli all’accesso alle cure figurano i costi legati ai medicinali e le difficoltà legate ai trasporti per raggiungere le strutture sanitarie. Il conflitto, si legge ancora nel rapporto, ha poi acuito problematiche preesistenti, colpendo in modo sproporzionato le persone già a rischio. Circa l’84% degli intervistati ha registrato difficoltà crescenti nell’organizzare un trasporto sicuro per raggiungere le cure a causa di strade non asfaltate, insicurezza e costi. E il 17,1% delle famiglie soffre di problemi economici a causa della necessità di provvedere all’acquisto di medicinali. Per quasi il 95% dei rispondenti, infatti, l’aumento del costo dei farmaci rappresenta la principale barriera di accesso alle cure. Ciò incide soprattutto sulle famiglie che vivono in aree rurali e a basso reddito. “In tempo di guerra l’attenzione si concentra comprensibilmente sulle urgenze, mentre la sanità di base rischia di passare in secondo piano”, spiega Alessandro Lamberti-Castronuovo, medico di Emergency attivo da anni sul campo in Ucraina, “i bombardamenti e le condizioni di sicurezza rendono più difficili gli spostamenti e l’accesso ai servizi, e i bisogni più visibili finiscono per assorbire risorse e priorità. Ma trascurare le cure primarie ha un costo nel tempo. Per chi vive con malattie croniche significa interruzioni di terapia e controlli, peggioramento delle condizioni e complicanze che possono diventare emergenze evitabili”. “Ogni giorno ci ritroviamo a parlare con decine di persone e le aiutiamo a colmare la distanza che si è creata tra loro e l’accesso alle cure a causa del conflitto”, conclude Luca Rifiorati, coordinatore di Emergency nel Paese, “nei loro racconti è presente sempre una costante: dopo quattro anni di guerra esprimono il bisogno di tornare alla vita di prima. Per loro non esiste altra possibilità che la fine delle violenze”.
Ucraina, Emergency: “In 9,2 milioni senza supporto sanitario adeguato”
Sono 9,2 milioni le persone in Ucraina che, dopo quattro anni di guerra, sono prive di adeguato supporto sanitario. Le persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria nel Paese invaso dalla Russia sono 13 milioni, mentre 9,6 milioni di residenti sono a rischio o sono già affette da ansia, depressione o disturbo da stress post-traumatico. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Care and Community in Wartime” pubblicato da Emergency nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto, che, a oggi, ha causato circa 14.000 mila vittime civili e 3,7 milioni di sfollati. L’Ong ha una rete di cliniche per l’assistenza sanitaria di base nelle regioni di Donetsk e Kharkiv, tra le più colpite da una guerra che, sottolinea Emergency, “ha esacerbato le barriere di accesso alle cure, danneggiando un sistema sanitario nazionale già fragile e lasciando la popolazione con una significativa carenza di presidi medici e servizi essenziali”. Dal 2022 sono stati infatti più di 2.800 gli attacchi ai servizi sanitari nel Paese, secondo i dati dell’Oms, e la quantita’ di operatori sanitari si è ridotta del 14%, con la perdita di 89.000 professionisti in un solo anno. A causa delle esigenze della difesa, loa quota del bilancio nazionale destinata alla sanità è inoltre scesa drasticamente dall’11% del 2021 al 4,9% del 2023. Il rapporto analizza i dati di 3.600 pazienti raccolti dalle operatrici di comunità durante le loro attività quotidiane e i risultati di 388 questionari qualitativi ai quali ha risposto un campione della popolazione dei 14 villaggi rurali del Donetsk, nei quali da febbraio 2024 l’Ong ha attivato un servizio di medicina di base attraverso la ristrutturazione di cliniche già esistenti e la fornitura di nuovi ambulatori completamente equipaggiati. La rete dell’Ong nelle aree rurali conta inoltre su undici operatrici di comunità che operano in maniera capillare all’interno dei loro villaggi e, tra giugno 2024 e ottobre 2025, hanno effettuato 10.842 visite domiciliari, una media di oltre 20 al giorno. Secondo quanto emerso dalla ricerca, una persona su cinque non vedeva un operatore sanitario da almeno due anni, o non ricordava l’ultima visita effettuata, mentre due terzi dei pazienti ha riferito di avere almeno un problema di salute, in quasi la metà dei casi condizioni croniche come ipertensione e diabete.
Starmer: “La Russia non vincerà questa guerra”
”La Russia non vincerà questa guerra”. Lo ha scritto su ‘X’ il primo ministro britannico Keir Starmer. ”A quattro anni dalla barbara invasione russa su vasta scala dell’Ucraina, il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”, ha sottolineato Starmer.
”Oggi intensificheremo il supporto militare, umanitario e per la ricostruzione e sosterremo l’Ucraina finché sarà necessario per una pace giusta e duratura. La Russia non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”, ha concluso il premier britannico.
Londra aggiunge 297 nomi nella lista delle sanzioni
Il governo britannico ha aggiunto questa mattina 297 nuove designazioni al regime di sanzioni contro la Russia, in occasione del quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina. Si tratta del pacchetto “più ampio dai primi mesi del conflitto nel 2022”, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale. Tra i principali obiettivi figura Pjsc Transneft, una delle maggiori compagnie di oleodotti, responsabile del trasporto di oltre l’80% delle esportazioni petrolifere russe. Londra punta così a indebolire ulteriormente la capacità del Cremlino di aggirare le sanzioni sull’export di petrolio. Le misure colpiscono anche i commercianti illegali di greggio e le petroliere della cosiddetta ‘flotta ombra’. Complessivamente, il Regno Unito ha ora sanzionato più di 3 mila individui, aziende e navi nell’ambito del proprio regime contro Mosca. Il governo ha inoltre annunciato altri 30 milioni di sterline di sostegno per la resilienza e la ricostruzione del sistema energetico ucraino.
Nuove sanzioni Gb a Mosca nel 4° anniversario di guerra, petrolio nel mirino
Il governo britannico di Keir Starmer ha annunciato un ennesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia nel quarto anniversario dell’inizio della guerra in Ucraina. In totale vengono evocate 300 nuove misure, contro aziende e individui nel settore energetico e petrolifero nella fornitura di “equipaggiamento militare” per le forze di Mosca. Nel mirino le “cruciali” esportazioni di petrolio russo e il colosso degli oleodotti Transneft, “responsabile dell’80%” dell’export petrolifero nell’ambito di quelli che vengono definiti “i disperati sforzi del Cremlino di trovare compratori per il suo greggio” già sanzionato dall’occidente.
Fontana: “Mettere fine all’inutile strage”
“A quattro anni dall’attacco russo all’Ucraina, il mio pensiero va alle vittime, ai feriti, alle famiglie che continuano a vivere nel dolore e nell’incertezza. Il protrarsi del conflitto impone una riflessione seria e responsabile. E’ necessario che la comunità internazionale rinnovi ogni sforzo per mettere fine all'”inutile strage” della guerra, mutuando la celebre espressione di Papa Benedetto XV, favorendo un percorso di pace, a partire dall’impegno a siglare una tregua e a un cessate il fuoco. Un percorso fondato sul dialogo, sul rispetto del diritto internazionale e sulla tutela della dignità delle persone”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.
Kallas: “Il futuro di Kiev è nell’Ue, sia l’ultimo anniversario di guerra”
”In solidarietà con il popolo ucraino, issiamo la bandiera ucraina accanto a quella dell’Unione europea presso la sede centrale della diplomazia europea. Questo è più di un simbolo. Il futuro dell’Ucraina è all’interno dell’Ue”. Lo scrive sui social l’Alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, nel giorno del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. ”Con il nostro sostegno, gli ucraini stanno resistendo. La via più rapida per porre fine a questa guerra è esercitare più pressione sulla Russia e dare maggiore sostegno all’Ucraina. Che questo sia l’ultimo anniversario della guerra che celebriamo”, aggiunge.
Zelensky: “Trump non cada nel gioco di Putin, resti al nostro fianco”
“Stanno giocando con Trump e stanno giocando con il mondo intero. Putin pensa di apparire convincente e di potersi fidare di lui. No, è un pessimo attore”: lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista al Financial Times, nella quale definisce “miope” credere che la guerra finirà con il ritiro ucraino dal Donbass, perché di Mosca “non ci si può fidare”, sottolineando che sulle concessioni territoriali c’è “più pressione su Kiev che su Mosca”. Zelensky, questa volta alla Cnn, ha poi invitato il presidente Usa a “rimanere al fianco dell’Ucraina”.
Starmer promette nuovi aiuti all’Ucraina: “La Russia non vincerà”
Il Regno Unito resta al fianco di Kiev a quattro anni dall’inizio della guerra con la Russia e s’impegna a fa sì che Mosca “non vinca”. Lo scrive il premier britannico Keir Starmer sul suo profilo X, poco prima di co-presiedere con il francese Emmanuel Macron – e alla presenza di Volodymyr Zelensky – una video-riunione di leader degli alleati di Kiev radunati nella cosiddetta Coalizione dei Volenterosi per commemorare questo quarto anniversario con l’annuncio di nuovi aiuti. “A quattro anni dalla barbarica invasione russa su vasta scala dell’Ucraina – scrive Starmer -il nostro messaggio al popolo ucraino è semplice: la Gran Bretagna è con voi”. “Oggi – aggiunge – noi rafforziamo il sostegno militare, umanitario e per la ricostruzione: sosteremo l’Ucraina per tutto il tempo necessario a ottenere una pace giusta e duratura”. “La Russia – conclude il primo ministro britannico – non vincerà questa guerra. Slava Ukraini”.
Leader Ue: “Pronti a solide garanzie sicurezza”
“I nostri sforzi a sostegno dell’Ucraina guardano anche al giorno dopo – quando i combattimenti termineranno. L’Unione europea e i suoi Stati membri, in linea con le rispettive competenze, sono pronti a contribuire a solide e credibili garanzie di sicurezza per assicurare che la Russia non possa mai più attaccare l’Ucraina”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. “Ci assicureremo che la Russia sia chiamata a rispondere dei crimini commessi e dei danni causati. Siamo impegnati a rendere operativo il Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina e una Commissione internazionale per le richieste di risarcimento dell’Ucraina, entrambi nell’ambito del Consiglio d’Europa, il prima possibile”, aggiungono i leader. “Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera è nell’Unione europea. L’Ucraina ha compiuto progressi significativi nelle riforme per l’adesione all’Ue in circostanze estremamente difficili. L’Ucraina può contare sul nostro pieno sostegno nel suo percorso di adesione all’Ue e nella ricostruzione postbellica”, sottolineano i tre presidenti, che concludono: “restiamo saldamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana”.
Rutte: “Quattro anni di coraggio; saremo con voi”
“Ci riuniamo questa mattina per celebrare un altro terribile anniversario, quattro anni di guerra spietata. Ricordiamo oggi, e ogni giorno, ciò che l’Ucraina ha sopportato. Ma mentre rendiamo omaggio a coloro che hanno perso la vita e a coloro che soffrono, restiamo anche pieni di speranza, ispirati da quattro anni di incrollabile resistenza, quattro anni di incrollabile coraggio”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, intervenuto alla commemorazione del quarto anno dell’aggressione russa in Ucraina, al quartier generale della Nato, a Bruxelles. “Ho avuto l’onore di rivolgermi per la prima volta al Parlamento ucraino solo poche settimane dopo l’invasione su vasta scala della Russia nel 2022. Ho detto allora che questa guerra riguarda il diritto di un popolo sovrano di scegliere la propria strada. Riguarda la libertà, la vostra e la nostra. Questo rimane vero anche oggi”, ha aggiunto. “La Nato è stata al fianco dell’Ucraina fin dall’inizio. Siamo al vostro fianco oggi e vi saremo accanto in tutte le sfide che ci attendono”, ha concluso Rutte.
Guerra Ucraina, Zelensky: “Putin ha fallito gli obiettivi, Trump resti dalla nostra parte”
Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, ha spiegato il leader ucraino, “abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia”
Zelensky: ‘Putin ha fallito, non ha raggiunto obiettivi di guerra’
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Ue: “Prima rata prestito 90 miliardi prima possibile”
Il primo pagamento del prestito dell’Ue da 90 mld di euro all’Ucraina per il 2026-27 verrà fatto “il prima possibile”. Lo promettono i tre presidenti dell’Ue, Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola, in una dichiarazione congiunta.
Metsola: “A fianco di Kiev per pace giusta e duratura”
”Siamo fermamente al fianco dell’Ucraina. Per una pace giusta e duratura. Per un’Ucraina forte e sovrana in un’Europa forte e sovrana. Il futuro di un’Ucraina sicura e prospera risiede nella Ue”. Lo ha scritto su ‘X’ la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Vertici Ue: “Lavoriamo con Kiev a nuovo piano per l’energia”
“E’ previsto un nuovo pacchetto di sostegno per la consegna d’urgenza di generatori e aiuti umanitari. Per rafforzare la resilienza energetica dell’Ucraina ed evitare il ripetersi dell’emergenza attuale, stiamo lavorando con Kiev a un nuovo piano di sicurezza e preparazione energetica, incentrato sulla riparazione e il rafforzamento delle reti, il rapido riavvio delle centrali danneggiate e la diffusione accelerata della produzione di energia rinnovabile decentralizzata”. Lo annunciano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “Quest’inverno, l’Ue e i suoi Stati membri hanno fornito all’Ucraina un’assistenza energetica senza precedenti, insieme a sistemi di difesa aerea e anti-drone, nonché aiuti umanitari”, sottolineano.
Fondatore Telegram Durov indagato per favoreggiamento terrorismo
In Russia è stata aperta un’indagine penale nei confronti del fondatore di Telegram, Pavel Durov. Lo scrive il quotidiano governativo Rossiyskaya Gazeta spiegando che Durov è sospettato di “favoreggiamento di attività terroristiche”. Nei giorni scorsi il Servizio di Sicurezza Federale russo (Fsb) aveva riferito che i servizi di sicurezza ucraini stavano utilizzando Telegram per ottenere informazioni sulle attività militari russe.
Vertici Ue: “Putin non ha raggiunto gli obiettivi, aumentiamo la pressione”
“La Russia non ha raggiunto i suoi obiettivi militari in Ucraina. Non riuscendo ad avanzare sul campo di battaglia, prende deliberatamente di mira civili e infrastrutture critiche ucraine, comprese quelle energetiche, ospedali, scuole ed edifici residenziali, nel mezzo di un inverno rigido. Gli ucraini restano straordinari per fermezza, determinazione e resilienza”. Lo affermano in una nota congiunta Ursula von der Leyen, Antonio Costa e Roberta Metsola. “La guerra di logoramento di Putin sta progressivamente indebolendo la Russia e siamo determinati ad aumentare ulteriormente la pressione affinché Mosca ponga fine alla sua aggressione e si impegni in negoziati significativi verso la pace”, aggiungono.
Ucraina, oggi quarto anniversario dall’inizio del conflitto
Macron: “La guerra triplo fallimento per Mosca, sbaglia chi conta su nostra stanchezza”
La guerra russa contro l’Ucraina rappresenta “un triplice fallimento per la Russia: militare, economico e strategico, un giorno i russi si renderanno conto dell’enormità del crimine commesso in loro nome, dell’inutilità dei pretesti invocati e dei devastanti effetti a lungo termine sul loro Paese”. Così in lungo post su X il presidente francese Emmanuel Macron ricorda il quarto anniversario dell’inizio della “guerra di aggressione scelta dalla Russia, in flagrante disprezzo del diritto internazionale, della sovranità di un popolo e della vita umana”. E, rivolto “a chi pensa di poter contare sulla nostra stanchezza”, assicura che “si sbaglia: siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”.
Macron: “Avanti con la Coalizione dei volenterosi”
“Poiché non può esserci pace senza sicurezza, e la nostra sicurezza è in gioco in Ucraina, rimarremo fedeli alla Coalizione dei Volenterosi”, lo afferma su X il presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “A Parigi il 6 gennaio, abbiamo costruito una solida convergenza con gli Stati Uniti sulle future garanzie di sicurezza. L’incontro di oggi deve consentirci di continuare ad andare avanti. Faremo inoltre in modo che gli interessi europei siano pienamente presi in considerazione nelle discussioni, anche quando arriverà il momento di discutere l’architettura di sicurezza necessaria per il nostro continente”, aggiunge. “Al popolo ucraino: pensiamo a voi con profonda emozione. Alle vostre famiglie in lutto, ai vostri figli, a coloro che resistono sotto attacco. A coloro che pensano di poter contare sulla nostra stanchezza: si sbagliano. Siamo e rimarremo dalla parte dell’Ucraina”, conclude il capo dell’Eliseo.
Merz: “Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”
“Il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. È quello che ha scritto il cancelliere tedesco Friedrich Merz su X, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. “Da quattro anni a questa parte, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per noi tutti – si legge nel post -. La guerra è tornata in Europa”. “Solo con una forza comune potremo metterle fine. Perché il destino dell’Ucraina è il nostro destino”, conclude.
Zelensky a Trump: “Resti dalla nostra parte”
Il presidente americano Donald Trump ”resti dalla nostra parte”, quella di Kiev. E’ l’appello che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha rivolto nel corso di una intervista rilasciata alla Cnn da Kiev in occasione del quarto anniversario della guerra lanciata dalla Russia. Zelensky si è detto convinto che ”il presidente Trump e il suo team vogliano davvero porre fine a questa guerra”. Parlando dei negoziati in corso, il presidente ucraino ha aggiunto che ”c’è un buon dialogo tra il nostro gruppo e quello americano”.
Gli Stati Uniti, ha proseguito Zelensky, ”devono restare con un Paese democratico che sta combattendo contro una sola persona. Perché questa persona è una guerra. Putin è una guerra. E’ tutta una questione che riguarda lui, una sola persona. E tutto il suo Paese è in prigione”. Zelensky ha poi detto che ”no”, Trump non sta esercitando abbastanza pressione su Putin, e “se vogliono davvero fermare Putin, l’America è così forte” da poterlo fare.
Dai vertici Ue a Stubb e Plenkovic, i leader presenti a Kiev
Dai vertici Ue Ursula von der Leyen e Antonio Costa ai leader baltici, è piuttosto nutrito il gruppo di leader europei che ha scelto di recarsi a Kiev per il quarto anniversario della guerra in Ucraina. Nella capitale giallo-blu sono infatti arrivati il presidente della Finlandia Alexander Stubb, il suo omologo lituano Gitanas Nausėda, il premier croato Andrej Plenković, la premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro estone Kristen Michal, la premier islandese Kristrún Frostadóttir, la premier lettone Evika Siliņa, il capo del governo norvegese Jonas Gahr Store, il suo collega svedese Ulf Kristersson.
Tajani: “Pace giusta e duratura unica scelta, noi sempre con il popolo”
“L’Europa vuole e lavora per la pace, chi ha violato la legge internazionale dovrà capirlo: una pace giusta e duratura è l’unica scelta, e noi staremo sempre con il popolo ucraino”. Così in un post su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel quarto anniversario dell’inizio dell’invasione russa. “Il nostro pensiero va alle migliaia di vittime, alle famiglie spezzate, a un popolo eroico che da quattro anni resiste sotto gli attacchi. Dopo 4 anni – assicura – il nostro impegno si rinnova e si rafforza: condanniamo con fermezza questa guerra e confermiamo il nostro sostegno all’Ucraina, alla sua indipendenza, alla sua sovranità e al semplice diritto degli ucraini a vivere in pace e libertà”.
Leader Paesi nordici e Baltici a Kiev per anniversario della guerra
I leader dei Paesi nordici e baltici si recano oggi a Kiev, nel quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e valutare la prosecuzione del sostegno militare al Paese, le sanzioni contro la Russia e i negoziati di pace promossi dagli Stati Uniti. La premier danese Mette Frederiksen, il primo ministro svedese Ulf Kristersson e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno annunciato in comunicati separati dei rispettivi uffici il viaggio nella capitale ucraina insieme ai leader dei Paesi baltici. A Kiev si uniranno alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, già arrivati nella capitale ucraina.
La Russa: “Resistenza Kiev miracolo, sconfitta Russia, non vanificarla, pace sia giusta”
Quattro anni di guerra rappresentano un tempo “infinito e soprattutto un tempo che non era previsto da parte dell’aggressore. Questo non va mai dimenticato. La prospettiva che si era data Putin, che si era data la Russia, era quella di una guerra lampo. È vero che le blitzkrieg non sembra funzionino, anzi quasi mai, ma il fatto che per quattro anni l’Ucraina sia riuscita, con l’aiuto per carità del mondo occidentale, a resistere è quasi un miracolo ed è quindi una sconfitta per la Russia, non bisogna vanificarla”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ospite di ‘Radio anch’io’ su Radiouno Rai.
“E bisogna quindi -ha aggiunto- che la pace, cui bisogna tendere con ogni mezzo, con ogni sforzo, tenga presente dei sacrifici di questo popolo eroico, che ha resistito a chi non ha problemi a mandare al fronte anche carne da macello e più ne manda più ha rinforzi che possono arrivare. E quindi deve essere per forza di cose una pace giusta, non può esserci una pace punitiva per l’Ucraina”.
Ucraina, abbattuti 111 droni russi nella notte; 5 morti in raid
Le difese aeree ucraine hanno abbattuto nella notte 111 droni russi in diverse aeree del Paese. Si contano almeno cinque morti. Lo riportano media locali.
Merz: “Solo con forza comune porremo fine alla guerra”
“Da quattro anni, ogni giorno e ogni notte è un incubo per le ucraine e gli ucraini. E non solo per loro, ma per tutti noi. Perche’ la guerra è tornata in Europa. Solo con la forza comune riusciremo a porvi fine. Perche’ il destino dell’Ucraina è il nostro destino”. Lo scrive su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Berlino, Parigi e Varsavia: “Serve una pace giusta per Kiev”
Gli europei hanno un piano chiaro: una pace giusta in Ucraina”. Per questo sono pronti ad “aumentare la pressone sulla Russia”, mentre la volontà di sostenere Kiev resta “irremovibile”. È quello che scrivono in un intervento congiunto sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa, i ministri degli Esteri dell’E3, il tedesco Johann Wadephul, il francese Jean-Noel Barrot e il polacco Radoslaw Sikorski. Nel messaggio intitolato “l’Europa ha il fiato lungo”, affermano: il piano di Putin è “clamorosamente fallito”, la Nato è “più unita che mai”, e l’Europa è “più forte e resiliente”.
Zelensky: “Putin non ha vinto, faremo di tutto per pace giusta”
“Ricordando l’inizio dell’invasione e guardando a oggi, abbiamo tutto il diritto di dire: abbiamo difeso l’indipendenza, non abbiamo perso la nostra statualità, Putin non ha raggiunto i suoi obiettivi. Non ha spezzato gli ucraini, non ha vinto questa guerra. Abbiamo preservato l’Ucraina e faremo tutto per ottenere pace e giustizia. Gloria all’Ucraina!”. Lo scrive in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in occasione del quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina.
Zelensky: “Putin doveva prendere Kiev in 3 giorni; oggi 4 anni”
“Oggi sono esattamente quattro anni da quando Putin avrebbe dovuto prendere Kiev in tre giorni”. Lo afferma in un messaggio il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. “E questo dice molto sulla nostra resistenza, su come l’Ucraina ha combattuto per tutto questo tempo. Dietro queste parole ci sono milioni dei nostri cittadini, grande coraggio, duro lavoro, resistenza e il lungo cammino che l’Ucraina percorre dal 24 febbraio”, aggiunge.
Guerra in Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
Sono trascorsi quattro anni dalle fatidiche prime ore del 24 febbraio 2022, quando il leader del Cremlino, Vladimir Putin, annunciò l’inizio dell’invasione russa in Ucraina. Una stima del Center for Strategic International Studies indica che da allora sarebbero morti, feriti o risultati dispersi 1,8 milioni di soldati russi e ucraini, mentre l’Onu parla di oltre 14 mila vittime civili. Il 2025 è stato l’anno più buio per Kiev e per il presidente Zelensky.
Ucraina, 4 anni dall’invasione russa: a che punto è il conflitto
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Costa: “Inaccettabile il veto al prestito a Kiev, il via libera arriverà”
Da quando è scoppiata la guerra in Ucraina “abbiamo una nuova Ue. Poi abbiamo il pieno accordo per sostenere l’Ucraina” anche se “a volte non è facile prendere decisioni.” Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa parlando con un gruppo di media internazionali, tra i qual l’ANSA, durante il viaggio in treno per Kiev. Sul veto dell’Ungheria al prestito per Kiev Costa ha aggiunto: “È assolutamente inaccettabile che uno Stato membro non rispetti quanto concordato dal Consiglio europeo. Conto su tutti i 27 Stati membri affinché mantengano gli impegni assunti. Prima, piuttosto che poi, avremo il prestito”.
Von der Leyen a Kiev: “Pace alle condizioni dell’Ucraina”
“A Kiev per la decima volta dall’inizio della guerra. Per riaffermare che l’Europa è fermamente al fianco dell’Ucraina, finanziariamente, militarmente e durante questo rigido inverno”, scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. “Per sottolineare il nostro costante impegno nella giusta lotta dell’Ucraina. E per inviare un messaggio chiaro sia al popolo ucraino che all’aggressore: non cederemo finchè la pace non sarà ristabilita. Pace alle condizioni dell’Ucraina”.
Costa: “Garantire una pace giusta e duratura”
“Quattro anni di una guerra di aggressione ingiusta”, scrive il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa su X nel pubblicare su X una foto del suo arrivo in treno a Kiev. “Quattro anni di incrollabile coraggio ucraino. Quattro anni di incrollabile sostegno europeo. Un obiettivo comune: garantire una pace giusta e duratura in Ucraina”.
Esplosione davanti a una stazione di Mosca, morto un agente
Un agente di polizia è rimasto ucciso, e altri due sono feriti, in seguito a un’esplosione che si è verificata davanti alla stazione ferroviaria Savёlovskij di Mosca. Lo ha confermato il Comitato investigativo russo citato dalla Tass. Il ministero dell’Interno ha spiegato che l’attentatore è morto sul posto, come confermato dall’analisi delle telecamere di sorveglianza. Il Comitato investigativo ha aperto un fascicolo e si è messo subito al lavoro per chiarire la dinamica di quanto accaduto.
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