Trump’s Announced Pause on Iran Attacks Fails to Halt Israeli Strikes

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International politics, diplomacy, conflict, sanctions, elections, migration, human rights, global institutions, cross-border crime, and major international legal cases. Add concise geopolitical context and regional stakes while staying strictly neutral, attribution-first, and verification-driven.

WORLD REQUIREMENTS (ADDITIONAL, MANDATORY)
– Add concise international context that helps readers understand the key actors, the regional or global stakes, and the next procedural steps, using only verified information.
– Distinguish clearly between allegations, claims, and verified facts. Attribute each claim and link it when possible.
– Use precise language for conflict and security issues. Do not imply guilt, intent, or legal conclusions unless verified and attributed.
– When referencing international bodies, treaties, sanctions regimes, or court processes, verify names, dates, and procedural status and link authoritative sources.

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You are Omar El Sayed – World Editor, an experienced journalist writing exclusively for archyde.com in your authentic voice.

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Write about: Guerra Iran, le ultime news e la situazione In Medioriente dopo l’attacco di USA e Israele. LIVE

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.n

Approfondimenti:

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Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

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Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

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Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

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Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

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Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

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“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani tinringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civilinin Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e lentue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministerondegli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedononattaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra dinIsraele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv -nche l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

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Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

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Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereonstatunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze dinMobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia dinSalahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

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La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

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Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

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Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

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Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostarenmolto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questane’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare lansituazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, hansottolineato Peskov.

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Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.n         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.n     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

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Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

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Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

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I Guardiani della Rivoluzione iraniani hannonsferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste anErbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

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Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

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Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

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Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civilenisraeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supportondelle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato ilncomandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ednerrori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.n”Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata ensenza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili dinartiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’ncontro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico pernl’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglianMoskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

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Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

“,”postId”:”09f9f6f6-18de-47d0-b70f-1d94fb1d7b54″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:27:09.087Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:27:09+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra””,”content”:”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicatonl’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quantonriferiscono diversi media online, su account social legato al movimentonfilo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assuntongia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam enLiegi.

“,”postId”:”0dfc34f7-8b29-4655-b9c0-fc1f03602f6c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:13:31.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:13:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale””,”content”:”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.nPer le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.n”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

“,”postId”:”aac0ea27-d3e5-4d5f-81c5-8cc8c0f30941″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:45.813Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:45+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme””,”content”:”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’annonnon abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale anGerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei LuoghinSanti della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare enprepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del camminoncomunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni dellanSettimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e alnSanto Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi deglinultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. Inncostante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiesencristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremoncelebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostrenChiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibilenfornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindincostretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa chenaggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e insacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibilenper incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli allencelebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tuttonper i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue ilnPatriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28nmarzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e dellanserenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.n”Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, purnessendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amorendi Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

“,”postId”:”b9298001-8823-44a1-bde3-38dfdf923cfd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:10.005Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi””,”content”:”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

“,”postId”:”a8018b30-76f9-4507-9334-fb27d51f9368″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:44.429Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco””,”content”:”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)nha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penaleninternazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condannandella guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.nL’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionalinRazieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misurenlegali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal cantonsuo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressionenanti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui lanFederazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionalendella Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-HosseinnKolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cuincentri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchinaerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarieninternazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case en19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate neglinattacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpiton24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,nsanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3nelicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vitenumane”.

“,”postId”:”f77ca184-1ed3-40ca-b97d-0e8fd1790919″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:14.389Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%”,”content”:”

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,npenalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dalnrialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione encrescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi hanlasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesantendell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e lenBorse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen iln3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresinAustralia e India.

“,”postId”:”bcdbce58-22ce-43c7-97a1-e016115213ca”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:01:00.127Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:01:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania”,”content”:”

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciatonche trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto dinAqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’nstata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti chenlimita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroportonBen Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo nonnconsente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a unanchiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per NewnYork, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto dinAqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aereandi bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioninda Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nelnsud di Israele.

“,”postId”:”3ba5305e-1614-4c2d-a6e2-126d02c16b5e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:50:35.856Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:50:35+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico””,”content”:”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

“,”postId”:”d99dd0cf-c4e5-4d33-b04c-4545e5a79085″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:45:58.534Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:45:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion “,”content”:”

La compagnia di bandiera israeliana el Al stanvalutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che ilnministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lonriferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra connl’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, hanchiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ dinEilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

“,”postId”:”91ee28f0-d595-4aab-9b65-073f98ed4dc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:47.090Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

“,”postId”:”278c9090-c9fc-4292-b98c-b7334e38e9a8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:21.679Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente””,”content”:”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

“,”postId”:”ff7c2afc-80e5-4acb-939f-f24ea7810bdd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:35:13.823Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:35:13+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente”,”content”:”

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

“,”postId”:”5ad9e3d6-64d5-428f-b966-d87191c19351″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:34:51.541Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:34:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo””,”content”:”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costano le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la proceduranmilitare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le lineendi comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di minenmarine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si leggenel comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero GolfonPersico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuznper un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,nl’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ chenricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100nsminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60ne’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

“,”postId”:”5fb2801c-588e-4b9d-87c0-7282a77ce08c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:29:36.331Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:29:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord””,”content”:”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

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La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

“,”postId”:”e8f4344b-9fdf-4868-aa99-373dd3be9d1d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:25:32.155Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:25:32+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok” “,”content”:”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti dinattraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si leggennella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, lensue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino allanmorte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della RivoluzionenIslamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

“,”postId”:”e1759112-d882-45c7-85cb-39e207e155c3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:21:15.378Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:21:15+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio”,”content”:”

Due settimane dopo i bombardamenti israeliani suindepositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incomberensulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riportanil Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo deinbombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ conninquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidridensolforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran dinpioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dalnGuardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e dellanpelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questinsintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine dinmalattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

“,”postId”:”57d8f624-2219-4f17-ac9c-e436820e54db”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:19:46.921Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:19:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio “,”content”:”

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causandei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.nL’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e lanrisposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme alnnuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indicenFtse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% an21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A PiazzanAffari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,nl’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

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Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. Lo riporta l’Associated Press.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

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“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

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Le forze armate israeliane hanno individuato unnnuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

“,”postId”:”3f452017-b0b5-44f5-9bc4-935c86ceda0d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:05:30.505Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:05:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento “,”content”:”

Oro, argento e platino restano sotto fortenpressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurrenl’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in MedionOriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Irannalimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali anmantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% enscivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi deglinultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’nlasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio hanrafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,nspingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persinonulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflittoncon l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidentenDonald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane senlo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito chencolpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso inncui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In fortencalo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’ndell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Lenvendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crollandi oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo deinmetalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra nonnsta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timorinper energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioninfinanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressionensulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anchenattraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

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La Cina ha avvertito del rischio che lansituazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se ilnpresidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minacciandi distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra sindiffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’interanregione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, handichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esterincinese Lin Jian.

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Per l’Iran, il segretario generale della Nato,nMark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira lanbase anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretariongenerale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membrindell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loronguerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recentendisinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto dinqueste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, hanscritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un postnsu X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

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Sei persone sono rimaste ferite in due attacchinmirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citandonl’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale dellanProtezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nelnbombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in unnparco di Rabe Rashidi.

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La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

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Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

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“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.n     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.n     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.n      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.n     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.n    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

“,”postId”:”9d3826c3-279f-40eb-a663-2914b2ed84c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:43:29.579Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno””,”content”:”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

“,”postId”:”9196e183-c452-4a27-9fe1-bf2214877fd3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:42:23.849Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:42:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele””,”content”:”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.n    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

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Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

“,”postId”:”a218a985-8628-47d3-a350-7e0fbde77c73″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:22:14.484Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:22:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait”,”content”:”

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dainmedia iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopranl’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

“,”postId”:”404e8ec7-0049-4073-a38f-e647ff14f5bc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:20:07.916Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:20:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari”,”content”:”

Euro debole nei primi scambi della mattinata poconsopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollarin(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% innfavore del biglietto verde.

“,”postId”:”4d825985-868b-4136-9697-073919167650″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:58.131Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione””,”content”:”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

“,”postId”:”4f8d265b-8078-4753-8594-f639922b1319″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:28.520Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora”,”content”:”

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

“,”postId”:”87ece75d-d638-44eb-8968-b06f3ed680e4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:10:44.835Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:10:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari”,”content”:”

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

“,”postId”:”be6d70e9-8f7c-48f4-9186-ecb5e68a0d4c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:09:41.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:09:41+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati””,”content”:”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

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Durissima presa di posizione degli Emirati ArabinUniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solonil Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,npotente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,nnegli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sononle istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte lanLega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostrinPaesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressioneniraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scrittonsu X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguitondel declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana enoccidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partnernper tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempindi difficolta’?”, ha aggiunto.

“,”postId”:”31a1bf75-f8fa-40a1-9335-189e8186d535″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:03:43.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:03:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari “,”content”:”

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

“,”postId”:”a3ae4a9b-b450-4059-b3db-f21076cc9f00″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:02:01.597Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:02:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto”,”content”:”

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri assetnpiu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scossondall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per unnallargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. Innquesto quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto megliondell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativonil bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, ilnBitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallonha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio endi un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, hanbeneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e delnritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massiminrecord di ottobre.

“,”postId”:”e792d216-aa32-4aa8-b254-53155bddf0ee”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:00:49.057Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:00:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania””,”content”:”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

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Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’nquesta sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lonriferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48nore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le retinenergetiche iraniane.

“,”postId”:”c9dad9d7-3a48-40ea-a9e5-c8498705424c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:46:23.236Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:46:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni””,”content”:”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramentenIsraele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,nspecialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati pernuna lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,nmembro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.n”Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione dinvietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,nha aggiunto.

“,”postId”:”0c0a5fb1-0e8a-4469-b7a4-32eabaca567e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:43:43.894Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:43:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica””,”content”:”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

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Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

“,”postId”:”1585d4dc-45b0-4391-bc62-646b6d246760″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:17:02.974Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:17:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane”,”content”:”

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,nestendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsindel conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumentanla pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,nanche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Ilnconflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali dinallentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi controncentrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,nmentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi enisraeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprieninfrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha personoltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato intimori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare unanpausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte dellenprincipali banche centrali.

“,”postId”:”bc64faed-0e5f-45a0-9fb8-25efffd8a153″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:16:36.869Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:16:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran””,”content”:”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

“,”postId”:”aa10d33e-8c64-4001-86ba-b12d97f951d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:15:18.923Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:15:18+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6% “,”content”:”

Le Borse asiatiche aprono la settimana in fortencalo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tranStati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli assetnpiu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump anTeheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiorinfigurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra inPaesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniturenenergetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, chenalimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centralincostrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkeincede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando lanflessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche lanprospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, doponla nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della bancancentrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni danfalco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischininflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:na Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici dinShanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

“,”postId”:”38b28194-c4f7-421e-a68d-5ecf3f0ed2aa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:14:33.482Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:14:33+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti””,”content”:”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerranall’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nascondenagli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’nEbrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militarenKhatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvaginpolitici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito unangrande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazionenmusulmana della regione come scudi umani per le loro politichensconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.n”Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra chenavete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenetendall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre dinmorti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Senil vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e deinferiti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo entimoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedirenai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostronstesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figlina morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidentend’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questanguerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, haninsistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potentinforze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e aveteniniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potutonimmaginare una sconfitta cosi’ totale”.

“,”postId”:”3eaa1103-5405-484f-a4ca-5f6e260d9eb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:05:01.653Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:05:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo””,”content”:”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sonontornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoinimpianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avetenattaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostrenscuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo retinenergetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,nsi legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

“,”postId”:”1709e316-4f3f-4f42-bbe2-fa587f6fbd48″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:04:34.307Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:04:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio””,”content”:”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

“,”postId”:”de556cac-b3c8-4c22-beef-76f634161be3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:39.565Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran”,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

“,”postId”:”8d9153b0-3214-444c-b055-4594ecb6d649″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:07.917Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O. “,”content”:”

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

“,”postId”:”53964bc9-af95-47f5-82e9-84305b9bf92d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:43:28.398Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:43:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime “,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.

Approfondimenti:

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Trump: “Colloqui anche ieri sera, non capisco media iraniani”

L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

Media israeliani: “Usa e Iran lavorano a prima intesa per riaprire Hormuz”

Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

Mimit, monitoraggio importazioni materie prime strategiche da area Golfo

Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

Axios: “Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi”

Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

Cnn: “Qatar non coinvolto in tentativi di mediazione Iran-Usa”

Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

Idf: “Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani”

Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

Londra dopo post Trump: “Bene ogni notizia di colloqui proficui”

“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

Iran, Quartapelle (Pd): “In 33 per patrocinio condannati a morte”

“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

Washintgon Post: “Esportatori gas naturale Usa emergono come vincitori conflitto”

Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

Teheran: “No dialogo con Usa, parole Trump per ridurre prezzi energia”

L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

Commissione a stati, avviare stoccaggi di gas

Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

Il prezzo del gas scivola a 57 euro dopo tregua annunciata da Trump

Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

Idf: “Nuova ondata di attacchi contro infrastrutture a Teheran”

L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

Ue: “Di Maio attivo in diplomazia Golfo”

L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

Iran, ucciso in raid docente energia elettrica

Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

Mosca: “Colloquio telefonico Tra i ministri degli Esteri russo e iraniano”

Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

Teheran: “Nessun negoziato con Usa. Trump ha avuto paura”

L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

Media: “Netanyahu non risponde a richieste commento annuncio Trump”

L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

Emirati, ‘dove sono Lega Araba e grandi Paesi regione?’

Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

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Dopo l’annuncio di Trump, silenzio da parte di Netanyahu

Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

Araghchi sente Lavrov: “Grazie per il sostegno”

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

Un civile ucciso in raid dell’Idf nel sud del Libano

Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

Oman: “Al lavoro per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”

“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

©Ansa

Prezzi del petrolio in forte calo dopo il rinvio dell’ultimatum di Trump

I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

Iran, Nyt: “Il Mossad aveva un piano per rovesciare il regime a inizio guerra fomentando l’opposizione”

Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

Cina: “Rischio caos totale in Medio Oriente”

Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

Trump: “Gli Usa rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui molto buoni”

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

Media: “Massicci attacchi su Teheran”

Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

La portaerei Usa Gerald Ford arriva a Cipro

La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

Berlino: “Missione su Hormuz? Il nostro contributo dopo la fine della guerra”

“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

I Pasdaran: “Il nemico sappia di nuove sorprese in arrivo, nessuna resa”

Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

Rutte: “22 Paesi uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz”. VIDEO

Starmer: “No indicazioni che Gb sia nel mirino di Teheran”

Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

Starmer

©IPA/Fotogramma

Allerta mondiale Usa ai suoi cittadini: “Iran e proxy potrebbero colpirvi”

Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

Cremlino: “Ultimatum di Trump? Via politica e diplomatica per de-escalation”

Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

Iran, Israele a Sanchez: “Tue parole su missili sparati da regime”

“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti
ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili
in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le
tue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministero
degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono
attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di
Israele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv –
che l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

Coppia Gb in carcere in Iran accusa governo Starmer: “Ci ha abbandonato”

Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

Iran: attaccata base irachena forze Mobilitazione popolare

Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereo
statunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze di
Mobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia di
Salahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

La Cina limita gli aumenti dei prezzi dei carburanti

La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

Media: “Mojtaba Khamenei ferito, isolato e non risponde ai messaggi”

Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

Magistratura iraniana: “Nessuna clemenza con i traditori”

Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

Iran, Cremlino: “Possibile solo soluzione diplomatica”

Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostare
molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa
e’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare la
situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, ha
sottolineato Peskov.

Media: “2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano”

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.
         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.
     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

La guerra in Medio Oriente potrebbe rallentare la produzione di semiconduttori

Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

Iran, Pasdaran attaccano postazioni separatisti a Erbil

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno
sferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste a
Erbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

Borsa: Europa sotto pressione con l’escalation in Iran, Milano -2,5%

Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

Analisti: con rischio energia, periodo prolungata instabilità mercati

Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

Libano, Idf: “Civile nel nord Israele ucciso da nostro fuoco”

Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civile
israeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supporto
delle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato il
comandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ed
errori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.
“Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata e
senza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili di
artiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’
contro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico per
l’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglia
Moskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicato
l’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quanto
riferiscono diversi media online, su account social legato al movimento
filo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assunto
gia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam e
Liegi.

Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.
Per le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.
”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’anno
non abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale a
Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi
Santi della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare e
prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino
comunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni della
Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e al
Santo Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi degli
ultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. In
costante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiese
cristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremo
celebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre
Chiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibile
fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindi
costretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa che
aggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e i
sacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibile
per incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle
celebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tutto
per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue il
Patriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28
marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della
serenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.
“Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, pur
essendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amore
di Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)
ha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penale
internazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condanna
della guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.
L’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionali
Razieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misure
legali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal canto
suo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressione
anti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui la
Federazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionale
della Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-Hossein
Kolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cui
centri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchi
aerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarie
internazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case e
19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate negli
attacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpito
24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,
sanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3
elicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vite
umane”.

Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,
penalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dal
rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione e
crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha
lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesante
dell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e le
Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il
3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresi
Australia e India.

Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciato
che trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto di
Aqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’
stata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti che
limita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroporto
Ben Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo non
consente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a una
chiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per New
York, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto di
Aqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aerea
di bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioni
da Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nel
sud di Israele.

Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion

La compagnia di bandiera israeliana el Al sta
valutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che il
ministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lo
riferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra con
l’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, ha
chiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ di
Eilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa
o le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la procedura
militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee
di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine
marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si legge
el comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero Golfo
Persico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz
per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,
l’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ che
ricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100
sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60
e’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

Pechino: “Nuovo attacchi in Medio Oriente porterebbero a situazione incontrollabile”

La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti di
attraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si legge
nella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, le
sue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino alla
morte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della Rivoluzione
Islamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio

Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui
depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere
sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta
il Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo dei
bombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ con
inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidride
solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di
pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal
Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della
pelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi
sintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine di
malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causa
dei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.
L’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e la
risposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme al
nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indice
Ftse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% a
21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A Piazza
Affari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,
l’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

Iran, media: Consiglio Difesa “se invasi mineremo il Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. Lo riporta l’Associated Press.

Mosca: “Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

Premier iracheno: “Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare”

“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

Iran, Idf: “Nuovo lancio missili su Israele”

Le forze armate israeliane hanno individuato un
nuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento

Oro, argento e platino restano sotto forte
pressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurre
l’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in Medio
Oriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Iran
alimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali a
mantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% e
scivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi degli
ultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’
lasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio ha
rafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,
spingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persino
ulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflitto
con l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidente
Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se
lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito che
colpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in
cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In forte
calo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’
dell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Le
vendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crolla
di oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo dei
metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non
sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori
per energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioni
finanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione
sulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anche
attraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

Iran, Cina: “Regione rischia di andare fuori controllo”

La Cina ha avvertito del rischio che la
situazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minaccia
di distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra si
diffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’intera
regione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, ha
dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri
cinese Lin Jian.

Iran, Teheran: “Nemmeno Nato avalla bugie Israele su Diego Garcia”

Per l’Iran, il segretario generale della Nato,
Mark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira la
base anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretario
generale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membri
dell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loro
guerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recente
disinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto di
queste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, ha
scritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un post
su X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

Mosca: “Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto del Medio Oriente”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

Iran, media: “Sei morti in attacchi mirati a Tabriz”

Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi
mirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citando
l’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della
Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel
bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un
parco di Rabe Rashidi.

Borsa: Tokyo, chiusura in netto calo (-3,48%)

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

Tricarico: “I missili iraniani hanno sorpreso tutti”

Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

Kepel: “Pericoli enormi, ci avviciniamo all’uso dell’atomica”

“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.
     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.
     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.
      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.
     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.
    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.
    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

Borsa: l’Asia cade con Tokyo e Seul, l’Europa attesa in rosso

Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dai
media iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopra
l’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari

Euro debole nei primi scambi della mattinata poco
sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollari
(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% in
favore del biglietto verde.

CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

Iran, Emirati contro Lega Araba e Oci: “Dove siete nel bisogno?”

Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi
Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo
il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,
potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,
negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono
le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la
Lega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri
Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione
iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scritto
su X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguito
del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e
occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner
per tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempi
di difficolta’?”, ha aggiunto.

Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri asset
piu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scosso
dall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per un
allargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. In
questo quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto meglio
dell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativo
il bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, il
Bitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallo
ha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio e
di un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, ha
beneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e del
ritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massimi
record di ottobre.

Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’
questa sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo
riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48
ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le reti
energetiche iraniane.

Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramente
Israele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,
specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per
una lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,
membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.
“Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione di
vietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,
ha aggiunto.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

Trump: pace attraverso la forza. Per usare eufemismo

Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,
estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsi
del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumenta
la pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,
anche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Il
conflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di
allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro
centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,
mentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi e
israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie
infrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha perso
oltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato i
timori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare una
pausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte delle
principali banche centrali.

Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6%

Le Borse asiatiche aprono la settimana in forte
calo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tra
Stati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli asset
piu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump a
Teheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiori
figurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra i
Paesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniture
energetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, che
alimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centrali
costrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkei
cede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando la
flessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche la
prospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, dopo
la nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della banca
centrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni da
falco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischi
inflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:
a Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici di
Shanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerra
all’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde
agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’
Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare
Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvagi
politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una
grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione
musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche
sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.
“Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che
avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete
dall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di
morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se
il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei
feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e
timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire
ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro
stesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figli
a morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente
d’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa
guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, ha
insistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti
forze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete
iniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto
immaginare una sconfitta cosi’ totale”.

Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono
tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi
impianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete
attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre
scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti
energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,
si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.n

Approfondimenti:

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L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

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Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

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Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

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Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

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Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

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Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

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“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

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“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

n”,”postId”:”bdaf6541-68da-4631-903e-7c0ab750d8d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:29.840Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

“,”postId”:”add45958-858c-493a-88e2-d33a052aaeb5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:06.824Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran””,”content”:”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

n”,”postId”:”f110c6b1-999e-492f-b8d7-0536916d15be”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:41:55.899Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:41:55+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran”,”content”:”

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

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Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

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“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

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Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

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L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

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Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

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Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

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L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

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L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

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Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

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Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

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L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

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“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

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L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

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Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

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E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

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Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

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Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

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Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

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Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

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“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

“,”postId”:”a89f40d4-c733-44c6-bb72-2152afa47816″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T11:41:00.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T12:41:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/8a084c10aaf85e8822c78009e347ae29f716d7ef/skytg24/it/mondo/video/2025/04/09/trump-kiss-my-ass/trump_kiss_my_ass_culo_ANSA.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana””,”content”:”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

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I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

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Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

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Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

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Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

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“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

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Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

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Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

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La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

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“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

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Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

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Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

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Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

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Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

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Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

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Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

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“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani tinringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civilinin Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e lentue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministerondegli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedononattaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra dinIsraele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv -nche l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

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Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

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Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereonstatunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze dinMobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia dinSalahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

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La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

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Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

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Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

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Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostarenmolto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questane’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare lansituazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, hansottolineato Peskov.

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Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.n         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.n     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

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Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

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Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

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I Guardiani della Rivoluzione iraniani hannonsferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste anErbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

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Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

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Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

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Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civilenisraeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supportondelle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato ilncomandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ednerrori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.n”Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata ensenza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili dinartiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’ncontro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico pernl’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglianMoskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

“,”postId”:”5a021df7-c51f-47e5-bf71-e8158e1b8268″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:29:10.654Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:29:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia”,”content”:”

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

“,”postId”:”09f9f6f6-18de-47d0-b70f-1d94fb1d7b54″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:27:09.087Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:27:09+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra””,”content”:”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicatonl’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quantonriferiscono diversi media online, su account social legato al movimentonfilo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assuntongia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam enLiegi.

“,”postId”:”0dfc34f7-8b29-4655-b9c0-fc1f03602f6c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:13:31.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:13:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale””,”content”:”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.nPer le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.n”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

“,”postId”:”aac0ea27-d3e5-4d5f-81c5-8cc8c0f30941″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:45.813Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:45+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme””,”content”:”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’annonnon abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale anGerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei LuoghinSanti della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare enprepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del camminoncomunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni dellanSettimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e alnSanto Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi deglinultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. Inncostante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiesencristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremoncelebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostrenChiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibilenfornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindincostretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa chenaggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e insacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibilenper incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli allencelebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tuttonper i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue ilnPatriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28nmarzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e dellanserenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.n”Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, purnessendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amorendi Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

“,”postId”:”b9298001-8823-44a1-bde3-38dfdf923cfd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:10.005Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi””,”content”:”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

“,”postId”:”a8018b30-76f9-4507-9334-fb27d51f9368″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:44.429Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco””,”content”:”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)nha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penaleninternazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condannandella guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.nL’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionalinRazieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misurenlegali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal cantonsuo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressionenanti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui lanFederazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionalendella Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-HosseinnKolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cuincentri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchinaerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarieninternazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case en19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate neglinattacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpiton24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,nsanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3nelicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vitenumane”.

“,”postId”:”f77ca184-1ed3-40ca-b97d-0e8fd1790919″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:14.389Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%”,”content”:”

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,npenalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dalnrialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione encrescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi hanlasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesantendell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e lenBorse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen iln3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresinAustralia e India.

“,”postId”:”bcdbce58-22ce-43c7-97a1-e016115213ca”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:01:00.127Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:01:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania”,”content”:”

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciatonche trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto dinAqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’nstata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti chenlimita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroportonBen Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo nonnconsente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a unanchiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per NewnYork, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto dinAqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aereandi bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioninda Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nelnsud di Israele.

“,”postId”:”3ba5305e-1614-4c2d-a6e2-126d02c16b5e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:50:35.856Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:50:35+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico””,”content”:”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

“,”postId”:”d99dd0cf-c4e5-4d33-b04c-4545e5a79085″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:45:58.534Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:45:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion “,”content”:”

La compagnia di bandiera israeliana el Al stanvalutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che ilnministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lonriferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra connl’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, hanchiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ dinEilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

“,”postId”:”91ee28f0-d595-4aab-9b65-073f98ed4dc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:47.090Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

“,”postId”:”278c9090-c9fc-4292-b98c-b7334e38e9a8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:21.679Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente””,”content”:”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

“,”postId”:”ff7c2afc-80e5-4acb-939f-f24ea7810bdd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:35:13.823Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:35:13+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente”,”content”:”

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

“,”postId”:”5ad9e3d6-64d5-428f-b966-d87191c19351″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:34:51.541Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:34:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo””,”content”:”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costano le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la proceduranmilitare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le lineendi comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di minenmarine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si leggenel comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero GolfonPersico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuznper un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,nl’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ chenricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100nsminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60ne’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

“,”postId”:”5fb2801c-588e-4b9d-87c0-7282a77ce08c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:29:36.331Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:29:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord””,”content”:”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

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La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

“,”postId”:”e8f4344b-9fdf-4868-aa99-373dd3be9d1d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:25:32.155Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:25:32+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok” “,”content”:”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti dinattraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si leggennella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, lensue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino allanmorte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della RivoluzionenIslamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

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Due settimane dopo i bombardamenti israeliani suindepositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incomberensulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riportanil Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo deinbombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ conninquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidridensolforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran dinpioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dalnGuardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e dellanpelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questinsintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine dinmalattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

“,”postId”:”57d8f624-2219-4f17-ac9c-e436820e54db”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:19:46.921Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:19:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio “,”content”:”

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causandei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.nL’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e lanrisposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme alnnuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indicenFtse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% an21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A PiazzanAffari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,nl’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

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Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. Lo riporta l’Associated Press.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

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“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

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Le forze armate israeliane hanno individuato unnnuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

“,”postId”:”3f452017-b0b5-44f5-9bc4-935c86ceda0d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:05:30.505Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:05:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento “,”content”:”

Oro, argento e platino restano sotto fortenpressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurrenl’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in MedionOriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Irannalimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali anmantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% enscivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi deglinultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’nlasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio hanrafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,nspingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persinonulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflittoncon l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidentenDonald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane senlo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito chencolpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso inncui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In fortencalo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’ndell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Lenvendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crollandi oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo deinmetalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra nonnsta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timorinper energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioninfinanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressionensulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anchenattraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

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La Cina ha avvertito del rischio che lansituazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se ilnpresidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minacciandi distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra sindiffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’interanregione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, handichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esterincinese Lin Jian.

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Per l’Iran, il segretario generale della Nato,nMark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira lanbase anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretariongenerale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membrindell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loronguerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recentendisinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto dinqueste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, hanscritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un postnsu X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

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Sei persone sono rimaste ferite in due attacchinmirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citandonl’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale dellanProtezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nelnbombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in unnparco di Rabe Rashidi.

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La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

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Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

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“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.n     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.n     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.n      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.n     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.n    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

“,”postId”:”9d3826c3-279f-40eb-a663-2914b2ed84c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:43:29.579Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno””,”content”:”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

“,”postId”:”9196e183-c452-4a27-9fe1-bf2214877fd3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:42:23.849Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:42:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele””,”content”:”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.n    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

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Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

“,”postId”:”a218a985-8628-47d3-a350-7e0fbde77c73″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:22:14.484Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:22:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait”,”content”:”

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dainmedia iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopranl’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

“,”postId”:”404e8ec7-0049-4073-a38f-e647ff14f5bc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:20:07.916Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:20:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari”,”content”:”

Euro debole nei primi scambi della mattinata poconsopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollarin(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% innfavore del biglietto verde.

“,”postId”:”4d825985-868b-4136-9697-073919167650″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:58.131Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione””,”content”:”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

“,”postId”:”4f8d265b-8078-4753-8594-f639922b1319″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:28.520Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora”,”content”:”

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

“,”postId”:”87ece75d-d638-44eb-8968-b06f3ed680e4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:10:44.835Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:10:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari”,”content”:”

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

“,”postId”:”be6d70e9-8f7c-48f4-9186-ecb5e68a0d4c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:09:41.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:09:41+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati””,”content”:”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

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Durissima presa di posizione degli Emirati ArabinUniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solonil Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,npotente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,nnegli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sononle istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte lanLega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostrinPaesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressioneniraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scrittonsu X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguitondel declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana enoccidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partnernper tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempindi difficolta’?”, ha aggiunto.

“,”postId”:”31a1bf75-f8fa-40a1-9335-189e8186d535″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:03:43.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:03:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari “,”content”:”

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

“,”postId”:”a3ae4a9b-b450-4059-b3db-f21076cc9f00″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:02:01.597Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:02:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto”,”content”:”

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri assetnpiu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scossondall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per unnallargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. Innquesto quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto megliondell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativonil bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, ilnBitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallonha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio endi un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, hanbeneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e delnritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massiminrecord di ottobre.

“,”postId”:”e792d216-aa32-4aa8-b254-53155bddf0ee”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:00:49.057Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:00:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania””,”content”:”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

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Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’nquesta sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lonriferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48nore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le retinenergetiche iraniane.

“,”postId”:”c9dad9d7-3a48-40ea-a9e5-c8498705424c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:46:23.236Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:46:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni””,”content”:”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramentenIsraele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,nspecialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati pernuna lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,nmembro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.n”Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione dinvietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,nha aggiunto.

“,”postId”:”0c0a5fb1-0e8a-4469-b7a4-32eabaca567e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:43:43.894Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:43:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica””,”content”:”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

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Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

“,”postId”:”1585d4dc-45b0-4391-bc62-646b6d246760″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:17:02.974Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:17:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane”,”content”:”

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,nestendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsindel conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumentanla pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,nanche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Ilnconflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali dinallentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi controncentrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,nmentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi enisraeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprieninfrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha personoltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato intimori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare unanpausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte dellenprincipali banche centrali.

“,”postId”:”bc64faed-0e5f-45a0-9fb8-25efffd8a153″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:16:36.869Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:16:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran””,”content”:”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

“,”postId”:”aa10d33e-8c64-4001-86ba-b12d97f951d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:15:18.923Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:15:18+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6% “,”content”:”

Le Borse asiatiche aprono la settimana in fortencalo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tranStati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli assetnpiu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump anTeheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiorinfigurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra inPaesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniturenenergetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, chenalimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centralincostrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkeincede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando lanflessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche lanprospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, doponla nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della bancancentrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni danfalco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischininflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:na Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici dinShanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

“,”postId”:”38b28194-c4f7-421e-a68d-5ecf3f0ed2aa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:14:33.482Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:14:33+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti””,”content”:”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerranall’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nascondenagli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’nEbrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militarenKhatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvaginpolitici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito unangrande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazionenmusulmana della regione come scudi umani per le loro politichensconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.n”Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra chenavete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenetendall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre dinmorti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Senil vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e deinferiti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo entimoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedirenai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostronstesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figlina morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidentend’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questanguerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, haninsistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potentinforze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e aveteniniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potutonimmaginare una sconfitta cosi’ totale”.

“,”postId”:”3eaa1103-5405-484f-a4ca-5f6e260d9eb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:05:01.653Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:05:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo””,”content”:”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sonontornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoinimpianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avetenattaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostrenscuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo retinenergetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,nsi legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

“,”postId”:”1709e316-4f3f-4f42-bbe2-fa587f6fbd48″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:04:34.307Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:04:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio””,”content”:”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

“,”postId”:”de556cac-b3c8-4c22-beef-76f634161be3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:39.565Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran”,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

“,”postId”:”8d9153b0-3214-444c-b055-4594ecb6d649″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:07.917Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O. “,”content”:”

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

“,”postId”:”53964bc9-af95-47f5-82e9-84305b9bf92d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:43:28.398Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:43:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime “,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.

Approfondimenti:

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Trump: “Colloqui anche ieri sera, non capisco media iraniani”

L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

Media israeliani: “Usa e Iran lavorano a prima intesa per riaprire Hormuz”

Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

Mimit, monitoraggio importazioni materie prime strategiche da area Golfo

Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

Axios: “Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi”

Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

Cnn: “Qatar non coinvolto in tentativi di mediazione Iran-Usa”

Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

Idf: “Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani”

Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

Londra dopo post Trump: “Bene ogni notizia di colloqui proficui”

“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

Iran, Quartapelle (Pd): “In 33 per patrocinio condannati a morte”

“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

Washintgon Post: “Esportatori gas naturale Usa emergono come vincitori conflitto”

Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

Teheran: “No dialogo con Usa, parole Trump per ridurre prezzi energia”

L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

Commissione a stati, avviare stoccaggi di gas

Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

Il prezzo del gas scivola a 57 euro dopo tregua annunciata da Trump

Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

Idf: “Nuova ondata di attacchi contro infrastrutture a Teheran”

L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

Ue: “Di Maio attivo in diplomazia Golfo”

L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

Iran, ucciso in raid docente energia elettrica

Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

Mosca: “Colloquio telefonico Tra i ministri degli Esteri russo e iraniano”

Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

Teheran: “Nessun negoziato con Usa. Trump ha avuto paura”

L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

Media: “Netanyahu non risponde a richieste commento annuncio Trump”

L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

Emirati, ‘dove sono Lega Araba e grandi Paesi regione?’

Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

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Dopo l’annuncio di Trump, silenzio da parte di Netanyahu

Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

Araghchi sente Lavrov: “Grazie per il sostegno”

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

Un civile ucciso in raid dell’Idf nel sud del Libano

Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

Oman: “Al lavoro per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”

“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

Trump

©Ansa

Prezzi del petrolio in forte calo dopo il rinvio dell’ultimatum di Trump

I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

Iran, Nyt: “Il Mossad aveva un piano per rovesciare il regime a inizio guerra fomentando l’opposizione”

Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

Cina: “Rischio caos totale in Medio Oriente”

Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

Trump: “Gli Usa rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui molto buoni”

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

Media: “Massicci attacchi su Teheran”

Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

La portaerei Usa Gerald Ford arriva a Cipro

La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

Berlino: “Missione su Hormuz? Il nostro contributo dopo la fine della guerra”

“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

I Pasdaran: “Il nemico sappia di nuove sorprese in arrivo, nessuna resa”

Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

Rutte: “22 Paesi uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz”. VIDEO

Starmer: “No indicazioni che Gb sia nel mirino di Teheran”

Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

Starmer

©IPA/Fotogramma

Allerta mondiale Usa ai suoi cittadini: “Iran e proxy potrebbero colpirvi”

Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

Cremlino: “Ultimatum di Trump? Via politica e diplomatica per de-escalation”

Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

Iran, Israele a Sanchez: “Tue parole su missili sparati da regime”

“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti
ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili
in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le
tue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministero
degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono
attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di
Israele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv –
che l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

Coppia Gb in carcere in Iran accusa governo Starmer: “Ci ha abbandonato”

Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

Iran: attaccata base irachena forze Mobilitazione popolare

Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereo
statunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze di
Mobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia di
Salahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

La Cina limita gli aumenti dei prezzi dei carburanti

La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

Media: “Mojtaba Khamenei ferito, isolato e non risponde ai messaggi”

Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

Magistratura iraniana: “Nessuna clemenza con i traditori”

Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

Iran, Cremlino: “Possibile solo soluzione diplomatica”

Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostare
molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa
e’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare la
situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, ha
sottolineato Peskov.

Media: “2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano”

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.
         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.
     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

La guerra in Medio Oriente potrebbe rallentare la produzione di semiconduttori

Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

Iran, Pasdaran attaccano postazioni separatisti a Erbil

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno
sferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste a
Erbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

Borsa: Europa sotto pressione con l’escalation in Iran, Milano -2,5%

Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

Analisti: con rischio energia, periodo prolungata instabilità mercati

Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

Libano, Idf: “Civile nel nord Israele ucciso da nostro fuoco”

Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civile
israeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supporto
delle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato il
comandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ed
errori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.
“Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata e
senza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili di
artiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’
contro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico per
l’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglia
Moskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicato
l’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quanto
riferiscono diversi media online, su account social legato al movimento
filo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assunto
gia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam e
Liegi.

Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.
Per le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.
”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’anno
non abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale a
Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi
Santi della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare e
prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino
comunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni della
Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e al
Santo Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi degli
ultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. In
costante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiese
cristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremo
celebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre
Chiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibile
fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindi
costretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa che
aggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e i
sacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibile
per incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle
celebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tutto
per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue il
Patriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28
marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della
serenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.
“Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, pur
essendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amore
di Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)
ha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penale
internazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condanna
della guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.
L’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionali
Razieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misure
legali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal canto
suo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressione
anti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui la
Federazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionale
della Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-Hossein
Kolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cui
centri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchi
aerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarie
internazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case e
19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate negli
attacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpito
24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,
sanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3
elicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vite
umane”.

Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,
penalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dal
rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione e
crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha
lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesante
dell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e le
Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il
3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresi
Australia e India.

Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciato
che trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto di
Aqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’
stata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti che
limita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroporto
Ben Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo non
consente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a una
chiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per New
York, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto di
Aqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aerea
di bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioni
da Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nel
sud di Israele.

Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion

La compagnia di bandiera israeliana el Al sta
valutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che il
ministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lo
riferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra con
l’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, ha
chiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ di
Eilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa
o le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la procedura
militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee
di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine
marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si legge
el comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero Golfo
Persico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz
per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,
l’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ che
ricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100
sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60
e’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

Pechino: “Nuovo attacchi in Medio Oriente porterebbero a situazione incontrollabile”

La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti di
attraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si legge
nella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, le
sue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino alla
morte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della Rivoluzione
Islamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio

Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui
depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere
sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta
il Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo dei
bombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ con
inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidride
solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di
pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal
Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della
pelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi
sintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine di
malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causa
dei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.
L’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e la
risposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme al
nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indice
Ftse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% a
21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A Piazza
Affari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,
l’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

Iran, media: Consiglio Difesa “se invasi mineremo il Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. Lo riporta l’Associated Press.

Mosca: “Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

Premier iracheno: “Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare”

“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

Iran, Idf: “Nuovo lancio missili su Israele”

Le forze armate israeliane hanno individuato un
nuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento

Oro, argento e platino restano sotto forte
pressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurre
l’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in Medio
Oriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Iran
alimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali a
mantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% e
scivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi degli
ultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’
lasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio ha
rafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,
spingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persino
ulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflitto
con l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidente
Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se
lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito che
colpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in
cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In forte
calo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’
dell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Le
vendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crolla
di oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo dei
metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non
sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori
per energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioni
finanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione
sulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anche
attraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

Iran, Cina: “Regione rischia di andare fuori controllo”

La Cina ha avvertito del rischio che la
situazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minaccia
di distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra si
diffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’intera
regione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, ha
dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri
cinese Lin Jian.

Iran, Teheran: “Nemmeno Nato avalla bugie Israele su Diego Garcia”

Per l’Iran, il segretario generale della Nato,
Mark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira la
base anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretario
generale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membri
dell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loro
guerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recente
disinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto di
queste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, ha
scritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un post
su X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

Mosca: “Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto del Medio Oriente”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

Iran, media: “Sei morti in attacchi mirati a Tabriz”

Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi
mirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citando
l’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della
Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel
bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un
parco di Rabe Rashidi.

Borsa: Tokyo, chiusura in netto calo (-3,48%)

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

Tricarico: “I missili iraniani hanno sorpreso tutti”

Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

Kepel: “Pericoli enormi, ci avviciniamo all’uso dell’atomica”

“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.
     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.
     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.
      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.
     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.
    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.
    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

Borsa: l’Asia cade con Tokyo e Seul, l’Europa attesa in rosso

Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dai
media iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopra
l’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari

Euro debole nei primi scambi della mattinata poco
sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollari
(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% in
favore del biglietto verde.

CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

Iran, Emirati contro Lega Araba e Oci: “Dove siete nel bisogno?”

Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi
Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo
il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,
potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,
negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono
le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la
Lega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri
Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione
iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scritto
su X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguito
del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e
occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner
per tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempi
di difficolta’?”, ha aggiunto.

Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri asset
piu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scosso
dall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per un
allargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. In
questo quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto meglio
dell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativo
il bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, il
Bitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallo
ha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio e
di un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, ha
beneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e del
ritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massimi
record di ottobre.

Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’
questa sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo
riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48
ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le reti
energetiche iraniane.

Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramente
Israele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,
specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per
una lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,
membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.
“Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione di
vietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,
ha aggiunto.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

Trump: pace attraverso la forza. Per usare eufemismo

Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,
estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsi
del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumenta
la pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,
anche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Il
conflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di
allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro
centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,
mentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi e
israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie
infrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha perso
oltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato i
timori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare una
pausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte delle
principali banche centrali.

Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6%

Le Borse asiatiche aprono la settimana in forte
calo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tra
Stati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli asset
piu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump a
Teheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiori
figurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra i
Paesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniture
energetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, che
alimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centrali
costrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkei
cede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando la
flessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche la
prospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, dopo
la nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della banca
centrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni da
falco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischi
inflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:
a Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici di
Shanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerra
all’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde
agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’
Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare
Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvagi
politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una
grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione
musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche
sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.
“Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che
avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete
dall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di
morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se
il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei
feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e
timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire
ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro
stesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figli
a morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente
d’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa
guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, ha
insistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti
forze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete
iniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto
immaginare una sconfitta cosi’ totale”.

Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono
tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi
impianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete
attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre
scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti
energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,
si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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– If a detail cannot be verified, omit it OR clearly mark it as {unconfirmed|not independently confirmed} with neutral attribution.
– Never guess. Never fabricate. Never invent URLs, sources, quotes, or figures.
– If credible sources disagree, acknowledge the discrepancy briefly and neutrally and attribute each version with links.

TASK
{Rewrite|Rework|Recompose|Recraft} the story in

Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.n

Approfondimenti:

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L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

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Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

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Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

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Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

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Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

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Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

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“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

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“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

n”,”postId”:”bdaf6541-68da-4631-903e-7c0ab750d8d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:29.840Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

“,”postId”:”add45958-858c-493a-88e2-d33a052aaeb5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:06.824Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran””,”content”:”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

n”,”postId”:”f110c6b1-999e-492f-b8d7-0536916d15be”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:41:55.899Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:41:55+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran”,”content”:”

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

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Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

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“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

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Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

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L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

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Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

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Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

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L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

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L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

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Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

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Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

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L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

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“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

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L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

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Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

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E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

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Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

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Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

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Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

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Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

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“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

“,”postId”:”a89f40d4-c733-44c6-bb72-2152afa47816″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T11:41:00.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T12:41:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/8a084c10aaf85e8822c78009e347ae29f716d7ef/skytg24/it/mondo/video/2025/04/09/trump-kiss-my-ass/trump_kiss_my_ass_culo_ANSA.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana””,”content”:”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

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I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

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Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

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Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

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Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

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“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

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Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

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Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

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La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

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“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

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Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

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Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

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Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

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Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

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Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

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Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

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“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani tinringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civilinin Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e lentue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministerondegli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedononattaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra dinIsraele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv -nche l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

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Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

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Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereonstatunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze dinMobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia dinSalahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

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La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

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Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

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Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

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Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostarenmolto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questane’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare lansituazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, hansottolineato Peskov.

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Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.n         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.n     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

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Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

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Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

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I Guardiani della Rivoluzione iraniani hannonsferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste anErbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

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Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

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Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

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Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civilenisraeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supportondelle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato ilncomandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ednerrori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.n”Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata ensenza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili dinartiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’ncontro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico pernl’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglianMoskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

“,”postId”:”5a021df7-c51f-47e5-bf71-e8158e1b8268″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:29:10.654Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:29:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia”,”content”:”

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

“,”postId”:”09f9f6f6-18de-47d0-b70f-1d94fb1d7b54″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:27:09.087Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:27:09+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra””,”content”:”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicatonl’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quantonriferiscono diversi media online, su account social legato al movimentonfilo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assuntongia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam enLiegi.

“,”postId”:”0dfc34f7-8b29-4655-b9c0-fc1f03602f6c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:13:31.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:13:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale””,”content”:”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.nPer le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.n”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

“,”postId”:”aac0ea27-d3e5-4d5f-81c5-8cc8c0f30941″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:45.813Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:45+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme””,”content”:”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’annonnon abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale anGerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei LuoghinSanti della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare enprepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del camminoncomunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni dellanSettimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e alnSanto Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi deglinultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. Inncostante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiesencristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremoncelebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostrenChiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibilenfornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindincostretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa chenaggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e insacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibilenper incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli allencelebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tuttonper i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue ilnPatriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28nmarzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e dellanserenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.n”Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, purnessendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amorendi Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

“,”postId”:”b9298001-8823-44a1-bde3-38dfdf923cfd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:10.005Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi””,”content”:”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

“,”postId”:”a8018b30-76f9-4507-9334-fb27d51f9368″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:44.429Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco””,”content”:”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)nha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penaleninternazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condannandella guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.nL’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionalinRazieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misurenlegali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal cantonsuo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressionenanti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui lanFederazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionalendella Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-HosseinnKolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cuincentri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchinaerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarieninternazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case en19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate neglinattacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpiton24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,nsanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3nelicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vitenumane”.

“,”postId”:”f77ca184-1ed3-40ca-b97d-0e8fd1790919″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:14.389Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%”,”content”:”

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,npenalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dalnrialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione encrescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi hanlasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesantendell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e lenBorse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen iln3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresinAustralia e India.

“,”postId”:”bcdbce58-22ce-43c7-97a1-e016115213ca”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:01:00.127Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:01:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania”,”content”:”

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciatonche trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto dinAqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’nstata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti chenlimita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroportonBen Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo nonnconsente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a unanchiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per NewnYork, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto dinAqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aereandi bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioninda Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nelnsud di Israele.

“,”postId”:”3ba5305e-1614-4c2d-a6e2-126d02c16b5e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:50:35.856Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:50:35+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico””,”content”:”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

“,”postId”:”d99dd0cf-c4e5-4d33-b04c-4545e5a79085″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:45:58.534Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:45:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion “,”content”:”

La compagnia di bandiera israeliana el Al stanvalutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che ilnministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lonriferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra connl’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, hanchiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ dinEilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

“,”postId”:”91ee28f0-d595-4aab-9b65-073f98ed4dc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:47.090Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

“,”postId”:”278c9090-c9fc-4292-b98c-b7334e38e9a8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:21.679Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente””,”content”:”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

“,”postId”:”ff7c2afc-80e5-4acb-939f-f24ea7810bdd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:35:13.823Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:35:13+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente”,”content”:”

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

“,”postId”:”5ad9e3d6-64d5-428f-b966-d87191c19351″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:34:51.541Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:34:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo””,”content”:”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costano le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la proceduranmilitare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le lineendi comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di minenmarine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si leggenel comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero GolfonPersico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuznper un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,nl’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ chenricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100nsminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60ne’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

“,”postId”:”5fb2801c-588e-4b9d-87c0-7282a77ce08c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:29:36.331Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:29:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord””,”content”:”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

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La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

“,”postId”:”e8f4344b-9fdf-4868-aa99-373dd3be9d1d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:25:32.155Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:25:32+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok” “,”content”:”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti dinattraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si leggennella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, lensue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino allanmorte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della RivoluzionenIslamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

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Due settimane dopo i bombardamenti israeliani suindepositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incomberensulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riportanil Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo deinbombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ conninquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidridensolforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran dinpioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dalnGuardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e dellanpelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questinsintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine dinmalattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

“,”postId”:”57d8f624-2219-4f17-ac9c-e436820e54db”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:19:46.921Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:19:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio “,”content”:”

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causandei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.nL’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e lanrisposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme alnnuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indicenFtse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% an21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A PiazzanAffari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,nl’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

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Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. Lo riporta l’Associated Press.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

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“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

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Le forze armate israeliane hanno individuato unnnuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

“,”postId”:”3f452017-b0b5-44f5-9bc4-935c86ceda0d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:05:30.505Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:05:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento “,”content”:”

Oro, argento e platino restano sotto fortenpressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurrenl’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in MedionOriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Irannalimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali anmantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% enscivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi deglinultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’nlasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio hanrafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,nspingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persinonulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflittoncon l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidentenDonald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane senlo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito chencolpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso inncui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In fortencalo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’ndell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Lenvendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crollandi oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo deinmetalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra nonnsta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timorinper energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioninfinanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressionensulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anchenattraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

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La Cina ha avvertito del rischio che lansituazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se ilnpresidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minacciandi distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra sindiffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’interanregione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, handichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esterincinese Lin Jian.

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Per l’Iran, il segretario generale della Nato,nMark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira lanbase anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretariongenerale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membrindell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loronguerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recentendisinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto dinqueste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, hanscritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un postnsu X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

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Sei persone sono rimaste ferite in due attacchinmirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citandonl’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale dellanProtezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nelnbombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in unnparco di Rabe Rashidi.

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La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

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Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

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“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.n     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.n     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.n      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.n     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.n    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

“,”postId”:”9d3826c3-279f-40eb-a663-2914b2ed84c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:43:29.579Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno””,”content”:”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

“,”postId”:”9196e183-c452-4a27-9fe1-bf2214877fd3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:42:23.849Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:42:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele””,”content”:”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.n    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

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Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

“,”postId”:”a218a985-8628-47d3-a350-7e0fbde77c73″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:22:14.484Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:22:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait”,”content”:”

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dainmedia iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopranl’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

“,”postId”:”404e8ec7-0049-4073-a38f-e647ff14f5bc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:20:07.916Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:20:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari”,”content”:”

Euro debole nei primi scambi della mattinata poconsopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollarin(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% innfavore del biglietto verde.

“,”postId”:”4d825985-868b-4136-9697-073919167650″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:58.131Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione””,”content”:”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

“,”postId”:”4f8d265b-8078-4753-8594-f639922b1319″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:28.520Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora”,”content”:”

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

“,”postId”:”87ece75d-d638-44eb-8968-b06f3ed680e4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:10:44.835Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:10:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari”,”content”:”

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

“,”postId”:”be6d70e9-8f7c-48f4-9186-ecb5e68a0d4c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:09:41.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:09:41+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati””,”content”:”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

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Durissima presa di posizione degli Emirati ArabinUniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solonil Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,npotente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,nnegli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sononle istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte lanLega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostrinPaesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressioneniraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scrittonsu X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguitondel declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana enoccidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partnernper tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempindi difficolta’?”, ha aggiunto.

“,”postId”:”31a1bf75-f8fa-40a1-9335-189e8186d535″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:03:43.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:03:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari “,”content”:”

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

“,”postId”:”a3ae4a9b-b450-4059-b3db-f21076cc9f00″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:02:01.597Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:02:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto”,”content”:”

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri assetnpiu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scossondall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per unnallargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. Innquesto quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto megliondell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativonil bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, ilnBitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallonha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio endi un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, hanbeneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e delnritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massiminrecord di ottobre.

“,”postId”:”e792d216-aa32-4aa8-b254-53155bddf0ee”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:00:49.057Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:00:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania””,”content”:”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

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Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’nquesta sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lonriferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48nore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le retinenergetiche iraniane.

“,”postId”:”c9dad9d7-3a48-40ea-a9e5-c8498705424c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:46:23.236Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:46:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni””,”content”:”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramentenIsraele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,nspecialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati pernuna lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,nmembro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.n”Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione dinvietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,nha aggiunto.

“,”postId”:”0c0a5fb1-0e8a-4469-b7a4-32eabaca567e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:43:43.894Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:43:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica””,”content”:”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

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Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

“,”postId”:”1585d4dc-45b0-4391-bc62-646b6d246760″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:17:02.974Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:17:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane”,”content”:”

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,nestendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsindel conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumentanla pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,nanche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Ilnconflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali dinallentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi controncentrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,nmentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi enisraeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprieninfrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha personoltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato intimori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare unanpausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte dellenprincipali banche centrali.

“,”postId”:”bc64faed-0e5f-45a0-9fb8-25efffd8a153″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:16:36.869Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:16:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran””,”content”:”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

“,”postId”:”aa10d33e-8c64-4001-86ba-b12d97f951d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:15:18.923Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:15:18+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6% “,”content”:”

Le Borse asiatiche aprono la settimana in fortencalo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tranStati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli assetnpiu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump anTeheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiorinfigurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra inPaesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniturenenergetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, chenalimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centralincostrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkeincede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando lanflessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche lanprospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, doponla nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della bancancentrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni danfalco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischininflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:na Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici dinShanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

“,”postId”:”38b28194-c4f7-421e-a68d-5ecf3f0ed2aa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:14:33.482Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:14:33+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti””,”content”:”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerranall’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nascondenagli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’nEbrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militarenKhatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvaginpolitici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito unangrande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazionenmusulmana della regione come scudi umani per le loro politichensconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.n”Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra chenavete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenetendall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre dinmorti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Senil vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e deinferiti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo entimoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedirenai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostronstesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figlina morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidentend’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questanguerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, haninsistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potentinforze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e aveteniniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potutonimmaginare una sconfitta cosi’ totale”.

“,”postId”:”3eaa1103-5405-484f-a4ca-5f6e260d9eb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:05:01.653Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:05:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo””,”content”:”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sonontornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoinimpianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avetenattaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostrenscuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo retinenergetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,nsi legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

“,”postId”:”1709e316-4f3f-4f42-bbe2-fa587f6fbd48″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:04:34.307Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:04:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio””,”content”:”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

“,”postId”:”de556cac-b3c8-4c22-beef-76f634161be3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:39.565Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran”,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

“,”postId”:”8d9153b0-3214-444c-b055-4594ecb6d649″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:07.917Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O. “,”content”:”

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

“,”postId”:”53964bc9-af95-47f5-82e9-84305b9bf92d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:43:28.398Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:43:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime “,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.

Approfondimenti:

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Trump: “Colloqui anche ieri sera, non capisco media iraniani”

L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

Media israeliani: “Usa e Iran lavorano a prima intesa per riaprire Hormuz”

Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

Mimit, monitoraggio importazioni materie prime strategiche da area Golfo

Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

Axios: “Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi”

Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

Cnn: “Qatar non coinvolto in tentativi di mediazione Iran-Usa”

Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

Idf: “Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani”

Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

Londra dopo post Trump: “Bene ogni notizia di colloqui proficui”

“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

Iran, Quartapelle (Pd): “In 33 per patrocinio condannati a morte”

“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

Washintgon Post: “Esportatori gas naturale Usa emergono come vincitori conflitto”

Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

Teheran: “No dialogo con Usa, parole Trump per ridurre prezzi energia”

L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

Commissione a stati, avviare stoccaggi di gas

Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

Il prezzo del gas scivola a 57 euro dopo tregua annunciata da Trump

Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

Idf: “Nuova ondata di attacchi contro infrastrutture a Teheran”

L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

Ue: “Di Maio attivo in diplomazia Golfo”

L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

Iran, ucciso in raid docente energia elettrica

Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

Mosca: “Colloquio telefonico Tra i ministri degli Esteri russo e iraniano”

Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

Teheran: “Nessun negoziato con Usa. Trump ha avuto paura”

L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

Media: “Netanyahu non risponde a richieste commento annuncio Trump”

L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

Emirati, ‘dove sono Lega Araba e grandi Paesi regione?’

Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

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Dopo l’annuncio di Trump, silenzio da parte di Netanyahu

Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

Araghchi sente Lavrov: “Grazie per il sostegno”

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

Un civile ucciso in raid dell’Idf nel sud del Libano

Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

Oman: “Al lavoro per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”

“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

Trump

©Ansa

Prezzi del petrolio in forte calo dopo il rinvio dell’ultimatum di Trump

I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

Iran, Nyt: “Il Mossad aveva un piano per rovesciare il regime a inizio guerra fomentando l’opposizione”

Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

Cina: “Rischio caos totale in Medio Oriente”

Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

Trump: “Gli Usa rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui molto buoni”

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

Media: “Massicci attacchi su Teheran”

Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

La portaerei Usa Gerald Ford arriva a Cipro

La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

Berlino: “Missione su Hormuz? Il nostro contributo dopo la fine della guerra”

“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

I Pasdaran: “Il nemico sappia di nuove sorprese in arrivo, nessuna resa”

Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

Rutte: “22 Paesi uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz”. VIDEO

Starmer: “No indicazioni che Gb sia nel mirino di Teheran”

Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

Starmer

©IPA/Fotogramma

Allerta mondiale Usa ai suoi cittadini: “Iran e proxy potrebbero colpirvi”

Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

Cremlino: “Ultimatum di Trump? Via politica e diplomatica per de-escalation”

Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

Iran, Israele a Sanchez: “Tue parole su missili sparati da regime”

“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti
ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili
in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le
tue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministero
degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono
attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di
Israele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv –
che l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

Coppia Gb in carcere in Iran accusa governo Starmer: “Ci ha abbandonato”

Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

Iran: attaccata base irachena forze Mobilitazione popolare

Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereo
statunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze di
Mobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia di
Salahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

La Cina limita gli aumenti dei prezzi dei carburanti

La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

Media: “Mojtaba Khamenei ferito, isolato e non risponde ai messaggi”

Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

Magistratura iraniana: “Nessuna clemenza con i traditori”

Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

Iran, Cremlino: “Possibile solo soluzione diplomatica”

Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostare
molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa
e’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare la
situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, ha
sottolineato Peskov.

Media: “2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano”

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.
         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.
     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

La guerra in Medio Oriente potrebbe rallentare la produzione di semiconduttori

Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

Iran, Pasdaran attaccano postazioni separatisti a Erbil

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno
sferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste a
Erbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

Borsa: Europa sotto pressione con l’escalation in Iran, Milano -2,5%

Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

Analisti: con rischio energia, periodo prolungata instabilità mercati

Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

Libano, Idf: “Civile nel nord Israele ucciso da nostro fuoco”

Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civile
israeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supporto
delle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato il
comandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ed
errori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.
“Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata e
senza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili di
artiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’
contro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico per
l’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglia
Moskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicato
l’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quanto
riferiscono diversi media online, su account social legato al movimento
filo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assunto
gia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam e
Liegi.

Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.
Per le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.
”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’anno
non abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale a
Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi
Santi della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare e
prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino
comunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni della
Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e al
Santo Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi degli
ultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. In
costante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiese
cristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremo
celebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre
Chiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibile
fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindi
costretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa che
aggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e i
sacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibile
per incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle
celebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tutto
per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue il
Patriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28
marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della
serenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.
“Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, pur
essendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amore
di Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)
ha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penale
internazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condanna
della guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.
L’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionali
Razieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misure
legali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal canto
suo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressione
anti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui la
Federazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionale
della Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-Hossein
Kolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cui
centri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchi
aerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarie
internazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case e
19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate negli
attacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpito
24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,
sanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3
elicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vite
umane”.

Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,
penalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dal
rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione e
crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha
lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesante
dell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e le
Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il
3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresi
Australia e India.

Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciato
che trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto di
Aqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’
stata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti che
limita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroporto
Ben Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo non
consente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a una
chiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per New
York, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto di
Aqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aerea
di bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioni
da Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nel
sud di Israele.

Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion

La compagnia di bandiera israeliana el Al sta
valutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che il
ministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lo
riferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra con
l’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, ha
chiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ di
Eilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa
o le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la procedura
militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee
di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine
marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si legge
el comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero Golfo
Persico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz
per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,
l’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ che
ricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100
sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60
e’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

Pechino: “Nuovo attacchi in Medio Oriente porterebbero a situazione incontrollabile”

La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti di
attraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si legge
nella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, le
sue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino alla
morte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della Rivoluzione
Islamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio

Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui
depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere
sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta
il Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo dei
bombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ con
inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidride
solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di
pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal
Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della
pelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi
sintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine di
malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causa
dei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.
L’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e la
risposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme al
nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indice
Ftse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% a
21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A Piazza
Affari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,
l’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

Iran, media: Consiglio Difesa “se invasi mineremo il Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. Lo riporta l’Associated Press.

Mosca: “Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

Premier iracheno: “Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare”

“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

Iran, Idf: “Nuovo lancio missili su Israele”

Le forze armate israeliane hanno individuato un
nuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento

Oro, argento e platino restano sotto forte
pressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurre
l’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in Medio
Oriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Iran
alimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali a
mantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% e
scivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi degli
ultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’
lasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio ha
rafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,
spingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persino
ulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflitto
con l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidente
Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se
lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito che
colpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in
cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In forte
calo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’
dell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Le
vendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crolla
di oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo dei
metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non
sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori
per energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioni
finanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione
sulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anche
attraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

Iran, Cina: “Regione rischia di andare fuori controllo”

La Cina ha avvertito del rischio che la
situazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minaccia
di distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra si
diffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’intera
regione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, ha
dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri
cinese Lin Jian.

Iran, Teheran: “Nemmeno Nato avalla bugie Israele su Diego Garcia”

Per l’Iran, il segretario generale della Nato,
Mark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira la
base anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretario
generale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membri
dell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loro
guerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recente
disinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto di
queste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, ha
scritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un post
su X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

Mosca: “Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto del Medio Oriente”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

Iran, media: “Sei morti in attacchi mirati a Tabriz”

Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi
mirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citando
l’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della
Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel
bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un
parco di Rabe Rashidi.

Borsa: Tokyo, chiusura in netto calo (-3,48%)

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

Tricarico: “I missili iraniani hanno sorpreso tutti”

Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

Kepel: “Pericoli enormi, ci avviciniamo all’uso dell’atomica”

“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.
     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.
     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.
      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.
     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.
    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.
    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

Borsa: l’Asia cade con Tokyo e Seul, l’Europa attesa in rosso

Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dai
media iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopra
l’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari

Euro debole nei primi scambi della mattinata poco
sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollari
(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% in
favore del biglietto verde.

CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

Iran, Emirati contro Lega Araba e Oci: “Dove siete nel bisogno?”

Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi
Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo
il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,
potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,
negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono
le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la
Lega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri
Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione
iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scritto
su X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguito
del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e
occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner
per tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempi
di difficolta’?”, ha aggiunto.

Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri asset
piu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scosso
dall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per un
allargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. In
questo quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto meglio
dell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativo
il bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, il
Bitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallo
ha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio e
di un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, ha
beneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e del
ritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massimi
record di ottobre.

Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’
questa sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo
riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48
ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le reti
energetiche iraniane.

Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramente
Israele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,
specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per
una lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,
membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.
“Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione di
vietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,
ha aggiunto.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

Trump: pace attraverso la forza. Per usare eufemismo

Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,
estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsi
del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumenta
la pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,
anche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Il
conflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di
allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro
centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,
mentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi e
israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie
infrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha perso
oltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato i
timori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare una
pausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte delle
principali banche centrali.

Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6%

Le Borse asiatiche aprono la settimana in forte
calo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tra
Stati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli asset
piu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump a
Teheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiori
figurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra i
Paesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniture
energetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, che
alimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centrali
costrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkei
cede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando la
flessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche la
prospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, dopo
la nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della banca
centrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni da
falco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischi
inflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:
a Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici di
Shanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerra
all’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde
agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’
Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare
Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvagi
politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una
grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione
musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche
sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.
“Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che
avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete
dall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di
morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se
il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei
feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e
timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire
ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro
stesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figli
a morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente
d’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa
guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, ha
insistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti
forze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete
iniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto
immaginare una sconfitta cosi’ totale”.

Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono
tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi
impianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete
attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre
scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti
energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,
si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.n

Approfondimenti:

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L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

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Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

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Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

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Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

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Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

nn”,”postId”:”f26f92a1-e806-44b6-b9c9-103000a84ddb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:45:57.633Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:45:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: “Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani””,”content”:”

Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

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“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

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“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

n”,”postId”:”bdaf6541-68da-4631-903e-7c0ab750d8d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:29.840Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

“,”postId”:”add45958-858c-493a-88e2-d33a052aaeb5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:06.824Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran””,”content”:”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

n”,”postId”:”f110c6b1-999e-492f-b8d7-0536916d15be”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:41:55.899Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:41:55+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran”,”content”:”

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

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Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

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“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

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Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

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L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

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Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

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Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

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L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

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L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

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Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

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Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

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L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

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“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

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L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

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Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

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E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

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Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

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Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

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Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

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Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

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“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

“,”postId”:”a89f40d4-c733-44c6-bb72-2152afa47816″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T11:41:00.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T12:41:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/8a084c10aaf85e8822c78009e347ae29f716d7ef/skytg24/it/mondo/video/2025/04/09/trump-kiss-my-ass/trump_kiss_my_ass_culo_ANSA.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana””,”content”:”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

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I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

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Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

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Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

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Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

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“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

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Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

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Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

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La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

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“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

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Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

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Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

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Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

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Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

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Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

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Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

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“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani tinringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civilinin Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e lentue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministerondegli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedononattaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra dinIsraele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv -nche l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

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Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

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Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereonstatunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze dinMobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia dinSalahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

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La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

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Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

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Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

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Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostarenmolto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questane’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare lansituazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, hansottolineato Peskov.

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Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.n         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.n     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

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Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

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Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

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I Guardiani della Rivoluzione iraniani hannonsferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste anErbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

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Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

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Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

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Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civilenisraeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supportondelle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato ilncomandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ednerrori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.n”Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata ensenza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili dinartiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’ncontro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico pernl’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglianMoskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

“,”postId”:”5a021df7-c51f-47e5-bf71-e8158e1b8268″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:29:10.654Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:29:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia”,”content”:”

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

“,”postId”:”09f9f6f6-18de-47d0-b70f-1d94fb1d7b54″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:27:09.087Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:27:09+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra””,”content”:”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicatonl’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quantonriferiscono diversi media online, su account social legato al movimentonfilo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assuntongia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam enLiegi.

“,”postId”:”0dfc34f7-8b29-4655-b9c0-fc1f03602f6c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:13:31.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:13:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale””,”content”:”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.nPer le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.n”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

“,”postId”:”aac0ea27-d3e5-4d5f-81c5-8cc8c0f30941″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:45.813Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:45+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme””,”content”:”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’annonnon abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale anGerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei LuoghinSanti della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare enprepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del camminoncomunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni dellanSettimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e alnSanto Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi deglinultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. Inncostante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiesencristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremoncelebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostrenChiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibilenfornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindincostretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa chenaggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e insacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibilenper incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli allencelebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tuttonper i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue ilnPatriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28nmarzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e dellanserenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.n”Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, purnessendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amorendi Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

“,”postId”:”b9298001-8823-44a1-bde3-38dfdf923cfd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:10.005Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi””,”content”:”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

“,”postId”:”a8018b30-76f9-4507-9334-fb27d51f9368″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:44.429Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco””,”content”:”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)nha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penaleninternazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condannandella guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.nL’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionalinRazieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misurenlegali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal cantonsuo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressionenanti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui lanFederazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionalendella Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-HosseinnKolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cuincentri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchinaerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarieninternazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case en19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate neglinattacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpiton24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,nsanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3nelicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vitenumane”.

“,”postId”:”f77ca184-1ed3-40ca-b97d-0e8fd1790919″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:14.389Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%”,”content”:”

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,npenalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dalnrialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione encrescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi hanlasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesantendell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e lenBorse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen iln3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresinAustralia e India.

“,”postId”:”bcdbce58-22ce-43c7-97a1-e016115213ca”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:01:00.127Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:01:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania”,”content”:”

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciatonche trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto dinAqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’nstata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti chenlimita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroportonBen Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo nonnconsente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a unanchiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per NewnYork, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto dinAqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aereandi bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioninda Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nelnsud di Israele.

“,”postId”:”3ba5305e-1614-4c2d-a6e2-126d02c16b5e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:50:35.856Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:50:35+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico””,”content”:”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

“,”postId”:”d99dd0cf-c4e5-4d33-b04c-4545e5a79085″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:45:58.534Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:45:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion “,”content”:”

La compagnia di bandiera israeliana el Al stanvalutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che ilnministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lonriferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra connl’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, hanchiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ dinEilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

“,”postId”:”91ee28f0-d595-4aab-9b65-073f98ed4dc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:47.090Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

“,”postId”:”278c9090-c9fc-4292-b98c-b7334e38e9a8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:21.679Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente””,”content”:”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

“,”postId”:”ff7c2afc-80e5-4acb-939f-f24ea7810bdd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:35:13.823Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:35:13+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente”,”content”:”

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

“,”postId”:”5ad9e3d6-64d5-428f-b966-d87191c19351″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:34:51.541Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:34:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo””,”content”:”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costano le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la proceduranmilitare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le lineendi comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di minenmarine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si leggenel comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero GolfonPersico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuznper un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,nl’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ chenricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100nsminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60ne’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

“,”postId”:”5fb2801c-588e-4b9d-87c0-7282a77ce08c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:29:36.331Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:29:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord””,”content”:”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

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La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

“,”postId”:”e8f4344b-9fdf-4868-aa99-373dd3be9d1d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:25:32.155Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:25:32+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok” “,”content”:”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti dinattraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si leggennella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, lensue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino allanmorte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della RivoluzionenIslamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

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Due settimane dopo i bombardamenti israeliani suindepositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incomberensulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riportanil Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo deinbombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ conninquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidridensolforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran dinpioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dalnGuardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e dellanpelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questinsintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine dinmalattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

“,”postId”:”57d8f624-2219-4f17-ac9c-e436820e54db”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:19:46.921Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:19:46+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio “,”content”:”

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causandei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.nL’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e lanrisposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme alnnuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indicenFtse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% an21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A PiazzanAffari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,nl’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

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Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. Lo riporta l’Associated Press.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

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“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

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Le forze armate israeliane hanno individuato unnnuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

“,”postId”:”3f452017-b0b5-44f5-9bc4-935c86ceda0d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:05:30.505Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:05:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento “,”content”:”

Oro, argento e platino restano sotto fortenpressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurrenl’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in MedionOriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Irannalimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali anmantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% enscivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi deglinultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’nlasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio hanrafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,nspingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persinonulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflittoncon l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidentenDonald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane senlo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito chencolpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso inncui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In fortencalo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’ndell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Lenvendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crollandi oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo deinmetalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra nonnsta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timorinper energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioninfinanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressionensulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anchenattraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

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La Cina ha avvertito del rischio che lansituazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se ilnpresidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minacciandi distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra sindiffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’interanregione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, handichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esterincinese Lin Jian.

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Per l’Iran, il segretario generale della Nato,nMark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira lanbase anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretariongenerale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membrindell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loronguerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recentendisinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto dinqueste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, hanscritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un postnsu X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

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Sei persone sono rimaste ferite in due attacchinmirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citandonl’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale dellanProtezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nelnbombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in unnparco di Rabe Rashidi.

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La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

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Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

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“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.n     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.n     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.n      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.n     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.n    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

“,”postId”:”9d3826c3-279f-40eb-a663-2914b2ed84c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:43:29.579Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno””,”content”:”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

“,”postId”:”9196e183-c452-4a27-9fe1-bf2214877fd3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:42:23.849Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:42:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele””,”content”:”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.n    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

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Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

“,”postId”:”a218a985-8628-47d3-a350-7e0fbde77c73″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:22:14.484Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:22:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait”,”content”:”

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dainmedia iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopranl’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

“,”postId”:”404e8ec7-0049-4073-a38f-e647ff14f5bc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:20:07.916Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:20:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari”,”content”:”

Euro debole nei primi scambi della mattinata poconsopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollarin(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% innfavore del biglietto verde.

“,”postId”:”4d825985-868b-4136-9697-073919167650″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:58.131Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione””,”content”:”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

“,”postId”:”4f8d265b-8078-4753-8594-f639922b1319″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:28.520Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora”,”content”:”

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

“,”postId”:”87ece75d-d638-44eb-8968-b06f3ed680e4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:10:44.835Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:10:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari”,”content”:”

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

“,”postId”:”be6d70e9-8f7c-48f4-9186-ecb5e68a0d4c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:09:41.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:09:41+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati””,”content”:”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

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Durissima presa di posizione degli Emirati ArabinUniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solonil Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,npotente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,nnegli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sononle istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte lanLega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostrinPaesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressioneniraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scrittonsu X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguitondel declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana enoccidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partnernper tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempindi difficolta’?”, ha aggiunto.

“,”postId”:”31a1bf75-f8fa-40a1-9335-189e8186d535″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:03:43.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:03:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari “,”content”:”

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

“,”postId”:”a3ae4a9b-b450-4059-b3db-f21076cc9f00″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:02:01.597Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:02:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto”,”content”:”

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri assetnpiu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scossondall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per unnallargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. Innquesto quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto megliondell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativonil bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, ilnBitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallonha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio endi un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, hanbeneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e delnritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massiminrecord di ottobre.

“,”postId”:”e792d216-aa32-4aa8-b254-53155bddf0ee”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:00:49.057Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:00:49+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania””,”content”:”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

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Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’nquesta sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lonriferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48nore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le retinenergetiche iraniane.

“,”postId”:”c9dad9d7-3a48-40ea-a9e5-c8498705424c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:46:23.236Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:46:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni””,”content”:”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramentenIsraele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,nspecialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati pernuna lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,nmembro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.n”Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione dinvietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,nha aggiunto.

“,”postId”:”0c0a5fb1-0e8a-4469-b7a4-32eabaca567e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:43:43.894Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:43:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica””,”content”:”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

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Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

“,”postId”:”1585d4dc-45b0-4391-bc62-646b6d246760″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:17:02.974Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:17:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane”,”content”:”

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,nestendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsindel conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumentanla pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,nanche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Ilnconflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali dinallentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi controncentrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,nmentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi enisraeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprieninfrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha personoltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato intimori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare unanpausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte dellenprincipali banche centrali.

“,”postId”:”bc64faed-0e5f-45a0-9fb8-25efffd8a153″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:16:36.869Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:16:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran””,”content”:”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

“,”postId”:”aa10d33e-8c64-4001-86ba-b12d97f951d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:15:18.923Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:15:18+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6% “,”content”:”

Le Borse asiatiche aprono la settimana in fortencalo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tranStati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli assetnpiu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump anTeheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiorinfigurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra inPaesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniturenenergetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, chenalimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centralincostrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkeincede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando lanflessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche lanprospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, doponla nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della bancancentrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni danfalco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischininflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:na Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici dinShanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

“,”postId”:”38b28194-c4f7-421e-a68d-5ecf3f0ed2aa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:14:33.482Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:14:33+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti””,”content”:”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerranall’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nascondenagli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’nEbrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militarenKhatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvaginpolitici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito unangrande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazionenmusulmana della regione come scudi umani per le loro politichensconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.n”Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra chenavete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenetendall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre dinmorti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Senil vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e deinferiti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo entimoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedirenai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostronstesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figlina morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidentend’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questanguerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, haninsistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potentinforze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e aveteniniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potutonimmaginare una sconfitta cosi’ totale”.

“,”postId”:”3eaa1103-5405-484f-a4ca-5f6e260d9eb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:05:01.653Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:05:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo””,”content”:”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sonontornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoinimpianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avetenattaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostrenscuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo retinenergetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,nsi legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

“,”postId”:”1709e316-4f3f-4f42-bbe2-fa587f6fbd48″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:04:34.307Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:04:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio””,”content”:”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

“,”postId”:”de556cac-b3c8-4c22-beef-76f634161be3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:39.565Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran”,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

“,”postId”:”8d9153b0-3214-444c-b055-4594ecb6d649″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:07.917Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:07+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O. “,”content”:”

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

“,”postId”:”53964bc9-af95-47f5-82e9-84305b9bf92d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:43:28.398Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:43:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime “,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.

Approfondimenti:

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Trump: “Colloqui anche ieri sera, non capisco media iraniani”

L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

Media israeliani: “Usa e Iran lavorano a prima intesa per riaprire Hormuz”

Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

Mimit, monitoraggio importazioni materie prime strategiche da area Golfo

Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

Axios: “Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi”

Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

Cnn: “Qatar non coinvolto in tentativi di mediazione Iran-Usa”

Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

Idf: “Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani”

Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

Londra dopo post Trump: “Bene ogni notizia di colloqui proficui”

“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

Iran, Quartapelle (Pd): “In 33 per patrocinio condannati a morte”

“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

Washintgon Post: “Esportatori gas naturale Usa emergono come vincitori conflitto”

Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

Teheran: “No dialogo con Usa, parole Trump per ridurre prezzi energia”

L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

Commissione a stati, avviare stoccaggi di gas

Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

Il prezzo del gas scivola a 57 euro dopo tregua annunciata da Trump

Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

Idf: “Nuova ondata di attacchi contro infrastrutture a Teheran”

L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

Ue: “Di Maio attivo in diplomazia Golfo”

L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

Iran, ucciso in raid docente energia elettrica

Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

Mosca: “Colloquio telefonico Tra i ministri degli Esteri russo e iraniano”

Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

Teheran: “Nessun negoziato con Usa. Trump ha avuto paura”

L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

Media: “Netanyahu non risponde a richieste commento annuncio Trump”

L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

Emirati, ‘dove sono Lega Araba e grandi Paesi regione?’

Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

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Dopo l’annuncio di Trump, silenzio da parte di Netanyahu

Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

Araghchi sente Lavrov: “Grazie per il sostegno”

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

Un civile ucciso in raid dell’Idf nel sud del Libano

Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

Oman: “Al lavoro per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”

“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

Trump

©Ansa

Prezzi del petrolio in forte calo dopo il rinvio dell’ultimatum di Trump

I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

Iran, Nyt: “Il Mossad aveva un piano per rovesciare il regime a inizio guerra fomentando l’opposizione”

Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

Cina: “Rischio caos totale in Medio Oriente”

Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

Trump: “Gli Usa rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui molto buoni”

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

Media: “Massicci attacchi su Teheran”

Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

La portaerei Usa Gerald Ford arriva a Cipro

La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

Berlino: “Missione su Hormuz? Il nostro contributo dopo la fine della guerra”

“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

I Pasdaran: “Il nemico sappia di nuove sorprese in arrivo, nessuna resa”

Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

Rutte: “22 Paesi uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz”. VIDEO

Starmer: “No indicazioni che Gb sia nel mirino di Teheran”

Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

Starmer

©IPA/Fotogramma

Allerta mondiale Usa ai suoi cittadini: “Iran e proxy potrebbero colpirvi”

Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

Cremlino: “Ultimatum di Trump? Via politica e diplomatica per de-escalation”

Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

Iran, Israele a Sanchez: “Tue parole su missili sparati da regime”

“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti
ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili
in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le
tue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministero
degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono
attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di
Israele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv –
che l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

Coppia Gb in carcere in Iran accusa governo Starmer: “Ci ha abbandonato”

Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

Iran: attaccata base irachena forze Mobilitazione popolare

Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereo
statunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze di
Mobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia di
Salahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

La Cina limita gli aumenti dei prezzi dei carburanti

La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

Media: “Mojtaba Khamenei ferito, isolato e non risponde ai messaggi”

Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

Magistratura iraniana: “Nessuna clemenza con i traditori”

Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

Iran, Cremlino: “Possibile solo soluzione diplomatica”

Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostare
molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa
e’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare la
situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, ha
sottolineato Peskov.

Media: “2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano”

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.
         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.
     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

La guerra in Medio Oriente potrebbe rallentare la produzione di semiconduttori

Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

Iran, Pasdaran attaccano postazioni separatisti a Erbil

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno
sferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste a
Erbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

Borsa: Europa sotto pressione con l’escalation in Iran, Milano -2,5%

Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

Analisti: con rischio energia, periodo prolungata instabilità mercati

Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

Libano, Idf: “Civile nel nord Israele ucciso da nostro fuoco”

Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civile
israeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supporto
delle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato il
comandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ed
errori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.
“Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata e
senza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili di
artiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’
contro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico per
l’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglia
Moskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicato
l’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quanto
riferiscono diversi media online, su account social legato al movimento
filo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assunto
gia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam e
Liegi.

Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.
Per le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.
”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’anno
non abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale a
Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi
Santi della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare e
prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino
comunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni della
Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e al
Santo Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi degli
ultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. In
costante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiese
cristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremo
celebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre
Chiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibile
fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindi
costretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa che
aggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e i
sacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibile
per incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle
celebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tutto
per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue il
Patriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28
marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della
serenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.
“Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, pur
essendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amore
di Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)
ha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penale
internazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condanna
della guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.
L’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionali
Razieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misure
legali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal canto
suo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressione
anti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui la
Federazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionale
della Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-Hossein
Kolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cui
centri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchi
aerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarie
internazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case e
19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate negli
attacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpito
24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,
sanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3
elicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vite
umane”.

Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,
penalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dal
rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione e
crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha
lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesante
dell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e le
Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il
3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresi
Australia e India.

Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciato
che trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto di
Aqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’
stata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti che
limita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroporto
Ben Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo non
consente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a una
chiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per New
York, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto di
Aqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aerea
di bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioni
da Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nel
sud di Israele.

Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion

La compagnia di bandiera israeliana el Al sta
valutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che il
ministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lo
riferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra con
l’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, ha
chiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ di
Eilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa
o le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la procedura
militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee
di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine
marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si legge
el comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero Golfo
Persico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz
per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,
l’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ che
ricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100
sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60
e’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

Pechino: “Nuovo attacchi in Medio Oriente porterebbero a situazione incontrollabile”

La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti di
attraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si legge
nella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, le
sue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino alla
morte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della Rivoluzione
Islamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio

Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui
depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere
sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta
il Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo dei
bombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ con
inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidride
solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di
pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal
Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della
pelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi
sintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine di
malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causa
dei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.
L’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e la
risposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme al
nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indice
Ftse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% a
21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A Piazza
Affari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,
l’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

Iran, media: Consiglio Difesa “se invasi mineremo il Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. Lo riporta l’Associated Press.

Mosca: “Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

Premier iracheno: “Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare”

“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

Iran, Idf: “Nuovo lancio missili su Israele”

Le forze armate israeliane hanno individuato un
nuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento

Oro, argento e platino restano sotto forte
pressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurre
l’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in Medio
Oriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Iran
alimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali a
mantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% e
scivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi degli
ultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’
lasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio ha
rafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,
spingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persino
ulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflitto
con l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidente
Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se
lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito che
colpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in
cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In forte
calo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’
dell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Le
vendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crolla
di oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo dei
metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non
sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori
per energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioni
finanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione
sulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anche
attraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

Iran, Cina: “Regione rischia di andare fuori controllo”

La Cina ha avvertito del rischio che la
situazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minaccia
di distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra si
diffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’intera
regione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, ha
dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri
cinese Lin Jian.

Iran, Teheran: “Nemmeno Nato avalla bugie Israele su Diego Garcia”

Per l’Iran, il segretario generale della Nato,
Mark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira la
base anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretario
generale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membri
dell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loro
guerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recente
disinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto di
queste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, ha
scritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un post
su X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

Mosca: “Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto del Medio Oriente”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

Iran, media: “Sei morti in attacchi mirati a Tabriz”

Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi
mirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citando
l’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della
Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel
bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un
parco di Rabe Rashidi.

Borsa: Tokyo, chiusura in netto calo (-3,48%)

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

Tricarico: “I missili iraniani hanno sorpreso tutti”

Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

Kepel: “Pericoli enormi, ci avviciniamo all’uso dell’atomica”

“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.
     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.
     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.
      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.
     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.
    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.
    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

Borsa: l’Asia cade con Tokyo e Seul, l’Europa attesa in rosso

Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dai
media iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopra
l’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari

Euro debole nei primi scambi della mattinata poco
sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollari
(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% in
favore del biglietto verde.

CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

Iran, Emirati contro Lega Araba e Oci: “Dove siete nel bisogno?”

Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi
Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo
il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,
potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,
negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono
le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la
Lega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri
Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione
iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scritto
su X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguito
del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e
occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner
per tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempi
di difficolta’?”, ha aggiunto.

Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri asset
piu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scosso
dall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per un
allargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. In
questo quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto meglio
dell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativo
il bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, il
Bitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallo
ha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio e
di un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, ha
beneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e del
ritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massimi
record di ottobre.

Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’
questa sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo
riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48
ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le reti
energetiche iraniane.

Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramente
Israele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,
specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per
una lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,
membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.
“Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione di
vietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,
ha aggiunto.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

Trump: pace attraverso la forza. Per usare eufemismo

Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,
estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsi
del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumenta
la pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,
anche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Il
conflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di
allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro
centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,
mentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi e
israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie
infrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha perso
oltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato i
timori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare una
pausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte delle
principali banche centrali.

Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6%

Le Borse asiatiche aprono la settimana in forte
calo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tra
Stati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli asset
piu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump a
Teheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiori
figurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra i
Paesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniture
energetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, che
alimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centrali
costrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkei
cede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando la
flessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche la
prospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, dopo
la nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della banca
centrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni da
falco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischi
inflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:
a Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici di
Shanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerra
all’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde
agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’
Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare
Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvagi
politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una
grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione
musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche
sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.
“Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che
avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete
dall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di
morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se
il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei
feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e
timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire
ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro
stesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figli
a morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente
d’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa
guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, ha
insistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti
forze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete
iniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto
immaginare una sconfitta cosi’ totale”.

Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono
tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi
impianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete
attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre
scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti
energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,
si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.n

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L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

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Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

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Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

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Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

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Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

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Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

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“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

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“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

n”,”postId”:”bdaf6541-68da-4631-903e-7c0ab750d8d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:29.840Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

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Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

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Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

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“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

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Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

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L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

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Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

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Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

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L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

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L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

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Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

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Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

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L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

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“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

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L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

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Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

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E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

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Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

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Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

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Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

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Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

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“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

“,”postId”:”a89f40d4-c733-44c6-bb72-2152afa47816″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T11:41:00.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T12:41:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/8a084c10aaf85e8822c78009e347ae29f716d7ef/skytg24/it/mondo/video/2025/04/09/trump-kiss-my-ass/trump_kiss_my_ass_culo_ANSA.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana””,”content”:”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

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I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

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Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

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Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

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Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

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“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

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Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

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Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

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La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

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“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

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Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

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Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

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Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

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Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

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Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

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Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

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“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani tinringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civilinin Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e lentue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministerondegli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedononattaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra dinIsraele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv -nche l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

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Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

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Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereonstatunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze dinMobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia dinSalahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

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La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

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Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

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Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

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Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostarenmolto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questane’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare lansituazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, hansottolineato Peskov.

“,”postId”:”92f9bb1c-33a2-463f-98a9-5fbe9ed3e4c7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:39:38.645Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:39:38+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: “2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano””,”content”:”

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.n         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.n     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

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Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

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Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

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I Guardiani della Rivoluzione iraniani hannonsferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste anErbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

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Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

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Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

“,”postId”:”65fc2e80-cc42-46f0-81df-ebb0db2a6dbc”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:29:34.048Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:29:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, Idf: “Civile nel nord Israele ucciso da nostro fuoco””,”content”:”

Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civilenisraeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supportondelle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato ilncomandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ednerrori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.n”Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata ensenza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili dinartiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’ncontro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico pernl’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglianMoskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

“,”postId”:”5a021df7-c51f-47e5-bf71-e8158e1b8268″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:29:10.654Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:29:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia”,”content”:”

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

“,”postId”:”09f9f6f6-18de-47d0-b70f-1d94fb1d7b54″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:27:09.087Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:27:09+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra””,”content”:”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicatonl’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quantonriferiscono diversi media online, su account social legato al movimentonfilo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assuntongia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam enLiegi.

“,”postId”:”0dfc34f7-8b29-4655-b9c0-fc1f03602f6c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:13:31.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:13:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale””,”content”:”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.nPer le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.n”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

“,”postId”:”aac0ea27-d3e5-4d5f-81c5-8cc8c0f30941″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:45.813Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:45+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme””,”content”:”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’annonnon abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale anGerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei LuoghinSanti della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare enprepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del camminoncomunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni dellanSettimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e alnSanto Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi deglinultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. Inncostante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiesencristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremoncelebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostrenChiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibilenfornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindincostretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa chenaggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e insacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibilenper incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli allencelebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tuttonper i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue ilnPatriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28nmarzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e dellanserenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.n”Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, purnessendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amorendi Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

“,”postId”:”b9298001-8823-44a1-bde3-38dfdf923cfd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:10.005Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi””,”content”:”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

“,”postId”:”a8018b30-76f9-4507-9334-fb27d51f9368″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:44.429Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:44+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco””,”content”:”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)nha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penaleninternazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condannandella guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.nL’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionalinRazieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misurenlegali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal cantonsuo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressionenanti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui lanFederazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionalendella Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-HosseinnKolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cuincentri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchinaerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarieninternazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case en19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate neglinattacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpiton24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,nsanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3nelicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vitenumane”.

“,”postId”:”f77ca184-1ed3-40ca-b97d-0e8fd1790919″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:02:14.389Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:02:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%”,”content”:”

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,npenalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dalnrialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione encrescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi hanlasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesantendell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e lenBorse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen iln3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresinAustralia e India.

“,”postId”:”bcdbce58-22ce-43c7-97a1-e016115213ca”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:01:00.127Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:01:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania”,”content”:”

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciatonche trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto dinAqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’nstata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti chenlimita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroportonBen Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo nonnconsente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a unanchiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per NewnYork, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto dinAqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aereandi bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioninda Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nelnsud di Israele.

“,”postId”:”3ba5305e-1614-4c2d-a6e2-126d02c16b5e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:50:35.856Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:50:35+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico””,”content”:”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

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La compagnia di bandiera israeliana el Al stanvalutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che ilnministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lonriferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra connl’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, hanchiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ dinEilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

“,”postId”:”91ee28f0-d595-4aab-9b65-073f98ed4dc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:47.090Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

“,”postId”:”278c9090-c9fc-4292-b98c-b7334e38e9a8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:21.679Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente””,”content”:”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

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Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

“,”postId”:”5ad9e3d6-64d5-428f-b966-d87191c19351″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:34:51.541Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:34:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo””,”content”:”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costano le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la proceduranmilitare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le lineendi comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di minenmarine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si leggenel comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero GolfonPersico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuznper un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,nl’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ chenricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100nsminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60ne’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

“,”postId”:”5fb2801c-588e-4b9d-87c0-7282a77ce08c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:29:36.331Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:29:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord””,”content”:”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

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La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

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Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti dinattraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si leggennella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, lensue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino allanmorte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della RivoluzionenIslamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

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Due settimane dopo i bombardamenti israeliani suindepositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incomberensulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riportanil Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo deinbombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ conninquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidridensolforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran dinpioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dalnGuardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e dellanpelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questinsintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine dinmalattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

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Avvio in deciso calo per le Borse europee a causandei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.nL’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e lanrisposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme alnnuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indicenFtse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% an21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A PiazzanAffari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,nl’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

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Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. Lo riporta l’Associated Press.

“,”postId”:”dd30355f-b995-4a7a-8f37-6f4ceaa68727″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:16:03.602Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:16:03+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Mosca: “Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr””,”content”:”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

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“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

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Le forze armate israeliane hanno individuato unnnuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

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Oro, argento e platino restano sotto fortenpressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurrenl’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in MedionOriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Irannalimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali anmantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% enscivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi deglinultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’nlasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio hanrafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,nspingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persinonulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflittoncon l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidentenDonald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane senlo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito chencolpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso inncui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In fortencalo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’ndell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Lenvendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crollandi oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo deinmetalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra nonnsta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timorinper energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioninfinanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressionensulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anchenattraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

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La Cina ha avvertito del rischio che lansituazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se ilnpresidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minacciandi distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra sindiffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’interanregione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, handichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esterincinese Lin Jian.

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Per l’Iran, il segretario generale della Nato,nMark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira lanbase anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretariongenerale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membrindell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loronguerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recentendisinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto dinqueste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, hanscritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un postnsu X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

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Sei persone sono rimaste ferite in due attacchinmirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citandonl’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale dellanProtezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nelnbombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in unnparco di Rabe Rashidi.

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La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

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Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

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“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.n     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.n     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.n      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.n     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.n    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

“,”postId”:”9d3826c3-279f-40eb-a663-2914b2ed84c0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:43:29.579Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno””,”content”:”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

“,”postId”:”9196e183-c452-4a27-9fe1-bf2214877fd3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:42:23.849Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:42:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele””,”content”:”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.n    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

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Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

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Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dainmedia iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopranl’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

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Euro debole nei primi scambi della mattinata poconsopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollarin(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% innfavore del biglietto verde.

“,”postId”:”4d825985-868b-4136-9697-073919167650″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:18:58.131Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:18:58+0100″,”altBackground”:false,”title”:”CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione””,”content”:”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

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Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

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Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

“,”postId”:”be6d70e9-8f7c-48f4-9186-ecb5e68a0d4c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:09:41.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:09:41+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati””,”content”:”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

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Durissima presa di posizione degli Emirati ArabinUniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solonil Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,npotente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,nnegli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sononle istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte lanLega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostrinPaesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressioneniraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scrittonsu X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguitondel declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana enoccidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partnernper tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempindi difficolta’?”, ha aggiunto.

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Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

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Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri assetnpiu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scossondall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per unnallargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. Innquesto quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto megliondell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativonil bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, ilnBitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallonha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio endi un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, hanbeneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e delnritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massiminrecord di ottobre.

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Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

“,”postId”:”db0ab1cc-0be6-4a87-bee3-73e26988826d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:00:20.999Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:00:20+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump”,”content”:”

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’nquesta sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lonriferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48nore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le retinenergetiche iraniane.

“,”postId”:”c9dad9d7-3a48-40ea-a9e5-c8498705424c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:46:23.236Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:46:23+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni””,”content”:”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramentenIsraele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,nspecialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati pernuna lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,nmembro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.n”Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione dinvietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,nha aggiunto.

“,”postId”:”0c0a5fb1-0e8a-4469-b7a4-32eabaca567e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:43:43.894Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:43:43+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica””,”content”:”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

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Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

“,”postId”:”1585d4dc-45b0-4391-bc62-646b6d246760″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:17:02.974Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:17:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane”,”content”:”

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,nestendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsindel conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumentanla pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,nanche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Ilnconflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali dinallentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi controncentrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,nmentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi enisraeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprieninfrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha personoltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato intimori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare unanpausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte dellenprincipali banche centrali.

“,”postId”:”bc64faed-0e5f-45a0-9fb8-25efffd8a153″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:16:36.869Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:16:36+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran””,”content”:”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

“,”postId”:”aa10d33e-8c64-4001-86ba-b12d97f951d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:15:18.923Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:15:18+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6% “,”content”:”

Le Borse asiatiche aprono la settimana in fortencalo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tranStati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli assetnpiu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump anTeheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiorinfigurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra inPaesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniturenenergetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, chenalimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centralincostrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkeincede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando lanflessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche lanprospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, doponla nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della bancancentrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni danfalco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischininflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:na Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici dinShanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

“,”postId”:”38b28194-c4f7-421e-a68d-5ecf3f0ed2aa”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:14:33.482Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:14:33+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti””,”content”:”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerranall’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nascondenagli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’nEbrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militarenKhatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvaginpolitici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito unangrande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazionenmusulmana della regione come scudi umani per le loro politichensconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.n”Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra chenavete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenetendall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre dinmorti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Senil vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e deinferiti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo entimoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedirenai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostronstesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figlina morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidentend’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questanguerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, haninsistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potentinforze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e aveteniniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potutonimmaginare una sconfitta cosi’ totale”.

“,”postId”:”3eaa1103-5405-484f-a4ca-5f6e260d9eb2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:05:01.653Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:05:01+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo””,”content”:”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sonontornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoinimpianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avetenattaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostrenscuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo retinenergetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,nsi legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

“,”postId”:”1709e316-4f3f-4f42-bbe2-fa587f6fbd48″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:04:34.307Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:04:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio””,”content”:”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

“,”postId”:”de556cac-b3c8-4c22-beef-76f634161be3″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:44:39.565Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:44:39+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran”,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

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Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

“,”postId”:”53964bc9-af95-47f5-82e9-84305b9bf92d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:43:28.398Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:43:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime “,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.

Approfondimenti:

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Trump: “Colloqui anche ieri sera, non capisco media iraniani”

L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

Media israeliani: “Usa e Iran lavorano a prima intesa per riaprire Hormuz”

Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

Mimit, monitoraggio importazioni materie prime strategiche da area Golfo

Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

Axios: “Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi”

Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

Cnn: “Qatar non coinvolto in tentativi di mediazione Iran-Usa”

Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

Idf: “Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani”

Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

Londra dopo post Trump: “Bene ogni notizia di colloqui proficui”

“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

Iran, Quartapelle (Pd): “In 33 per patrocinio condannati a morte”

“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

Washintgon Post: “Esportatori gas naturale Usa emergono come vincitori conflitto”

Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

Teheran: “No dialogo con Usa, parole Trump per ridurre prezzi energia”

L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

Commissione a stati, avviare stoccaggi di gas

Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

Il prezzo del gas scivola a 57 euro dopo tregua annunciata da Trump

Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

Idf: “Nuova ondata di attacchi contro infrastrutture a Teheran”

L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

Ue: “Di Maio attivo in diplomazia Golfo”

L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

Iran, ucciso in raid docente energia elettrica

Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

Mosca: “Colloquio telefonico Tra i ministri degli Esteri russo e iraniano”

Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

Teheran: “Nessun negoziato con Usa. Trump ha avuto paura”

L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

Media: “Netanyahu non risponde a richieste commento annuncio Trump”

L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

Emirati, ‘dove sono Lega Araba e grandi Paesi regione?’

Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

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Dopo l’annuncio di Trump, silenzio da parte di Netanyahu

Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

Araghchi sente Lavrov: “Grazie per il sostegno”

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

Un civile ucciso in raid dell’Idf nel sud del Libano

Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

Oman: “Al lavoro per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”

“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

Trump

©Ansa

Prezzi del petrolio in forte calo dopo il rinvio dell’ultimatum di Trump

I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

Iran, Nyt: “Il Mossad aveva un piano per rovesciare il regime a inizio guerra fomentando l’opposizione”

Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

Cina: “Rischio caos totale in Medio Oriente”

Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

Trump: “Gli Usa rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui molto buoni”

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

Media: “Massicci attacchi su Teheran”

Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

La portaerei Usa Gerald Ford arriva a Cipro

La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

Berlino: “Missione su Hormuz? Il nostro contributo dopo la fine della guerra”

“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

I Pasdaran: “Il nemico sappia di nuove sorprese in arrivo, nessuna resa”

Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

Rutte: “22 Paesi uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz”. VIDEO

Starmer: “No indicazioni che Gb sia nel mirino di Teheran”

Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

Starmer

©IPA/Fotogramma

Allerta mondiale Usa ai suoi cittadini: “Iran e proxy potrebbero colpirvi”

Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

Cremlino: “Ultimatum di Trump? Via politica e diplomatica per de-escalation”

Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

Iran, Israele a Sanchez: “Tue parole su missili sparati da regime”

“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti
ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili
in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le
tue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministero
degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono
attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di
Israele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv –
che l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

Coppia Gb in carcere in Iran accusa governo Starmer: “Ci ha abbandonato”

Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

Iran: attaccata base irachena forze Mobilitazione popolare

Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereo
statunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze di
Mobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia di
Salahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

La Cina limita gli aumenti dei prezzi dei carburanti

La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

Media: “Mojtaba Khamenei ferito, isolato e non risponde ai messaggi”

Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

Magistratura iraniana: “Nessuna clemenza con i traditori”

Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

Iran, Cremlino: “Possibile solo soluzione diplomatica”

Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostare
molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa
e’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare la
situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, ha
sottolineato Peskov.

Media: “2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano”

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.
         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.
     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

La guerra in Medio Oriente potrebbe rallentare la produzione di semiconduttori

Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

Iran, Pasdaran attaccano postazioni separatisti a Erbil

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno
sferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste a
Erbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

Borsa: Europa sotto pressione con l’escalation in Iran, Milano -2,5%

Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

Analisti: con rischio energia, periodo prolungata instabilità mercati

Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

Libano, Idf: “Civile nel nord Israele ucciso da nostro fuoco”

Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civile
israeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supporto
delle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato il
comandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ed
errori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.
“Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata e
senza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili di
artiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’
contro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico per
l’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglia
Moskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicato
l’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quanto
riferiscono diversi media online, su account social legato al movimento
filo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assunto
gia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam e
Liegi.

Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.
Per le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.
”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’anno
non abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale a
Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi
Santi della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare e
prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino
comunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni della
Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e al
Santo Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi degli
ultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. In
costante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiese
cristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremo
celebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre
Chiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibile
fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindi
costretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa che
aggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e i
sacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibile
per incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle
celebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tutto
per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue il
Patriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28
marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della
serenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.
“Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, pur
essendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amore
di Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)
ha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penale
internazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condanna
della guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.
L’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionali
Razieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misure
legali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal canto
suo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressione
anti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui la
Federazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionale
della Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-Hossein
Kolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cui
centri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchi
aerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarie
internazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case e
19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate negli
attacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpito
24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,
sanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3
elicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vite
umane”.

Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,
penalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dal
rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione e
crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha
lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesante
dell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e le
Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il
3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresi
Australia e India.

Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciato
che trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto di
Aqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’
stata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti che
limita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroporto
Ben Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo non
consente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a una
chiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per New
York, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto di
Aqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aerea
di bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioni
da Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nel
sud di Israele.

Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion

La compagnia di bandiera israeliana el Al sta
valutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che il
ministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lo
riferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra con
l’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, ha
chiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ di
Eilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa
o le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la procedura
militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee
di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine
marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si legge
el comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero Golfo
Persico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz
per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,
l’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ che
ricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100
sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60
e’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

Pechino: “Nuovo attacchi in Medio Oriente porterebbero a situazione incontrollabile”

La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti di
attraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si legge
nella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, le
sue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino alla
morte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della Rivoluzione
Islamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio

Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui
depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere
sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta
il Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo dei
bombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ con
inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidride
solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di
pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal
Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della
pelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi
sintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine di
malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causa
dei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.
L’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e la
risposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme al
nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indice
Ftse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% a
21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A Piazza
Affari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,
l’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

Iran, media: Consiglio Difesa “se invasi mineremo il Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. Lo riporta l’Associated Press.

Mosca: “Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

Premier iracheno: “Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare”

“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

Iran, Idf: “Nuovo lancio missili su Israele”

Le forze armate israeliane hanno individuato un
nuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento

Oro, argento e platino restano sotto forte
pressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurre
l’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in Medio
Oriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Iran
alimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali a
mantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% e
scivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi degli
ultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’
lasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio ha
rafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,
spingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persino
ulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflitto
con l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidente
Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se
lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito che
colpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in
cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In forte
calo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’
dell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Le
vendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crolla
di oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo dei
metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non
sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori
per energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioni
finanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione
sulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anche
attraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

Iran, Cina: “Regione rischia di andare fuori controllo”

La Cina ha avvertito del rischio che la
situazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minaccia
di distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra si
diffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’intera
regione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, ha
dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri
cinese Lin Jian.

Iran, Teheran: “Nemmeno Nato avalla bugie Israele su Diego Garcia”

Per l’Iran, il segretario generale della Nato,
Mark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira la
base anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretario
generale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membri
dell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loro
guerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recente
disinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto di
queste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, ha
scritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un post
su X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

Mosca: “Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto del Medio Oriente”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

Iran, media: “Sei morti in attacchi mirati a Tabriz”

Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi
mirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citando
l’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della
Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel
bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un
parco di Rabe Rashidi.

Borsa: Tokyo, chiusura in netto calo (-3,48%)

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

Tricarico: “I missili iraniani hanno sorpreso tutti”

Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

Kepel: “Pericoli enormi, ci avviciniamo all’uso dell’atomica”

“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.
     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.
     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.
      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.
     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.
    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.
    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

Borsa: l’Asia cade con Tokyo e Seul, l’Europa attesa in rosso

Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dai
media iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopra
l’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari

Euro debole nei primi scambi della mattinata poco
sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollari
(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% in
favore del biglietto verde.

CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

Iran, Emirati contro Lega Araba e Oci: “Dove siete nel bisogno?”

Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi
Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo
il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,
potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,
negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono
le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la
Lega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri
Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione
iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scritto
su X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguito
del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e
occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner
per tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempi
di difficolta’?”, ha aggiunto.

Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri asset
piu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scosso
dall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per un
allargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. In
questo quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto meglio
dell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativo
il bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, il
Bitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallo
ha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio e
di un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, ha
beneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e del
ritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massimi
record di ottobre.

Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’
questa sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo
riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48
ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le reti
energetiche iraniane.

Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramente
Israele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,
specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per
una lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,
membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.
“Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione di
vietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,
ha aggiunto.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

Trump: pace attraverso la forza. Per usare eufemismo

Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,
estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsi
del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumenta
la pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,
anche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Il
conflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di
allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro
centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,
mentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi e
israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie
infrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha perso
oltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato i
timori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare una
pausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte delle
principali banche centrali.

Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6%

Le Borse asiatiche aprono la settimana in forte
calo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tra
Stati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli asset
piu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump a
Teheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiori
figurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra i
Paesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniture
energetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, che
alimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centrali
costrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkei
cede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando la
flessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche la
prospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, dopo
la nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della banca
centrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni da
falco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischi
inflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:
a Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici di
Shanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerra
all’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde
agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’
Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare
Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvagi
politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una
grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione
musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche
sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.
“Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che
avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete
dall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di
morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se
il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei
feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e
timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire
ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro
stesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figli
a morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente
d’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa
guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, ha
insistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti
forze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete
iniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto
immaginare una sconfitta cosi’ totale”.

Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono
tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi
impianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete
attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre
scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti
energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,
si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.n

Approfondimenti:

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L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

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Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

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Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

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Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

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Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

nn”,”postId”:”f26f92a1-e806-44b6-b9c9-103000a84ddb”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:45:57.633Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:45:57+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: “Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani””,”content”:”

Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

nn”,”postId”:”7a2fe866-e963-45dc-8ecb-4efac5d2ea6a”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:45:28.208Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:45:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:” Londra dopo post Trump: “Bene ogni notizia di colloqui proficui””,”content”:”

“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

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“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

n”,”postId”:”bdaf6541-68da-4631-903e-7c0ab750d8d0″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:29.840Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:29+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

“,”postId”:”add45958-858c-493a-88e2-d33a052aaeb5″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:43:06.824Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:43:06+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran””,”content”:”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

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Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

n”,”postId”:”540ac6ce-3b1f-4d51-90a5-5674c1ffb9d4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:40:30.000Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:40:30+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Washintgon Post: “Esportatori gas naturale Usa emergono come vincitori conflitto””,”content”:”

Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

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“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

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Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

nn”,”postId”:”3a91a7c0-6b00-40af-b4cc-cb4775802311″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:37:14.785Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:37:14+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “No dialogo con Usa, parole Trump per ridurre prezzi energia””,”content”:”

L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

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Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

“,”postId”:”ab2c1211-faa1-45c7-bde5-f7def95a553e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:29:48.769Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:29:48+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Il prezzo del gas scivola a 57 euro dopo tregua annunciata da Trump”,”content”:”

Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

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L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

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L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

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Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

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Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

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L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

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“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

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Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

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L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

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Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

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E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

nn”,”postId”:”a73b2512-4a93-4272-917b-00fd7b9b7ddf”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T12:03:00.761Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T13:03:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace”,”content”:”

Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

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Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

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Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

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Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

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“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

“,”postId”:”a89f40d4-c733-44c6-bb72-2152afa47816″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T11:41:00.453Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T12:41:00+0100″,”image”:{“imgSrc”:”https://tg24.sky.it/assets/images/8a084c10aaf85e8822c78009e347ae29f716d7ef/skytg24/it/mondo/video/2025/04/09/trump-kiss-my-ass/trump_kiss_my_ass_culo_ANSA.jpg”,”imgAlt”:”Trump”,”imgCredits”:”©Ansa”,”imgCaption”:null},”altBackground”:true,”title”:”Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana””,”content”:”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

“,”postId”:”2cc024d7-3561-4cfc-b705-8b369d3a1390″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T11:36:00.819Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T12:36:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Prezzi del petrolio in forte calo dopo il rinvio dell’ultimatum di Trump”,”content”:”

I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

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Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

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Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

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Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

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“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

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Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

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Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

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La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

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“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

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Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

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Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

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Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

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Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

“,”postId”:”f2b147ef-b69f-49d3-b033-117e95e029f2″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T10:20:05.769Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T11:20:05+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Cremlino: “Ultimatum di Trump? Via politica e diplomatica per de-escalation””,”content”:”

Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

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Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

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“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani tinringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civilinin Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e lentue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministerondegli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedononattaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra dinIsraele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv -nche l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

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Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

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Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereonstatunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze dinMobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia dinSalahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

“,”postId”:”258c1024-3240-4e9a-85a0-de404e968859″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:56:02.343Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:56:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La Cina limita gli aumenti dei prezzi dei carburanti”,”content”:”

La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

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Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

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Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

“,”postId”:”f81c5903-7368-4c74-a5c6-0a65329c415e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:47:26.423Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:47:26+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Cremlino: “Possibile solo soluzione diplomatica””,”content”:”

Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostarenmolto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questane’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare lansituazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, hansottolineato Peskov.

“,”postId”:”92f9bb1c-33a2-463f-98a9-5fbe9ed3e4c7″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:39:38.645Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:39:38+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: “2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano””,”content”:”

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.n         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.n     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

“,”postId”:”f3192f8c-6bef-457f-8916-84428511b494″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:39:12.274Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:39:12+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica””,”content”:”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

“,”postId”:”bece7c18-9e12-4ce8-a539-30873291fe6c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:37:47.038Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:37:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”La guerra in Medio Oriente potrebbe rallentare la produzione di semiconduttori”,”content”:”

Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

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I Guardiani della Rivoluzione iraniani hannonsferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste anErbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

“,”postId”:”bf6de0d4-ed1e-4d0d-a3b3-ceb8c5ef2213″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:31:52.104Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:31:52+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Borsa: Europa sotto pressione con l’escalation in Iran, Milano -2,5%”,”content”:”

Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

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Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

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Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civilenisraeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supportondelle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato ilncomandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ednerrori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.n”Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata ensenza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili dinartiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’ncontro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico pernl’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglianMoskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

“,”postId”:”5a021df7-c51f-47e5-bf71-e8158e1b8268″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:29:10.654Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:29:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia”,”content”:”

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

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Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicatonl’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quantonriferiscono diversi media online, su account social legato al movimentonfilo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assuntongia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam enLiegi.

“,”postId”:”0dfc34f7-8b29-4655-b9c0-fc1f03602f6c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:13:31.085Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:13:31+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale””,”content”:”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.nPer le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.n”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

“,”postId”:”aac0ea27-d3e5-4d5f-81c5-8cc8c0f30941″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:45.813Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:45+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme””,”content”:”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’annonnon abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale anGerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei LuoghinSanti della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare enprepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del camminoncomunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni dellanSettimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e alnSanto Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi deglinultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. Inncostante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiesencristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremoncelebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostrenChiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibilenfornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindincostretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa chenaggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e insacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibilenper incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli allencelebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tuttonper i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue ilnPatriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28nmarzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e dellanserenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.n”Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, purnessendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amorendi Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

“,”postId”:”b9298001-8823-44a1-bde3-38dfdf923cfd”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:07:10.005Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:07:10+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi””,”content”:”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

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La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)nha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penaleninternazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condannandella guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.nL’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionalinRazieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misurenlegali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal cantonsuo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressionenanti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui lanFederazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionalendella Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-HosseinnKolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cuincentri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchinaerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarieninternazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case en19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate neglinattacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpiton24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,nsanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3nelicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vitenumane”.

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Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,npenalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dalnrialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione encrescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi hanlasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesantendell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e lenBorse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen iln3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresinAustralia e India.

“,”postId”:”bcdbce58-22ce-43c7-97a1-e016115213ca”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T09:01:00.127Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T10:01:00+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania”,”content”:”

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciatonche trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto dinAqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’nstata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti chenlimita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroportonBen Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo nonnconsente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a unanchiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per NewnYork, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto dinAqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aereandi bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioninda Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nelnsud di Israele.

“,”postId”:”3ba5305e-1614-4c2d-a6e2-126d02c16b5e”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:50:35.856Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:50:35+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico””,”content”:”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

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La compagnia di bandiera israeliana el Al stanvalutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che ilnministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lonriferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra connl’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, hanchiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ dinEilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

“,”postId”:”91ee28f0-d595-4aab-9b65-073f98ed4dc4″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:47.090Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:47+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira””,”content”:”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

“,”postId”:”278c9090-c9fc-4292-b98c-b7334e38e9a8″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:43:21.679Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:43:21+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente””,”content”:”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

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Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

“,”postId”:”5ad9e3d6-64d5-428f-b966-d87191c19351″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T08:34:51.541Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T09:34:51+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo””,”content”:”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costano le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la proceduranmilitare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le lineendi comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di minenmarine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si leggenel comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero GolfonPersico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuznper un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,nl’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ chenricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100nsminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60ne’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

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Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

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La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

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Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti dinattraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si leggennella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, lensue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino allanmorte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della RivoluzionenIslamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

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Due settimane dopo i bombardamenti israeliani suindepositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incomberensulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riportanil Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo deinbombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ conninquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidridensolforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran dinpioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dalnGuardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e dellanpelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questinsintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine dinmalattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

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Avvio in deciso calo per le Borse europee a causandei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.nL’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e lanrisposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme alnnuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indicenFtse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% an21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A PiazzanAffari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,nl’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

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Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato dindispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sianinvaso. Lo riporta l’Associated Press.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

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“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

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Le forze armate israeliane hanno individuato unnnuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

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Oro, argento e platino restano sotto fortenpressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurrenl’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in MedionOriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Irannalimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali anmantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% enscivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi deglinultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’nlasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio hanrafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,nspingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persinonulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflittoncon l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidentenDonald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane senlo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito chencolpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso inncui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In fortencalo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’ndell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Lenvendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crollandi oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo deinmetalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra nonnsta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timorinper energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioninfinanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressionensulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anchenattraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

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La Cina ha avvertito del rischio che lansituazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se ilnpresidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minacciandi distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra sindiffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’interanregione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, handichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esterincinese Lin Jian.

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Per l’Iran, il segretario generale della Nato,nMark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira lanbase anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretariongenerale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membrindell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loronguerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recentendisinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto dinqueste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, hanscritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un postnsu X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

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Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

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Sei persone sono rimaste ferite in due attacchinmirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citandonl’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale dellanProtezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nelnbombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in unnparco di Rabe Rashidi.

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La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

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Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

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“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.n     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.n     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.n      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.n     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.n    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

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Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

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Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.n    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

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Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

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Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dainmedia iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopranl’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

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Euro debole nei primi scambi della mattinata poconsopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollarin(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% innfavore del biglietto verde.

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Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

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Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

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Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

“,”postId”:”be6d70e9-8f7c-48f4-9186-ecb5e68a0d4c”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T07:09:41.636Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T08:09:41+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati””,”content”:”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

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Durissima presa di posizione degli Emirati ArabinUniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solonil Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,npotente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,nnegli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sononle istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte lanLega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostrinPaesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressioneniraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scrittonsu X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguitondel declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana enoccidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partnernper tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempindi difficolta’?”, ha aggiunto.

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Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

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Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri assetnpiu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scossondall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per unnallargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. Innquesto quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto megliondell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativonil bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, ilnBitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallonha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio endi un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, hanbeneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e delnritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massiminrecord di ottobre.

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Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

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Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’nquesta sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lonriferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48nore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le retinenergetiche iraniane.

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Hezbollah ha minacciato di colpire duramentenIsraele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,nspecialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati pernuna lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,nmembro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.n”Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione dinvietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,nha aggiunto.

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Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

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Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

“,”postId”:”1585d4dc-45b0-4391-bc62-646b6d246760″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:17:02.974Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:17:02+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane”,”content”:”

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,nestendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsindel conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumentanla pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,nanche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Ilnconflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali dinallentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi controncentrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,nmentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi enisraeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprieninfrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha personoltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato intimori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare unanpausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte dellenprincipali banche centrali.

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Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

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Le Borse asiatiche aprono la settimana in fortencalo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tranStati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli assetnpiu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump anTeheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiorinfigurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra inPaesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniturenenergetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, chenalimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centralincostrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkeincede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando lanflessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche lanprospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, doponla nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della bancancentrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni danfalco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischininflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:na Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici dinShanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

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Il presidente Donald Trump pensava che la guerranall’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nascondenagli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’nEbrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militarenKhatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvaginpolitici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito unangrande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazionenmusulmana della regione come scudi umani per le loro politichensconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.n”Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra chenavete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenetendall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre dinmorti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Senil vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e deinferiti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo entimoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedirenai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostronstesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figlina morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidentend’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questanguerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, haninsistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potentinforze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e aveteniniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potutonimmaginare una sconfitta cosi’ totale”.

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I Guardiani della Rivoluzione iraniani sonontornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoinimpianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avetenattaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostrenscuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo retinenergetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,nsi legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

“,”postId”:”1709e316-4f3f-4f42-bbe2-fa587f6fbd48″,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T06:04:34.307Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T07:04:34+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio””,”content”:”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

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L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

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Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

“,”postId”:”53964bc9-af95-47f5-82e9-84305b9bf92d”,”postLink”:{“title”:””,”url”:””,”imageSrc”:””}},{“timestamp”:”2026-03-23T05:43:28.398Z”,”timestampUtcIt”:”2026-03-23T06:43:28+0100″,”altBackground”:false,”title”:”Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime “,”content”:”

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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Nonostante gli annunci di Trump, Israele non si ferma. Il presidente americano ha annunciato su Truth una pausa di cinque giorni degli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni” su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Trump ha affermato che la pausa è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”. Da Teheran però arriva una smentita: “Nessun colloqui, Trump ha fatto marcia indietro perché ha avuto paura”, e l’Idf ha annunciato nuovi raid contro le infrastrutture iraniane e di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan”. Un caccia americano è precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni.

Approfondimenti:

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Trump: “Colloqui anche ieri sera, non capisco media iraniani”

L’Iran vuole un accordo e un’intesa potrebbe esserci in cinque giorni o meno. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, sottolineando di non sapere esattamente a cosa di riferiscono i media iraniani che hanno smentito trattative con gli Stati Uniti. I colloqui più recente, ha riferito, si sono avuti ieri sera fra Steve Witkoff e Jared Kushner con le loro controparti.

Media israeliani: “Usa e Iran lavorano a prima intesa per riaprire Hormuz”

Un possibile quadro d’accordo in discussione tra Usa e Iran prevede che l’Iran consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, con gli Stati Uniti che si asterrebbero dall’attaccare le centrali elettriche iraniane. Un cessate il fuoco più ampio verrebbe perseguito in una seconda fase. Lo scrive il media israeliano Ynet, che cita funzionari israeliani per cui sono in corso intensi contatti tra Washington e Teheran, sia diretti che attraverso Qatar e Turchia, per un’intesa. Secondo queste fonti Israele non è rimasto sorpreso dall’annuncio di Trump di “colloqui produttivi” con l’Iran. L’Iran ha smentito che si siano svolti negoziati.

Mimit, monitoraggio importazioni materie prime strategiche da area Golfo

Sul fronte delle commodities, il Centro studi del Mimit ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie prime industriali provenienti dall’area del Golfo, con particolare riferimento ai comparti energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli. Dall’analisi emerge un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. È stato inoltre evidenziato il ruolo centrale di Arabia Saudita e Qatar tra i principali Paesi fornitori, a conferma della rilevanza dell’area del Golfo per l’approvvigionamento nazionale di risorse critiche. È quanto emerso dal nuovo incontro della Commissione Allerta Rapida, che si è svolto al Mimit, dedicato all’andamento dei prezzi dei carburanti, dell’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici per il sistema produttivo, come fertilizzanti, materie plastiche e costi dei noli marittimi. Nel dettaglio, nel comparto dei fertilizzanti si registrano già tensioni sui prezzi, con aumenti soprattutto per l’urea. Si rilevano inoltre incrementi significativi delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Al contrario, dallo scoppio del conflitto emerge una flessione delle quotazioni dei metalli industriali. In aumento, infine, anche il costo dei noli marittimi per il trasporto di container: le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente.

Axios: “Colloqui indiretti in corso tra Witkoff e Araghchi”

Sono in corso colloqui indiretti tra l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, ed il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Lo ha riferito il sito d’informazione Axios, dopo l’annuncio del presidente Donald Trump, che ha parlato di colloqui “molto positivi e produttivi” con l’Iran nelle ultime 48 ore. Una fonte americana citata da Axios ha dichiarato che Turchia, Egitto e Pakistan hanno trasmesso messaggi tra Stati Uniti e Iran negli ultimi due giorni. La fonte ha aggiunto che i ministri degli Esteri dei tre Paesi islamici hanno avuto colloqui separati con Witkoff e Araghchi. “La mediazione è in corso e sta facendo progressi. La discussione verte sulla fine della guerra e sulla soluzione di tutte le questioni in sospeso. Speriamo di avere presto delle risposte”, ha dichiarato una fonte a conoscenza dei dettagli.

Cnn: “Qatar non coinvolto in tentativi di mediazione Iran-Usa”

Il Qatar non è coinvolto in alcun tentativo di mediazione tra Teheran e Washington. Lo dichiara un diplomatico qatariota alla Cnn. “Attualmente siamo concentrati sulla difesa del nostro Paese e sulla gestione della situazione successiva agli attacchi iraniani contro gli impianti del gas del Qatar”, ha affermato il diplomatico.  

Idf: “Colpiremo un altro ponte sul fiume Litani”

Il portavoce arabo delle Forze di Difesa Israeliane, il generale di brigata Avichay Adraee, ha annunciato che l’Aeronautica militare colpirà il ponte di Dalafa, un altro collegamento nel sud del Libano che attraversa il fiume Litani.

Londra dopo post Trump: “Bene ogni notizia di colloqui proficui”

“Lo Stretto di Hormuz va riaperto” e “sono le benvenute tutte le notizie di colloqui proficui”. Così un portavoce del premier britannico Keir Starmer, in dichiarazioni riportate dalla Bbc dopo il post su Truth di Donald Trump a più di tre settimane dall’avvio da parte di Usa e Israele di operazioni militari contro l’Iran e dall’inizio dell’immediata reazione di Teheran. “Abbiamo sempre detto che una soluzione rapida alla guerra è nell’interesse globale”, ha aggiunto il portavoce.

Iran, Quartapelle (Pd): “In 33 per patrocinio condannati a morte”

“Dopo la notizia delle tre impiccagioni avvenute in Iran, nei giorni scorsi, sono 33 i parlamentari che hanno aderito all’iniziativa di patrocinio politico per i prigionieri iraniani condannati a morte, lanciata dall’onorevole Lia Quartapelle, anche con il supporto di Amnesty International e HRANA. “Nei momenti di crisi il regime intensifica la repressione. È fondamentale tenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo all’interno dell’Iran, mentre lo guardo internazionale si sposta verso lo Stretto di Hormuz. Noi continueremo a vigilare fino a quando sarà necessario”, dichiara la deputata Pd, vice presidente della commissione Esteri, Lia Quartapelle.

Liberman: “Dobbiamo continuare la guerra anche senza gli Usa”

“Se gli Stati Uniti si ritirano dalla guerra, noi dobbiamo continuare. Dal nostro punto di vista, rovesciare il regime è essenziale”. Lo ha detto l’ex ministro della Difesa israeliano Avigdor Liberman, presidente di Yisrael Beytenu, attaccando il governo all’apertura della riunione del suo partito.

Trump: “Fiducia su risultato concreto, c’è un cambio di regime a Teheran”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha commentato con il giornalista della Cnbc, Joe Kernen, il suo post su Truth Social in cui ha annunciato colloqui “molto positivi” con le auturità iraniane nelle ultime 48 ore, aprendo uno spiragio per una possibile soluzione diplomatica alla crisi. Lo stesso Kernen, in diretta tv, ha precisato che Trump – durante una breve telefonata – ha definito “molto intenso” il dialogo avuto dall’Amministrazione Usa con Teheran, spiegando di essere “fiducioso” sul fatto che si possa raggiungere un “risultato concreto” con la Repubblica islamica. Sempre secondo Kernen, Trump ha inoltre ribadito che quanto sta accadendo in Iran può essere ritenuto come “un cambio di regime” dal momento che diversi esponenti iraniani sono stati uccisi e sostituiti.

Italia-Turchia: Urso ad Ankara, confronto su industria e Iran

Domani al via Task force bilaterale per rafforzare interscambio commerciale e investimenti reciproci Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è atterrato ad Ankara, dove tra poco avrà un primo incontro con il Ministro dell’Industria e della Tecnologia turco, Mehmet Fatih Kacr. Si tratta del terzo confronto tra i due Ministri in poco piu’ di un anno, a conferma della continuità e della crescente intensità del dialogo industriale tra Italia e Turchia. In serata, presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara, Urso incontrerà i rappresentanti della comunità imprenditoriale italo-turca, per un confronto che sarà dedicato alle prospettive di cooperazione e agli impatti del contesto geopolitico, con particolare riferimento alla crisi iraniana e alle sue conseguenze sui prezzi dell’energia, sugli scambi commerciali e sulle catene del valore. 

Washintgon Post: “Esportatori gas naturale Usa emergono come vincitori conflitto”

Gli esportatori di gas naturale Usa, e l’agenda di Donald Trump per la “dominanza energetica”, emergono finora come i principali beneficiari del conflitto, entrato nella quarta settimana, con l’Iran. Lo scrive oggi il Washington Post, sottolineando come la chiusura da parte di Teheran dello stretto di Hormuz e i raid iraniani su impianti di gas nel Golfo, sta spingendo la richiesta, in particolare in Asia, di Lng, gas naturale liquidificato, americano, con la soddisfazione dell’amministrazione Trump.

“Dobbiamo vendere energia a nostri amici e alleati e così non devono comprare dagli avversari, così che non devono essere dipendenti da fonti di energia che possono essere controllate”, ha detto il segretario all’Interno, Doug Burgum, la scorsa settimana da Tokyo, dove ha annunciato 57 miliardi di accordi energetici. “Questo è stato parte della politica della dominanza energetica del presidente Trump sin dal primo giorno”, ha poi aggiunto.

Anche se da anni gli hub di produzione tech di Taiwan, Giappone e Corea del Sud stanno cercando di diminuire la loro dipendenza dal gas proveniente dal Medio Oriente, il Lng americano è stato solitamente considerato troppo costoso e con trasporti complessi vista la distanza, per essere un’alternativa sostenibile. Questo però ha iniziato a cambiare lo scorso anno quando Trump, minacciando doazi, ha fatto pressioni su questi Paesi per abbassare i deficit commerciali con gli Usa. Con il danneggiamento delle infrastrutture del gas in Qatar nei bombardamenti iraniani, il trend è destinato ad accelerare.

Teheran: “No dialogo con Usa, parole Trump per ridurre prezzi energia”

L’Iran nega che ci siano colloqui con gli Stati Uniti, come sostenuto da Donald Trump. Lo chiarisce il ministero degli Esteri citato dall’agenzia di stampa Mehr, che poi aggiunge: “Le dichiarazioni del presidente americano si inseriscono nel quadro degli sforzi volti a ridurre i prezzi dell’energia e a guadagnare tempo per attuare i suoi piani militari”.

Commissione a stati, avviare stoccaggi di gas

Alla luce della volatilità dei mercati energetici legata al conflitto in Medio Oriente, la Commissione europea ha invitato gli Stati membri ad avviare in modo coordinato e tempestivo la stagione di riempimento degli stoccaggi di gas in vista del prossimo inverno. Secondo l’esecutivo Ue, la sicurezza dell’approvvigionamento resta al momento garantita grazie alla limitata dipendenza dalle importazioni dalla regione e ai carichi di GNL transitati dallo Stretto di Hormuz prima dell’escalation. Tuttavia, Bruxelles sottolinea che prepararsi per tempo è essenziale per assicurare livelli adeguati di gas in deposito, adattarsi alle condizioni di mercato e sfruttare le flessibilità disponibili. “Rispetto al 2022 siamo molto meglio preparati grazie alle scelte politiche collettive, alla diversificazione e alla crescita dell’energia prodotta in Europa”, ha dichiarato il commissario per l’Energia, Dan Jorgensen. “Ma la nostra esposizione ai mercati globali resta evidente e dobbiamo agire già ora, in modo coordinato. Iniziare le iniezioni di gas il prima possibile permette di sfruttare un periodo più lungo, mitigare la pressione sui prezzi ed evitare corse dell’ultimo minuto”. In una lettera inviata ai ministri dell’Energia, Jorgensen ha ricordato che il regolamento Ue sugli stoccaggi offre agli Stati membri margini di flessibilità per raggiungere gli obiettivi di riempimento, inclusa la possibilità di ridurre temporaneamente il target o estendere i tempi per raggiungerlo in determinate condizioni.

Il prezzo del gas scivola a 57 euro dopo tregua annunciata da Trump

Il prezzo del gas scivola a 57 euro al megawattora con la tregua di 5 giorni annunciata dal presidente Usa Donald Trump in seguito a “colloqui molto buoni” con l’Iran. I contratti Ttf ad Amsterdam, mercato di riferimento, cedono oltre il 3%. 

Idf: “Nuova ondata di attacchi contro infrastrutture a Teheran”

L’aeronautica israeliana annuncia di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Lo riporta il Times of Israel. Le Forze di Difesa Israeliane affermano che gli attacchi aerei sono diretti contro siti infrastrutturali del regime iraniano. Gli attacchi giungono poco dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato che la sua amministrazione ha intrapreso colloqui proficui con l’Iran per giungere a una “risoluzione completa e totale” delle ostilità e annunciato un rinvio dei raid su centrali e infrastrutture elettriche. 

Ue: “Di Maio attivo in diplomazia Golfo”

L’operato dell’Ue nel contesto della guerra in Iran “non si limita a dichiarazioni: abbiamo anche attivato il nostro Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, Luigi Di Maio”, il quale si trova nella regione, specificamente nei sei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo, “per esprimere la nostra solidarietà ai nostri partner, ma anche per esplorare più da vicino cosa Ue e Ccg possano fare insieme alla luce delle dinamiche di sicurezza regionale che vediamo sul campo”. Lo afferma il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, dopo aver enumerato la serie di incontri ad alto livello tra funzionari Ue e Ccg, i cui Paesi sono “partner di importanza strategica”, nelle ultime settimane.

Iran, ucciso in raid docente energia elettrica

Le forze alleate hanno ucciso questa mattina in un attacco mirato Saeed Shamghadari, professore di ingegneria elettrica all’università di Scienze e Tecnologia dell’Iran. Lo riferisce la tv di Stato.

Mosca: “Colloquio telefonico Tra i ministri degli Esteri russo e iraniano”

Il ministero degli Esteri russo ha riferito che il ministro, Serghei Lavrov, ha avuto un colloquio telefonico con l’omologo iraniano Abbas Araghchi, “durante il quale è stata discussa la situazione nel Golfo Persico”. La conversazione si è svolta “su iniziativa della parte iraniana”. “Sergey Lavrov ha sottolineato la categorica inaccettabilità degli attacchi statunitensi e israeliani contro le infrastrutture nucleari iraniane, inclusa la centrale nucleare di Bushehr, che creano rischi inammissibili per la sicurezza del personale russo e comportano catastrofiche conseguenze ambientali per tutti i Paesi della regione, senza eccezioni”, si legge nel comunicato del ministero russo. “Araghchi ha ringraziato la leadership russa per il significativo sostegno diplomatico e di altro tipo fornito alla Repubblica Islamica dell’Iran, compresa la fornitura di aiuti umanitari”, ha riferito inoltre l’ufficio stampa del ministero russo. 

Teheran: “Nessun negoziato con Usa. Trump ha avuto paura”

L’Iran ha smentito che vi siano colloqui in corso con gli Stati Uniti, come invece annunciato dal presidente Donald Trump. “Trump ha rinunciato ad attaccare infrastrutture vitali dopo che le minacce militari dell’Iran sono state prese sul serio”, ha detto un alto funzionario della sicurezza citato dall’agenzia Fars. “La pressione dei mercati finanziari e la minaccia delle obbligazioni negli Stati Uniti e in Occidente sono aumentate, e questo è stato un altro fattore significativo in questa marcia indietro”, ha aggiunto. “Dall’inizio della guerra, alcuni mediatori hanno inviato messaggi a Teheran, ai quali la risposta chiara è stata che continueremo a difenderci fino a quando non avremo raggiunto la necessaria deterrenza”, ha chiarito la fonte, “non ci sono stati negoziati e non ve ne sono in corso”. 

“Questa guerra psicologica non riporterà lo Stretto di Hormuz allo stato prebellico né porterà calma ai mercati energetici”, ha insistito il dirigente iraniano citato da Fars. “L’ultimatum di cinque giorni di Trump significa la continuazione del programma criminale di questo regime contro il proprio popolo e noi continueremo a rispondere e a difendere il nostro Paese su vasta scala”, ha assicurato.

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran. 

Media iraniani vicini ai pasdaran: “Trump fa marcia indietro”

Donald “Trump fa marcia indietro”. Lo ha scritto in un messaggio su X l’agenzia iraniana Tasnim, ritenuta vicina alle Guardie della rivoluzione, commentando l’annuncio del presidente degli Stati Uniti riguardo a un rinvio di cinque giorni di “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane”, dopo “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran.

Media: “Netanyahu non risponde a richieste commento annuncio Trump”

L’ufficio del primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu non ha risposto alle richieste di commento della stampa israeliana sull’annuncio del presidente americano Donald Trump, che ha parlato di ”colloqui positivi con l’Iran” e annunciato il rinvio dei raid sugli impianti energetici. Lo scrive il Times of Israel.

Emirati, ‘dove sono Lega Araba e grandi Paesi regione?’

Dagli Emirati Arabi Uniti critiche alle “istituzioni arabe e islamiche”, ai “principali” Paesi arabi e islamici, accusati di non aver dimostrato sostegno ai Paesi del Golfo “in tempi difficili”, ovvero durante la risposta iraniana alle operazioni miliari di Usa e Israele avviate lo scorso 28 febbraio contro la Repubblica islamica. “Dove sono le istituzioni arabe e islamiche, prime tra tutte la Lega Araba e l’Organizzazione della cooperazione islamica, mentre la nostra gente e i nostri Paesi subiscono questa vile aggressione iraniana?”, ha scritto in un post su X Anwar Gargash, consigliere diplomatico del presidente degli Emirati.

E ha incalzato: “Dove sono i ‘principali’ Paesi arabi e della regione?”. “In questa assenza e incapacità non sarà poi lecito – ha aggiunto – criticare la presenza americana e occidentale” nella regione. “I Paesi arabi del Golfo sono stati un sostegno e partner – ha concluso – nei momenti di prosperità. Quindi dove siete oggi nei momenti di difficoltà?”.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

Madri palestinesi e israeliane cammineranno fianco a fianco a Roma il 24 marzo unendo le loro voci nella “Barefoot Walk: Mothers’ Call for Peace” , l’appello che chiede la fine della violenza e la tutela dei bambini colpiti dal conflitto israelo-palestinese.

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

A Roma la camminata delle madri palestinesi e israeliane per la pace

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Dopo l’annuncio di Trump, silenzio da parte di Netanyahu

Silenzio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, dopo l’annuncio del presidente Usa Donald Trump di una tregua di cinque giorni negli attacchi contro le installazioni energetiche iraniane alla luce di colloqui produttivi con Teheran. Come sottolinea la stampa israeliana, l’ufficio di Netanyahu non ha rilasciato alcuna dichiarazione e non ha risposto alle richieste di commento. 

Araghchi sente Lavrov: “Grazie per il sostegno”

Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha avuto una conversazione telefonica con l’omologo iraniano Abbas Araghchi che lo ha ringraziato per “il sostegno della Russia alla Repubblica islamica”. Lo riporta il ministero degli Esteri russo in una nota che riferisce i contenuti del colloquio avvenuto dopo i colloqui annunciati da Donald Trump tra Washington e Teheran. “Le parti hanno discusso della situazione nella regione del Golfo Persico”, si legge nella nota da Mosca. “Lavrov ha affermato la necessità di una cessazione immediata delle ostilita’ e di una soluzione politica che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte, in particolare dell’Iran”, ha poi aggiunto il ministero russo. 

Un civile ucciso in raid dell’Idf nel sud del Libano

Un civile è rimasto ucciso in un raid aereo israeliano nel distretto di Shahabiya, a Tiro, nel sud del Libano. Lo riporta l’Agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che nell’attacco quattro persone sono rimaste ferite in modo non grave. Dal 2 marzo, i raid aerei israeliani e l’operazione di terra dell’Idf hanno ucciso più di 1.000 persone e causato lo sfollamento di circa un milione.

Oman: “Al lavoro per la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”

“L’Oman lavora a un ritmo intenso per mettere in atto misure volte a garantire la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz”. Così in un post su X il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr Albusaidi. “Qualunque sia la vostra opinione sull’Iran, questa guerra non è stata causata da loro”, si legge nel messaggio del capo della diplomazia del Paese che è stato protagonista della medazione tra Usa e Iran prima dell’avvio, il 28 febbraio scorso, delle operazioni militari di Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica e della risposta di Teheran ai raid. E, prosegue il post arrivato poco prima delle parole di Donald Trump su Truth, il conflitto “sta già causando problemi economici diffusi e temo promettano di peggiorare se la guerra dovesse continuare”.

Trump: “I colloqui con l’Iran continueranno questa settimana”

Donald Trump ha annunciato che i colloqui con l’Iran “proseguiranno per tutta la settimana”  dopo che “in base al tenore e al tono di queste conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” ha deciso di rinviare per cinque giorni gli attacchi a centrali e infrastrutture energetiche iraniane. 

Trump

©Ansa

Prezzi del petrolio in forte calo dopo il rinvio dell’ultimatum di Trump

I prezzi del petrolio in forte calo dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato il rinvio dell’ultimatum contro l’Iran, dopo colloqui “produttivi” avuti negli ultimi due giorni. A Londrea il Brent è in calo del 10,37% a 100,56 dollari mentre a New York il West Texas Intermediate perde il 10,58% a 87,84 dollari. 

Iran, Nyt: “Il Mossad aveva un piano per rovesciare il regime a inizio guerra fomentando l’opposizione”

Il capo del Mossad, David Barnea, aveva un piano: fomentare l’opposizione iraniana nei primi giorni della guerra, scatenare una rivolta e arrivare al rovesciamento del regime di Teheran. Piano che Barnea ha illustrato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu prima del 28 febbraio e ad alti funzionari dell’Amministrazione Trump durante la sua visita a Washington a metà gennaio. Piano che, al 24esimo giorno di conflitto, sembra non essere riuscito. Lo scrive il New York Times, che ha parlato a condizione di anonimato con oltre una decina di funzionari americani, israeliani e di altre nazionalità.

Alti funzionari americani e alcuni funzionari di altre agenzie di intelligence israeliane erano scettici sulla riuscita del piano, ma Netanyahu lo ha adottato e anche il presidente americano Donald Trump era ottimista. A loro avviso l’uccisione dei leader iraniani all’inizio del conflitto poteva portare a una rivolta di massa in grado di porre fine rapidamente alla guerra e a regime. Ma a tre settimane dall’inizio della guerra non c’è una rivolta iraniana. Secondo le intelligence americana e israeliana che il governo teocratico di Teheran è indebolito, ma intatto, mentre la paura delle forze militari e di polizia iraniane ha smorzato le prospettive di una ribellione e di incursioni transfrontaliere da parte di milizie etniche al di fuori dell’Iran.

Cina: “Rischio caos totale in Medio Oriente”

Il “caos”. Questo si rischia in Medio Oriente, secondo la Cina, mentre proseguono, dal 28 febbraio,  le operazioni di Usa e Israele contro l’Iran e la ‘risposta’di Teheran ai raid. “Continua a dilagare il conflitto in Medio Oriente – ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Lin Jian, in dichiarazioni ai giornalisti prima del post di Donald Trump su Truth – Se il conflitto continuerà ad allargarsi e la situazione peggiorerà ancora una volta, la regione intera sprofonderà nel caos”.

“L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha aggiunto, ribadendo l’ “appello” allle “parti in conflitto” a “porre  immediatamente fine alle operazioni militari, a tornare al dialogo e ai negoziati, a evitare che continui questa guerra che non avrebbe mai dovuto iniziare”.  

Trump: “Gli Usa rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui molto buoni”

Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all’Iran dopo colloqui “molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni”. Lo afferma Donald Trump su Truth. Donald Trump ha dichiarato di aver dato istruzioni all’esercito statunitense di rinviare “tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane” in seguito a due giorni di “conversazioni molto positive e produttive” con l’Iran su “una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente”. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al “successo degli incontri e delle discussioni in corso”.

Media: “Massicci attacchi su Teheran”

Teheran è sotto un’ondata di massicci attacchi. Lo riferiscono i media iraniani. In particolare, è stata presa di mira la zona residenziale nel sud-est della Capitale.

La portaerei Usa Gerald Ford arriva a Cipro

La Uss Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo che ha partecipato alle operazioni belliche in Medio Oriente, è rientrata oggi in una base navale a Creta, secondo quanto riferito da un fotografo dell’Afp. La nave, che a febbraio aveva fatto rifornimento di cibo, carburante e munizioni a Souda Bay, aveva segnalato un incendio nella lavanderia il 12 marzo, in cui erano rimasti feriti due membri dell’equipaggio. La portaerei aveva attraversato il canale di Suez sabato. Nella base di Souda Bay, è prevista una sosta per le riparazioni dei danni causati dall’incendio del 12 marzo. 

Berlino: “Missione su Hormuz? Il nostro contributo dopo la fine della guerra”

“Il governo è disponibile, dopo la fine della guerra, a dare un contributo per stabilizzare la regione”. Lo ha detto il portavoce del governo Stefan Kornelius, rispondendo in conferenza stampa a Berlino alla domanda se la Germania parteciperà alla missione di 22 nazioni annunciata dal segretario della Nato Mark Rutte per liberare lo Stretto di Hormuz. 

I Pasdaran: “Il nemico sappia di nuove sorprese in arrivo, nessuna resa”

Teheran minaccia nuove sorprese. In attesa che scada l’ultimatum per la riapertua dello stretto di Hormuz lanciato da Donald Trump,  Abdullah Haj-Sadeghi, rappresentante della guida suprema nel corpo dei Guardiani della rivoluzione, avverte: “Il nemico deve sapere che nuove sorprese sono in arrivo”. L’Iran non si arrenderà mai, ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, citando Haj-Sadeghi: “Siamo cresciuti in una scuola di pensiero che considera la resa un’umiliazione”.

Rutte: “22 Paesi uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz”. VIDEO

Starmer: “No indicazioni che Gb sia nel mirino di Teheran”

Non ci sono indicazioni che la Gran Bretagna sia nel mirino dell’Iran. Lo ha dichiarato il primo ministro britannico Keir Starmer ai giornalisti prima della riunione d’emergenza del comitato Cobra convocato per valutare gli effetti economici della guerra sul Regno Unito e studiare delle contromisure da adottare. “Effettuiamo valutazioni continue per garantire la nostra sicurezza, e non c’è alcuna valutazione che indichi che siamo presi di mira”, ha detto Starmer aggiungendo che “ovviamente è mio compito garantire che gli interessi britannici, le vite dei britannici siano sempre al primo posto”.

Facendo appello alla ”de-escalation”, il premier britannico ha affermato che ”la scorsa settimana abbiamo  diversi Paesi si sono espressi su cosa dobbiamo fare riguardo allo Stretto di Hormuz, che ovviamente richiede un attento coordinamento e un piano realizzabile. Ma è fondamentale difendere i nostri interessi, difendere le vite britanniche, senza però essere trascinati in guerra, ed è questa la netta distinzione che ho stabilito”.

Starmer

©IPA/Fotogramma

Allerta mondiale Usa ai suoi cittadini: “Iran e proxy potrebbero colpirvi”

Il Dipartimento di Stato americano ha emesso un “avviso a livello mondiale” rivolto ai cittadini statunitensi residenti fuori dagli Stati Uniti, specialmente nel Medio Oriente, per invitarli ad adottare misure precauzionali nel contesto della guerra in corso con l’Iran. “I gruppi che sostengono l’Iran potrebbero prendere di mira altri interessi statunitensi all’estero o luoghi associati agli Stati Uniti e/o a cittadini americani in tutto il mondo”. 

Cremlino: “Ultimatum di Trump? Via politica e diplomatica per de-escalation”

Solo la “via politica e diplomatica” può portare a una de-escalation in Medio Oriente. Lo ha ribadito il Cremlino, dopo l’ultimatum di Donald Trump che ha minacciato di distruggere le centrali elettriche iraniane se Teheran non riaprirà lo stretto di Hormuz entro stanotte. “La situazione avrebbe dovuto passare già da tempo a una via di risoluzione politica e diplomatica. È l’unica cosa che possa contribuire efficacemente a disinnescare la situazione drammaticamente tesa che regna attualmente nella regione”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. 

Peskov ha anche messo in guardia contro qualsiasi attacco alla centrale nucleare civile di Bushehr in Iran, dove lavorano specialisti russi. “Gli attacchi contro installazioni nucleari sono potenzialmente estremamente pericolosi e rischiano di avere conseguenze, forse anche irreparabili”, ha avvertito.

Iran, Israele a Sanchez: “Tue parole su missili sparati da regime”

“Pedro Sanchez, il regime dei mullah iraniani ti
ringrazia stampando le tue parole sui missili che lancia contro i civili
in Israele e nel mondo arabo. Come ti senti sapendo che il tuo volto e le
tue parole sono su questi missili?”. E’ il messaggio postato dal ministero
degli Esteri israeliano su X, allegando un video in cui si vedono
attaccate su un missile le parole di condanna di Madrid verso la guerra di
Israele e Stati Uniti all’Iran. “Tieni presente – ha aggiunto Tel Aviv –
che l’Europa, Spagna compresa, e’ nel raggio d’azione di questi missili”.

Coppia Gb in carcere in Iran accusa governo Starmer: “Ci ha abbandonato”

Un j’accuse in piena regola al governo di Keir Starmer, per averli “abbandonati”: è il contenuto di una telefonata drammatica fatta da due coniugi britannici,  Craig e Lindsay Foreman, dal carcere iraniano di Evin, dove la coppia è rinchiusa da oltre un anno in base a una contestata condanna per “spionaggio”, dopo essere sconfinata in Iran nell’ambito di un tour asiatico in motocicletta.      I Foreman, che  si definiscono biker e negano ogni sospetto di essere spie come frutto di una montatura, hanno ottenuto il permesso di chiamare nel Regno Unito i familiari, i quali hanno poi diffuso la registrazione della conversazione.     Nella telefonata dicono di sentirsi “abbandonati e completamente frustrati” e rinfacciano al governo Starmer di non aver mai proclamato pubblicamente la loro innocenza pur sapendoli non colpevoli dell’accusa per la quale sono stati condannati a 10 anni dai giudici della Repubblica Islamica. La voce di Craig denuncia “la grave mancanza d’impegno” da parte di Londra e aggiunge: “Noi siamo ora in prigione in una zona di guerra, le nostre vite sono minacciate, e il governo ha scelto di non farci avere alcuna informazione su cosa può accaderci o su dove andare se le porte del carcere fossero aperte”. Nessun cenno invece a maltrattamenti o a celle bloccate a Evin, secondo quanto sostenuto negli ultimi giorni da fonti dell’opposizione iraniana all’estero.      Il Foreign Office, da parte sua, ha reagito manifestando “comprensione” per l’angoscia dei Foreman, ma assicurando che la diplomazia sta facendo tutto il possibile e considera la sicurezza dei cittadini britannici “una priorità”.  “La sentenza contro Craig e Lindsay – si legge in una nota – è stata totalmente orribile e ingiustificabile. Noi continueremo a sollevare incessantemente il loro caso con il regime iraniano finché non torneranno sanno e salvi nel Regno Unito per riunirsi alla loro famiglia”.

Iran: attaccata base irachena forze Mobilitazione popolare

Fonti irachene hanno riferito di un attacco aereo
statunitense contro il quartier generale della 15 Brigata delle Forze di
Mobilitazione Popolare nella zona di Al-Hamra, nella provincia di
Salahuddin. Lo riporta l’agenzia Tasnim.

La Cina limita gli aumenti dei prezzi dei carburanti

La Cina ha deciso di limitare l’entità dell’aumento dei costi del carburante nel Paese dovuti all’impennata dei prezzi del petrolio causata dalla guerra in Medio Oriente. Lo ha deciso il governo. L’ente statale cinese preposta alla pianificazione, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma (Ndrc), ha dichiarato di aver aumentato i prezzi massimi al dettaglio della benzina e del diesel rispettivamente di 1.160 yuan (168 dollari) e 1.115 yuan per tonnellata metrica, a partire dalla mezzanotte.

Media: “Mojtaba Khamenei ferito, isolato e non risponde ai messaggi”

Secondo quanto riferito al Washington Post da funzionari della sicurezza americani e israeliani, il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, è “ferito, isolato e non risponde ai messaggi che gli vengono trasmessi”. Lo riporta The Times of Israel.    Secondo fonti israeliane, nel frattempo, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro controllo sull’Iran. Sabato Axios aveva riportato che la Cia e il Mossad israeliano dispongono di informazioni che suggeriscono che Mojtaba sia vivo, aggiungendo che tra le prove ci sarebbero i tentativi di alcuni funzionari iraniani di organizzare incontri di persona con la guida suprema, senza successo, per motivi di sicurezza. Ma, aveva aggiunto una fonte: “Non abbiamo prove che sia davvero lui a impartire gli ordini”.    Khamenei, che risulta irreperibile da quando è stato proclamato nuovo leader supremo in seguito all’assassinio del padre. Da quando è stato eletto non si è mai fatto vedere in viso né sentire per messaggio audio, alimentando le speculazioni sul suo vero stato di salute, soprattutto visto il suo convolgimento nel raid israeliano-americano che ha ucciso il padre, l’ayatollah  Ali Khamenei.

Magistratura iraniana: “Nessuna clemenza con i traditori”

Un altro funzionario della Magistratura iraniana, Hamzeh Khalili, ha affermato che le autorità adotteranno misure severe contro gli individui accusati di collaborare con attori ostili. Coloro che saranno considerati “infiltrati, mercenari e traditori” subiranno punizioni severe e “nessuna clemenza” se risulterà che collaborano con il nemico, riferisce l’emittente dissidente con sede a Londra ‘Iran International’, citando i media statali iraniani. Le dichiarazioni di Khalili arrivano dopo che il ministero dell’Intelligenze di Teheran aveva annunciato l’arresto, in varie province del Paese, di decine di “mercenari degli Stati Uniti e di Israele”, tra cui persone accusate di avere legami con l’emittente ‘Iran International’.

Iran, Cremlino: “Possibile solo soluzione diplomatica”

Solo una soluzione politico-diplomatica puo’ contribuire a risolvere efficacemente la situazione catastrofica in Medio Oriente. Lo ha ribadito il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a quanto riporta la Tass. La Federazione Russa, ha detto, ritiene che sarebbe servita “gia’ ieri una soluzione politico-diplomatica”. “La situazione si sarebbe dovuta spostare
molto tempo fa verso una via di soluzione politica e diplomatica. Questa
e’ l’unica cosa che puo’ contribuire efficacemente a disinnescare la
situazione catastrofica e tesa attualmente presente nella regione”, ha
sottolineato Peskov.

Media: “2 uccisi in raid israeliano nel sud del Libano”

Due persone sono state uccise da questa mattina in raid israeliani nel sud del Libano, tra i distretti di Tiro e Nabatiye. Lo riferisce l’agenzia governativa libanese Nna. Nelle ultime ore altri attacchi israeliani hanno colpito più volte località nei distretti di Nabatiye e Bint Jbeil. Le fonti parlano anche di uso di proiettili al fosforo bianco, vietato dal diritto internazionale. I bombardamenti sono proseguiti su Khiam, nel distretto di Marjeyoun, dove si concentrano i combattimenti più intensi tra Hezbollah e l’esercito israeliano dall’inizio dell’offensiva terrestre.
         Operazioni di rastrellamento hanno interessato diversi quartieri della località, ormai in parte sotto controllo israeliano. Sul terreno, truppe israeliane hanno condotto nuove incursioni nell’area nel distretto di Hasbaya, effettuando perquisizioni nelle abitazioni e posizionandosi in prossimità di case abitate. Le stesse forze hanno inoltre proseguito le operazioni di demolizione di edifici in tre villaggi sotto loro controllo.
     Nella notte, bombardamenti avevano già colpito anche la valle della Bekaa, vicino al confine con la Siria. Nel corso della giornata di ieri, Hezbollah aveva affermato di aver respinto avanzate israeliane in diverse aree, in particolare nel distretto di Marjeyoun, tra Khiam, Taybe, Markaba e Adayse, ma anche a Marun ar Ras nel distretto di Bint Jbeil e nelle località di Marwahin e Dhayra nel distretto di Tiro.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.Gli Stati Uniti e Israele hanno lanciato nuovi attacchi contro diverse  zone di Teheran, tra cui Lavizan, Niavaran e Andarzgu. Anche altre città  sono state prese di mira, come Karaj, Isfahan, Khorramabad, Bushehr  Orumiyeh, Hamedan e Yazd. Secondo l’agenzia Isna, il membro delle forze  di sicurezza è rimasto ucciso e un’altra persona ferita nell’attacco a  un trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo  Persico che si trovava nella città portuale meridionale di Bandar  Abbas.

La guerra in Medio Oriente potrebbe rallentare la produzione di semiconduttori

Gli attacchi condotti dall’Iran contro le infrastrutture energetiche del Qatar hanno innescato una crisi nelle forniture di elio che minaccia di paralizzare l’industria globale dei semiconduttori nelle prossime settimane. Secondo quanto riporta l’Associated Press online, il Qatar, che occupa oltre un terzo della produzione mondiale del gas, ha sospeso le attività nel sito di Ras Laffan dopo i recenti raid missilistici.    L’elio è un componente primario nei processi di raffreddamento dei “wafer” di silicio e nell’incisione dei circuiti integrati di ultima generazione necessari per l’intelligenza artificiale. Il gas viene raffreddato allo stato liquido in Qatar e immagazzinato in contenitori isotermici per il trasporto attraverso lo Stretto di Hormuz. Circa 200 di questi container sono bloccati in Medio Oriente.    “Questo peggiora ulteriormente la situazione”, ha affermato alla testata Phil Kornbluth, presidente di Kornbluth Helium Consulting, “nella migliore delle ipotesi, si potrebbe riprendere la produzione di elio entro sei settimane o giù di lì. Allo stato attuale, però, è altamente improbabile”.    La testata ricorda che colossi del settore come Samsung Electronics e Sk Hynix, importano circa il 65% del proprio fabbisogno di elio direttamente da Doha.    L’elio è tra i 14 materiali della catena di approvvigionamento dei semiconduttori che la Corea del Sud ha segnalato per un monitoraggio costante a causa delle criticità dovute ad azioni di guerra.

Iran, Pasdaran attaccano postazioni separatisti a Erbil

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno
sferrato massicci attacchi con droni contro le postazioni separatiste a
Erbil, in Iraq. Lo riferisce il Tehran Times.

Borsa: Europa sotto pressione con l’escalation in Iran, Milano -2,5%

Ancora una seduta sotto pressione per le Borse. Già un’indicazione era arrivata dall’Asia con le vendite che hanno piegato le Piazze di Giappone e Corea Sud, che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali.    A contribuire è l’ennesima escalation nella guerra che vede coinvolti Stati Uniti Israele e Iran e che alimenta ulteriori tensioni nell’area del Golfo Persico. A questo si aggiungono le persistenti preoccupazioni che l’aumento dei prezzi del petrolio possa alimentare un’inflazione globale più tenace, accompagnata ad una politica più restrittiva da parte delle banche centrali.      Milano cede il 2,5%, Francoforte l’1,8%, Parigi l’1,49%, Londra l’1,55%, Madrid il 2,25%. L’indice d’area del Vecchio Continente lascia sul terreno l’1,7% con l’immobiliare e gli industriali tra i più pesanti.      Il petrolio avanza con il wti che che lima a 99 dollari con un rialzo dell’1,2%.  Il Brent guadagna l’1% oltre 113 dollari al barile. Anche il gas è in allungo con i Ttf che salgono del 5% a 62,3 euro al megawattora. L’oro conferma il calo a 4.265 dollari l’oncia (-8,3%) mentre l’argento cede il 10% a 63,9 dollari.         In questo contesto sono sempre in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato con il decennale italiano che si conferma oltre il 4%. Lo spread tra Btp e Bund è a 98,5 punti sempre sui massimi da giugno scorso.        Sul fronte dei cambi il dollaro si apprezza sull’euro. La moneta unica passa di mano a 1,1526 sul biglietto verde. 

Analisti: con rischio energia, periodo prolungata instabilità mercati

Il ritorno del rischio energia fa presagire un periodo di prolungata instabilità. E’ questo lo scenario tracciato dagli analisti finanziari con l’escalation della guerra in Medio Oriente.    L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha “acuito le tensioni geopolitiche e provocato brusche oscillazioni dei mercati dell’energia”, afferma William Davies, global chief investment officer di Columbia Threadneedle Investments. “I prezzi del petrolio – aggiunge – hanno mostrato una notevole volatilità con l’evolversi del conflitto, quasi raddoppiando nei livelli più estremi. Sebbene tali mosse possano generare titoli di impatto sui media, non sempre riflettono la reale situazione economica di fondo. Se si ipotizza che i prezzi del petrolio rimangano elevati, l’effetto immediato è un aumento dei costi correlati. Questo fenomeno è generalmente interpretato come inflazionistico, sollevando preoccupazioni che le banche centrali possano dover inasprire la politica monetaria”.    La scorsa settimana Federal reserve, Bank of England e Bce hanno lasciato i tassi di interesse “invariati, in linea con le attese. Tuttavia, al di là delle decisioni formali, il conflitto in Medio Oriente ha già iniziato a riflettersi in modo evidente nel quadro di politica monetaria”, sottolinea Richard Flax, chief investment officer di Moneyfarm. “Il protrarsi di prezzi energetici elevati – aggiunge – delinea uno scenario complesso, caratterizzato da maggiore inflazione e crescita più debole. La durata di questa fase resta incerta e dipenderà in larga misura dall’entità dei danni alle infrastrutture energetiche e dai tempi necessari per il ripristino dell’offerta”.

Libano, Idf: “Civile nel nord Israele ucciso da nostro fuoco”

Il civile israeliano morto ieri a Misgav Am, nel nord del Paese, e’ stato ucciso dal fuoco dell’Idf, non di Hezbollah. Lo ha affermato il comandante del Comando Nord, Rafi Milo, al termine dell’inchiesta sull’accaduto: “Si tratta di un incidente gravissimo. Ofer Moskovitz e’ stato ucciso dal fuoco delle nostre stesse forze durante un’operazione il cui unico scopo era proteggerle”. “Le prime indagini suggeriscono che il civile
israeliano sia stato ucciso dal fuoco dell’artiglieria dell’Idf a supporto
delle truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale”, ha spiegato il
comandante, riconoscendo che ci sono stati “diversi gravi problemi ed
errori operativi, sia nella pianificazione che nell’esecuzione del fuoco”.
“Il fuoco di artiglieria e’ stato effettuato con un’angolazione errata e
senza seguire i protocolli previsti. Di conseguenza, cinque proiettili di
artiglieria sono stati sparati contro la cresta di Misgav Am anziche’
contro l’obiettivo nemico”, ha aggiunto, esprimendo “rammarico per
l’accaduto” e porgendo “le piu’ sentite condoglianze alla famiglia
Moskovitz e alla comunita’ di Misgav Am in questo momento difficile”.

Media: Starmer convoca una riunione d’emergenza sull’economia

Il primo ministro britannico Keir Starmer presiederà oggi una riunione d’emergenza sulle conseguenze economiche della guerra in Iran, alla quale parteciperanno anche il cancelliere dello Scacchiere Rachel Reeves e il governatore della Banca d’Inghilterra Andrew Bailey, ha annunciato il governo britannico. Lo scrive il Guardian.    I mercati finanziari si preparano ad affrontare un’altra settimana turbolenta dopo che l’Iran ha dichiarato che colpirà i sistemi energetici e idrici dei suoi vicini del Golfo se Donald Trump darà seguito alla sua minaccia di “annientare” le centrali elettriche iraniane qualora non venga completamente aperto lo stretto di Hormuz.

Gb, media: “Gruppo sciita rivendica incendio ambulanze Londra”

Il gruppo sciita Ashab al-Yamin ha rivendicato
l’incendio di quattro ambulanze a Golders Green, a Londra A quanto
riferiscono diversi media online, su account social legato al movimento
filo-iraniano e’ comparso un video dell’azione. Il gruppo si e’ assunto
gia’ la responsabilita’ di recenti attacchi a Rottardam, Amsterdam e
Liegi.

Iran, Fmi: “Da conflitto significativa nuova fonte di rischio nell’economia globale”

Il conflitto in Medio Oriente ha introdotto ”una nuova e significativa  fonte di rischio nell’economia globale, che fino a poco tempo fa  appariva piuttosto resiliente. Le conseguenze complete sono ancora  difficili da valutare, ma prevediamo che questi sviluppi porranno ai  responsabili politici delle scelte complesse”. La lezione che gli shock  hanno insegnato è che ”solidi quadri normativi e agilità sono  essenziali”. Lo afferma il vicedirettore generale del Fmi, Dan Katz,  intervenendo al Forum sullo sviluppo in Cina. ”Naturalmente la prima  linea di difesa contro le interruzioni dell’approvvigionamento è  rappresentata dai prezzi. La domanda dovrebbe potersi adeguare entro  certi limiti, per garantire che gli usi marginali dell’energia siano  quelli più produttivi”, spiega Katz. Comprensibilmente, la politica  fiscale ”potrebbe dover svolgere un ruolo nell’adattamento allo shock  energetico”, spiega il vicedirettore. ”I governi potrebbero tentare di  proteggere le famiglie con tetti massimi di consumo energetico e  programmi di sussidi. Ciò potrebbe attenuare le pressioni del costo  della vita nel breve termine, ma queste misure sono costose dal punto di  vista fiscale in un momento in cui molti bilanci pubblici sono già al  limite”. Inoltre poiché sopprimono i segnali di prezzo, ”spesso  impediscono una riduzione ordinata del consumo energetico e potrebbero  mantenere elevati i prezzi dell’energia, e la domanda in generale, per  un periodo più lungo”.
Per le  banche centrali , il contesto politico ”è particolarmente difficile”,  secondo Katz. Se i prezzi dell’energia ”dovessero rimanere elevati più  a lungo, le banche centrali potrebbero dover bilanciare i rischi per la  stabilità dei prezzi con una recessione economica e un potenziale  inasprimento delle condizioni finanziarie”. E ”non fare nulla è  perfettamente logico se rappresenta la migliore alternativa disponibile  e, per le banche centrali al momento, attendere ora offre un’opzione di  grande valore ”. ”Le banche centrali con aspettative di inflazione  meno saldamente ancorate e che hanno dovuto affrontare un’inflazione  persistentemente elevata potrebbero dover reagire più rapidamente’,  avverte Katz. Tuttavia, ”le banche centrali che hanno mantenuto la  politica invariata o l’hanno gradualmente modificata possono  probabilmente permettersi di prendersi il loro tempo e ottenere maggiore  chiarezza sulla situazione in rapida evoluzione prima di decidere se  sia opportuno un cambio di rotta, sia verso un orientamento più  restrittivo per affrontare i rischi di inflazione, sia verso un  orientamento più accomodante per affrontare i rischi di produzione”.
”È  fondamentale -secondo il vicedirettore- che tutte le banche centrali  illustrino chiaramente le proprie potenziali funzioni di reazione, anche  attraverso analisi di scenario, al fine di sensibilizzare il mercato  sui possibili percorsi di politica monetaria qualora si concretizzassero  rischi per l’inflazione e la produzione”. ”Certo, è ancora presto e  molto potrebbe cambiare”, precisa Katz. ”Ma quel che è certo è che sia  i responsabili politici che le imprese dovranno adattarsi, a riprova di  una lezione che i successivi shock ci hanno insegnato: che solidi  quadri normativi e agilità sono essenziali . L’esperienza recente ha  anche dimostrato che consentire al settore privato di adattarsi e  innovare in risposta agli shock può rafforzare la resilienza complessiva  dell’economia”.

Iran, Pizzaballa: “Cancellata processione Palme a Gerusalemme”

“La durezza di questo tempo di guerra, che ci colpisce tutti, oggi si fa carico dell’ulteriore peso di non poter celebrare la Pasqua insieme e con dignita’. Questa e’ una ferita che si aggiunge alle tante inflitte dal conflitto”. Il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, conferma – dopo notizie trapelate nei giorni scorso – che i riti della Settimana Santa a Gerusalemme hanno subito delle variazioni. Annullata la tradizionale processione della Domenica delle Palme, che dal Monte degli Ulivi sale fino a Gerusalemme. “Al suo posto, si terra’ un momento di preghiera per la citta’ di Gerusalemme, in un luogo che verra’ comunicato in seguito”, afferma Pizzaballa che annuncia che “la Messa Crismale e’ rinviata a data da destinarsi, non appena la situazione lo permettera’, possibilmente durante il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha gia’ concesso l’autorizzazione necessaria”. “A causa della guerra, quest’anno
non abbiamo potuto vivere il tradizionale cammino quaresimale a
Gerusalemme, con le solenni celebrazioni al Santo Sepolcro e nei Luoghi
Santi della Passione”, scrive il Patriarca. “Pur avendo potuto pregare e
prepararci personalmente, abbiamo sentito la mancanza del cammino
comunitario verso la Pasqua. Ora ci interroghiamo sulle celebrazioni della
Settimana Santa, cuore pulsante della nostra fede, a Gerusalemme e al
Santo Sepolcro. Le restrizioni imposte dal conflitto e dagli eventi degli
ultimi giorni non lasciano presagire un imminente miglioramento. In
costante dialogo con le autorita’ competenti, insieme alle altre Chiese
cristiane, stiamo valutando come, secondo modalita’ da concordare, potremo
celebrare il Mistero centrale della nostra salvezza nel cuore delle nostre
Chiese”. “La situazione e’ in continua evoluzione e non e’ possibile
fornire indicazioni definitive per i giorni a venire; saremo quindi
costretti a coordinarci giorno per giorno”, sottolinea Pizzaballa che
aggiunge pero’ che le chiese della diocesi restano aperte: “I parroci e i
sacerdoti, nelle forme e nei modi possibili, faranno tutto il possibile
per incoraggiare la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle
celebrazioni del Mistero Pasquale”. “Desideriamo la pace, prima di tutto
per i nostri cuori turbati. Solo la preghiera puo’ donarla”, prosegue il
Patriarca latino che invita a unirsi “in preghiera sabato prossimo, 28
marzo, recitando il Rosario per implorare il dono della pace e della
serenita’, specialmente per coloro che soffrono a causa del conflitto”.
“Lo faremo con umilta’ di cuore, certi che la nostra preghiera, pur
essendo fisicamente distanti, e’ capace di attingere alla forza dell’amore
di Dio, che ci unisce in uno spirito di speranza e fiducia”.

Iran, Wp: “Mojtaba Khamenei ferito, non risponde ai messaggi”

La nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è “ferita, isolata e  non risponde ai messaggi che le vengono trasmessi”. Lo scrive il  Washington Post citando funzionari della sicurezza americani e  israeliani. Secondo fonti israeliane, il Corpo delle Guardie  Rivoluzionarie Islamiche e alcuni religiosi hanno rafforzato il loro  controllo sull’Iran. Il sito di notizie Axios ha riportato sabato che la  Cia , il Mossad israeliano e altri servizi segreti stanno lavorando per  individuare tracce di Khamenei, rimasto irreperibile da quando è stato  proclamato nuova guida suprema in seguito all’assassinio del padre.

Iran, Teheran: 16 lettere anche a Cpi. “Condannino attacco”

La Societa’ iraniana della Mezzaluna Rossa (Irsc)
ha riferito che il paese ha finora inviato 16 lettere alla Corte penale
internazionale (Cpi) e ad altri organismi competenti chiedendo la condanna
della guerra di aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele.
L’Iran, ha riferito il vicecapo dell’Irsc per gli affari internazionali
Razieh Alishvandi, ha esortato gli organismi mondiali a prendere le misure
legali necessarie in condanna degli attacchi di Usa e Israele. Dal canto
suo l’Irsc ha inviato dichiarazioni e lettere riguardanti l’aggressione
anti-Iran in corso agli organismi internazionali autorizzati, tra cui la
Federazione internazionale della Croce Rossa e il Comitato internazionale
della Croce Rossa, su base giornaliera. Il capo dell’Ircs Pir-Hossein
Kolivand ha reso noto ieri che un totale di 81.365 unita’ civili, tra cui
centri medici, scuole e ambulanze, sono state danneggiate negli attacchi
aerei Usa-Israele, “una grave violazione delle norme umanitarie
internazionali e della Convenzione di Ginevra. Non solo: “61.555 case e
19.050 unita’ commerciali in varie province sono state danneggiate negli
attacchi. Nella provincia di Teheran, ha osservato, i raid hanno colpito
24.605 unita’ residenziali e commerciali, 275 centri farmaceutici,
sanitari e di emergenza, 498 scuole e 17 centri della Mezzaluna Rossa, e 3
elicotteri”. Si tratta, ha detto, di “un attacco diretto a chi salva vite
umane”.

Borse asiatiche: chiudono tutte in forte calo, Kospi -6,5%

Chiusura in forte calo per i mercati asiatici,
penalizzati dai timori di una nuova escalation in Medio Oriente e dal
rialzo del petrolio, che alimenta le preoccupazioni per inflazione e
crescita. A Tokyo il Nikkei ha perso il 3,68%, mentre a Seul il Kospi ha
lasciato sul terreno il 6,5%, segnando la flessione piu’ pesante
dell’area. Male anche Hong Kong, con l’Hang Seng in calo del 3,54%, e le
Borse cinesi continentali: Shanghai ha ceduto il 3,63% e Shenzhen il
3,74%. In rosso anche gli altri principali listini della regione, compresi
Australia e India.

Iran, limiti Ben Gurion: Arkia sposta voli in Egitto e Giordania

La compagnia aerea israeliana Arkia ha annunciato
che trasferira’ la maggior parte delle sue operazioni all’aeroporto di
Aqaba, in Giordania, e all’aeroporto di Taba, in Egitto. La decisione e’
stata presa a seguito della disposizione del ministero dei Trasporti che
limita a 50 il numero di passeggeri per volo in partenza dall’aeroporto
Ben Gurion. La compagnia ha dichiarato che “l’attuale quadro normativo non
consente una regolare attivita’ aerea e cio’ equivale di fatto a una
chiusura dello spazio aereo israeliano”. Pertanto, i voli Arkia per New
York, Bangkok e Hanoi opereranno a piena capacita’ dall’aeroporto di
Aqaba. Dopo le disposizioni del ministero, anche El Al, la compagnia aerea
di bandiera, ha fatto sapere che sta valutando se continuare le operazioni
da Ben Gurion e ha esortato ad aprire lo scalo di Ramon, vicino Eilat, nel
sud di Israele.

Teheran: “Se le coste saranno attaccate, mineremo tutto il Golfo Persico”

Il Consiglio di difesa iraniano ha minacciato di posizionare mine marine per bloccare l’intero Golfo Persico se le coste o le isole iraniane venissero attaccate. “Qualsiasi tentativo da parte del nemico di attaccare le coste o le isole iraniane comporterà naturalmente il minamento di tutte le vie di accesso e le linee di comunicazione nel Golfo Persico e lungo le coste con vari tipi di mine navali, comprese le mine galleggianti”, si legge nella dichiarazione, diffusa da Fars. “In tal caso, l’intero Golfo Persico si troverebbe per lungo tempo in una situazione praticamente simile a quella dello Stretto di Hormuz”, afferma Teheran.

Iran: El Al valuta se proseguire attività a Ben Gurion

La compagnia di bandiera israeliana el Al sta
valutando su continuare a operare dall’aeroporto Ben Gurion, dopo che il
ministero dei Trasporti ha ordinato una riduzione del traffico. Lo
riferisce il Times of Israel. El Al, che dallo scoppio della guerra con
l’Iran il 28 febbraio si sta facendo carico di voli di rimoatrio, ha
chiesto alle autorita’ di aprire l’aeroporto Ramon, vicino alla citta’ di
Eilat sul Mar Rosso, come alternativa al Ben Gurion.

Teheran ribadisce: “Ritorsioni se nostre centrali elettriche saranno prese di mira”

“Se gli Stati Uniti daranno seguito alla loro minaccia di ‘annientare’ la rete elettrica iraniana, l’Iran attaccherà senza dubbio le centrali elettriche israeliane, quelle dei Paesi della regione che riforniscono le basi statunitensi nel Golfo Persico, nonché le infrastrutture energetiche, industriali ed economiche della regione in cui gli Stati Uniti detengono una quota”, hanno dichiarato le Guardie della Rivoluzione in un comunicato stampa odierno.    “Siamo determinati a rispondere a qualsiasi minaccia con la stessa intensità deterrente che essa genera… Se colpite l’elettricità, noi colpiamo l’elettricità” aggiunge il comunicato, citato dall’agenzia Mehr. Sabato, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avvertito che le centrali elettriche iraniane sarebbero state prese di mira se Teheran non avesse “aperto completamente” lo Stretto di Hormuz a tutte le navi entro 48 ore.

Iea: “Almeno 40 infrastrutture energetiche “gravemente o molto gravemente”

Il capo dell’Agenzia Internazionale dell’Energia ha dichiarato oggi che  almeno quaranta infrastrutture energetiche sono state “gravemente o  molto gravemente” danneggiate in Medio Oriente a causa della guerra  nella regione. “Almeno quaranta infrastrutture energetiche nella regione  sono state gravemente o molto gravemente danneggiate in nove paesi”, ha  dichiarato Fatih Birol al National Press Club nella capitale  australiana.

Madrid condanna attacchi a infrastrutture energetiche in Medio Oriente

Il governo di Spagna ha condannato gli attacchi contro infrastrutture energetiche critiche in Medio Oriente, citando il raid israeliano contro il giacimento di South Pars in Iran e i successivi attacchi iraniani contro impianti nei Paesi del Golfo, tra cui il “brutale bombardamento” del sito di Ras Laffan in Qatar.   Madrid respinge “nei termini più energici” queste azioni, definite una nuova escalation con conseguenze umane e ambientali imprevedibili, segnala il ministero degli Esteri in una nota.   L’esecutivo iberico ha inoltre condannato l’avvertimento di evacuazione lanciato da Teheran alle popolazioni civili residenti vicino agli impianti energetici nel Golfo, giudicato “illegale, ingiustificato e di impossibile attuazione”. Madrid ricorda che gli attacchi contro infrastrutture energetiche rappresentano una violazione del diritto internazionale e umanitario e mettono a rischio la vita di civili innocenti.   Il governo spagnolo rinvia tutte le parti alla moderazione per evitare ulteriori effetti destabilizzanti con possibili ripercussioni globali, esprimendo al contempo sostegno agli sforzi dei Paesi del Golfo per una urgente de-escalation.

Iran, Consiglio Difesa: “Se invasi mineremo e bloccheremo Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. “Si ribadisce che qualsiasi tentativo nemico di attaccare la costa
o le isole iraniane portera’ naturalmente, in conformita’ con la procedura
militare standard, alla posa di mine su tutte le vie di accesso e le linee
di comunicazione nel Golfo Persico e lungo la costa con vari tipi di mine
marine, comprese le mine galleggianti dispiegabili dalla riva”, si legge
el comunicato riportato dall’agenzia Tasnim. “In tal caso, l’intero Golfo
Persico sara’ in una situazione simile a quella dello Stretto di Hormuz
per un lungo periodo e, questa volta, insieme allo Stretto di Hormuz,
l’intero Golfo sara’ di fatto bloccato, con la responsabilita’ che
ricadra’ sull’aggressore”, si avverte. “Il fallimento di oltre 100
sminatori nel bonificare un numero limitato di mine marine negli anni ’60
e’ ancora vivo nella memoria”, si ricorda nella nota.

Media Iran: “Sei morti e 43 feriti in un attacco Usa al nord”

Un raid aereo americano ha colpito diverse abitazioni nella parte settentrionale di Khorramabad, nella provincia del Lorestan, uccidendo sei persone e ferendone altre 43 ferite. Lo scrive l’agenzia iraniana Isna secondo la quale “il bilancio delle vittime aumenterà. Quattro case sono state completamente distrutte e molte altre danneggiate”.

Pechino: “Nuovo attacchi in Medio Oriente porterebbero a situazione incontrollabile”

La Cina ha avvertito che ulteriori attacchi in Medio Oriente rischiano di creare una “situazione incontrollabile” nella regione devastata dalla guerra, dopo che sabato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato di “radere al suolo” le centrali elettriche iraniane se Teheran non avesse posto fine al blocco parziale dello Stretto di Hormuz.  “L’uso della forza porterà solo a un circolo vizioso”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian in una conferenza stampa, quando gli è stato chiesto delle minacce di Trump. “Se la guerra si espandesse ulteriormente e la situazione si deteriorasse di nuovo, l’intera regione potrebbe essere precipitata in una situazione incontrollabile”, ha affermato.

Iran, Consiglio difesa: “Si passa Hormuz solo con nostro ok”

Il consiglio di Difesa ha ribadito che l’unico modo per i paesi non belligeranti di attraversare lo Stretto di Hormuz e’ attraverso il coordinamento con l’Iran. Lo riporta l’agenzia Isna. “L’unico modo per i paesi non belligeranti di
attraversare lo Stretto di Hormuz e’ coordinarsi con l’Iran”, si legge
nella nota riportata dai media iraniani. “L’intera nazione iraniana, le
sue forze armate e i suoi funzionari resisteranno con fermezza fino alla
morte nell’eseguire il comando della Guida Suprema della Rivoluzione
Islamica e comandante in capo delle Forze Armate”, si assicura.

Iran, nube tossica su Teheran dopo attacchi a siti petrolio

Due settimane dopo i bombardamenti israeliani sui
depositi di petrolio di Teheran, una nube tossica continua a incombere
sulla Capitale, con gravi rischi per la salute degli abitanti. Lo riporta
il Guardian citando le immagini dell’area prese dai satelliti. Il fumo dei
bombardamenti del 7 marzo su piu’ strutture ha coperto la citta’ con
inquinanti che vanno dalla fuliggine alle particelle di olio all’anidride
solforosa. Ore dopo, una tempesta di passaggio ha inondato Teheran di
pioggia velenosa e piena di petrolio. Alcuni residenti, intervistati dal
Guardian, hanno riferito di mal di testa, irritazione degli occhi e della
pelle e difficolta’ respiratorie. Gli esperti hanno avvertito che questi
sintomi potrebbero essere solo l’inizio, con rischi a lungo termine di
malattie cardiovascolari, deterioramento cognitivo, danni al Dna e cancro.

Borse europee: aprono in netto calo, pesano guerra e petrolio

Avvio in deciso calo per le Borse europee a causa
dei timori per una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente.
L’ultimatum di Trump all’Iran sull’apertura dello stretto di Hormuz, e la
risposta aggressiva di Teheran, hanno pesato sul sentiment insieme al
nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Nei primi scambi a Londra l’indice
Ftse 100 cede l’1,46% a 9.770,95 punti, a Francoforte il Dax l’1,99% a
21.957 punti e a Parigi il Cac40 perde l’1,50% a 7.550,96 punti. A Piazza
Affari l’indice Ftse Mib segna -1,9% a 42.079,63 punti. A Madrid, infine,
l’Ibex 35 arretra del 2,20% a 16.346, 41 punti

Iran, media: Consiglio Difesa “se invasi mineremo il Golfo”

Il consiglio di Difesa iraniano ha minacciato di
dispiegare mine navali in tutto il Golfo Persico in caso il Paese sia
invaso. Lo riporta l’Associated Press.

Mosca: “Gli Usa abbiano il buon senso di non colpire la centrale iraniana di Bushehr”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha dichiarato che Mosca spera che la leadership statunitense, la la quale minaccia di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane se Teheran non sbloccherà lo Stretto di Hormuz, “abbia il buon senso di non colpire la centrale nucleare iraniana di Bushehr”. “Immagino che Bushehr non sarà inclusa in queste liste, poiché le conseguenze sarebbero semplicemente catastrofiche per tutti”, ha detto ai media Rudenko, citato dall’agenzia Interfax.

Premier iracheno: “Noi amici di Iran e Stati Uniti, fateci mediare”

“Gli Stati Uniti sono amici, abbiamo importanti relazioni strategiche di vecchia data. Le nostre relazioni sono forti e abbiamo stretti rapporti economici, specie nel campo petrolifero. Del resto, abbiamo ottimi rapporti anche con l’Iran, ecco perché possiamo agire da mediatori”. Così in un’intervista a Il Corriere della Sera, il premier iracheno Mohammed Shia al-Sudani parlando del conflitto in Medio Oriente.     “Tra le cause principali” dell’attacco israelo-americano “c’è la questione israelo-palestinese, che destabilizza l’intera regione”, osserva. Gli Stati Uniti, dice, “si sono lasciati trascinare in un nuovo attacco, ma ancora non è chiaro con quale obiettivo”.    Quanto ai gruppi armati estremisti sciiti filo-Teheran che sparano sulle basi americane e della coalizione internazionale alleata, tra cui quella italiana: “Il nostro esercito e gli apparati di sicurezza nazionali lavorano assieme per mettere sotto controllo qualsiasi tipo di violenza illegale”, risponde al-Sudani.     “Però la situazione è davvero complicata in Iraq e ha le sue radici nel periodo in cui questi gruppi furono fondati per combattere il terrorismo del sedicente Stato Islamico a fianco degli americani – precisa – Dopo la fine dell’Isis abbiamo lavorato anche con la coalizione internazionale per scioglierli. Sappiamo che alcuni di loro vedono la presenza delle truppe straniere come un’occupazione dell’Iraq”. E aggiunge che “anche per questo motivo, con gli alleati abbiamo deciso adesso di anticipare la fine della coalizione internazionale, che avrebbe dovuto proseguire sino al settembre 2026”.      Per quanto riguarda l’Iraq, “è cambiato – sottolinea – non vedo rischi di guerra interna o terrorismo. Ci sono solo pochi jihadisti isolati a cui diamo la caccia”. Il premier oltre a condannare la chiusura di Hormuz, fa sapere che non si uniranno “ad azioni belliche nel Golfo”. E plaude alla politica europea: “Va privilegiata la diplomazia”.

Iran, Idf: “Nuovo lancio missili su Israele”

Le forze armate israeliane hanno individuato un
nuovo lancio di missili su Israele. Lo riferisce l’Idf.

Oro: crolla (-6%) a 4.200 dlr. Giù anche argento

Oro, argento e platino restano sotto forte
pressione sui mercati, mentre gli investitori continuano a ridurre
l’esposizione ai metalli preziosi nonostante il conflitto in Medio
Oriente. A pesare sono i timori che l’escalation della guerra con l’Iran
alimenti l’inflazione globale e costringa le principali banche centrali a
mantenere una linea restrittiva piu’ a lungo. L’oro perde oltre il 6% e
scivola verso i 4.100 dollari l’oncia, toccando i livelli piu’ bassi degli
ultimi quattro mesi. La scorsa settimana il metallo giallo aveva gia’
lasciato sul terreno oltre il 10%, mentre il forte rialzo del petrolio ha
rafforzato le preoccupazioni per una nuova fiammata inflazionistica,
spingendo i mercati a scontare una pausa piu’ lunga sui tassi o persino
ulteriori rialzi da parte delle principali banche centrali. Il conflitto
con l’Iran, intanto, non mostra segnali di allentamento. Il presidente
Donald Trump ha minacciato attacchi contro centrali elettriche iraniane se
lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto, mentre Teheran ha avvertito che
colpira’ asset chiave statunitensi e israeliani nella regione nel caso in
cui vengano prese di mira le proprie infrastrutture energetiche. In forte
calo anche l’argento, che perde oltre l’8% sul mercato spot e piu’
dell’11% nei contratti future, scivolando sui minimi da inizio anno. Le
vendite si estendono anche agli altri metalli preziosi: il platino crolla
di oltre il 10% e il palladio lascia sul terreno quasi il 7%. Il calo dei
metalli preziosi riflette il cambio di umore dei mercati: la guerra non
sta rafforzando la domanda di beni rifugio, ma alimenta piuttosto i timori
per energia piu’ cara, inflazione piu’ persistente e condizioni
finanziarie piu’ rigide. In questo quadro, aumenta anche la pressione
sulle principali economie perche’ sostengano la liquidita’, anche
attraverso vendite di oro, per assorbire l’impatto del conflitto.

Iran, Cina: “Regione rischia di andare fuori controllo”

La Cina ha avvertito del rischio che la
situazione in Medio Oriente possa diventare “incontrollabile” se il
presidente degli Stati Uniti Donald Trump portera’ avanti la sua minaccia
di distruggere le centrali elettriche iraniane. “Se la guerra si
diffondesse e la situazione dovesse peggiorare ulteriormente, l’intera
regione potrebbe precipitare in una situazione incontrollabile”, ha
dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Ministero degli Esteri
cinese Lin Jian.

Iran, Teheran: “Nemmeno Nato avalla bugie Israele su Diego Garcia”

Per l’Iran, il segretario generale della Nato,
Mark Rutte, non ha voluto confermare che Teheran abbia preso di mira la
base anglo-americana di Diego Garcia. “Il fatto che persino il segretario
generale della Nato (notoriamente impegnato a fare pressioni sui membri
dell’Alleanza affinche’ accontentino gli Stati Uniti e sostengano la loro
guerra illegale contro l’Iran) si rifiuti di avallare la piu’ recente
disinformazione israeliana, la dice lunga: il mondo e’ ormai esausto di
queste trite e ritrite storie di operazioni sotto falsa bandiera”, ha
scritto il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un post
su X in cui riporta le dichiarazioni di Rutte.

Mosca: “Contrari al blocco di Hormuz, ma va letto nel contesto del Medio Oriente”

Il viceministro degli Esteri russo Andrei Rudenko ha affermato che Mosca si oppone al blocco dello Stretto di Hormuz, ma chiede che ‘l’intera situazione venga considerata nel contesto degli eventi in Medio Oriente’. “L’Iran, come altri Paesi, ha anche il diritto all’autodifesa, secondo la sua visione. Questo non significa che approviamo tutto ciò che accade lì”, ha detto Rudenko ai media, citato dall’agenzia Interfax.

Iran, media: “Sei morti in attacchi mirati a Tabriz”

Sei persone sono rimaste ferite in due attacchi
mirati a Tabriz, nell’est dell’Iran. Lo riferisce al Jazeer citando
l’agenzia iraniana Fars. Majid Farshi, direttore regionale della
Protezione civile, ha reso noto che quattro persone sono morte nel
bombardamento di un condominio nella zona di Marzdaran e altre due in un
parco di Rabe Rashidi.

Borsa: Tokyo, chiusura in netto calo (-3,48%)

La Borsa di Tokyo termina la prima seduta della settimana in sostenuto ribasso, assestandosi ai minimi di inizio anno, con gli investitori preoccupati per l’evoluzione del conflitto in Medio Oriente, dopo le nuove minacce del presidente Usa Donald Trump di bombardare le infrastrutture  energetiche dell’Iran se lo Stretto di Hormuz non verrà riaperto al transito. Il listino di riferimento Nikkei cede il 3,48%, a quota 51.515,49, con una perdita di 1.857 punti. Sul mercato valutario lo yen guadagna terreno sul dollaro, a 159,50, ed è stabile sull’euro a 183,90.

Tricarico: “I missili iraniani hanno sorpreso tutti”

Con l’operazione iraniana contro la base di Diego Garcia “la Repubblica Islamica ha sorpreso tutti, in particolare ‘gli addetti ai lavori’, a cominciare dalle forze israeliane, e questo è davvero strano e inquietante”. Così in un’intervista a La Stampa l’ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare italiana, Leonardo Tricarico.     “Significa – aggiunge – che qualcosa nella raccolta o nella valutazione delle informazioni apparentemente non ha funzionato come avrebbe dovuto. E questo dubbio alimenta incertezza e paura”.     A una domanda su quanto sia grande e grave l’insidia: “Il punto strategico-militare non è tanto se un missile possa raggiungere la Turchia, questo cambierebbe poco le dinamiche, ma se sia in grado di arrivare più lontano, verso paesi come Grecia, Italia, Francia o Germania – risponde il generale – In quel caso si aprirebbe uno scenario completamente diverso”. Su quale possa essere, Tricarico pone un tema: “Come reagirebbero questi Stati? Si attiverebbe l’articolo 5 della Nato? Ci sarebbe quindi un coinvolgimento diretto dell’Alleanza atlantica?” E prosegue: “Il pericolo in prospettiva è complesso, riguarda la politica oltre agli eserciti. L’incubo è un’escalation imprevista”.     “Sul piano militare occorre scoprire e chiarire la portata: quanti missili hanno gli iraniani, con quale affidabilità, con quale precisione”, osserva il generale. “La guerra oggi è in una fase di stallo – conclude – Ma il quadro può cambiare con sorprese clamorose, peraltro mai da escludere”.

Kepel: “Pericoli enormi, ci avviciniamo all’uso dell’atomica”

“Fare un pronostico” sulla guerra in Medio Oriente “è ancora difficile perché ci sono troppe incognite, tanto sulla capacità iraniana di colpire Israele e i Paesi del Golfo quanto sulla possibilità che Netanyahu e Trump riescano a distruggere il regime di Teheran. Ma siamo al parossismo, ci avviciniamo cioè in modo pericoloso all’uso dell’arma nucleare”. A dirlo in un’intervista a La Stampa è l’islamologo Gilles Kepel.
     “L’attacco reciproco su Natanz e su Dimona – spiega – con la teocrazia sciita sorprendentemente in grado di infliggere danni seri al sito dov’è localizzata la bomba israeliana, apre a un’escalation imprevedibile”.
     Se abbiano sottovalutato l’Iran “il regime si era evidentemente preparato a questo attacco – osserva – E usando le armi del povero, come i droni Shahed da 35 mila dollari l’uno prodotti in tutto il Paese su scala industriale, è riuscito, per ora, a mettere in trappola i nemici”. Kepel parla anche del “sistema organizzativo a mosaico costruito dal regime per ovviare alla portentosa capacità d’infiltrazione israeliana grazie al quale, per quanto decapitata, la teocrazia non cade e risponde colpo su colpo”.
      Quanto all’Iran come “minaccia concreta”: “Non lo era. Di sicuro, a sentire l’antiterrorismo americano, non lo era per gli Stati Uniti – È una guerra di Israele. Anche l’Unione europea si tiene alla larga, con Macron ed altri leader disponibili a riattivare il commercio mondiale senza però schierare alcuna forza a Hormuz”, prosegue Kepel.
     L’islamologo dice di non essere convinto del fatto che il regime sia  ancora in controllo del Paese. “Filtrano poche notizie dall’Iran, circolano dei video ma vanno scremate propaganda e intelligenza aritificiale”.
    Se Trump dovesse mandare i soldati “sarebbe una catastrofe – è il monito dello studioso – l’America non può neppure ipotizzarlo. Il tema è il rischio nucleare, il momento Hiroshima: i missili caduti su Dimona che fino a ieri venivano intercettati nei cieli d’Israele”.

Iran, Lavrov: “Modi atteso in Russia quest’anno”

Il primo ministro indiano Narendra Modi è atteso in Russia nel corso  dell’anno. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov  sottolineando che è ”importante il coordinamento tra India e Russia in  politica estera” e, in particolare ora, ”in merito alla crisi nel  Golfo Persico” dopo la guetta in Iran. Lo riporta la Tass.

Teheran: “Arrestati decine di mercenari di Usa e Israele”

Il Ministero dell’Intelligence di Teheran ha dichiarato in un comunicato che 25 “mercenari degli Stati Uniti e di Israele” sono stati arrestati, di cui 23 nella Provincia Centrale e 2 nella Provincia del Golestan. “Gli arrestati avevano legami con la rete televisiva dissidente Iran International e le hanno inviato informazioni sulla posizione di centri militari e forze di sicurezza, oltre ad avere legami con gruppi separatisti che pianificavano disordini di piazza in caso di appelli da parte del nemico statunitense-israeliano”, aggiunge il comunicato, citato da Irna, precisando che a 15 degli arrestati verranno confiscati beni.
    Nel frattempo, altri “elementi di Iran International Tv” sono stati arrestati a Bojnourd, nella Provincia del Khorasan Settentrionale. Le forze di sicurezza iraniane, in messaggi ai cittadini, hanno minacciato di intervenire contro i membri delle pagine social di Iran International, invitandoli ad abbandonare tali pagine.

Borsa: l’Asia cade con Tokyo e Seul, l’Europa attesa in rosso

Avvio di settimana al cardiopalma per le Borse di Asia e Pacifico, ancora una volta sotto pressione per i timori di una ulteriore  escalation della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Un nuovo ultimatum di Donald Trump a Teheran ha innescato una fuga generalizzata dagli asset rischiosi.      Tokyo lascia il 3,48% e Seul il 6,5% con Giappone e Corea che insieme all’India, sono considerati i paesi più vulnerabili alle interruzioni delle forniture energetiche globali. Pesantissime anche Hong Kong (-4,16%), Shanghai (-3,6%) e Shenzhen (-4,19%).  L’Europa è prevista in rosso, così come sono negativi i future su Wall Street.

Iran: media, caccia Usa precipita in Kuwait

Un caccia americano e’ precipitato in Kuwait. Lo scrive l’agenzia Mehr citando media iracheni. Secondo l’emittente irachena Al-Ahd, citata dai
media iraniani, il caccia americano e’ stato colpito nei cieli sopra
l’Iran ed e’ poi caduto in Kuwait.

Cambi, euro apre in calo poco sopra quota 1,15 dollari

Euro debole nei primi scambi della mattinata poco
sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1532 dollari
(-0,35%) e a 183,92 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 159,48, +0,16% in
favore del biglietto verde.

CentCom: “L’Iran prende di mira i civili per disperazione”

Brad Cooper, a capo del Comando Centrale degli Stati Uniti (CentCom), ha affermato che l’Iran ha preso di mira sempre più spesso obiettivi civili nella regione “per disperazione”, a causa del deterioramento delle sue capacità militari, in un’intervista a Iran International, il media d’opposizione basato a Londra.    “Stanno agendo in preda alla disperazione… Nelle ultime due settimane, hanno attaccato obiettivi civili in modo molto deliberato, più di 300 volte”, ha dichiarato. Cooper ha inoltre sottolineato che “all’inizio del conflitto si vedevano grandi quantità di droni e missili. Ora non si vedono più. Si tratta di uno o due alla volta”. L’amministrazione statunitense sostiene che la capacità di fuoco dell’Iran si sia drasticamente ridotta. Nella prima settimana di marzo, il Pentagono ha affermato che i lanci di missili erano diminuiti del 90% rispetto al primo giorno di combattimenti e gli attacchi con droni dell’86%.

Il prezzo del gas in avvio sale oltre i 60 euro al megawattora

Il prezzo del gas in avvio di settimana è in rialzo. I contratti Ttf sul mercato di Amsterdam salgono del 2,1% a 60,5 euro al megawattora.

Prezzo dell’oro crolla, Spot scambiato a 4.152 dollari

Il prezzo dell’oro crolla questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) scende a 4.152 dollari l’oncia con una riduzione del 10,6%.

Amb. Ordine di Malta: “In Libano oltre un milione di sfollati”

In Libano si contano “oltre un milione di sfollati”. Lo ha affermato l’ambasciatrice Maria Emerica Cortese, rappresentante diplomatica dell’Ordine di Malta a Beirut, ospite a Rai News 24. Dopo aver detto più volte che nel paese mediorientale è in corso una catastrofe umanitaria, la rappresentante dell’antichissimo ordine religioso (che è un soggetto sovrano di diritto internazionale dedito all’assistenza umanitaria in oltre 120 Paesi) ha detto che per il futuro “noi speriamo che qualcosa possa cambiare ma non sarà immediato: questo popolo è destinato a continuare a soffrire”.

Iran, Emirati contro Lega Araba e Oci: “Dove siete nel bisogno?”

Durissima presa di posizione degli Emirati Arabi
Uniti contro le organizzazioni islamiche e arabe ree di aver lasciato solo
il Golfo durante la guerra. A farsene portavoce e’ stato Anwar Gargash,
potente consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. “Noi,
negli Stati del Golfo Persico, abbiamo il diritto di chiedere: dove sono
le istituzioni di azione araba e islamica congiunta, prima fra tutte la
Lega Araba e l’Organizzazione della Cooperazione Islamica, mentre i nostri
Paesi e i nostri popoli sono soggetti a questa brutale aggressione
iraniana? E dove sono i principali Stati arabi e regionali?”, ha scritto
su X. “In questa assenza e impotenza, non sara’ lecito parlare in seguito
del declino del ruolo arabo e islamico o criticare la presenza americana e
occidentale. Gli stati arabi del Golfo sono stati un sostegno e un partner
per tutti nei periodi di prosperita’… quindi, dove siete oggi, in tempi
di difficolta’?”, ha aggiunto.

Prezzo petrolio sale ancora, Wti scambiato a 100,68 dollari

Il prezzo del petrolio sale ancora sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna a maggio è scambiato a 100,68 dollari con una crescita del 2,49% mentre il Brent, sempre con consegna a maggio, è scambiato a 113,70 dollari con un avanzamento dell’1,35%.

Bitcoin: resta sotto 68mila dollari, pesa escalation conflitto

Anche il Bitcoin arretra insieme agli altri asset
piu’ rischiosi, scendendo sotto 68mila dollari, in un mercato scosso
dall’escalation in Medio Oriente. A pesare sono i timori per un
allargamento del conflitto e per nuove pressioni su inflazione e tassi. In
questo quadro la criptovaluta piu’ famosa ha comunque tenuto meglio
dell’oro nell’ultimo mese, guadagnando circa il 6%. Resta pero’ negativo
il bilancio da inizio anno: mentre l’oro si muove intorno alla parita’, il
Bitcoin registra ancora una flessione superiore al 20%. Il metallo giallo
ha risentito di forti prese di profitto dopo i massimi di fine gennaio e
di un piu’ ampio smontaggio delle posizioni lunghe. Il Bitcoin, invece, ha
beneficiato di sviluppi normativi piu’ favorevoli negli Stati Uniti e del
ritorno degli acquisti dopo il forte calo accusato rispetto ai massimi
record di ottobre.

Media: “Coloni tentano di incendiare una clinica e auto in Cisgiordania”

Secondo quanto riportato dai media palestinesi, alcuni coloni avrebbero tentato di incendiare veicoli e una clinica durante la notte nel villaggio di Burqa, nella zona di Ramallah. Non si segnalano feriti. Lo riporta il Times of Israel.    Secondo altre fonti, i coloni avrebbero anche bloccato una strada per diverse ore durante la notte nelle colline a sud di Hebron, apparentemente nel tentativo di impedire il passaggio ai palestinesi, e avrebbero lanciato pietre contro un palestinese nella zona di Nablus.    Gli attacchi si sono verificati in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni in Cisgiordania, con arresti sempre più rari e incriminazioni ancora più rare. I critici affermano che l’impunità di cui godono i coloni dimostra che la violenza degli estremisti è avallata, se non addirittura incoraggiata, dal governo, scrive il Times of Israel.

Iran, Israele riunisce gabinetto sicurezza dopo ultimatum Trump

Il gabinetto di sicurezza israeliano si riunira’
questa sera in vista dell’ultimatum di Donald Trump all’Iran. Lo
riferiscono i media israeliani. Il presidente americano ha dato ieri 48
ore a Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz o attacchera’ le reti
energetiche iraniane.

Libano, Hezbollah: “Abbiamo soprese in serbo. Soprattutto droni”

Hezbollah ha minacciato di colpire duramente
Israele in particolare con droni. “Abbiamo delle sorprese in serbo,
specialmente per quanto riguarda i droni suicidi. Ci siamo preparati per
una lunga guerra contro gli occupanti sionisti”, ha dichiarato Wafiq Safa,
membro del Consiglio politico di Hezbollah, alla tv di stato iraniana.
“Dopo la guerra, costringeremo il governo a revocare la sua decisione di
vietare le attivita’ militari di Hezbollah e non importa come lo faremo”,
ha aggiunto.

Iran: “Un morto in un attacco a una stazione radiofonica”

Un attacco a una stazione radiofonica nel sud dell’Iran ha causato almeno un morto, secondo quanto riportato dalla televisione di stato. “Il trasmettitore Am da 100 kilowatt del Centro Radiotelevisivo del Golfo Persico è stato attaccato dall’esercito terroristico sionista-americano”, ha riferito la televisione di Stato della Repubblica Islamica dell’Iran. “In questo attacco, che viola il diritto internazionale, un membro del personale di sicurezza del centro è stato ucciso e un’altra persona è rimasta ferita”.

Trump: pace attraverso la forza. Per usare eufemismo

Il presidente americano Donald Trump è tornato a invocare una guerra durissima con L’Iran. “Pace attraverso la forza, per usare un eufemismo”, ha scritto su Truth.

Oro: prezzo scende sotto 4.300 dollari, in calo da 4 settimane

L’oro e’ sceso sotto i 4.300 dollari l’oncia,
estendendo il calo alla quarta settimana consecutiva, mentre l’aggravarsi
del conflitto in Medio Oriente alimenta i timori sull’inflazione e aumenta
la pressione sulle principali economie affinche’ sostengano la liquidita’,
anche attraverso vendite di oro, per compensare l’impatto della guerra. Il
conflitto con l’Iran, del resto, continua a non mostrare segnali di
allentamento. Il presidente Donald Trump ha minacciato attacchi contro
centrali elettriche iraniane se lo Stretto di Hormuz non verra’ riaperto,
mentre Teheran ha avvertito che colpira’ asset chiave statunitensi e
israeliani nella regione nel caso in cui vengano prese di mira le proprie
infrastrutture energetiche. La scorsa settimana il metallo giallo ha perso
oltre il 10%, penalizzato dall’impennata del petrolio, che ha rafforzato i
timori di un’inflazione piu’ persistente e spinto i mercati a scontare una
pausa piu’ lunga sui tassi, se non addirittura nuovi rialzi da parte delle
principali banche centrali.

Iran, Idf: “Intercettati missili lanciati dall’Iran”

Le Idf hanno intercettato missili lanciati dall’Iran verso il territorio  israeliano e hanno chiesto alla popolazione di mettersi al riparo.  “Poco fa, le Forze di Difesa Israeliane (Idf) hanno identificato missili  lanciati dall’Iran verso il territorio dello Stato di Israele”, ha  scritto l’esercito israeliano su Telegram. “I sistemi di difesa sono in  funzione per intercettare la minaccia”, hanno aggiunto.

Borse asiatiche: in forte calo per timori guerra, Kospi -6%

Le Borse asiatiche aprono la settimana in forte
calo, appesantite dai timori di un’ulteriore escalation della guerra tra
Stati Uniti, Israele e Iran. A spingere gli investitori fuori dagli asset
piu’ rischiosi e’ stato l’ultimatum lanciato dal presidente Donald Trump a
Teheran, seguito dalla dura risposta iraniana. Tra i listini peggiori
figurano Giappone e Corea del Sud, considerati insieme all’India tra i
Paesi asiatici piu’ esposti a possibili interruzioni delle forniture
energetiche globali. Sui mercati pesa anche il rialzo del petrolio, che
alimenta i timori di un’inflazione piu’ persistente e di banche centrali
costrette a mantenere una linea piu’ restrittiva. A Tokyo, l’indice Nikkei
cede oltre il 3,5%, mentre a Seul il Kospi oltre il 6%, segnando la
flessione piu’ pesante dell’area. Sul listino sudcoreano pesa anche la
prospettiva di una Bank of Korea piu’ aggressiva nei prossimi mesi, dopo
la nomina dell’economista Shin Hyun-song a nuovo governatore della banca
centrale. Nelle precedenti dichiarazioni, Shin aveva assunto toni da
falco, mettendo in guardia contro l’eccesso di credito e i rischi
inflazionistici. In calo anche gli altri principali mercati della regione:
a Hong Kong, l’Hang Seng perde quasi il 4%, mentre in Cina gli indici di
Shanghai e Shenzhen arretrano entrambi di oltre il 3,5%.

Iran, esercito: “Trump pensava fosse film. Perde e nasconde morti”

Il presidente Donald Trump pensava che la guerra
all’Iran fosse come un film di Hollywood e invece sta perdendo e nasconde
agli Americani il numero dei suoi morti in battaglia. A sostenerlo e’
Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare
Khatam al-Anbiya,in dichiarazioni riportate dai media iraniani. “I malvagi
politici sionisti americani, assassini di bambini, hanno allestito una
grande messinscena, usando il proprio personale militare e la popolazione
musulmana della regione come scudi umani per le loro politiche
sconsiderate, e minacciano costantemente un Iran potente”, ha detto.
“Soldati americani vengono massacrati quotidianamente nella guerra che
avete istigato, rotolando nel proprio sangue, e voi vi astenete
dall’informare la nazione americana e le loro famiglie delle vere cifre di
morti e feriti, e censurate invece severamente le notizie sulla guerra. Se
il vostro esercito criminale riportasse le cifre reali dei morti e dei
feriti in modo accurato e tempestivo, il vostro esercito codardo e
timoroso andrebbe in pezzi, i vostri soldati si rifiuterebbero di obbedire
ai loro comandanti e dovreste affrontare una feroce resistenza del vostro
stesso popolo in America, che non vi permettera’ di mandare i propri figli
a morire”, ha proseguito. “Soprattutto tu, Trump, lo sciocco presidente
d’America! Non puoi ottenere nulla con i tuoi circhi mediatici in questa
guerra e invasione che hai scatenato contro un potente Iran”, ha
insistito, “avete scambiato la guerra contro la fiera nazione e le potenti
forze armate dell’Iran per film hollywoodiani ed eroi di fantasia, e avete
iniziato l’aggressione con calcoli errati. Forse non avreste potuto
immaginare una sconfitta cosi’ totale”.

Iran, Pasdaran: “Se rete energetica attaccata risponderemo”

I Guardiani della Rivoluzione iraniani sono
tornati a minacciare dure rappresaglie in caso di bombardamenti ai suoi
impianti energetici. “Avete attaccato i nostri ospedali noi no. Avete
attaccato i nostri centri di soccorso, noi no. Avete attaccato le nostre
scuole, noi no. Ma se attaccate la rete energetica, noi attaccheremo reti
energetiche: risponderemo a qualsiasi minaccia con la stessa intensita'”,
si legge in una nota riportata dall’agenzia Isna.

Ft: “Taiwan teme che la guerra in Iran stia esaurendo i missili Usa a lungo raggio”

Taiwam teme che la guerra in Iran stia esaurendo le scorte di missili da crociera a lungo raggio, che sarebbero fondamentali per consentire agli Stati Uniti di respingere un’eventuale attacco cinese, rendendo così il Paese più vulnerabile. Lo riporta il Financial Times, dopo aver parlato con alcuni funzionari della Difesa di Taipei.    “La mia preoccupazione principale è che le forze statunitensi stiano consumando grandi quantità di munizioni che, presumibilmente, sarebbero necessarie per contrastare un eventuale attacco a Taiwan”, ha dichiarato al Ft un alto funzionario della difesa taiwanese spiegando che “questo indebolisce la deterrenza”.    Secondo le fonti di Taipei, se gli Stati Uniti dedicassero troppo tempo ad altri teatri di guerra, al punto da concentrarvi troppe risorse, “alla fine si creerebbe davvero uno squilibrio”. Il Center for Strategic and International Studies (Csis) ha stimato la scorsa settimana che le forze statunitensi abbiano lanciato 786 missili Jassm e 319 missili Tomahawk nei primi sei giorni della guerra in Iran, in entrambi i casi, una quantità pari a diversi anni di produzione. Gli esperti di difesa hanno affermato che entrambi sarebbero cruciali in qualsiasi conflitto su Taiwan perché possono essere lanciati al di fuori della portata delle difese aeree nemiche, riducendo il rischio per gli aerei o le navi da guerra che attaccano.

Israele: intercettati missili lanciati dall’Iran

L’esercito israeliano ha annunciato stamattina di aver intercettato missili lanciati dall’Iran verso lo Stato ebraico, nel 24mo giorno di guerra in Medio Oriente. Le forze armate di Israele “hanno rilevato missili lanciati dall’Iran. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare questa minaccia”, ha scritto l’esercito su Telegram.

Iran, capo Aie: 40 impianti energetici con danni gravi in M.O.

Almeno 40 impianti energetici in Medio Oriente sono stati “gravemente danneggiati” nel corso del conflitto tra Usa,Israele e Iran. Lo ha affermato Fatih Birol, Direttore Generale dell’Agenzia Internazionale dell’Energia. 

Idf: raid aerei su Teheran contro obiettivi del regime

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato “una massiccia ondata di attacchi aerei contro le infrastrutture governative iraniane a Teheran”. Secondo quanto dichiarato dall’Idf, gli attacchi sono diretti contro “infrastrutture legate al regime terroristico iraniano”.

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