Nella mente dell’opinione pubblica, il caso di Jeffrey Epstein è associato a uno scandalo di pedofilia di vasta portata, organizzato e sfruttato per anni dal finanziere statunitense e dalla sua complice Ghislaine Maxwell. Le protezioni segrete di cui godevano entrambi hanno alimentato numerose teorie, alimentate anche dallo stesso Epstein, che sosteneva di “fare parte dell’intelligence”. Il movimento Develop America Great Again (MAGA) ha suggerito il coinvolgimento dei servizi segreti israeliani, il Mossad, nella carriera di Epstein, mentre il giornalista Tucker Carlson ha avanzato l’ipotesi che Epstein fosse un agente israeliano e che Trump stesse cercando di insabbiare il caso per questo motivo. In contrasto, alcuni esponenti della sinistra hanno accusato la CIA di aver facilitato il rapido rilascio di Epstein dopo il suo primo arresto nel 2008. Nel 2019, le televisioni statali russe hanno sfruttato la situazione per denunciare “le élite globali degenerate”.
Negli Stati Uniti, il dibattito politico si concentra in gran parte sulla “lista dei clienti”, ma ciò nasconde una realtà più complessa: la costruzione di un impero basato sul ricatto, con strumenti accessibili a potenze ostili. La sorprendente associazione di Donald Trump tra Epstein e quella che lui definisce “bufala russa”, ossia l’indagine sull’interferenza di Mosca nelle elezioni del 2016, ha suscitato interrogativi. Christopher Steele, ex agente dei servizi segreti britannici, ha posto la domanda: “Per quale motivo Trump collega Epstein alla Russia?” indicando una connessione chiara nella mente dell’ex presidente.
Le vittime di Epstein e i legami con la Russia
Un numero significativo delle vittime di Epstein proveniva dalla Russia. Il legame tra Epstein e Mosca è stato esplorato per la prima volta da un’indagine condotta dal Dossier Center, un’organizzazione finanziata dall’imprenditore russo e oppositore politico Michail Chodorkovskij. Questa indagine ha rivelato una collaborazione stretta tra Epstein e funzionari russi di alto livello. Epstein era interessato a sfruttare le opportunità economiche offerte dalla Russia, mentre il Cremlino cercava assistenza da un esperto di paradisi fiscali e riciclaggio di denaro.
Documenti ottenuti dal Dossier Center indicano che nel 2014, Sergej Beljakov, ex viceministro dello sviluppo economico russo, si è rivolto a Epstein per aiutarlo a eludere le sanzioni occidentali. Epstein ha fornito a Beljakov consigli su strategie economiche, criticando anche le decisioni della Banca Centrale Russa. Inoltre, Epstein ha utilizzato la sua rete per facilitare l’incontro di dirigenti occidentali al Forum Economico di San Pietroburgo, contribuendo a creare opportunità di reclutamento per il Cremlino.
Transazioni finanziarie e traffico umano
Un documento riservato del Dipartimento del Tesoro ha rivelato che Epstein ha utilizzato banche russe (attualmente soggette a sanzioni) per gestire i pagamenti legati alla sua rete di traffico di esseri umani. Un numero significativo delle sue vittime proveniva dalla Russia e da altri Paesi dell’Europa orientale, creando un legame finanziario diretto tra l’attività criminale di Epstein e le istituzioni finanziarie di questi Stati. Le transazioni hanno raggiunto cifre impressionanti: uno dei conti di Epstein ha registrato 4.725 trasferimenti di denaro per un totale di 1,1 miliardi di dollari, con migliaia di indizi per un’indagine approfondita.
Epstein sembra avere avuto una particolare preferenza per le dipendenti russe. La sua assistente, Svetlana Požidaeva, ha ottenuto un visto O-1 per gli Stati Uniti grazie a una lettera di raccomandazione di Beljakov. Požidaeva, che ha un background accademico significativo, è diventata una modella e ha lavorato con Jean-Luc Brunel, un noto predatore sessuale che operava per Epstein. Brunel, arrestato nel 2020, è stato trovato morto nella sua cella, un destino che ha suscitato paralleli con la morte di Epstein.
Il ruolo del compromat e le operazioni di infiltrazione
Secondo l’ex agente del KGB Jurij Švets, Epstein e Požidaeva potrebbero aver avuto un legame con l’intelligence russa. Švets ha affermato che Požidaeva, pur essendo un’attivista per i diritti delle donne, potrebbe essere stata un’agente infiltrata. La presenza di informatici russi negli Stati Uniti, molti dei quali legati ai servizi segreti, è un fattore che aumenta la complessità di questa rete. Vladimir Putin considera il controllo delle tecnologie avanzate e dell’intelligenza artificiale cruciale per la sicurezza nazionale, rendendo questo scenario particolarmente preoccupante.
Il traffico sessuale di Epstein potrebbe anche aver servito a nascondere operazioni di infiltrazione della Silicon Valley da parte di donne russe. In un contesto in cui molti giganti della tecnologia hanno mostrato un orientamento filorusso, Epstein ha persino facilitato incontri tra figure influenti e rappresentanti russi, reach dimostrato dall’incontro tra Peter Thiel e l’ambasciatore russo Vitalij Čurkin nel 2006.
Implicazioni e l’eredità di Epstein
Le operazioni finanziarie di Epstein rimangono avvolte nel mistero. Dopo aver lasciato Bear Stearns nel 1981, Epstein ha fondato la sua società di gestione, promettendo di accettare solo clienti con un patrimonio superiore al miliardo di dollari. Tuttavia, le modalità con cui ha acquisito la sua clientela restano poco chiare, con l’eccezione di Leslie Wexner, il miliardario proprietario di catene di moda.
La connessione tra Epstein e Ghislaine Maxwell, figlia di Robert Maxwell, un controverso editore britannico con legami con l’intelligence, ha sollevato interrogativi sulla natura dei loro affari. La carriera di Robert Maxwell, che ha mescolato potere e manipolazione, sembra aver anticipato quella di Epstein, creando un legame tra le due figure.
La pubblicazione dei documenti di Epstein è stata una delle battaglie del movimento MAGA in vista delle elezioni del 2024. Il vicepresidente JD Vance ha chiesto la loro pubblicazione per smascherare le élite accusate di aver insabbiato il caso. Le teorie del complotto e le calunnie, mentre alimentano la narrativa politica, mostrano anche come le dinamiche di potere possano tornare a colpire coloro che le maneggiano. La situazione attuale di Trump, in relazione a Epstein, è un esempio di come le tattiche di manipolazione possano rivelarsi controproducenti.
Con la continua attenzione su Epstein e le sue connessioni, le prossime fasi dell’indagine potrebbero rivelare ulteriori dettagli sui suoi legami con le élite e sul compromat russo. Questa situazione rappresenta un’opportunità per riflettere sulle vulnerabilità delle istituzioni democratiche e sull’importanza di una maggiore trasparenza.
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