The post-Waters era of a Momentary Lapse of Reason and the Division Bell
David Gilmour e Nick Mason si ritrovano senza Roger Waters. E, almeno in apparenza, sembrano sollevati: finalmente sono liberi di fare quello che vogliono.
The Division Bell è sicuramente meglio di A Momentary Lapse of Reason. Qui, almeno, si sente di più una band. Richard Wright è tornato in pianta stabile e il disco ha una dimensione maggiormente collettiva. E c’è anche qualche momento davvero notevole, come la High Hopes finale. Ma ancora una volta i Pink Floyd sembrano impegnati soprattutto a fare il verso a se stessi.
The Endless River suona più spontaneo di quanto la sua confezione lasci immaginare. Sono semplicemente tre musicisti che buttano giù idee. E proprio da questa libertà viene fuori in modo naturale una certa musica.
Soundtracks and transitional experiments in the late sixties
Siamo in uno dei momenti più creativi dei Pink Floyd. Ed è proprio questo a rendere Obscured by Clouds un disco, per certi versi, piuttosto strano. Il risultato è dunque un disco elegante, a tratti suggestivo, ma poco necessario.
In More i Pink Floyd si trovano in un momento particolare della loro storia. Brani come Green Is the Colour e soprattutto Cymbaline sono segnali importanti in questa direzione.
Senza Syd Barrett, i Floyd rischiano di sfaldarsi.
The climax and fracture of the Waters hegemony
Eppure non è degno di entrare tra quelli ancora più riusciti. Il motivo è paradossalmente lo stesso che ne determina la forza: la leadership assoluta di Roger Waters.
È il meccanismo che rende i Pink Floyd una macchina creativa straordinaria.
The definitive masterworks of the golden era
La suite parte da un punto, intraprende un lungo viaggio e torna al punto di partenza.